diario romano

ARCHIVIO

“ Mercoledì 15 gennaio 1997 – « 11 ottobre 1944 – Ho sempre scritto in questi quaderni per pigrizia, per non fare altre cose, opere impegnative. Il diario è la viltà dello scrittore. È il colmo della superstizione letteraria, del calcolo sulla posterità. Per qualcun altro è l’avarizia di non perdere nulla. » (Pierre Drieu La Rochelle, Diario 1939-1945) “.










 ARCHIVIO

 La riserva mentale / Diario 1984-1991



 1984


22 febbraio, Roma

nrel giorno dello sciopero [*] chiusi cinema e puttane. Praticamente tutta Roma. [**] [*] Contro Craxi? [**] All’inizio del 1984 io andavo dalle puttane: è questa l’informazione elementare che si ricava da questa che, probabilmente, è la prima nota del primo diario vero e proprio. E tuttavia dire questo è dire un po’ poco. Si dovrebbe dire come ci andavo. Si dovrebbe dire quanto ero solo. Dopo la fine dell’” avventura “ al giornale, dopo il ricovero, dopo la convalescenza, io non facevo assolutamente niente. Stavo disteso. Dormivo. Scrivevo. Poi uscivo. Giravo un po’ nel quartiere. Poi, molto spesso, andavo da una puttana. Non ero un puttaniere, un gaudente, ero l’uomo più solo della terra. Perché ci andavo? Ce n’era una, a due passi da casa – non avevo la macchina, e comunque non mi piaceva allontanarmi troppo -, una bella bionda, neanche troppo giovane, fredda ma assolutamente “ corretta “, mi lavava, con professionale perizia, poi procedeva con il resto, senza smorfie, senza esagerazioni, mi faceva fare con calma – io, lo confesso, mi chiedevo sempre che effetto le facesse. Poi me ne andavo. Uscivo nella stradetta deserta, nel desolato quartiere, rientravo in casa, mi distendevo di nuovo sul letto. Mi sentivo svuotato, ma più vuoto di come ero già non sarebbe stato possibile. Poi, forse, scrivevo qualcosa. Poi, forse, mi preparavo la cena. Poi, forse, leggevo qualcosa. Poi mi infilavo nel letto, sempre piuttosto presto. Prima di addormentarmi, forse, telefonavo a casa. Tutta qui, la mia vita di allora. (Ero appena entrato nel mio quarantesimo anno) (Riprendo in mano la vecchia agenda. Innanzitutto un piccolo mistero: perché l’anno – diaristico – comincia il 22 febbraio? È un’agenda riempita con cura, scritta in inchiostro rosso, i testi sono all’interno di certi piccoli box tracciati con la riga, ci sono anche certi piccoli collages di sentore mondrianesco… Non è un diario vergato da una mano febbrile o disperata, c’è piuttosto una certa meticolosità, una certa cura estetica, persino un tantino pedante) [Nota gennaio 2004]

23 febbraio

Fra le tante la balla che il Pci se non c’era il terrorismo…

I camionisti: un’Europa-Cile?

Ancora un servizio sull’erboristeria. (Dieci anni dopo, su un altro giornale)

Immense foto su Tempo illustrato, argomento la scuola militare, la solita vista sull’Espresso più di dieci anni fa: Parrish Island. Evidente l’ambiguità del messaggio. Sergenti urlanti / bambini spauriti. Antimilitarismo?

24 febbraio

Dice che i tedeschi dicono: « Stupido come un tenore ». Ma a quanto pare si guardano bene dal dire: « Stupido come un basso ».

« Ogni volta entro fino in fondo nel mio ruolo, e ogni volta ne esco. Un attore è come un pittore ». “ (L’attore inglese Ben Kinsley parla del film Gandhi)

” Io non leggo quasi mai le cronache dei processi di terrorismo perché quando mi imbatto in certe parole che anch’io in quegli anni ‘70, ‘71, ‘72, ‘73, ho pronunciato tante volte dandogli un certo significato, mi accorgo rileggendole che potevano averne un altro. Al­lora devo cambiare pagina perché sto male “ (Franco Piro ai giornali)

Mi dovete delle spiegazioni.

25 febbraio

In Perceval le gaulois (Rohmer, 1978) una teoria del romanzo. L’epopea cavalleresca si connette al racconto evangelico, lo sfida, lo fraintende, lo attraversa in cerca della sua verità, che dopo il primo millennio di cristianesimo, già non è più evidente. L’immagine ha una funzione essenziale. Ecco il teatro (la rappresentazione sacra ma anche i pupi), la pittura (che attualizza, aggiorna, ambientando la storia di Cristo nella città medievale), la musica (il trobar che è la ricerca). Ecco l’amore, che diviene specchio del viaggio del cavaliere. La donna del cavaliere. Il romanzesco. Il fiabesco. Il cavaliere è all’inizio un gaulois sauvage. Lunga e piena di errori è la sua educazione sentimentale, e non è detto che alla fine impari davvero la verità cristiana. Forse la verità è un equivoco. Cioè l’amore. Forse la verità è un romanzo. Un film. Un romanzo illustrato (l’Ottocento non fa forse la stessa cosa del Medioevo nei confronti del suo passato mitico?). Un fumetto. Raccontare è inventarsi un passato. Una versione dei fatti, la mossa del cavallo, del cavaliere. (Invece di confrontare con Excalibur – ma anche – cfr. con Kaspar Hauser o Nel corso del tempo)

26 febbraio

Battiato = Modugno: la seconda in commedia? (L’eco di cose sentite. Il banale quotidiano. Il banale del banale del banale del banale)

Muori tu o muoio io?

Si era scagliato con un pamphlet contro quell’opera inesistente, ma quando lo capì era troppo tardi: ormai era diventato famoso. (Un sogno)

Sorseggiando il suo whisky – sugli ordinali sarà bene non insistere: è vero infatti che les hommes qui ne boivent pas ne sont pas bons – Renato Guttuso prosegue oltre Los Angeles, via Pacifico, e dice come tra sé: « L’anno venturo ho da fare una mostra a Tokio e non ho roba ». “ (Dai giornali)

27 febbraio

I capelli di Pavese, o quelli di Leone Ginzburg. O quelli di Gobetti. O di Montale. Anche a/per quei tempi quegli uomini avevano delle facce strane.

Ma chi ha detto che i preti non si sposano? Si sposano… si sposano…

Esigenze commerciali, esigenze di successo, il Re è un personaggio inesistente, cioè l’Indice di ascolto. « State attenti, la nave è ormai in mano al cuoco di bordo e le parole che trasmette il megafono del comandante, non riguardano più la rotta, ma ciò che si mangerà domani », avvertiva Kierkegaard centoquarantanni fa. Il programmista – cuoco di bordo – informa che domani, su una ventina di canali, c’è tanto da mangiare. “ (Dai giornali)

29 febbraio 

Il Convegno dei cinque. Gli anni Cinquanta, pedissequamente.

« Io stesso », dice la psicologa al dibattito sull’omosessualità negli adolescenti.

1 marzo

RRiempito un vuoto se ne svuota un altro.













È diabolica / È un’auto Fury del 1958 / È Christine “ (Locandina cinematografica)

Manchester, New Hampshire (USA): era evidente fin dall’inizio che gli USA erano la patria del doppio.

2 marzo

Al Treunotreuno sul tema balbuzie telefona la mamma della bambina a cui manca la erre. Ma anche a lei non funziona: nella telefonata si sente.

Parlando della balbuzie lo psicosomatologo dice: è come se dieci persone volessero uscire tutte insieme dalla stessa stanza. Se vogliono uscire vuol dire che c’è un pericolo, replica la logopedista.

Vedere sulla faccia della gente comune (ex-popolo) il ghigno di certa borghesia (scudocrociata) degli anni Cinquanta (me li ricordo benissimo)… È quello di cui parlava Pasolini?

Storia napoletana. Lei non mangia. Lui la conosce. Lei mangia. Lui si buca. Farà psicologia. Lei.

3 marzo

Guarda le donne: non ce n’è una che non stia con un uomo che è la re-incarnazione della madre. (Magari non lo sanno ancora)

L’inconscio collettivo è peggio della bomba atomica. Tutto sommato sarebbe meglio se diventasse conscio.

Dice: « Io sono un uomo medio ». Un uomo medium?

La rubrica di jazz alla radio. Gli anni Cinquanta: re-incarnazione.

Lo so: bisognerebbe non dargli importanza. Ma io vorrei decidere: Battiato è stupendo o no?

Fino dal Sessantotto era un “ no “ che sottintendeva un “ “, anzi era soprattutto un “ sì “. (Sì alla Coppa dei Campioni, sì all’aborto, sì al futurismo fiorentino ‘13-’14, sì ai Beatles, sì a Mozart, sì… )

Volevi ottomilacinque ma era ottomila anche lui te l’ha detto e solo perché ti ho guardato. Bella bionda.

4 marzo

Nonostante il testicolo problematico le foto di Hers, a onta del loro décor arbusiano, sono del tutto prive di reale pathos. È una retorica della demenzialità, che vuole stupire non essendo realmente stupìta. Solo in alcune si manifesta un vero sguardo allucinato-metafisico, ad esempio nella foto della tribuna dello stadio in notturna. Ma la folla funziona così solo se fotografata da lontano: da vicino la gente è brutta naturalmente ma si sa: è ovvia. Molto peggio quello che vedi (e senti) in strada. Altre foto, come quella del carrello-e-ferrovia o quella della strada con gli alberi inclinati non vanno oltre il normale standard allucinatorio della foto, per esempio di quella pubblicitaria. Quelle di cronaca (il morto in camera) ripetono la foto-cronaca di Wegee. Nel complesso vince la foto mezzo senza aggettivi, la cui funzione brutale e distruttiva è molto più evidente nella mostra attigua (Il colore della Belle Époque) dove fotografi gaudenti viaggiano scattano in casa e fuori donne nude e militari e paesaggi à la façon di Utrillo, Sisley… (Di Utrillo, che dipingeva cartoline, c’è da notare che viene celebrato a poca distanza dalla morte con una cartolina che riproduce un suo dipinto)

Garin ha scritto un’introduzione all’Elogio della follia dove dice pare che la follia è da intendersi proprio à la lettre.

« Non c’è problema ».

M’ama non m’ama. Ma parliamo di paura, piuttosto.

5 marzo

Dare la caccia al mondo? (Citati su James sul Corriere)

Nostalgia dell’innocenza.

Solo nei sogni ormai certi paesaggi certi spazi. Avevo lasciato il mio bagaglio sul treno. Era già partito quando sono tornato. Sulla banchina sotto un cielo cupo. Vento. Una lunga strada. I campi. Solo nei sogni le prospettive le lontananze. Avvenivano poi certe cose che non ricordo. Solo nei sogni gli avvenimenti. Un militare mi dava informazioni (una figura indimenticabile, mi viene fatto di scrivere. Come si dice di un personaggio di un romanzo). Solo nei sogni le persone. Ma poi Pertini con certi attrezzi mi voleva non so se circoncidere o castrare. Solo nei sogni l’emozione, la motivata paura. Rifugiato negli spogliatoi dei granatieri mi rivestivo dato che prima, con il presidente, ero nudo. Ma quante cravatte avevo intorno al collo!? Poi mi chiamavano col mio cognome: dunque sapevano che ero lì. Due ragazzette entravano portando valigette metalliche come se contenessero i soldi di un riscatto. Ma io non avevo chiesto niente. (Stavo per scrivere “ mai “) Che imbroglio era mai quello? Eppure…: solo nei sogni un po’ di oscura verità, la verità in quanto oscura. Solo nei sogni la letteratura.

6 marzo

Il fascismo: una borghesia che ha la coesione interna, immotivata, irrazionale, carnale, di un popolo, anzi di una plebe urbana o contadina. Immoralità emotività teatralità. Un coro da melodramma: Vapensiero, vivaverdi. Un “ segreto “ in comune. Una grande famiglia. Nuova frontiera. Nuova democrazia. I “ giovani “.

Siena

Montand fa il numero della rivolta. E Mitterand – la faccia furba di un contadino o di un questurino – commenta: però, che talento!

Come spieghi che il sindacalista in prima fila al convegno della federazione tessili indossi un vistoso golf di Missoni?

L’implacata volontà di morte “, scrive Fortini di Bonsanti.

L’arte è duplicazione.

7 marzo

La gente comune si sente diversa.

I due vecchi tedeschi (il nazista e l’ebreo) litigano e finiscono nel rogo dell’autobotte. Il giovane ebreo invece, senza colpo ferire, costringe il vecchio dentista ex aguzzino a ingoiare i diamanti e poi suicidarsi. Auf-hebung. (Schlesinger, Il maratoneta, 1976)

10 marzo

La notte è piccola per noi ma anche nel giorno c’è chi si sente stretto.

In piena notte, sul corso deserto, l’ometto con il cappotto aperto nonostante il gran freddo per far vedere il maglione firmato.

11 marzo

Il babbo evita di passare davanti al commerciante da cui non “ si serve “ più. Com’è carnale il rapporto di scambio!

12 marzo

Maledetti toscani a rileggerlo oggi si dimostra un bellissimo libro. Una lingua ricchissima come non si parla più nemmeno in Toscana. Fra il libro e la sua ristampa c’è tuttavia il pubblico educato sul regionalismo dei filmetti post-pasoliniani etc. (Credo di averlo letto la prima volta a quattordicianni) (È un libro tutto sulla lingua, anzi sulla voce, corpo della differenza) (Da ricordare: le donne di Montalcino, tagliatrici di gole spagnole)

Il cinema è la patria degli stranieri “ (Curzio Malaparte, Diario di uno straniero a Parigi, 1947)

Lui le sta leggendo tutta la Recherche in francese. Ha cominciato dalla Prisonnière.

I giapponesi!

Il diario come teatro, ragiona Malaparte. (Per tutto il tema “ diario “ cfr. fra l’altro Brecht degli stessi anni)

13 marzo

Non potrò più camminare, ma posso fare all’amore “, fa scrivere all’innamorata il soldato americano ferito. (Yankees, Schlesinger, 1980) (Nell’ultima scena, mentre gli americani partono – “ Second front now “, dice la scritta murale -, le due donne si abbracciano incorniciate da un balconcino che sembra un teatrino, il palco di un teatro) (“ Se sono su quel treno sono sicura che si faranno vedere “, ha detto la bionda incinta)

La sedia del regista. Il regista, la sedia.

Ogni riferimento a persone conosciute è da ritenersi puramente casuale “: il cinema / la realtà.

Tautontologia.

15 marzo

Sanguinari e moralisti “, dice il telegiornale dei presunti appartenenti alla setta Ludwig.

16 marzo

Dacia Maraini, che ha tradotto il film, non ha compreso questo aspetto essenziale della relazione e ne ha reso incomprensibile il finale. Ruth ha ucciso il marito e, al processo, si rifiuta di parlare. Solo alla fine dice una frase: « Voglio ringraziare chi mi ha aiutato ad uccidere mio marito, Olga, la mia amica ». E la Maraini invece traduce non « la mia amica » ma « la mia donna ». Dà, così, l’impressione di un delitto passionale perché, in italiano, « la mia donna » o « il mio uomo » sono espressioni che appartengono al registro dell’innamoramento o dell’amore che scaturisce dall’innamoramento e che produce fusione ed esclusività. La novità del film, la sua forza dirompente, stava invece nell’aver confinato proprio gli uomini su questo terreno domestico-amoroso, geloso-passionale. La novità stava nell’aver valorizzato, nel rapporto fra le donne, proprio l’amicizia, un sentimento tradizionalmente considerato, e a torto, maschile. E di aver mostrato come l’amicizia femminile sia incredibilmente ricca grazie a quella capacità di amare tipica delle donne. E di farsi parte dell’altro, sia esso maschio o femmina, adulto o bambino. “ (Dice Francesco Alberoni)

Mentre – e lo si è capito più da Armani che da altri -, il nuovo punto di seduzione, l’elettrizzante luogo del desiderio, la luce di quella fragilità femminile che ancora annebbia i buoni propositi degli uomini, è certamente il collo: che sotto i capelli corti e addirittura sfumati sopra i piatti colletti, esce candido, sottile, richiamo invincibile a piccole, paradisiache violenze. “ (Dai giornali)

17 marzo

Il boy-scout con l’ombrello che porta la bambola con il vestito insanguinato di fronte all’attrice assassina – una riproduzione dell’originale, en abîme – è il cinema. Schirm, schermo, ombrello. Il cinema contro – versus – il teatro. (Hitchcock, Delitto in palcoscenico, 1950)

L’omaccione cattolico e gastronomo schiaccia quel buffone del piccolo Adolf. Ma la folla impazzisce e Hollywood brucia. (Schlesinger, Il giorno della locusta, 1974)

19 marzo

È l’inflazione la grande mamma di tutti.

Antiedipo-Edipo: 1-0.

Il dinosauro, che dormicchiava al museo, si sentì vellicar la groppa da zampini di lucertola, sendoché di un osso in altro quella vi andava scintillando a diporto, nell’esercizio mattutino. Disse: « Oggi a me, domani a te ». Questa favoletta ne adduce: che i piccoli vivi amano rampicare i grandi morti. “ (Carlo Emilio Gadda, Il primo libro delle favole, 1952)

20 marzo, Roma

C’è un grande dibattito sul film tv in sei puntate La piovra, di Damiano Damiani, con Michele Placido, Barbara De Rossi e altri rinomati stronzi targati anni Settanta. Trattandosi della mafia vengono interpellati i poliziotti di Palermo che dicono: non è mica così… Replica il regista difendendo i diritti della fantasia, etc. In ogni caso quando la verosimiglianza esteriore (nel contenuto) e quella interiore (nella forma) si separano è un brutto segno. Addio cinema. Almeno finché dura il tempo dello strappo.

Ripenso al professor Paciotti che vent’anni fa al liceo leggeva e spiegava Dante. Tutto sommato in vent’anni non ho sentito niente di meglio.

Ferruccio Masini se la prendeva con i “ fatti castrati “. Nella Sala degli specchi al circolo dei Rozzi, a Siena. (Gli aforismi di Marburgo)

Nel revival della poesia sono stato precocissimo (1977). Ma: non c’era nessun revival.

Il senatore di Cerignola, per dare l’assalto a De Michelis, inciampa e finisce al pronto soccorso. “ Figli di puttana “, urlavano i comunisti ai socialisti. Mi sembra il minimo.

21 marzo

« Mi sembra un tentativo di gettare confusione su tutto, come quando si cerca di spargere notizie sulle implicazioni di alcune vittime di delitti e la mafia stessa. E poi, essendo uno che da anni si occupa di questo problema, ho sentito uno spirito popolare cambiato, veramente assai più anti-mafioso di quanto non fosse in passato. Cito un esempio. Quando abbiamo girato la scena dell’assassinio, in via Carini, c’era una folla numerosissima che ha assistito a tutto il tempo delle riprese, fino all’alba, senza che nessuno protestasse per gli spari, per il chiasso che facevamo. Bene, quando, alla fine, Lino Ventura e Giuliana De Sio sono scesi dalla macchina, è scoppiato un applauso intensissimo, una manifestazione di calore e di simpatia, che andava oltre la curiosità per gli attori, era destinata ai personaggi che rappresentavano, al fatto che essi sentivano che, con questo film, stavamo facendo una cosa importante ». “ (Dai giornali)

Noto che Pascoli scrisse nel ‘906 una prolusione a inaugurare l’attività accademica a Bologna dal titolo Il ritorno. “ Nel 1908 – scrive l’Enciclopedia Garzantile prime avvisaglie del male inguaribile che doveva condurlo, quattro anni dopo, alla morte e la conseguente operazione arrestarono momentaneamente la sua attività “. Mi domando: che cosa è un ritorno? La Grande Proletaria si è mossa è del 1911, un anno prima della morte del poeta. La Proletaria torna (storna?), ma il poeta no. Come i’ ssu’ babbo.

22 marzo

Alla Sip l’usciera – sembra anziana ma forse non lo è – non sa dare un’informazione al vecchio. Che s’incazza. Da dietro lo sportello sento l’impiegato – giovane – che dice: « Quasi quasi mi metto in ferie, esco e lo gonfio ». Ha una vistosa voglia di fragola sulla guancia.

23 marzo

A Mixer, ospite di Sandra Milo, Enrico Baj, nella mia opinione il più fazioso, “ ideologico “, “ facile “ dei pittori degli ultimi trent’anni.

24 marzo

Amava Brahms e faceva attenzione alle parole nelle canzoni di Lucio Battisti. Io no.

26 marzo

Davanti a slogan e bandiere il segretario ha mormorato: « È bello » “. (Dai giornali)

27 marzo

Non siamo soli… ci siamo tutti “, pare che gridassero i manifestanti.

È “ viola “ la prima parola che sento appena sveglio accendendo la radio.

Bonnard, spiegano, trasforma il tempo in spazio, mediante la luce. Come fare per compiere l’operazione inversa: mutare lo spazio in tempo? Mediante il buio? (Ad esempio nel sonno, nel sogno)

Ci sono tutti. Dunque non c’è nessuno.

28 marzo

Il poeta è uomo di ritmo, dice Mallarmé.

30 marzo

I sardi pretendono di togliere la benda dagli occhi dei Quattro Mori. E Craxi gli dice di no. Wargames.

Gli altri anni Sessanta: i dischi con le poesie lette da Alberto Lupo (che legge malissimo).

Il referendum sul divorzio. Fu risposto: no. Dunque: divorzio? No.

Immergersi in un libro. Tutto qui.

1 aprile

LRa sai l’ultima: hanno trovato la tomba nel Busento.













2 aprile

Onora il padre e la madre. Anche se loro non ti onorano.

Un uomo non è un uomo.

Il racconto: una lunga digressione.

Lasciano intatti i nomi e ci si mettono dentro. Topi?

La gatta pensa che io sia un gatto. E io che penso di lei?

3 aprile

Da qualche giorno (da quando c’è la gatta?) cammino come Elliot Gould in The long Goodbye di Altman.

Prendere o lasciare? (O preso o lasciato)

4 aprile

È successo qualcosa che ha abolito il tempo. La famiglia. La madre. L’Edipo. La letteratura. Il destino. Tutto questo è abolito ma conservato. La scena è riproposta: con altri attori. Approfondire il concetto di postumo. (Leggendo Sartre, Les mots)

Bisognerebbe finire di finire.

È in crisi il cinema? È in crisi la realtà.

Le donne sono false “. Scritta sul Lungotevere.

E se invece di un uomo fossi un caporale?

Questi “ giovani “ mi sono sempre sembrati vecchi. Sapevano tutto fin dall’inizio.

5 aprile

Al fu mio padre, a mio nonno, familiari delle seconde gallerie, la gerarchia sociale del teatro aveva dato il gusto del cerimoniale: quando molti uomini sono insieme bisogna separarli in base a un rituale oppure si massacrano fra loro. Il cinema provava il contrario: più che da una festa questo pubblico così misto sembrava riunito da una catastrofe; morta, l’etichetta smascherava finalmente il vero legame fra gli uomini, l’adesione. Mi disgustai delle cerimonie, adorai le folle; ne ho viste di ogni specie, ma non ho ritrovato quella nudità, quella presenza senza distacco di ciascuno a tutti, quel sogno ad occhi aperti, quella oscura coscienza del pericolo di essere uomo, come l’ho provata nel 1940, nello Stalag, XII D. “ (Jean-Paul Sartre, Le mots, 1964)

La ricerca di un tempo perduto. Di un tempio perduto. Ma soprattutto di un tempo (tempo di walzer, di mazurka, di tango: il ballo) musicale. Di un ritmo. Di un corpo: respiro, pulsazione, ritmo cardiaco (il proprio? quello della madre?) Bradicardia tachicardia. La velocità. La fretta. Giri del mondo. Rotazioni. Rivoluzioni.

Notizia: in Abruzzo ci sono più TAC che in Svezia.

Un titolo: Il taglio dei tempi.

6 aprile

Timerider / Un viaggio nel tempo contro il tempo “ (Locandina cinematografica)

7 aprile

Anche i nazisti erano anti-fascisti.

Le curiose posizioni degli amanti nelle stampe erotiche giapponesi: si mostrano, si mostrano come amanti, come sesso. Mostrano l’atto. Attori.

8 aprile, Siena

La follia dei giornali. Ma il problema è che c’è del metodo.

Sui giornali aboliti oltre il ragionevole i punti esclamativi. Antifascismo ortografico.

« No, grazie, preferisco stare fuori e guardare dentro » “ (Charlie Chan at the circus, 1936)

9 aprile

Che cosa voglio fare da grande? Il regista.

È giusto che proprio davanti al cinema dove danno l’arrogante magniloquente Scarface di Brian De Palma, con la superba interpretazione di Al Pacino – il film è dedicato a Howard Hawks e Ben Hecht – incontri il mio amico architetto che mi dice che si sta “ allargando “ e, parlando di “ lucida follia “, dice qualcosa che non ricordo ma che è, come lui stesso riconosce, una parola sbagliata, più o meno come accade nel film quando Al Pacino rimprovera al compare di avere, recitando la lezione, confuso “ sanità “ con “ sanatorio “, è giusto?

“ Napoli – Il dirigente del commissariato di polizia di Torre del Greco Guglielmo Librino, mentre era in servizio allo stadio Liguori per la partita di serie C2 Turris-Reggina, è stato colpito da un fulmine, che fortunatamente si è scaricato sulla punta metallica dell’ombrello che il funzionario aveva aperto per ripararsi dalla pioggia. “ (Dai giornali)

10 aprile

Andava pazza per l’odore delle mie camicie. Andavo pazzo per l’odore delle sue ascelle.

Una signora indiana, Meena Kaur, di 72 anni, è stata colta da un attacco di ilarità mentre guardava alla televisione una trasmissione di satira sulle superstizioni. Colpita da sincope è morta all’istante. “ (Dai giornali)

È dopotutto curiosa la storia di Soldato blu (Nelson, 1970). È la storia di un amore, ma potrebbe anche essere la storia di un bidone. Il soldatino finisce in catene. La bionda fa l’indiana come aveva sempre fatto. « Perché sei rimasto soldato? », gli chiede la ragazza. « Perché non avevo ambizioni », risponde il militare. « Non è detto che sia una virtù », taglia corto la selvaggia. Blu rimane il soldato. Selvaggia resta lei. Come era previsto. (Da notare che il giorno della strage è un 22 novembre, lo stesso dell’assassinio di JFK)

11 aprile, Roma

Per l’attore io è sempre un altro.

Dice che non ci vede. Ma secondo me ci vede benissimo. Oppure la cravatta gliel’hanno regalata.

Scrivere è qualcosa di assolutamente corporale.

Non ho saputo fare altro che prendere un po’ di treni.

A una nana l’Oscar per la migliore attrice non protagonista.

12 aprile

Irripetibile calma nello scompartimento vuoto, tutto-per-me, mentre nello schermo del finestrino passava la campagna il cielo grigio la spiaggetta del fiume quella casa rossa. Anche l’arrivo della ragazza è stato di troppo. Ho detto: il treno è bello. E non lo è stato più. Anche questo diario è di troppo. Per dire il silenzio non c’è che il silenzio.

Sono ancora quello che scoprendo che il taxi che prendo alla stazione si chiama “ Siena 1 “ ride dentro di sé ed è quasi euforico. Uno sciocchino.

La letteratura? Dicono che c’è ancora. Forse ha solo un cattivo sponsor.

13 aprile

Il giornalista: « Dunque uno stadio può essere una cattedrale? ». Il prete: « Stupenda! » (Gr2, ore 13)

Rifiuto gli inviti. Guardo ai vivi con diffidenza e da una distanza infinita. Lo sguardo di un morto. Vedovo. Inconsolabile?

Quanti anni sono che non faccio una cosa che sia veramente mia? Mi sembra di avere sempre vissuto in casa d’altri, con donne d’altri, in città straniere.

14 aprile

Logofobia, fotofobia, agorafobia, claustrofobia. Fobia di tutto.

C’è un silenzio dentro te / più volgare di uno sputo “ (Paolo Conte)

A Civitavecchia, definitivo. Inutile notare che la gente nei caffè sembra quella di Algeri (che non ho mai visto) o di Belleville a Parigi (che ho visto). È la gente e io sono lo straniero. Loro vivono (una normale malinconia del sabato, juke box, bambini, coppiette, panchine). Io vedo. E basta.

15 aprile

Vedo quel bar: si chiama “ Fiora “. Allora mi ricordo: si chiamava Fiora e ci feci all’amore. Me n’ero scordato.

Le luci verdi sulle navi all’attracco quando tramonta.

La gente di bordo affacciata dall’alto guarda quelli che si imbarcano. Anche sulle terrazze del lungomare c’è gente affacciata.

Per un tacito accordo si fa silenzio fra i passeggeri appena la nave ha lasciato gli ormeggi. Anche al bar si parla sottovoce (È la noia la paura o il mal di mare?)

Le minuzie.

16 aprile

È morto l’editore Volpe (figlio dello storico Gioacchino). Aveva pubblicato Jünger, Spengler, Ortega y Gasset. Aveva organizzato un convegno sul tema: Pace sì, pacifismo no. Ha parlato e si è accasciato.

Il nozionismo dei computer.

Convegno su Gadda a Torino. Si capisce che il giornalista del GR2 ha copiato Calvino di ieri su Repubblica.

17 aprile

 È nato un cane dal pelo verde. Per la serie: la vita continua.

Strabismo: dover guardare contemporaneamente in due direzioni diverse.

La poesia: arditezza del pensiero.

Signori medici, è possibile che alle soglie del Duemila si debba ancora morire d’amore?

Le scarpe smisurate dei pagliacci: assolutamente non devono andare da nessuna parte.

« Qual è la notizia? ».

18 aprile

Un documento sconcertante del quale si hanno per ora pochi dettagli. « Quella donna – si legge nella lettera che il pensionato ha cominciato a scrivere due giorni fa – è una vera belva umana, ha distrutto la mia vita. Per questo ho deciso di farla finita, di uccidermi ». “ (Dai giornali)

Gli architetti vogliono ri-fare i caffè letterari. Hanno fatto anche il progetto.

19 aprile

Maschile e femminile / Dell’identità e del confondersi. A cura del Coordinamento Donne Arci. Un dossier angosciante sulle nuove forme dell’ambiguità. “ (Dai giornali)

Sugli schermi televisivi passano silenziosamente le immagini in bianco e nero di diverse reti di emissione; spie luminose verdi e rosse indicano che la « memoria » è in funzione. Le pizze nere dei registratori girano lentamente; dalle radio accese non giunge alcun suono, ma un segnale intermittente indica che la registrazione è in atto. È questo il cuore tecnologico di Memoria, la giovane Srl fondata da cinque donne e che ha lo scopo di fare rilevazioni radiotelevisive. “ (Dai giornali)

In via XX Settembre il matto strappava i manifesti. Proprio tutti.

20 aprile

Trent’anni dopo, La finestra sul cortile (Rear window, Hitchcock, 1954) mi appare finalmente chiaro. Dopo che in una delle prime inquadrature lo stesso Hitch ha rimesso – indietro? – le lancette dell’orologio del pianista disperato perché abbandonato, tutto diventa felicemente inevitabile. Innanzitutto la questione delle gambe: all’inizio il fotografo investito dall’auto da corsa ha una gamba ingessata – « Il dannato bozzolo », dice -, alla fine ne ha due. Nelle inquadrature finali la macchina scivola lentamente dalle gambe – fasciate – di James Stewart a quelle – nude – di Grace Kelly, morbidamente distesa come un’Olympia di Manet. Nel finale tutto ritorna al suo posto: la ballerina – che ballava tristemente da sola – ritrova il soldato, la zittella – che allestiva cenette romantiche senza un partner – si accoppia, il cane che era stato strangolato non era stato strangolato: resterà ad allietare la vita di coppia dei protagonisti. (Il buffo è che il “ cattivo “ Raymond Burr su una sedia a rotelle ci è poi finito non metaforicamente)

In trattoria il regista degli anni Trenta che ha perso la voce. « Non posso dirigere le masse », dice.

I ragazzini che parlano intensamente di cinema davanti al cinema.

Pontiggia in un suo diario (… Adelphi) nota che Nero Wolfe non esce mai di casa.

21 aprile, Siena

Tutto lo “ straordinario “ dei film americani degli anni Cinquanta ora lo puoi vedere per strada anche qui.

22 aprile

Molta curiosità ha suscitato, giorni or sono, la visita al Papa di Sua Divina Santità Pramukh Swami, il monaco indù capo della comunità Swaminaraian, che da quando prese i voti nel 1938, non ha più visto una donna. E noi, allora, che non vediamo più un uomo, in Italia, dai tempi di Giolitti? “ (Dai giornali)

Ho cominciato a scrivere quando ho finito di viaggiare (diciamo meglio: “ spostarmi “) (Scrivere = sceneggiare, spostarmi = agire – attore).

24 aprile

Ma lei che vuole da me? » “, grida il “ cattivo “. (La finestra sul cortile). La risposta sono i flashes, lampi di luce, luce, non parole.

26 aprile

Allo scadere dell’adolescenza tutto mi sarei aspettato meno che la politica. Niente dal mio punto di vista poteva essere più privo di fascino, più anti-letterario. In un modo o in un altro, presalari o sesso, mi sembrava che i miei coetanei non pensassero ad altro che al lavoro.

Kafka, Descrizione di una battaglia, nella Medusa di Mondadori, dove è finito? (Basta piangere sui libri perduti)

27 aprile

Per la verità, il Papa, invece della parola « non-nati » ha detto « neonati », creando un attimo di stupore in chi l’ascoltava, quasi che, invece dell’aborto, volesse parlare di nuovi generalizzati gesti di Erode. Un evidente lapsus dovuto all’intensa emozione e al non completo padroneggiamento della lingua. “ (Dai giornali)

Un fascismo pluralista.

28 aprile

Leggendo Orwell noto un passaggio in cui è evidente il tentativo di una scrittura che riesca a una mimesi del parlato common people 1948. Tutto sommato uno sternismo in lieve ritardo. Avanguardismo quando non era più il tempo. Il che si spiega anche con la posizione politica dell’autore.

Lo sforzo di decifrare il cinema.

29 aprile

Craxi mi offriva un posto all’Avanti! (recensioni cinematografiche). Perché non accettare? E poi trovavo lei. (Un sogno)

Inchiodato davanti alla tv: un modo di restare?

30 aprile

Restano bambini, ma sono diventati bambini da grandi (all’inizio dei Sessanta).

E avrete anche la possibilità di conoscere Topo (così si chiama il primo « Androbot »), che si presenta salutandovi con quel suo metallico accento inglese “ (Dai giornali)

1 maggio

d3urante i lavori di perforazione del tunnel della Jungfrau fu constatato che la formidabile esplosione di 25 tonnellate di dinamite si udiva chiaramente per un raggio di 30 chilometri, oltrepassato il quale non si udiva più niente per una zona concentrica di 14 chilometri. Ma al di là di questo limite ricominciava la percezione per un’altra zona di 50 chilometri. Quello spazio intermedio in cui il rumore muore fu denominato dal prof. Quervain di Zurigo, che fece la constatazione, la « zona del silenzio ». Nessuno sa spiegare il fatto; ma si ricorda il caso del generale austriaco Daun il quale, al tempo della guerra dei Sette Anni, lasciò senza soccorso un altro generale fortemente impegnato a Liegnitz allegando di non avere intesa la cannonata, percepita pure da altri a distanze assai maggiori; ciò che farebbe credere non essere il fenomeno della Jungfrau isolato. “ (Dai giornali di molto tempo fa)

3 maggio, Roma

Il giornalismo (l’informazione): una fabbrica della chiarezza.

Alcune migliaia di verdi a piazza del Popolo: Confcoltivatori.

Vedi Pre-natal in via XX settembre: è nato.

Gli intellettuali: dei confusionari.

Dov’è il portacenere? L’ho buttato nella nettezza. (Sic)

4 maggio

L’intervento di Fortini al convegno sulla poesia? Dormiva e russava. Quando toccava a me si era fatto tardi. Intanto la vecchia professoressa zittella e nubile riceveva nel retrobottega le attenzioni di quel sadico del pizzaiolo. (Un sogno)

5 maggio

Herder, com’è stato spesso osservato, è un poeta mancato; al pari di molti entusiasti infiammati di passione per la Poesia, anch’egli la ama librescamente, a tavolino, proprio mentre declama che essa deve scuotersi di dosso ogni polvere libresca. Anche il Giornale, è ridondante di punti esclamativi, di incontinenza verbale; Herder esalta il mare, ma se ne sta in cabina, e non si accorge che la nave sta facendo acqua, perché è tutto preso dalla lettura di Ossian. “ (Dai giornali)

Appartiene al passato la favola del gatto che insegue il topo e se lo mangia. Nella realtà i numeri parlano chiaro: poco più di ventimila gatti contro i tredici milioni di topi che vivono sottoterra o abitano gli argini del Tevere e i ruderi della città. Come dire che per ogni cittadino romano esistono quattro-cinque topi. “ (Dai giornali)

L’onestà intellettuale. Onestà 2, intellettuale 1.

Chi è Billy è Billy e chi è fuori è fuori “ (Pubblicità murale)

6 maggio

” Questi (di)segni testimoniano che per comunicare non esiste solo la parola (come l’Occidente pretende), sono vibrazioni che affermano che il corpo nel suo manifestarsi è già linguaggio e che il segno è già storia. L’Oriente ci fa comprendere che è un falso ideologico il credere che soltanto nella parola esiste la comunicazione. Qui in Oriente il corpo si manifesta, agisce e si dona senza isteria, senza narcisismo ma secondo un puro progetto erotico, anche se discreto. Non è la voce con la quale identifichiamo i diritti della persona che comunica: è tutto il corpo (gli occhi, il sorriso, l’inchino, il gesto, l’abbigliamento) che intrattiene con noi una specie di chiacchierio, al quale il perfetto dominio dei codici toglie ogni carattere regressivo e infantile. “ (Dice Carmine Benincasa)

È stato Alan Lake, suo marito, a dare l’annuncio della scomparsa, nell’ospedale dove Diana Dors era stata ricoverata lunedì. « Oh, amore mio, ti amo, abbi cura dei ragazzi e dì addio a tutti quanti ci conoscono. Questo non è il copione che avevamo provato », sono state queste le sue ultime parole, riferite fra le lacrime da Lake. Definita la « risposta inglese a Marilyn Monroe », la Dors fu per alcuni anni una diva internazionale. “ (Dai giornali)

Quando lo hanno arrestato chiedeva l’elemosina ai passanti, all’angolo di una strada di Monte Mario. Pantaloni sbrindellati, maglione a pezzi, capelli e barba incolti, quel giovane accattone che allungava la mano implorando « Mi dai cento lire? », era in realtà Bruno Ernesto Pellegrini, nome di battaglia « Martino », ritenuto l’ex capo della brigata Tiburtina delle Br, sul cui capo pendeva un ordine di cattura emesso dalla magistratura per aver preso parte ad alcune clamorose azioni della « colonna romana » brigatista. “ (Dai giornali)

7 maggio

Non so se, come scrive Citati, Perec sia “ il più grande scrittore di questo secolo “, etc. Quasi sicuramente tuttavia è l’ultimo. Con lui, già negli anni Sessanta a-chiare-lettere finiscono i Roquentin, i Mersault e tutti gli altri stranieri possibili. Finisce la letteratura che ha trovato nell’estraneità la sua divisa morale e la sua ragione d’essere come arte. È già da un po’, dunque, che è venuto il tempo di scrivere un libro che spieghi che cosa era la letteratura. Quindi, probabilmente, che cosa era l’Europa.

« Il barone Frankenstein ». L’ometto, en passant. Diceva a me.

8 maggio

Anche la serva qui accanto non legge più. “ Non ho più  tempo “, dice.

A Torino, dove i giocatori della Juventus hanno atteso l’alba festeggiando il ventunesimo scudetto della storia bianconera. Una notte di follia, durante la quale sono corsi fiumi di spumante e di sangue, quello del « vecchio » Furino, vittima dell’euforia dei compagni di squadra che, dopo l’ennesimo brindisi, hanno lanciato in aria il loro capitano. Con troppa foga, però. Furino è volato così in alto che con la testa ha sfondato un lampadario di cristallo. “ (Dai giornali)

9 maggio

Chiuso per re tauro “. Via Bissolati, ore 12.

10 maggio

Lo sport, irrinunciabile speranza nel futuro “ (Gr2)

Un titolo: Brain storming.

« Gli arieti non si dimettono », ha risposto, tranquilla, Tina Anselmi, sapendo di avere la solidarietà della maggioranza del partito. “ (Dai giornali)

11 maggio

È con un coup de théatre che il paterfamilias costringe Bogey ad uscire di casa. Quella pistola – scarica – il delinquentone la scaglia contro la luce – accecante -, ma per l’enricototi del crimine ormai è tardi. Aveva costretto la famigliola a recitare a suo comodo, restando al calduccio nella casa degli altri. Ma quando il bestione si è ubriacato e il fratello uscendo si è fatto uccidere, si è capito che il gioco era alla fine. (Ore disperate, William Wyler, 1955)

Perché sul cinema nessuno scrive la verità?

13 maggio

Sul leggere. Assomiglia molto allo scrivere. È fondamentalmente un assetto. Uno stare del corpo. Da sinistra a destra. Scorrere lungo la riga. Deve esserci silenzio intorno o essere come se ci fosse. È un parlare fra sé. Il lettore (o lo scrittore) è uno che si apparta. L’appartarsi poi a bene considerare è solo un far valere (o un arrendersi alla) la realtà del corpo. Che è individuo solo appartato comunque. Anche chi scrive fa questo. L’atto del leggere quello che ha scritto sarà compiuto da un altro in un altro spazio in un altro tempo. Questa è l’unica comunicazione possibile: fondata sul riconoscimento della distanza. Per questo spedisco le cartoline anche quando potrei alzare la cornetta del telefono. Le poste collaborano a realizzare il concetto di spazio e di tempo. Una cartolina ha impiegato vent’anni a. Suprema involontaria opera d’arte. Lo spazio e il tempo sono contenuti anche dentro la lettura. Una pagina non puoi afferrarla con un « colpo d’occhio ». Ci vuole tempo per percorrere quello spazio. Inutili e disdicevoli le scorciatoie. La lettura ha a che fare con il passeggiare. Con il viaggio: ma i modi di viaggiare sono tanti. Viaggiare può anche essere uno strazio.

14 maggio

Ora c’è spazio per ricordare, ricostruire, ora che la paura è passata. Dice Pasquale Mancini, il portiere in servizio alle 11. 24: « È stata una notte sorda, mi pareva il terremoto. Poi sono corso nel cortile ed ho visto il fumo, c’era un odore da togliere il fiato. E quella donna sulla finestra che urlava. Che spettacolo! ». “ (Dai giornali)

A leggere Angelo Guglielmi (La letteratura del risparmio, 1973) si capisce come tutta la neoavanguardia sia stata dominata dall’ossessione per la letteratura neorealistica – la letteratura-e-politica degli anni Cinquanta.

15 maggio

” Non sparate, non è armato “, dicevo ai ps dopo che quel bischero di brigatista si era venuto a far pescare proprio a casa mia. (Un sogno)

Si legge? Si scrive? Il problema della neoavanguardia quasi non esiste più. In compenso molto cinema. Soprattutto cinema. Dovunque. Soprattutto muto.

La ragazzina sostiene che, prima di scrivere sui film, i critici dovrebbero andare sui set. Dice: “ A me interessa la lavorazione “. Sembra scema ma non lo è.

La “ lavorazione “. “ Guarda come se lo lavora “.

16 maggio

Dove va la Repubblica fondata su Totò?

1984: è tutto lottizzato.

Ma i detenuti l’hanno minacciata? « Mi avevano praticamente condannato a morte. Una volta durante l’ora d’aria mi hanno anche colpito. Non ho visto come, ma ho sentito un’esplosione in testa e sono rimasto sei ore in stato di shock. Per proteggermi mi misero allora nelle segrete, nelle celle sotterranee. Lì, senza vedere la luce del sole e senz’altro da fare che guardare il soffitto, ho riflettuto ancora a lungo. Ho rivisto tutta la scena come un film e mi sono convinto: non era Tortora ». “ (Dai giornali)

17 maggio

E così ero a New York. In tre nel letto, io lei e l’altro, si sta un po’ scomodi ma bisogna adattarsi. (Un sogno)

Orecchino occhiali neri braccialetto anello con giada. In mano un Hermann Hesse. In busta plastica Feltrinelli. Bus 92.

L’anamorfista ha disegnato per terra – Galleria Colonna angolo Palazzo Chigi – angeli vittoriosi che cacciano una torma di diavoli giù in un baratro a cerchi concentrici che fa pensare a qualcosa fra l’interno della canna della pistola nei titoli di 007 e una pupilla. D’altra parte “ Europa: destini di pace “, mostrando poco più in là nel manifesto la foto di un guerriero africano a cazzo spropositatamente eretto, ti fa capire che cosa ci attende in fondo alla pace. Se il ristorante si chiama “ Il buco “, mi appare a questo punto ovvio. E anche la targa che ricorda la morte della “ copatrona “ Santa Caterina in Roma il 29 aprile 1380 – poco più in là c’è quella che ricorda che di lì Luigi Sturzo etc. – viene a puntino. Ma l’uomo delle agende di via del Gesù, è ovvio, non c’è. “ Torno subito “ ha scritto sulla vetrina ma pare che invece. Meglio così.

Furono i polacchi a liberare Cassino, dice Wojtyla. La cosa secondo lui ha un significato profetico.

18 maggio

Lo confesso: ho invidiato i miei coetanei. (Erano tanto più giovani di me)

Tornare in periferia

Da Goffredo, il distributore di libri di San Gimignano, capisco una possibile verità della sinistra. Ha avuto il figlio in galera tre anni per banda armata. Ma l’azienda familiare è ancora in piedi. Una piccolissima borghesia, che si sente anche “ colta “.

“ Roma – Il solitario e sanguigno Mellors, l’amante di lady Chatterley protagonista del celebre romanzo di David Herbert Lawrence, era un italiano: Angelo Ravagli, capitano dei bersaglieri. La notizia è stata confermata da una raccolta di lettere scritte nel 1925 dallo stesso Lawrence. “ (Dai giornali)

Rinascita cambia grafica. “ Rinascere “, scrive Ottavio Cecchi. Ma il grafico frocio dice: “ Non m’importa niente di quello che c’è scritto “.

Quando si conclude l’intervista e mi accomiato da lui per un attimo, mi scosto dall’ufficiale sandinista e Prevato si avvicina e mi dice sottovoce: « Mi vogliono eliminare, mi vogliono applicare la “ legge della fuga ». “ (Dai giornali)

19 maggio

” Roma – Palazzo Chigi, terzo piano, qualche ora prima che il governo chieda la fiducia a Montecitorio. Oscar Mammì, repubblicano, ministro per i Rapporti con il Parlamento, comincia a spiegare perché le Camere lavorano con affanno: « I tempi della produzione legislativa sono più lenti di quelli con cui si muove la società. E poi al Parlamento si chiedono troppe leggi: il famoso provvedimento sull’eviscerazione degli animali da cortile, la legge sui polli, era un decreto del governo. Non bastava una decisione del ministero? Non bastava. Qualcuno avrebbe potuto impugnare la decisione sui polli. E allora, un’altra bella legge ». “ (Dai giornali)

20 maggio, Siena

Scrivo un diario postumo. Inneremigration.

21 maggio

” Scusi… dov’è via… ma lei è straniero… scusi… “. La donnetta che mi ha fermato in via Bissolati.

Ernesto Rossi, I padroni del vapore. Cfr. “ Chi fuma avvelena anche te “. Confronta, sei hai coraggio.

L’ateismo ha le sue monache.

Non il corpo, solo le storie legano, dice Bazlen a proposito delle Mille e una notte.

Un giapponese mangia un’olandese: non fa notizia. (Casomai il contrario)

L’” audience “: ma sei sicuro che ti ascoltino?

Otto milioni di FMR negli USA: ottomilioni.

22 maggio

A Madre Teresa delle Carceri non piacciono i pentiti. Casomai i dissociati. In ogni caso bisogna capire che sono giovani. Dice: giovanottoni.

23 maggio

Il sindaco Vetere vuole a Roma le Olimpiadi 1992. Furor di popolo.

Lo scherzo del nonno: « Andrea è un nome da donna ». Il mio rapporto con il nonno.

Craxi = Pelloux. I comunisti alla deriva fra i libri di storia.

Il convegno su Camus a Grosseto. I viaggi del Signor Tutti.

24 maggio

All’asta da Sotheby’s il diario del Che. Body art.

25 maggio

Quel film: Oltre il giardino. Già: c’è sempre un “ giardino “ e c’è sempre un “ oltre “.

Qualcosa di irreparabile. Cioè niente.

Straziate strida e il tuono / di enormi onde sui moli alti del porto “ (Fortini, Temporale, 1948). Ma a me manca il fiato, per tanta enormità.

Exercises de style in Francia lo fanno a teatro. (Saputo da Antenne 2)

Una sera Natalia Ginzburg passeggiava con Bazlen sul Lungotevere. « Quell’impermeabile è vecchio – le diceva Bazlen – perché non lo butti? ». « No, no, lo voglio conservare », replicava lei. Allora Bobi si è tolto la giacca e l’ha buttata nel fiume. « Ricordo che la vidi galleggiare », conclude la scrittrice. (Raccontato dalla medesima alla tv)

26 maggio

” Roma – Forse nei prossimi giorni il presidente del Consiglio spiegherà all’assemblea qual è la linea del governo sul problema dell’eviscerazione dei volatili da cortile […] Poiché la Costituzione stabilisce che è il capo dell’esecutivo il titolare dell’unità di indirizzo politico e amministrativo del governo, dovrà essere Craxi in persona a venire in aula per spiegare qual è, per ciò che riguarda i volatili da cortile, la vera linea del suo ministero. “ (Dai giornali)

« La sua voce aveva attirato il mio interesse, ma non riuscivo a collegare quella voce a quell’uomo » “ (Apocalypse now, Coppola, 1979)

Per anni e anni negli angoli delle librerie nell’edizione squallida e antiquata: quel libro di poesie di Totò: ‘A livella. Poi.

27 maggio

La poesia è pericolosa. Per i poeti.

Nell’intervista televisiva Borges che parla con la voce tremolante è doppiato da un vecchio con la voce tremolante.

Tanti anni fa, circa vent’anni fa, quando la sua casa editrice pubblicava una rivista di teatro chiamata « Sipario », i redattori, giovani, insofferenti, appassionati di Carmelo Bene, del teatro off fatto in cantina e della « fantasia al potere» (anche se allora lo slogan non era ancora stato lanciato), chiamavano Valentino Bompiani, sottovoce, « il conte zio ». Sembra il titolo di un libro e forse questo non gli dispiacerà, era, in fondo, anche un appellativo affettuoso: molti avrebbero bisogno di un conte zio dal quale andare, ogni tanto, a lezione di stile. “ (Dai giornali)

28 maggio

L’amour fou: titolo di un libro sul giapponese cannibale.

Cosa ti è rimasto più impresso in questo carcere? « Un film che hanno proiettato nel cinema della prigione: era una storia di partigiani, un giudice ne condannò tre a morte. Ebbene quel giudice era interpretato da Meniev, il presidente del tribunale che ha condannato me e Paolo a tre anni e dieci anni. Mi sembrava di rivivere il nostro processo, ricordavo quegli occhi, quella figura severa ». “ (Dai giornali)

È in atto la soluzione finale.

29 maggio

L’attore (Jean Marais) e il mezzobusto di Antenne 2 si guardavano. Perplessità. Imbarazzo. Dice il vecchio grande attore: io so chi sei, sei tu che non lo sai più (sei uno che non sa chi è). (Il vecchio grande attore non lo sa più da tanto tempo)

La donnetta mai vista sa perfettamente chi sono e dove abito.

Alice Walker, Il colore viola, Frassinelli. (Novità libraria)

30 maggio

Nulla di nuovo: nel cinema, come dirà poco dopo Godard in un suo video, « si parla solo di soldi e di sesso ». E in Salvi chi può la vita non si parla d’altro. “ (Dai giornali)

Io: il viaggiatore della barzelletta. Che cammina cammina per deserti e lande impervie mentre a due passi scorre già un’autostrada. In ogni caso: lo faccio apposta.

Aveva innestato la puttana automatica.

« Il secondo è questa nostalgia, questo “ grazie Roma “ che sembra un millenarismo all’indietro, come dire “ intanto grazie a tutti, anche al massaggiatore e del domani me ne frego “. Un grazie pieno di passato. Così è una forma di compimento, senza speranze, senza senso dell’avvenire, è una morte. E un depotenziamento della città. Come per lo scudetto: quarant’anni d’attesa, la vittoria, ora la Coppa: e poi? ». E poi, professore… “ (Dai giornali)

31 maggio

Termini è diventata un ciclopico bazar di distintivi, bandiere, autoadesivi, scarpe, cappelli, trombe e fischietti, venduti, insieme con i tradizionali accendini, anche ai semafori. I negozianti naturalmente hanno fatto affari d’oro. Solo un bar di Ponte Milvio ha smerciato quasi in un sol colpo ben cinquecento lattine di birra, mentre perfino da Napoli e dalla Ciociaria sono arrivati interi camion ristoro pronti a sfornare anche spaghetti con le vongole, pizze calde e panini farciti di porchetta. “ (Dai giornali)

1 giugno, Roma

arncora la luce di quella sera. Estate. La fine della scuola.













2 giugno

Parla! Parla! “, imprecava il nazi. Ma lui: zitto. La verità: non sapeva niente. (Roma città aperta rivisitata in tv)

Lui-non-parla: la Resistenza secondo il cinema?

3 giugno

Alles… alles “, si sentiva dire nel gruppo dei turisti tedeschi appena scesi dal bus.

Cercando di avvicinare la luce la sorella-mummia del vescovo prende fuoco e cadendo sul fratello arrostisce anche lui (Fanny e Alexander, Ingmar Bergman, 1983)

“ Roma – Il presidente Pertini è in gran forma, vestito di celeste con in mano una nuova pipa inglese. Il cielo romano ha concesso una tregua fra una bufera e l’altra. Le luci del tramonto si fondono con le note della Pastorale. Bettino Craxi è soave e disteso. Forlani invece ha un’aria un po’ tetra, ma non preoccupata. Spadolini, poi, è raggiante. Insomma il Quirinale ieri appariva come un’isola felice, inondata di eleganza e armonia, proprio mentre la guerra politica raggiunge sotto le mura del Palazzo i suoi momenti più aspri. Così è stato festeggiato l’anniversario della Repubblica, con corpo diplomatico e invitati, in una atmosfera un po’ fuori dal mondo ma proprio per questo irrequieta e intrigante. “ (Dai giornali)

4 giugno

” Firenze – Il telefono ha squillato verso le 6. 30 di venerdì 1 giugno. La signora Giovanna Giubelli, fiorentina, poetessa, traduttrice di autori russi, docente di lingua e letteratura italiana all’Università Europea era sola in casa. Ha alzato la cornetta, forse infastidita dal lungo squillo. Ma le sono bastati pochi secondi per capire che quella era una telefonata disperata, una richiesta di aiuto e forse il drammatico annuncio della morte di Andrej Sakharov. Dall’altra parte – così afferma Giovanna Giubelli – c’era Elena Sakharova. « La voce era quella di Elena – dice – sono sicura ». Non altrettanto certa invece è la figlia adottiva di Sakharov, Tatiana, che da Helsinki esprime « dubbi e perplessità sulla veridicità della telefonata ». “ (Dai giornali)

Le Monde è filopalestinese e antiamericano. Libération rockettaro. Giornali.

Era un grande partito che viveva di piccoli ricatti.

5 giugno

Giovanna Bochicchio Schelotto, psicologa, sul decreto legge e su chi lo ha esteso: « È malato da sindrome di onnipotenza, da priapismo, che, anche se a molti potrebbe sembrare l’esaltazione della virilità, è in realtà una malattia molto grave, che conduce inesorabilmente all’insoddisfazione, all’isolamento e alla sconfitta ». “ (Dai giornali)

Il bambino viene preso, stretto tra le braccia della madre che è sdraiata su un sofà. Il viso della madre è a pochi centimetri dagli occhi del suo bambino, occhi che da lei stessa o da un altro sono con la forza tenuti aperti. Il bambino è serrato, prigioniero, gli è impedito qualsiasi movimento. Ho assistito una volta a uno di questi interventi, il bambino si chiamava Gustavo. Zappella, per insegnare, la prima volta si sostituisce alla madre. Zappella domandò allora al bambino così legato: « Gustavo, qui chi comanda? Comandi tu o comandiamo noi? ». « Io », gridò il bambino già irato, gli occhi del professore nei suoi. Si continuò in questo tono. Presto scoppiò la « rabbia », importante, sembra, per poi imboccare la strada benefica del « contatto », una rabbia lunga, sconquassante. “ (Dai giornali)

La zingara non ha dubbi. Mi chiama marlonbrando poi attacca con il malocchio etc. Lire cinquecento.

Il fruttivendolo frocio parla al femminile. Ma il buffo è che la cliente gli risponde al maschile.

Fanno notare che in Let it be dei Beatles c’è una Mary che è la Madonna.

Non sono andato in India. È venuta lei.

6 giugno

La morte di Pio XII, l’avvento di Kruscev in Urss, la Nuova frontiera di Kennedy, l’ecumenismo di Giovanni XXIII. Che cosa hanno rappresentato per lei gli anni Sessanta? « Furono anni di grandi speranze e grandi aperture. Anni di grande cinema. Il mondo fu attraversato da un vento di libertà, di disponibilità, di voglia di vivere. In questo senso ripeto volentieri che un film-manifesto come La dolce vita, al quale fui intimamente associato, rappresentò per noi la seconda liberazione. » “ (Dai giornali)

Preoccupatissimi al Gr2 che si vada verso l’inverno. Magari fosse, penso io.

I sorrisi Nambikwara (in Levi Strauss, Tristi tropici). Viene fatto di dire: così moderni. I fanciulli soprattutto, che sembrano figli di coppie “ liberate “ del Sessantotto. Mi viene fatto di pensare che l’autore potrebbe avere riconosciuto in quei volti, la magia, l’innocenza, la “ naturalezza “ di qualche immagine fotografica degli inizi di questo nostro secolo che ama spesso rappresentarsi “ buono “ e “ selvaggio “.

Come fare a spiegare che io non sono né “ pentito “ né “ dissociato “ né altro, ma che, puramente e semplicemente, rispetto a quanto è accaduto negli ultimi vent’anni sono radicalmente estraneo e totalmente coinvolto. Come un attore?

7 giugno

Il babbo faceva notare che sotto le armi i più intransigenti sulla qualità del rancio erano i più miserabili, cioè proprio quelli che con il servizio di leva si erano assicurati per la prima volta la certezza di un pasto al dì.

Il restauratore che imbianca le città d’Europa allestisce un passato che non è mai esistito.

Una candidata proclama: « Verso il futuro con coraggio e senza paura. Insomma, computer e lavoro ». Berlinguer incalza: « Vedete, siamo il partito più moderno ». “ (Dai giornali)

8 giugno

I preti si sposano e Dio rimane solo.

Dai tenebrosi recessi di un analfabetismo atavico emerse il giornalista. All’indomani der vventi ggiugno. Ogni cazzata se la vedeva stampata. E la firma: dopo millenni di anonimato. Era così facile: segua il riflusso. Il bruto rideva.

10 giugno

Vita nova “ o “ vita nuova “? Basta che non sia la vecchia.

Arrampicatura sociale “, dice stigmatizzando. (Gr2) (Magari è carina)

Berlinguer molto fotografato. Capro espiatorio estetico.

Telefona e dice che da due anni è cieca ma felice. (Raidue)

E quando volevano riportare le oche in Campidoglio? Che ridere!

L’Europa di tre cose è piena.

11 giugno

D’altra parte, si sa, l’uomo è debole “. Via Nomentana, angolo Regina Margherita, ore 10. 12.

Irriconoscibile, bendato, collegato con le macchine “, titola in prima pagina Repubblica. Non era più semplice dire “ respira artificialmente “? Sì, lo era. Ma un titolo non è una cosa semplice.

Nell’epoca della riproducibilità tecnica degli esseri umani.

« Mi auguro che altri vogliano seguire il suo esempio », dichiara il pazzo del Quirinale.

Siena

Più allegre che mai le donne per strada anche stasera.

12 giugno

Il tratto centrale della loro discussione riguarda, si è visto, l’illusorietà del mutamento, affermata da Einstein sulle orme di Parmenide (il Parmenide della tradizione filosofica) e negata da Popper. Il quale propone, Einstein consenziente, di considerare il mondo einsteniano come una « pellicola cinematografica »: nella pellicola i fotogrammi (cioè gli oggetti del mondo) coesistono, sono già tutti reali nello stesso modo, sia quelli che nella proiezione vengono a formare il « passato », sia quelli che costituiscono il « futuro ». Solo nella proiezione si produce la differenza fra passato e futuro e quindi il mutamento. Ma rispetto alla pellicola, in cui non accade nulla, il mutamento dei fotogrammi è una « illusione umana ». A questo punto Popper ha buon gioco ad obbiettare ad Einstein che, se il mutamento esiste solo nella nostra coscienza illusoria del mondo, ma non nel mondo stesso, tuttavia la nostra coscienza, per quanto illusoria rispetto al mondo, è pur sempre qualcosa di reale, ossia è una parte del mondo reale, sì che il mutamento che in essa si produce è esso stesso reale e contraddice la tesi della totale immutabilità del mondo. Nella proiezione cinematografica, l’esperienza illusoria del mutamento richiede il passare, lo scorrere reale della pellicola nel proiettore, così come l’« osservatore » del mondo deve scorrere realmente lungo la linea in cui percepisce illusoriamente il divenire del mondo. Il mutamento è comunque reale – anche se è il contenuto di una coscienza illusoria. Ciò vuol dire che la realtà muta. Popper racconta che ascoltando questi argomenti « Parmenide discusse con grande pazienza, com’era sua abitudine. Disse che ne era rimasto colpito e che non sapeva come rispondervi ». “ (Dai giornali)

Basta! Basta! “, gridava la gente. Pietà o insofferenza?

L’Unità titola: “ Berlinguer ti vogliamo bene “. Come Benigni?

La scienza è il sogno del Diavolo.

Non capiva le vignette di Forattini ma diceva: è un nostro nemico.

13 giugno

La laicità: giocare ai dottori.

14 giugno

Forse l’incidente cruciale della politica di Berlinguer fu proprio l’impazienza, o l’incomprensione, verso il Psi di Craxi. È memorabile un motto di Palmiro Togliatti, nel quale si riassume la sostanziale impazienza egemonica dei dirigenti del Pci verso quei protagonisti politici, reputati minori o perturbatori, che non si piegano ai loro schemi: « Via i pagliacci dal terreno della lotta! ». “ (Dai giornali) (Repubblica)

I funerali di Berlinguer: un replay di quelli Togliatti vent’anni prima. La differenza – visibile -: al bianco e nero è subentrato il colore.

15 giugno

L’insistenza – inquietante – sulla « diversità » di Berlinguer.

L’America delle Olimpiadi 1984, le Olimpiadi boicottate dai russi perché « insicure ed ostili », contempla anche questi capitoli. Un « haracment », una « rottura di palle continua » per tutti coloro che devono e soprattutto dovranno tenere gli occhi ben aperti per il regolare e sicuro andamento delle manifestazioni olimpiimpiche: « Lo scimpanzé suonava il violino », scrisse una volta Raymond Chandler, figlio di « L. A. », come qui chiamano Los Angeles. Nessuno gli credette. E ci fu una strana serie di omicidi. “ (Dai giornali)

16 giugno

Ce n’ho mucchi a casa “, diceva offrendo Selezione al compagno attempato il dirigente sindacale toscano becero in prima classe.

In fondo, fa notare, il consumo è per dare lavoro agli operai. Ineccepibile. Scacco. Matto.

Mister Volare sempre gravissimo.

Il Papa in Svizzera: “ Un torrente di parole “.

18 giugno, Roma

l professore giovane di Orvieto morto di infarto. E quell’altro, a ventinove anni. Discorsi in treno.

Sono un prigioniero politico.

Sono diversi. Come ripetenti.

Pane, pace e lavoro. Il resto noia.

19 giugno

Sui giornali qualcuno fece notare che il rapporto dei comunisti con Berlinguer era strano: tutto sommato il fatto che fosse morto rappresentava una liberazione.

Quando sale la moglie-monaca, si butta lei, questa volta. (Vertigo, Hitchcock, 1958)

Fosse l’ultima cosa che faccio.

20 giugno

Da anni la paura di guardare una donna in faccia e di accorgersi che non ha occhi. (O ne ha troppi?)

“ Mercoledì 19 giugno 1974 – Da Siena non mi muovo più? Una salutare regressione. Totale. È bello che sia giunto il tempo di riconoscere tutta la nostra paura. Io sono rimasto un provinciale. Anche nel fiuto, però, per ciò che è metropoli davvero. È bello vedere l’America che si allontana davanti a me e, oltre le nebbie mediterranee, ritorna nitida, inevitabilmente astratta. Addio sbruffonerie, addio. Modestia, e, avec elle, un po’ d’amore? “ (Da una vecchia agendina)

21 giugno

Quello che fa? Niente. Nota bene: niente.

Bob Dylan? Gli anni Sessanta? Io ci sono nata. Non so bene cosa sia successo in quegli anni, ma vedendo ora quella generazione sono contenta di non averne fatto parte. Non mi piace la gente triste. “ (Dice Jo Squillo)

22 giugno

Un certo tipo di toscano è buffo. Il lamentoso goffo nell’eloquio. Quel certo tono blèso femmineo che sa di finocchio. Il pianto vagamente ipocrita. La piccineria. Stenterello.

Quello delicato “ (con foto di bimbo). (Manifesto pubblicitario Wella)

Nel blu dipinto di blu / felice di stare lassù “.

Stride la carrucola vibra il ponteggio e il muratore fischietta. Good morning.

“ Ho tribolato quarant’anni “. La vecchia che vende fiori. Piazza Regina Margherita, ore 8. 00.

Firmato donna “. Villa Torlonia, ore 16. 00.

Icche vole?

23 giugno

È impensabile non essere di sinistra.

“ Se il cliente è scemo che ci posso fare? “. La commessina, piazza Regina Margherita, ore 10. 45. Il cliente aveva sempre ragione.

La Richardson ha precisato nella sua deposizione che Monika umiliava continuamente il marito davanti a tutti per il suo « misero comportamento sessuale rispetto a quello degli altri uomini con cui continuava ad avere rapporti intimi dopo sposata, e di cui informava il marito ». La teste ha pure confermato che l’americana diceva apertamente che restava con lui solo per il suo denaro. Nella borsetta usava portare una rivoltella e un vibratore. “ (Dai giornali)

Severino consiglia: aspettiamo che l’Essere si faccia vivo. Speriamo che poi ci piaccia, dico io.

24 giugno

I rivoli di sudore lungo la curva del seno. Poco più in là la foresta tropicale delle ascelle. Vapori. Nebbie.

Sessantamila tossicodipendenti chez mamma Roma.

Quel modo di ravviarsi i capelli. (Con la mamma) (Tram n° 30)

Non mi ha rubato niente nessuno. Avevo già avuto tutto.

Guccini festeggia i vent’anni di cantautorato.

Si sono ascoltati discorsi che rasentavano il delirio, sui raddoppi e sui crolli, e per questo si assiste, accanto a legittime scene di soddisfazione, a sconsolati bilanci. Bella, mi sembra, e convincente, questa affermazione del neo deputato Moravia e modesto il programma: « Voglio che la razza umana sia salva dall’estinzione. Io sono uno zoologo e un ecologo, e non un pacifista », e immagino la gioia dei cammelli, delle foche e dei lombrichi, dei frassini e dei rododendri, che finalmente si sentono rappresentati anche a Strasburgo. E anche per noi, omìni, il futuro, d’ora in poi, appare più rassicurante. “ (Dai giornali)

25 giugno

Sì, sono buco. Sono vuoto. Non sono come te, o pieno di merda.

« Torniamo a bomba, come diceva il professor Toni Negri » “ (Raidue).

Per superiore disposizione tutti i terremoti, dico tutti, vengono notificati al pubblico.

Le donne arrapanti di Schiele: eh, già. Le due amiche. Eh, già. Quei rossi rosa gli arancio i bruni i neri peli. Le schiene i seni. Era estate credo. Quindici anni fa. Fuochi e mare. Notizia: hanno consegnato le armi al vescovo quei terroristi di Milano.

Torna la Topolino.

Morto Foucault.

26 giugno

Mi ricordo benissimo di quando mio padre dava del fascista a mio nonno e invece se c’era stato un fascista quello era lui. La differenza: lui era giovane.

Lo struzzo corre in avanti, assicura l’Einaudi.

Il sorpasso: basta con queste storie di macchine.

“ Città del Vaticano – « L’inferno esiste, ma potrebbe anche essere vuoto ». Lo ha detto Hans von Balthasar, uno dei più grandi teologi contemporanei. “ (Dai giornali)

27 giugno

Il “ pensiero visivo “.

L’antropologo ci informa sull’” invidia della vagina “: la capacità di riprodurre uomini.

Da qualche parte Bussotti si è detto convinto che la morte di Barthes sia stata un suicidio.

28 giugno

La rivoluzione elettronica. Il “ cretino velocissimo “. Ci si sentono tutti. Cretini e veloci.

Le donne sanno tutto.

“ Roma – Elsa Morante sta meglio. Lei, che ha tentato di uccidersi e che è segnata da una malattia gravissima, adesso grazie alle cure sta tornando a vivere, e soprattutto a lavorare. Scriverà un altro libro, ha confidato agli amici, un romanzo cui sta pensando già da tempo. Ancora molto debole, si sottopone con tenacia a un’intensa fisioterapia per riacquistare l’uso delle gambe. Esce spesso, sulla sedia a rotelle, e ci sono molti amici che le fanno compagnia. Nelle ultime settimane ha ceduto i diritti de La storia, il suo romanzo più famoso, alla Rai: il regista Comencini ne farà un film a puntate. Il compenso per la scrittrice è di 170 milioni: basteranno per pagare le cure? “ (Dai giornali)

“ Ankara – La pudicizia di un autista turco è costata la vita a 17 persone che erano a bordo del suo pullman: l’uomo, imbarazzato per le immagini un po’ troppo osées del film che veniva proiettato sull’autobus, ha tentato di fermare la pellicola senza fermare il veicolo. È andata molto male. Ora i suoi colleghi – se altrettanto pudichi – hanno imparato la lezione. Ad ogni immagine sexy fermano il pullman senza badare alle proteste di chi, trasportato, vorrebbe andare più veloce e forse anche vedersi in pace il film. “ (Dai giornali)

29 giugno

Giri in circolo, enciclopedista, ma ormai è un circolo vizioso.

L’immagine di quell’enorme agglomerato di vetro e cemento che fu l’aerostazione di Fiumicino, sfasciato e decomposto in mezzo alla vasta campagna romana, in prossimità del mare schiumoso e inquinato che batte la costiera, raffigura meglio di ogni altra quello che fu lo Stato, quella che fu la Repubblica fondata sulla volontà popolare, della quale non resta ormai che la carcassa inerte, divorata da piccoli roditori e da grandi avvoltoi. “ (Dice Eugenio Scalfari)

« Roma è vuota sotto, così i terremoti non fanno danno ».

30 giugno, Siena

Dice Berruti che politica e economia hanno rovinato le Olimpiadi.

Si è detto prima: governo a termine, con un programma limitato, sia di politica interna che di politica estera. E la mente corre allora subito, come ad un interessante precedente, alla « grande coalizione » tra la Cdu e la Spd che guidò la Germania occidentale tra il 1966 e il 1969. E si rivelò una fase di passaggio necessaria verso l’unica formula che è realmente adatta ai paesi democratici: quella della alternativa. “ (Dai giornali)

“ Domenica 30 giugno 1974 – Questo mese si conclude con il trionfo in qualche pizzo della GROSSE KOALITION. Auguri sentiti. Posso finire di impazzire. “ (Da una vecchia agendina)

1 luglio

IRn Star 80 di Bob Fosse la definizione visiva dell’estraneità. Dal basso la macchina assiste alla tragedia. Che ne pensa la macchina?











Il sorpasso: è (il titolo di) un film di vent’anni fa.

« Il fallimento di Gelli ha le stesse ragioni del fallimento del terrorismo, perché si tratta di organizzazioni che non annunciano il nuovo ma perpetuano l’ideologia della morte. Tutti e due i fenomeni sono ormai sconnessi dalla realtà in movimento: chi voglia potere oggi non deve mirare al controllo ma all’invenzione » “ (Dai giornali)

2 luglio

llustrando la teoria della bi-logica, Matte Blanco racconta di una sua paziente che identificava “ alto “ con “ ricco “, a causa della presenza di “ molto “ in entrambe gli attributi. È un pensiero delirante quello che produce questa eguaglianza? Il professore dottamente sottilizza, senza entrare nel merito: c’è un sacco di gente che identifica “ alto “ con “ ricco “.

Mai un segretario del Pci ha cominciato la sua avventura come la comincia Alessandro Natta, con un’immagine tanto grigia da far sospettare che sia un po’ ingiusta. Ma è davvero così basso il profilo del successore di Gramsci-Togliatti-Longo-Berlinguer? Che politico è questo ligure di 66 anni, piccoletto, smilzo, il viso dominato da un gran naso, uomo cordiale e sfuggente, alla mano e altero, ridanciano e severo, oggi strappato al prepensionamento e mandato a guidare il più forte Pc dell’Occidente e il primo partito italiano? “ (Dai giornali)

3 luglio

Sacharov è soprattutto un dissidente o soprattutto uno scienziato?

Il malocchio è un occhio cattivo (malo occhio).

Nell’immediato dopoguerra, il risorto cinema italiano ebbe uno dei suoi immancabili momenti di crisi. Ricordo che quelli di Cinecittà scesero in piazza, e tra i manifestanti più scatenati, si distinse Anna Magnani, diva del momento, che riceveva anche allora paghe degne di molto rispetto. Il suo grido accorato l’ho ancora in mente: « Aiutateci! ». “ (Dai giornali)

4 luglio

Ho mantenuto fede all’assunto: non sono io che devo scrivere. E poi: non potevo.

È il momento di Roland Petit. “ (Dai giornali)

In questo giro comunque, Terry ha conosciuto Francesco D’Alessio. Alto, ricco, con le mani bucate e una buona disponibilità di quattrini da giocare e da spendere nei locali « obbligati ». “ (Dai giornali)

5 luglio

Diranno: era un sessantottino. Chi, io?

6 luglio

Che dicano pace o dicano guerra sono sempre loro.

La strepitosa fortuna del nome “ Andrea “ in questi anni. La desinenza in a?

Il giornalista: “ Che cosa intendono i comunisti per « governo diverso »? “ Natta: “ Ah, se crede che glielo dica… “.

Il grande freddo, caro Sessantotto, è un film.

7 luglio

I giovani, dice Cacciari, hanno una grande capacità di ascolto. Staremo a sentire.

Non mi sorprende quando racconta a un autorevole quotidiano che, da queste parti, si vuol « mettere in galera un’intera generazione ». Aveva, evidentemente, un’idea sbagliata, ma per fortuna non insegnava matematica: non sa fare i conti. “ (Dai giornali)

8 luglio

Di tutto l’orizzonte / c’è rimasto un pertugio / mezza collina la villa / tra i pini / spingevano un carro / due omìni.

9 luglio

Omosessuali si nasce. Ma poi si diventa etero.

La storia di quel tizio, a volerla capire in tempo, poteva dimostrare che fra Berkeley (California) e Castellina (in Chianti) non c’è poi tutta quella distanza che si crede.

Dopo quarant’anni arrestati cinque partigiani di Bargagli. Dopo quarant’anni. Da un donna giudice.

Salendo o scendendo le scale la zia Olga canticchiava Faccetta nera. Negli anni Cinquanta. C’è da notare che era nubile.

Lo « School dinners », del quale si parla nel best seller La bambola di ferro, è il sogno del tipico elettore conservatore che immagina Lady Maggie bella di giorno, con frusta e stivali. Ma non piace a Elisabetta II che, almeno a quanto scrivono ben informati politologi tipo Anthony Sampson, appare sempre più infastidita dal feticismo dei suoi sudditi per la robusta dama di ferro la cui voce ha (per i borghesi tories) lo stesso suono erotico della frusta di pregiatissimo cuoio spagnolo fatta schioccare dalle ragazze ben nate decise a trattare i loro uomini allo stesso modo dei cavalli montati durante la stagione della caccia alla volpe. “ (Dai giornali)

10 luglio

Saranno anche poeti ma c’hanno certe facce da delinquenti.

La battaglia di Algeri: è un film.

“ Mercoledì 3 luglio 1974 – Piccola osservazione dell’empirico pigro: la letteratura è niente, la fotografia è poco, la televisione è tutto. La ripresa diretta. Un grande spettacolo: la mezz’ora precedente l’incontro Germania-Polonia, con acquazzone, pompieri etc. Le riprese – mai viste – degli scontri nel Maggio francese. Bisognerebbe andare in Svizzera a vedere la tv. Qui: tv regionale, via cavo etc. “ (Da una vecchia agendina)

11 luglio

È il momento di Carmen più che di Don Giovanni “, dice la giornalista a Antonio Gades. E se la ridono.

Vedendo in tv un film degli anni Cinquanta la mamma crede di riconoscere in un attore Gerard Depardieu, che invece a quell’epoca portava ancora i calzoni corti. Ne deduco la retroattività del cinema.

Così, con le sue lettere al giornale e le sue interviste, il sovrintendente Agnoli è diventato un protagonista dell’estate bolzanina. Ogni giorno, con curiosità, soprattutto i giovani, ma non solo loro, aspettano l’ultimo degli « Agnoli-pensieri »: scriva, scriva pure, signor provveditore. “ (Dai giornali)

« Castità: non vedere altro che Dio! », e l’« anima consacrata », cioè la suora, cammina con l’occhio sbarrato verso il cielo, andando a sbattere contro un albero. È una delle vignette umoristiche che Mariarosa Guerrini monaca agostiniana di clausura nel monastero di Lecceto, antico eremo presso Siena, ha dedicato alla vita claustrale. “ (Dai giornali)

13 luglio

Una faccia triste: Luca Baranelli in via della Sapienza.

14 luglio

Le fotocopie: ubbidienti come specchi.

Il progresso. Il teatro del progresso. Il suo segreto: l’inflazione.

I “ fortunati vincitori “.

Il poeta gioca sull’ambiguità della lingua, il giornalista su quella della realtà.

Il teleobbiettivo: una gioia immensa. (O un’immensa pazzia?)

15 luglio

Il grande tema della “ caccia agli evasori “.

La mostra sui “ bottini “ allestita nella Loggia della Mercanzia – “ Una città sotterranea “ – è molto suggesti(onati)va [sic].

Torino capitale delle sette sataniche. Pontifex maximus un pittore. Fonte: Tg2.

Ho sempre odiato le feste.

Vengo troppo da lontano per andare lontano.

Non ci fu mai città o paese o regione che paresse bastante al respiro gigantesco dei suoi polmoni. “, scrive Binazzi di Campana.

Donna Ferraro, la figlia 22enne di Geraldine Ferraro, dice che sua madre ha un’ambizione « superumana ». Ma questa sua caratteristica l’ha portata in pochi anni alla soglia di una carica « superumana ». “ (Dai giornali)

16 luglio

Vece, lat. vicem, accus. di un tema radicale *vix da una rad. che riappare forse nell’area germanica (ted. Wechsel « cambio ») […] v. vicenda […] vice, dal lat. vice, in luogo di. “.

« È strano che proprio ora che le divise tutti le buttano, quello ne vuole una » “ (Il federale, Salce, 1961) (“ « Ma dentro quella divisa c’ero io! » “ (Ibid.))

La guerra atomica. La pace atomica.

« Vedi, nonna, quella è la California… » “. E la vecchia sputa. (Furore, John Ford, 1940)

Pensate questo scenario nei caldi giorni romani. Il governo del mondo politico si trasferisce dallo sciroccoso asfalto di Palazzo Chigi e di Montecitorio alle ventilate stanze del Foro Italico, ai piedi della verde frescura di Monte Mario; il governo sportivo si trasferisce a Palazzo Chigi e a Montecitorio. Non so cosa avverrebbe delle Olimpiadi, del prossimo campionato di calcio… “ (Dai giornali)

17 luglio

Stare insieme. Nell’infanzia stavo insieme a mia madre. Mi tradiva, è vero, ma anche soffrire fa vivere. Era un amore frizzante sebbene assolutamente platonico. La nonna che pure amavo anche di più o in un’altra maniera si sentiva tradita, forse. La zia, infine: la più sola, ma anche a lei volevo bene.

Ora sappiamo che se Monndale ha preferito la Ferraro al sindaco di San Francisco, Dianne Feinstein, è perché quest’ultima è divorziata mentre la « casalinga di Queens » esibisce una felice ed esemplare famiglia americana e può dunque far appello ai medesimi valori cui si rivolge Reagan sul versante conservatore. E Mario Cuomo, a sua volta, dirà lunedì alla « convention » di San Francisco quello che già aveva detto nel suo discorso di investitura come governatore: e cioè che gli stati devono essere governati con un senso di solidarietà non dissimile da quello con il quale vengono governate le famiglie. Questo « familismo », nell’accezione positiva del termine, è il contributo degli italo-americani all’ideologia politica degli Stati Uniti. “ (Dai giornali)

18 luglio

E così il mio amico Al. ha fatto il libretto. Leggo sul frontespizio: “ Sul dipingere / di Al. O. “ Dunque non è un libro sul dipingere in generale, ma sul dipingere di Al. (Oppure è un “ di “ da giornalisti) (D’altronde non è un libro sullo scrivere – frontespizi) (Comunque è meglio se dipinge)

La scrittura prende sempre la strada del ritorno. Ma qualche volta riesce a tornare e qualche volta no.

19 luglio

Ci sarà una resurrezione dell’uomo ma irriconoscibile a occhio umano.

« Era solo una ragazzina dell’Ohio: le piacevano i quadri » “ (Kojak, Raidue)

« Quando so quello che bevi, tu sei mio per la vita » “ (La pietra che scotta, Yates, 1971)

Si chiama “ Azzurra “ la bambina dei nuovi vicini. Azzurra anni Ottanta = Benito anni Trenta? (L’inconscio collettivo. I nomi)

20 luglio

Mando 100 cartoline a Spatola. Che in realtà aveva bisogno solo di 30mila lire.

Dice: ma tu, non sei laico? Chi, io? forse anche troppo.

« Mamma, ti piacciono i gatti? » « Se te lo devo dire, no » « E i cani? » « I cani sì ». (Costa di San Giuseppe, ore 11. 03)

E quando scoprii che il babbo non scopava almeno dall’età di cinquant’anni e che la mamma aveva sempre fatto finta di fumare…

Aspettano che esca. Per sparare.

Sempre un dilettante. Nei limiti dell’impossibile.

Meglio un Roosevelt in carrozzella che un Reagan a cavallo, dice il reverendo Jackson.

“ Lo faccio per il ben della pace “, mi assicura.

La spietatezza dello sguardo dal basso.

Il bradisismo. (La terra di solleva)

Unity “: sotto il palco della Convention democratica.

Progetti estivi, signora Berté? « Pochi, qualche apparizione in tv e tre, solo tre concerti a Bussoladomani. Il bello arriva a novembre con una grande tournée europea: Germania, Francia, Svizzera, Olanda, Finlandia, Danimarca e forse anche cinquanta concerti in Unione Sovietica. Ma io spero di cuore che siano un po’ meno. L’anno scorso in Russia ci ho passato quindici giorni, e già dai primi avevo tanta voglia di tornare a casa ». “ (Dai giornali)

21 luglio

Il babbo guarda la televisione ma non capisce niente. Quello che vede è la clarté.

Parola / immagine: fischi per fiaschi.

Il massacro, consumato in un ristorante della catena McDonald di San Isidro, in California, a un paio di chilometri dalla frontiera messicana, è il più sanguinoso mai avvenuto negli Stati Uniti. Il folle autore della strage è un agente privato di 41 anni, James Oliver Huberty, licenziato poche settimane fa dal suo posto di lavoro. « Quando è morto – hanno detto i poliziotti di San Diego – aveva ancora con sé una borsa piena di munizioni ». “ (Dai giornali)

22 luglio

Alla sommità del piccolo ponte da dove si scorge il mare diventato verde chiarissimo per la profondità minima delle acque e il fiume di nebbia viola che conduce al cimitero bianco di marmi e in fondo le macchie di bosco di diversi toni di verde intenso, proprio lì ho incontrato l’ufficiale americano tornato sul luogo dove girarono quel film famoso nel nineteen forty five che pare si intitolasse Lo straniero. Poi, nonostante i ragazzini e i villeggianti scemi è arrivata la donna (O.?) e felici si è celebrato l’evento con una strana forma di penitenza, sfregandoci il sedere sul carbone. (Un sogno)

La zizzania è il loglio distruttore del grano, dunque del pane.

Prima di Wojtyla il Papa mangiava da solo, dice.

A Torino dieci anni fa avevo fatto un silenzio così solenne che il minimo rumore mi faceva impazzire. Mi fece.

Don Williams, proprietario dell’agenzia di pompe funebri, dice che Huberty « era un bravo imbalsamatore, ma pessimo nei rapporti con i clienti. Era molto più bravo come saldatore. Poteva calare la maschera e starsene da solo. » “ (Dai giornali)

Poi è salita sul podio Geraldine Ferraro, vestita tutta di bianco e con un filo di perle intorno al collo. Un’orchestra ha attaccato le note di New York, New York e subito dopo di una tarantella napoletana, in omaggio alla città da cui Geraldine proviene ed alle sue origini etniche. L’abile e piacente deputatessa di Queens ha toccato molti temi nel suo discorso. Anzitutto quello femminista. “ (Dai giornali)

23 luglio

Convinto di essere nato perfetto non posso che peggiorare.

Il trucker racconta la seguente storia: raccolta una giovane donna che aveva perso il bus si intrattenne con lei amabilmente chiacchierando del più e del meno per oltre cento km. Ma quando furono giunti al paese di destinazione, un paesone della Puglia, la donna scendendo gli sibilò: « Grazie, ma credevo di essere salita con un uomo non con una donna ». Dove si dimostra che la Puglia è rossa.

Proliferano le cartolerie. Ne ho contate sette di nuove solo nel centro storico della mia piccola città.

L’Europa in calzoncini corti torna incontro al suo boia, il nano restato fermo.

Beniamino Placido scrive sulla morte dell’inventore del jogging: “ Non sanno che rischi corrono, correndo “.

25 luglio

Il mondo non va avanti che per l’effetto del malinteso. Mediante l’universale malinteso tutti si mettono d’accordo. “ (Charles Baudelaire, Journaux intimes)

Grandi dichiarazioni d’amore per la letteratura. Ai funerali della medesima.

Fra i muratori qua davanti ce n’è uno che arriva prima degli altri. C’è da notare: fuma. (Quelli che arrivano prima)

Ecco: laggiù, inquadrata fra il muro e gli alberi, passa la prima donna della giornata. C’è da notare: è incinta.

Lenocinio, varietà, cinema, Sud.

26 luglio

Per quanto Maometto evitasse di andare alla Montagna prendesse tempo si dicesse che non c’era tutta questa fretta rimandasse l’impegno con i più vari pretesti adducesse scuse non di rado ridicole ci dormisse sopra indugiasse nicchiasse temporeggiasse procrastinasse persino sine die differisse magari alle calende greche puntasse i piedi resistesse con ogni mezzo negasse omettesse bluffasse mentisse insomma di andarci se ne guardasse bene un bel giorno senza preavviso ma anche questo è opinabile buongiorno! chi è? venne lei in persona grande e grossa e alta e agna da lui. Povero Étto.

La pubblicità è la maschera del commercio.

Tutti gli anni Sessanta perduti a bighellonare berciare guardare.

La dissipatio h. g. riguarda solo il genere umano. Dunque non le donne e simili.

Il dottor Stranamore di Kubrick ha un corrispettivo serio (serioso?) in A prova di bomba (Lumet, 1963).

27 luglio

Proprio come risaputo i colori in Inghilterra: verde, arancione, e altri, in quella luce strana. Quanto all’attrice adescatrice… beh… ho lasciato perdere. (Un sogno)

Gli inani sforzi.

Reporters: cani da riporto.

28 luglio

Per esempio: una cicala che canta.

Tutto “ era un cane. Tutti sono cani.

 « Ci sono le bambine! » “. Ma il partigiano nevrotico fa saltare il ponte. E così addio Wermacht, vecchio e bimbine. (La voce del silenzio, Pabst, 1952)

29 luglio

L’Inno alla gioia ora lo cantano tutti: comunisti italiani e olimpionici californiani.

Lolita fa notare che non le sembra buona quella rima di Poe. Sembrava scema ma forse ne sa più di te, professore. (Lolita, Kubrick, 1963)

Ero tornato al liceo, armi e bagagli. (Un sogno)

Le Olimpiadi di L.A. nello stadio del ‘32. Apoteosi della storia americana come storia del falso. Il cinema è lo specifico Kitsch di cui si sostanzia la missione storica degli States. Ma nel 1984 questo Kitsch è un Kitsch del Kitsch del Kitsch. Museo della riproduzione spettacolare. La tradizione del nuovo, cioè la tradizione del vecchio ri-prodotto, ri-svegliato. La seconda in commedia. Il Kitsch alla presidenza.

Il mondo – americano – è bello perché è falso. Anche se non lo sa.

Olimpiadi di L.A.: Moses si scorda il giuramento.

Più mi trattengono e più scappo. Più scendono e più sono costretto a salire.

30 luglio

La vecchia idea stupida: la realtà.

Nel sogno si assiste a se stessi.

“ Sono andato ad aprire – racconta Maometto – e indovina chi c’era: la Montagna, sì proprio lei. « Che viaggio di merda », mi ha detto. “.

Scomparso nella frana della Montagna tale Maometto di anni etc.

Niente di più effimero dello sport. Il record è fatto per essere battuto.

Dopo tre giorni la Montagna puzza, parola di Maometto.

E dire che ho sempre preferito il mare, pensa Maometto.

Questi bambini tosti / grandi lavoratori / di gomito “, scrissi nel ‘74. Ripensavo all’atletica. Nei primi anni Sessanta, frequentando le piste fui colpito da una razza di campagnoli brevilinei horribiles visu e maxime nel fatto che sgomitavano nelle curve. Io mi stupivo. Uno stupore tedesco, alto-tedesco (“ Achtung! “). Inappropriato, dato che era solo la fine, cioè l’inizio.

Che diritto ha di stare al mondo tutta questa umanità?

31 luglio

L’atteggiamento “ scientifico “ nei confronti del testo letterario – fino all’instaurarsi di un vero e proprio tabù del contatto diretto con il medesimo per una moltitudine di lettori che con la letteratura sono riusciti a non avere nessun vero rapporto -, la lucidità analitica etc. non impediscono che la potenzialità mitico-allucinatoria della scrittura si riproponga altrove che nei libri di letteratura propriamente detti, per esempio nelle letterature “ minori “ o minime e, soprattutto, nel giornalismo.

Ora – che ha fatto i soldi – Asor Rosa scopre il Teatro povero di Monticchiello.

I nazi li hanno fatti prigionieri, ma dietro hanno lasciato la nave-bomba. E scoppia… scoppia… (Il cacciatorpediniere maledetto, Compton Bennet, 1952)

Siamo sconfitti. Sì, ci impegneremo ancora, certamente non deporremo le armi. Ma oggi siamo sconfitti. L’uomo che cerchiamo non è in carcere, muto e geloso della sua verità. Quell’uomo è fra noi e ha scritto ancora una volta il suo nome nelle cronache di queste ultime ore. “ (Dai giornali)

1 agosto

DDRice: che fai di bello? Rispondo: imparo a zoppicare.













Quelli che si fanno vedere. Il metodo dell’alibi.

Che cosa fanno quei due? Niente. Che cosa pensano? Niente. Però sono in due.

2 agosto

A certe condizioni il tempo si dilata diviene spropositato illimitato immenso come un mare in bonaccia. Giornate che non finiscono mai. Dato che non sono mai cominciate. Acqua – ma forse non è acqua – a perdita d’occhio (attento anche tu, occhio). Pianura. Piattezza.

“ C’è un mistero di tenebre che odia la luce “, dice il vescovo. E avverte: “ Tenete gli occhi aperti “.

A scuola ha smesso presto, dopo il primo anno di ragioneria. « Non mi piaceva poi tanto, è meglio sparare ». Le chiedono se abbia mai giocato a basket o a pallavolo, visto che è alta 1, 79. « No, correre non mi è mai piaciuto », risponde. “ (Dai giornali)

3 agosto

La donna di tutti salvata da tutti.

Ripenso a Londra. La città dentro la campagna la campagna dentro la città. Dove comincia la campagna, dove finisce la città?

Le periferie basse e gialle sterminate di luce gialla non è alba non è tramonto non è nessuna luce riconoscibile. Non è la grandezza di Parigi che è senz’altro grandeur solennità decoro potenza dello Stato, è immensità anonima multirazziale sommatoria di individualità etniche paesane realtà che non ama dirsi in nessun modo sterminio del discorso a cui subentra la funzione l’abitazione il luogo. Home sweet home di chi ci abita dorme lavora e beve. E non c’è altro da dire.

4 agosto

La congiura degli innocenti (Hitchcock, 1955). Chi l’ha ammazzato? Nessuno.

La mamma ha sognato un Goya. Sarà la fucilazione del Prado?

Gli americani, che sono i più grandi sportivi del mondo, lo adorano, anzi no, forse è meglio di-re che lo ammirano perché ha raccolto l’eredità dei grandi campioni di nuoto che non crescono più negli States, campioni capaci di trionfare nelle differenti specialità. Sport illustrated, la Bibbia delle pubblicazioni sportive Usa, gli ha dedicato ben sedici pagine nel numero speciale delle Olimpiadi: « L’Albatros vuole volare », è il titolo, altro soprannome che Gross si porta appresso, per via di quelle lunghissime braccia che si aprono e chiudono quasi fossero le ali dell’uccello oceanico… “ (Dai giornali)

5 agosto, Locorotondo (BA)

 « Ha visto il Santo? Le ha lasciato l’aureola » “. Il nipote della contessa diceva di amarla ma voleva solo i quadri: smascherato, le spara. In effige. (Psicoanalista per signora, Boyer, 1959)

Giorgio Saviane ha scritto un articolo sulla Nazione da cui risulta che il mostro è lui. “ Ho fatto un sogno… “.

Toro o matador?

« È un tipo insopportabile. Si dà troppe aure ».

Agli uomini che l’hanno immobilizzato Gavino Stacca è apparso sotto choc. Dopo aver pulito e scaricato il fucile, forse ritenendo di avere qualche possibilità di proclamarsi innocente, l’agricoltore – che è stato riconosciuto da decine di testimoni – si è fatto catturare senza opporre alcuna resistenza. Inebetito continuava a ripetere: « Non sono stato io, non sono stato io » “ (Dai giornali)

6 agosto

Morto Richard Burton. (Aveva appena finito di girare 1984. Faceva la parte del Grande Inquisitore)

Le ruote lenticolari.

Adidas / adidà / da da dada.

Mezzo miliardo (ma c’è chi dice che sia di più) è uscito dagli ultimi mesi dalle casse dell’istituto ed è finito direttamente in quelle del casinò di Saint Vincent attraverso le arti e i raggiri di un’etiope cinquantenne, Lem Lem Destà che diceva di raccogliere aiuti per i villaggi del suo paese e invece aveva la passione, quasi una malattia, per il tavolo verde dei casinò. Oggi i due verranno messi a confronto e si saprà qualcosa di più. Se, per esempio, la donna sia stata soltanto un’abile truffatrice o se sia riuscita ad ammaliare don Pagliai tanto da indurlo a staccare puntualmente per lei assegni di milioni e milioni. “ (Dai giornali)

7 agosto

Ad Alberobello sull’angolo mentre sfoglio il giornale improvvisamente mi sento osservato. E infatti è così. È la bionda di cartone anzi sono due formato nature del manifesto della pubblicità Kodak.

Anche la morte del dott. Tauro non manca di colpirmi.

Tutta la storia della maratoneta svizzera. Simulatrice o eroina? Filippide o Fidippide?

Socrates ragiona. Chi aveva ancora qualche dubbio è servito. Con lui parlare è piacevole. Le interviste nascono da sole. Così ieri ha fatto sapere che dopo la Storia dei partiti politici italiani, sta leggendo un paio di drammi di Bertolt Brecht e le Lettere dal carcere di Gramsci. Presto si iscriverà alla facoltà di filosofia a Firenze. Calcio? Preferisce parlarne sul campo. “ (Dai giornali)

8 agosto

La televisione tiene decisamente dalla parte del teatro mentre sembra che tenga da quella del cinema.

Il nuovo modo di fare le automobili fa automobili brutte ma di sicuro le fa. E ne fa anche parecchie.

9 agosto

Il colore rosa. Cfr: il fiocco delle bambine, la Gazzetta dello sport, i Pink floyd, la pantera rosa, la rosa tatuata, Rosa Fumetto, Rosa Luxemburg, Le occasioni di Rosa, la rivista Rosa, i socialisti, Gertrude Stein, Picasso, “ una donna non si colpisce neanche con una rosa “, Ciullo d’Alcamo, l’acqua di rose, Santa Rosa, i Rosacroce, il vino rosé, Francesco Rosi, il roseto in fiamme, la rosa che non colsi, che cosa è il bacio.

Non solo gli ultimatum, le note diplomatiche, gli ordini di mobilitazione generale, gli articoli di giornale e i comizi di propaganda ma anche la sensazione di una paralisi della ragione e un diffuso sentimento di angoscia e di incredulità fanno parte di quei giorni della storia d’Europa, tra la fine di luglio e i primi di agosto di settanta anni or sono, quando si aprì il baratro della prima guerra del Novecento. “ (Dai giornali)

10 agosto

La mania delle previsioni del tempo. Gli Weathermen, invece…

Parlare al muro.

Comunque scricchiola l’entente cordiale Usa-Italia. Ci rubano le medaglie, pare.

Non è che all’inizio inizio, nel 1952, avesse gran belle carte. Soldi ce n’erano pochi, l’Accademia navale, il suo sogno, era sfumata, il papà era morto e per di più c’era un fratellino piccolo da tirare su. Un anno all’agenzia Perlo, tutta treni e crociere, chilometraggi e tariffe. E come capiscuola il commendator Perlo e sua moglie. « Gran brava gente », ricorda. « Organizzarono treni interi, durante la guerra, per far scappare in Portogallo gli ebrei. E il commendatore, poi, con la sua memoria di ferro: in un secondo sapeva dirti qualsiasi distanza ferroviaria. Budapest-Londra? E lui: tacchete ». “ (Dai giornali)

11 agosto

L’improvvisa svolta antiamericana dei media. Improvvisa come un raptus, un lapsus. (Negli anni Cinquanta, quando giocava l’Inghilterra, si percepiva ancora l’odio per la “ perfida Albione “ del fascismo)

Il ragazzino nostalgico l’ha imparato subito: i Beatles cantavano la Madonna.

Grazie America per un sogno che è divenuto realtà “ (Cartello di stadio). Cfr. Grazie Roma (canzone), Grazie zia (film). Grazie.

Sfioriscono ormai le residue illusioni sullo sviluppo. Questo è il tema reale della conferenza demografica di Città del Messico: trent’anni e passa di letteratura terzomondista non sono serviti neppure a scalfire il problema “ (Dai giornali)

12 agosto

Locorotondo si pronuncia “ Lugurdun “, cioè il cordone. La leggenda vuole infatti che i martinesi (i borghesi abitanti della prospiciente Martina Franca) provassero a trarre a sè la cittadina finitima (di inconfondibili tradizioni agrarie) mediante una fune in forma di cappio. Ma, tira tira, la corda si ruppe e i prepotenti tiratori, cadendo all’indietro, ne ebbero il sedere appiattito, come infatti hanno. E Locorotondo/Lugurdun rimase dov’era.

Come si dice doppio senso in pugliese? Sgherzo.

13 agosto

T. insieme al cugino: era vestita da donzelletta. Ma anche io ero vestito da paggio (o Faust o masnadiero), Qualche bacio. Felicità. (Un sogno)

Una sera d’estate. E forse un lungomare. La gente. Un gelato.

L’immagine che il cronista sceglie è quella della confusa sfilata di chiusura degli atleti ormai in vacanza. Non la rigida parata dell’inaugurazione, ognuno più o meno marziale dietro il proprio vessillo, ma la caotica passeggiata dell’arrivederci. Bianchi, neri e gialli mescolati alla rinfusa, belle ragazze e poveri cristi, gloriosi immedagliati e carneadi da retrovia, uomini in turbante, altri in gonnellino, israeliani col fucile che li aspetta a casa e arabi in « kufiak », sombreri e minigonne, sari avviluppati e larghe tuniche. Ricchi e poverissimi che hanno dovuto elemosinare il biglietto per venire qui, comunisti più o meno arrabbiati e capitalisti avidi. Tutti insieme, tutti sottobraccio, tutti amici. “ (Dai giornali)

Aveva rivelato così i suoi veri e sani istinti di contadino gallese. Certo, era un uomo contraddittorio. Di recente gli avevo parlato perché volevo che fosse Leonardo nel mio prossimo film sui fiorentini. Ero pronto a scommettere su di lui, affinché le sue rare e vere qualità tornassero alla superficie e sono sicuro che non mi sbagliavo. Porterò sempre dentro di me il suono di quella voce meravigliosa che il teatro non ha saputo custodire gelosamente per sé. “ (Dice Zeffirelli)

14 agosto, Roma

Los Angeles: l’angelo di tutti.

Manganelli su “ lo jettatore “ (Corriere della Sera)

“ Roma – Sembrano sequenze di un film dell’orrore. Sei cani lupo sbranano una bimba a San Mauro Torinese. Nello Iowa, Stati Uniti, un pitone lungo tre metri, educato come un cagnolino domestico, strangola improvvisamente il suo padroncino di undici anni. Duemila chilometri più a sud, nel fiume Sainte Lucie in Florida, un ragazzo viene divorato da un coccodrillo. Non è tutto qui: una coppia di cigni becca ripetutamente il collo di una sedicenne che sta facendo il bagno in un fiume del Devon in Inghilterra, fino a spingerla lentamente sott’acqua con il costante movimento delle ali e a farla annegare. Ma la colpa di simili atrocità avvenute nei giorni scorsi è degli animali o degli uomini? « Degli uomini », dicono in coro naturalisti, etologi e biologi. “ (Dai giornali)

15 agosto

Lei irretisce Lui e gli fa uccidere l’Altro “ (Alvise Sapori, Il cinema hollywoodiano va alla guerra, in “La Repubblica”, oggi)

Nella società dell’innovazione prosperano i mestieri più vecchi del mondo.

Così ora risulta chiaro che Matti da slegare era un film.

C’è un tizio vuole catturare il mostro di Loch Ness con una trappola. Sponsor un’azienda di liquori.

In quel refuso Il nome della rosa era diventato In nome della rosa.

“ Torino – « È crollato un cinema, è crollato un cinema! ». La voce concitata, dall’altra parte del telefono, ha suscitato un momento di tensione, ieri, alle 13. 20 circa, nella caserma dei vigili del fuoco di Torino. Subito il ricordo di tutti è corso a quella fredda sera della « domenica della morte »… “ (Dai giornali)

Ma una volta tanto ebbe ragione il presidente del comitato organizzatore, Peter Uberroeth, che commentò il boicottaggio dell’Est ancor prima che i giudici di partenza sparassero il primo colpo di pistola: « Le medaglie continuano a contenere sei grammi e mezzo di oro a ventiquattro carati. ». Ossia: gli assenti hanno sempre torto. “ (Dai giornali)

“ Santa Barbara – Il presidente Reagan ha detto, per scherzo, di aver ordinato la distruzione dell’Unione Sovietica, nel corso di una prova della voce, poco prima di un discorso radiofonico dalla sua fattoria. Secondo le fonti, poco prima del discorso e con i registratori di almeno due reti radiofoniche in funzione, Reagan ha detto, cercando di schiarirsi la voce: « Cari americani, sono lieto di annunciarvi che ho firmato una legge che mette al bando l’Unione Sovietica per sempre. Cominceremo il bombardamento tra cinque minuti ». “ (Dai giornali)

16 agosto

In via Caduti della Resistenza l’overdose di Ferragosto.

Il panda non riesce a riprodursi. La Panda sì.

Risulta che quelli che non amano la vita hanno la faccia immobile che non si illumina mai e parlano sempre loro. Come Hitler, dice la signora di Raidue.

La telefonista del 110 ha frequentato l’Actor’s studio?

La vis dramatica nella voce di commesse, maestre, infermiere e puttane. La piccola borghesia. Dagli anni Trenta. In Francia ha continuato a esserci.

Egli sarebbe certamente più popolare se l’elettorato avesse la possibilità di ascoltarlo nei suoi momenti di levità. L’umorismo di Mondale, si dice, tende a essere « mordente », in contrasto all’umorismo di Ronald Reagan, giudicato « facile ». “ (Dai giornali)

17 agosto

Il caso di un paese che dieci anni fa celebra – sui giornali – iper-romanzi come La storia o Horcynus Orca nel mentre che – se mai – legge i sudamericani, e poi precipita nei giornali e non legge più niente.

Ad Anzio giurano e spergiurano: in mare ci sono i pescecani. La capitaneria smentisce.

Via via la nuova piccola borghesia.

Sul caso Gadda c’è da dire che piace tanto perché: 1 non era uno scrittore, ma un ingegnere che scriveva. 2 non era un fascista, anche perché è stato parecchio all’estero 3 non era un uomo, anzi forse era frocio, anzi era un “ aventiniano del sesso “ 4 non era sposato, infatti non si sposò mai 5 non si capisce quasi mai, però si può sempre citare 6 non si studia a scuola, così, parlando di lui, si può evitare di far sapere che a scuola non si è studiato 7 non è stato pubblicato tutto, così si può sempre sperare di pubblicarlo e di guadagnarci qualcosa.

“ Siena – Per qualche ora si è temuto che il tradizionale Palio saltasse. L’arcivescovo di Siena, monsignor Ugo Castellano, quando ha visto il drappellone è rimasto scandalizzato: sul Palio, dipinto dal pittore siciliano Bruno Caruso, è raffigurato un cavaliere completamente nudo con in mano una rosa e un sacchetto di monete. L’arcivescovo ha quindi espresso la sua « perplessità » e il suo dissenso in una lettera inviata al sindaco. Ma ha aggiunto che non per questo avrebbe impedito al drappellone di entrare come sempre in Duomo per il consueto omaggio alla Madonna. “ (Dai giornali)

18 agosto

” Si è fatto mettere i piedi in testa dalla moglie e dalle figlie “ “ Non è mica il solo “. Le due donne sul marciapiede. Via Alessandria, ore 11. 22.

Antiterroristi e terroristi uniti nella lotta. Alla legge. Alla crescita. Alla verità. Alla storia.

Il frassino, il loto, il castagno. Auguri dragamine. E auguri anche alle mine.

La rivoluzione antiburocratica intoppa negli affaristi.

Quella coppia: francamente diabolica.

A Mosca e Praga i risultati dei contro-giochi ridicolizzano Los Angeles. Brace batte padella 1-0.

L’impressione finale è proprio questa: il sorpasso c’è stato. Un sorpasso di potenza. Il nero supera il bianco. E questo è solo l’inizio della corsa. Perché, se è vero che nero scaccia bianco nella velocità breve nel basket e nella boxe e che così è sempre stato con Jesse Owens, Spencer Haywood, Cassius Clay, è anche vero che adesso il nero si è affacciato in sport finora considerati da bianchi: scherma, ciclismo, sollevamento pesi, judo. “ (Dai giornali)

Cara professoressa Corti, leggo su Repubblica la sua recensione al libro di Cesare Segre Teatro e romanzo. Mi permetto di segnalarle alcune circostanze che hanno colpito la mia attenzione di lettore di giornali. Si tratta, in breve, del titolo e dei sottotitoli, che, nell’ordine, suonano: “ Il tessuto del diavolo “, “ Partire da Shakespeare “, “ Uccidere il padre “ e “ La vita come sogno “. Dato che ho una certa dimestichezza con le redazioni dei quotidiani, vorrei chiederle se non ha notato qualcosa di strano. Infatti se titolo e sottotitolo dovrebbero illustrare mettendolo in risalto il contenuto del “ pezzo “, a me pare che, nel caso in questione, questo impegno non sia stato rispettato, cioè, a meglio dire, non esattamente. So come si lavora in quelle stanze: la gente fuma, è stanca, è confusa, e non c’è niente di più gravoso odioso e frustrante che “ passare “ un pezzo. Così, ecco, quello che voglio dire è che si dovrebbe sempre tenere presente che, fra il lettore di giornali e lo scrittore per i giornali, c’è uno scrittore-lettore che si chiama come è noto “ giornalista “. Il quale forse parte da Shakespeare, vuole sicuramente uccidere il padre, vive la vita come un sogno anzi come un incubo. Mi creda, cara professoressa, i mass media sono un vero tessuto del diavolo. (Ma forse titoli e sottotitoli li ha fatti lei di sua mano e in questo caso mi scuso ancora di più per il disturbo)

19 agosto, Siena

Baudelaire sull’equivoco nei Journaux intimes.

Carl Lewis passa direttamente al cinema.

The Ferraro crash.

Promotion: la vendetta dei bocciati.

Forse per puro spirito d’imitazione un altro operaio in cassa integrazione si uccide a Foligno.

Caro dottore, pensi che assurdità: io ho sempre voluto bene ai genitori.

È domenica: il talidomidico va in bicicletta.

Si è fatto arancione il giornalaio di piazza Fiume.

“ Firenze – « Ci troviamo di fronte a delitti che non sono tipici del temperamento italico », ha detto il ministro dell’Interno Oscar Luigi Scalfaro, che presiedeva un vertice degli investigatori impegnati nella caccia al « mostro » di Firenze. “ (Dai giornali)

Ridevo. Sghignazzavo. Erano cose esilaranti. (Un sogno)

20 agosto

Figlio di una ribellione fallita, lui dopotutto è come me: solo. Lui mangia e picchia. Io invece digiuno. E le prendo.

Là dentro, malamente avvolto in due sacchi neri dell’immondizia, c’è una delle bestie più belle e intelligenti del mondo. I ragazzini tolgono i sacchi. Lo girano da tutte le parti. Prima sul dorso ancora nero e lucido di mare, poi sul ventre bianco, sui fianchi snelli. « Ride », dice un bambino. « Non ride, è fatto così », spiega un adulto. “ (Dai giornali)

21 agosto

Nuova società. O nuova gestione?

De Gasperi o Togliatti. Togliatti o De Gasperi. Meditate gente meditate.

Imprigionato a metà della stretta scala. Bloccato da sopra dalla donna nera mentre da sotto saliva la bianca. (Un sogno)

Di pregevole è saltato fuori soltanto un elastico. Un normalissimo elastico che uno scienziato armato di microscopio si affannava a stirare per fare vedere che funzionava ancora. Questo, per ora, l’esilarante risultato della colossale operazione che ha portato all’apertura della cassaforte. Mentre il telecronista si affannava a parlare di « pozzo di San Patrizio », dal magico scrigno uscivano polpettoni di melma orrenda che mani delicate sistemavano su guantiere. “ (Dai giornali)

22 agosto

Soltanto mi ricordo, come se si trattasse di una cosa avvenuta ieri, che un paio di volte ch’io lo guardai negli occhi, egli stornò il suo sguardo dal mio. Si dice che ciò è un segno di falsità, mentre io ora so ch’è un segno di malattia. L’animale malato non lascia guardare nei pertugi pei quali si potrebbe scorgere la malattia, la debolezza. “ (Italo Svevo, La coscienza di Zeno, 1923)

Il presentatore George Plimpton ha dato una pacca sulle spalle a Gimbel dopo l’apertura del forziere e gli ha detto: « Hum… Lire italiane… ma in fondo non fa niente se non valgono nulla, è il divertimento che conta ». Gimbel ha ribattuto di essere comunque « estatico » per il successo dell’impresa. “ (Dai giornali)

23 agosto

San Nicola è buono contro l’impotenza “, diceva il fraticello che distribuiva i santini – perché è un proprietario terriero (con i piedi per terra, intendeva dire nel suo stentato italiano). A me aveva già dato Sant’Agostino, ma senza spiegare perché. (Un sogno)

L’America, un paese di princìpi più che di ideali, secondo Scalfari.

« Avevo detto che non ti avrei mai lasciato… », mormora Bergman a Bogart. « E non mi lascerai mai… », risponde lui. “ (Da un articolo su Casablanca)

24 agosto

Niente dà più il senso di una fatica smisurata, niente più penoso dello spettacolo di un attore mediocre o pessimo.

“ Pontida (Bergamo) – Sulla scena preferiva indossare i panni del perfido Scarpia. « Mi affascinava il gioco teatrale, il respiro della recitazione: non mi identicavo certo col personaggio ». Adesso il giovane uomo, molto prestante, che ci accoglie nel chiostro dell’antico monastero dei Benedettini di Pontida, non è più il baritono Giorgio Cebrian, che per anni ha calcato i teatri lirici del continente interpretando soprattutto i ruoli degli eroi « cattivi » o comunque ribaldi del melodramma. Adesso il suo nome è… “ (Dai giornali)

25 agosto

” Ha detto: mamma, si compra una borsa? Va bene, ho risposto, andiamo a Siena, lasciamo quei due Landru, che tanto non muoiono “. (Le due turiste, via Banchi di Sotto, ore 10. 45)

I tentativi della nonna per ottenere l’aiuto del Foreign Office non ebbero successo. Allora, disperata, scrisse una lettera al suo deputato, Claire Short, raccontando la vicenda. Claire, una donna d’azione, organizzò immediatamente un piano per « rapire » la bambina. « Ho comprato i biglietti aerei per la Germania e venerdì abbiamo prelevato Tracey dalla sua scuola di Düsseldorf con una scusa. Non appena la bambina ha visto la nonna le è corsa incontro piangendo ed abbracciandola ». “ (Dai giornali)

26 agosto

Tutti schedati per disposizione del magistrato i celibi tra i trenta e i sessanta a Firenze e dintorni.

Il mondo era / diviso in due / quelli del nyet / e quelli del da / da da dada.

Benevolissimi verso i cattolici, convinti però di essere giudicati, in ordine, abili negli affari, legati da un continuo scambio di aiuti e avari, li troviamo invece accolti da pregiudizi nuovi: i cristiani li vedono « religiosi, chiusi e diffidenti ». “ (Dai giornali)

27 agosto

E allora prepariamoci ad ascoltare qui a Dallas poemi e canti per la rinascita dell’America. L’astuto Reagan pensa che, come messaggio elettorale, l’ottimismo funziona sempre. E se l’America è euforica, non potrà che confermare alla Casa Bianca il campione di questa euforia. “ (Dai giornali)

28 agosto

Pur di piangere / a stomaco pieno / si è fatto coccodrillo / ora anche lui / lacoste.

« Era mercoledì 14 agosto, a mezzogiorno, sulla linea 6 del metro, direzione Nation. Tu eri bruna e bella, io giovane e sciocco. Mi hai fatto ammirare la linea perfetta delle tue gambe, la finezza della caviglia, il piccolo piede innocente. Io, come un imbecille, sono sceso a Sumenil. Ti ho guardata andar via dietro i vetri, e da allora ho il batticuore. È troppo tardi? ». I francesi si confessano sulle colonne dei giornali riservate agli annunci. “ (Dai giornali)

29 agosto

Pensano dicono scrivono fanno. Tutti le stesse cose.

Le mie lettere sono state bruciate. Erano fatte per questo, dice.

E anche il fotografo si è sistemato. Con la soprano, naturalmente.

Durante l’ultima guerra mondiale, le forze statunitensi asserragliate nella penisola di Bataan, nelle Filippine, adottarono come parola d’ordine il termine « lollapaloza ». Privo di qualsiasi significato, lo scelsero perché i Giapponesi non riescono a pronunciare la lettera « l » (la deformano in « r », l’opposto di quel che fanno i Cinesi) ed in tal modo riuscirono a sventare molti tentativi d’infiltrazione da parte loro. “ (Dalla Settimana Enigmistica)

30 agosto

Seratina di poesia in piazza Provenzano. Il fidanzatino legge piano piano e l’altro suona il piano. Le ultime luci le ho fatte io, esulta la ragazzona. Era un po’ umido.

Per Reagan, destra e sinistra sono concetti antiquati e comunque pericolosi: « Ad accettarli fino in fondo – egli ha detto – si arriva da una parte a Stalin e dall’altra ad Hitler ». Il Grande Semplificatore ha spiegato che la vera scelta di novembre è di tipo verticale, tra down (sotto) e up (sopra), ovvero tra la china che porta alla società burocratico-assistenziale e la salita che conduce alla riscoperta delle libertà individuali. “ (Dai giornali)

31 agosto

Che cosa fa il cinema? Fa perdere tempo.

Solo che il freddo e inesorabile procedere dei fatti finisce con il dar rilievo agli approdi appannando le traversie di una lunga e tutt’altro che facile navigazione. E l’approdo è che in India come in Cina le utopie sono morte, e le vetrine si sono infrante. “ (Dice Jacoviello)

1 settembre

WReimar: la storia come teatro. La storiografia come drammaturgia.  Il sistema dei revival. La storia come cinema.












Era una notte buia e tempestosa “: un inizio da cani.

Che bravi i titolisti dei giornali, dice Marco Ferreri.

Il futuro è nonna.

Oggi gli americani cominciano a sentire questo schema troppo stretto. Per esempio Penelope Russianoff, in Why do I think I am nothing whithout a man?, New York, Bentham Books, 1982, mostra, con chiarezza, che le donne desiderano possedere ed essere possedute da un uomo; hanno paura di lasciarlo solo un momento, se lo tengono disperatamente stretto fino a soffocarlo, a stancarlo, fino a divorziare. Dopodiché ricominciano nello stesso modo con il successivo marito. “ (Dai giornali)

3 settembre

Ferreri dice che da dieci anni non legge i giornali.

Ero nudo ma quando la ragazza straniera mi ha rimproverato ho fatto finta di niente. D’altra parte non ero sicuro che se la prendesse proprio per quello. Anche con l’amica si è ripetuta la stessa scena. Inoltre le due (che abitavano al piano di sotto) camminavano sulle mani e ridacchiavano incomprensibilmente. Ho anche pensato di poter scrivere una sorta di sceneggiato: La patetica di Beethoven. (Un sogno)

L’hanno letto il libro Cuore i ragazzi del film di Comencini? No. E il film l’hanno visto? Nemmeno. Cioè: non ancora.

Uno scherzo di tre ragazzi le teste di Modì trovate sott’acqua.

È il dolcino della bambina quello che dà il colpo di grazia alla vecchia alla fine del film. (Lo scopone scientifico, Comencini, 1970)

4 settembre

C’era una volta la letteratura e la storia della letteratura e la morte della letteratura e la resurrezione della letteratura e la buona letteratura e la cattiva letteratura. C’era.

Dieci anni di persecuzioni. E solo perché ero nato.

“ [L]a nuova immagine, pragmatica, realista impersonata dal nuovo primo ministro Laurent Fabius. Le icone dell’ideologia sono ormai in pezzi. Resta soltanto un interrogativo, e tutt’altro che marginale. Che cosa significano questi continui arretramenti del mitterandismo dinanzi allo sfavore che gli dimostra la società francese e all’incalzare dell’opposizione? O meglio: dove porta questo cambiamento profondo della natura del regime (così radicale da evocare un mutamento di sesso)? “ (Dai giornali)

5 settembre

No trespassing “: la vita – cioè il cinema – è uno stare al di qua, l’avere un segreto: è una premessa, una promessa. (Il rosebud: la rosa in boccio, la condizione di germoglio, la palla di vetro, lo sguardo del fanciullo). (Citizen Kane, Orson Welles, 1940)

In questura la bimba ha spiegato che cosa andava a fare a Milano. « Mi sono sentito a disagio – dice ancora il funzionario di polizia – quella bambina con un’aria tanto dolce ha retto all’interrogatorio come un’adulta ». “ (Dai giornali)

6 settembre

Moglie e marito: il resto dito.

Moglie e marito. Povero dito.

Il tempo. Perduto.

In via della Sapienza un’auto mi sfiora a considerevole velocità. Giurerei: intenzionalmente.

Elenco degli scrittori uccisi da un’auto: Svevo, Camus, Pasolini, Barthes…

Enzo Ferrari: il Grande Vecchio (di Maranello).

Un titolo: La motorizzazione.

Ci sarà Giorgio Gaber, l’Equipe 84, i Nomadi, che raggiunsero un grande successo cantando Dio è morto, canzone composta appunto da Guccini; canterà Lucio Dalla al quale piazza Maggiore e Bologna sono care quanto a Guccini, Pierangelo Bertoli, anch’esso emiliano, e il gruppo dei Viulan. “ (Dai giornali)

7 settembre

Nei telefilm la quintessenzialità del cinema? Si vedono quasi solo automobili.

Notizia: inventato negli USA il trucco permanente.

Grass, Evtushenko, Alberti: tre “ operatori letterari “ minacciano di ritirarsi dalla giuria di Venezia perché, dicono, Claretta, il film di Squitieri, “ è fascista “. Il ché magari è anche vero. Ma si dovrebbe dire in che senso.

Ha vinto Zanussi, con il film dell’amore fra un americano e una polacca.

8 settembre

Notizia: il principe Carlo abbandona la caccia, diventa vegetariano e racconta favole per bambini alla tv.

Dice Evtuscenko (Repubblica) che le donne si stringono al petto la borsetta quando lo incontrano.

La parte inferiore del corpo di una donna è stato trovato rinchiuso in un sacco di plastica infilato sotto una Rolls Royce parcheggiata in una strada molto trafficata, Duchess Street, nei pressi di Westminster. « Abbiamo disperatamente bisogno di trovare l’altra metà del corpo », ha detto un portavoce della polizia. “ (Dai giornali)

10 settembre

Calvesi tira le fila del caso Modì: il falso è alla portata di tutti.

Le famose parole dell’Adamo di Dante (« opera naturale è ch’uom favella »), dovessimo riscriverle oggi dovremmo trovare il modo dire piuttosto: « opera naturale è ch’uom possa favellare » “ (Dai giornali)

11 settembre

Al tempo stesso, i socialisti hanno ammonito il Partito comunista circa le « pesanti responsabilità » che esso si assume orientandosi verso una « vera rottura » dell’unione della sinistra. « Se il Pcf non è più nella maggioranza, dove si trova allora? », si è chiesto Lionel Jospin, aggiungendo: « Si trova continuamente “ altrove “ o è all’opposizione? ». Il Ps in altre parole ha evitato di firmare il certificato di morte dell’alleanza, rinviando ancora una volta a Marchais la responsabilità. “ (Dai giornali)

12 settembre

Ero finito a Regina Coeli. Ma c’era una specie di harem. Sorpresa. Goduria. (Un sogno)

Pittura è farsi guardare. Dunque, che lo voglia o no, il pittore sono sempre io.

13 settembre

Un golpe. Con un incredibile spiegamento di mezzi i comunisti diffondevano l’Unità, ma, mentre diffondevano, ammiccavano facendo piedino. Mi ritrovavo per le scale di un edificio dall’aspetto avveniristico ma non fantascientifico (marmi, ottoni, forse soltanto America). Cercavo di capire almeno in che anno si fosse. Non era facile e, per di più, il proprietario era un giapponese. Infatti arrivava e facevo conoscenza anche della sua gentile signora. Mi ritrovavo per le strade con sottobraccio un grosso cavallino di plastica, cadeau di non sapevo chi, insieme ad altri doni. Un problema insolubile ritrovare la via di casa. (Un sogno)

Morto improvvisamente Paolo Valmarana. Mi viene da scrivere: come previsto.

« Si sente vittima di un complotto? » « Per ora diciamo che si è trattato di un pasticcio ». “ (Dai giornali)

14 settembre

Viaggi organizzati, il nuovo lp di Lucio Dalla.

Questo amore è una camera a gas “. È il cinema?

Il cinema è cambiato, non fa più strizzare i cuori “. “ Strizzare i cuori “? Voleva dire i culi?

Quando diranno: basta con le truffe. E il sipario si alzerà sulla truffa totale.

Lo chiamavan Dracula “, canta una voce da dentro il garage mentre passo.

Primo giorno di scuola. All’uscita l’orda dei motorini.

Il cosiddetto problema della prostituzione. O sfruttarla o pagarla. Tertium non datur.

A Pontedera-Pci-Piaggio il confinato politico. Così s’impara.

15 settembre

Tintin. Alla piccolina mentre passavo sono cadute le chiavi. Ho sentito benissimo.

“ Parigi – Un fratello e una sorella che vivono da cinque anni, pur consapevoli del loro legame, come marito e moglie hanno scritto al presidente francese François Mitterand per ottenere l’autorizzazione a sposarsi, allo scopo di poter riconoscere la figlia nata tre mesi fa dalla loro unione. […] Già registrata, l’intervista è stata presentata in anteprima ai giornalisti. I due fratelli, André e Jacqueline, rispettivamente di 34 e 29 anni, si erano conosciuti solo cinque anni fa. In tenera età, infatti, erano stati affidati all’assistenza pubblica, come i loro otto fratelli e sorelle. André era cresciuto in un orfanotrofio, Jacqueline in una famiglia che dice di voler « dimenticare ». “ (Dai giornali)

16 settembre

Non sono niente non so niente non voglio niente.

Allora o qualcuno mente o magari nel fosso ci sono altri quattro Modigliani falsi. Ad ogni buon conto sulla spalletta del canale i livornesi hanno appeso un cartello: « Attenzione, caduta teste ». “ (Dai giornali)

17 settembre, Roma

Impara a zoppicare il marito attore di Rosemary che per avere la parte ha venduto il figlio a Satana. (Rosemary’s baby, Polanski, 1968)

Campana fu arrestato, pare, perché sembrava un tedesco.

Partire è un po’ svanire.

Nella cabina del locomotore la testina ricciuta di una donna.

Il concetto di vuoto.

È difficile pensare che non incontreremo più Paolo né al cinema, né alla Rai, né al Lido di Venezia, tutti luoghi deputati di un’operosità fitta e coerente. Di chi muore si dice che lascia un vuoto, ma Valmarana di vuoti ne lascia più d’uno. Saremo in molti a rimpiangerlo; e soprattutto i registi italiani, perennemente in cerca di un interlocutore, sanno che è scomparso un produttore in grado di « parlare cinema ». “ (Dai giornali)

18 settembre

Che cosa è un giornalista? Uno che non legge nemmeno il giornale.

Ma quel che colpisce di più, e più sfavorevolmente nell’esibizione di Andreotti alla Festa dell’Unità, è la vaghezza, il senso di approssimazione che affiora dalle frasi del nostro ministro degli Esteri, sul riavvicinamento tra le due Germanie. Cosa c’entra, infatti, il « pangermanesimo » con la « Deutsch-landpolitik » della coppia Kohl-Honecker? Cosa c’entra la manifestazione dei sud-tirolesi nostalgici dell’Austria, svoltasi qualche giorno fa ad Innsbruck, con lo sfortunato tentativo di Eric Honecker di muoversi sulla linea d’una qualche autonomia, fuori dagli schemi rigidissimi della politica dell’Urss verso l’Occidente? Che cosa intende il ministro degli Esteri quando sostiene che « non bisogna esagerare in questa direzione », vale a dire nel dialogo tra tedeschi dell’Est e dell’Ovest: intende sostenere che per questa strada si va verso il Quarto Reich? “ (Dai giornali)

19 settembre

La faccia feroce, il viso dell’armi.

Passo mangiando un gelato e il ragazzo seduto sullo scalino mi guarda con un’aria che non potrei chiamare altrimenti che “ di sfida “. Noto che indossa una tuta rosso fiamma.

È un pozzo senza fondo / il cosiddetto mondo.

20 settembre

Io capisco la gente che viaggia. Anche il papa. Capisco il viaggiare.

Certe canzoni “ popolari “: “ Pelerin che vien da Roma … “. Cantavo senza pensarci. “ Camera ce n’è una sola / dove dorme me muier “. Cantavo e viaggiavo.

Il signor oste.

Chi cerca trova e i cocci sono suoi.

Carmelo Bene legge Dante Leopardi e Campana. Festival nazionale dell’Unità. Ingresso lire diecimila.

L’ingenuità: un lusso. (Il lusso dell’ingenuità)

Concetto (cristiano) di ignoranza.

I sogni. I risvegli.

Il gattopardismo della realtà. Cambia per non cambiare. Moda. Arredamento. Urbanistica. (Punto di vista del viaggiatore)

« Trattavamo per finta / Moro era condannato » “ (Titolo sulla “ prima “ di Repubblica) (Nella stessa pagina gli auguri a Loren e Mastroianni per il cinquantesimo compleanno)

21 settembre

Trascriviamo questo pensiero anzi pensierino di Camus citato – con compiacimento – da Raidue:  “ A parlare sempre di qualcosa che non si conosce si finisce per impararlo.

La famiglia non è stata abolita. Anzi. Io, per esempio, sono diventato nonno.

Lo scienziato come il religioso. Dura lex, – virgola – dice.

Grundig van Beethoven “. (Bravi)

Redavid il segretario della Federazione PSI di Roma.

22 settembre

Gli architetti, ovvero le imprese spaziali. (Raum-Zeit)

Un cane uccide un bambino a Ostia. Arrestata la proprietaria per mancata custodia.

A Vancouver, riprendendo ancora la parola di San Giovanni, ha gridato ai bambini e ai giovani, riuniti nello stadio: « Nel mondo ci sono ladri che sono qui solo per rubare, uccidere, distruggere. Voi incontrerete questi ladri che tentano di ingannarvi ». Parlava di questo mondo di adoratori del denaro e del potere, gonfio di presunzione e di egoismo. “ (Dai giornali)

23 settembre

Miseria e nobiltà, ovvero il cinema. L’universalizzazione della miseria determina la cinematografizzazione universale. La laicità americana. Non è la morte di Dio ma la morte dell’uomo. Nazismo reale, si potrebbe anche dire.

Del cambio non erano stati informati neppure gli amministratori di Reggio Emilia che hanno organizzato la mostra aperta da una decina di giorni. Né le centinaia di visitatori che nei giorni scorsi hanno sfilato davanti al dipinto, appeso in posizione piuttosto alta, si sono accorti di trovarsi di fronte, in realtà, a una semplice fotocolor, sembra neppure ben riuscita. La scoperta del falso Dürer, avvenuta davanti alle telecamere, ha suscitato, come è ovvio, proteste e polemiche. “ (Dai giornali)

24 settembre

Non erano di Hitler dice i resti trovati nel ‘45 nel bunker di Berlino. Muore d’infarto dice il medico che riconobbe la salma.

E inoltre entreremo in banche dati a cui saremo abbonati per trarne le informazioni che ci occorrono; i nostri figli studieranno, perché anche la scuola sarà decentrata e visualizzata, interrogazioni comprese; potremo « vedere » il tempo in qualsiasi località, e così via. Insomma, la stanza del televisore diverrà telefono, ufficio, archivio, comunicazione. E naturalmente anche e ancora divertimento. “ (Dai giornali)

25 settembre

” Bonn – Anche se reo confesso e riconosciuto dagli stessi giudici come ideatore dell’ultimo, macabro, « gioco » antisemita (Ebreo, non t’arrabbiare), un cittadino tedesco è stato assolto dal tribunale di Bonn. Hans Guenther Froelich è stato favorito da una sentenza secondo cui le « libere manifestazioni del pensiero » non possono essere perseguite per legge. La sentenza di assoluzione è stata salutata da un’ovazione dei simpatizzanti del partito neonazista che affollavano l’aula del tribunale per attendere di conoscere la sorte riservata al loro camerata. Il « gioco » inventato dal tedesco si svolge su un tabellone a forma di stella di David: vince chi riesce a mandare nelle camere a gas sei milioni di ebrei. “ (Dai giornali)

26 settembre

I testi dello spettacolo sono dello stesso Picasso, Picabia, Perlini, Siciliano, Moravia. E, nella scena che stanno provando, mentre Perlini ci spiega lo spettacolo, un’attrice sta proprio recitando Moravia: « Picasso era un genio… Ciò che distingue i geni dagli altri è che sono fortunati. La fortuna di Picasso era di essere Picasso. Come la fortuna di una rosa è di essere una rosa. Ah! Fuggiamo tutti questi noiosissimi musei… per tornare all’epoca della gaiezza, agli anni meravigliosi del cubismo! ». “ (Dai giornali)

27 settembre

” Napoli – Crede di riconoscere la moglie nella figura della locandina che pubblicizza il film Una donna allo specchio. Prima l’aggredisce e poi la uccide con sei colpi di pistola al viso. Un dramma dovuto alla esasperata gelosia dell’uomo che negli ultimi giorni aveva cominciato a dare segni di squilibrio mentale. Dopo il delitto, Pasquale Mugnolo, 42 anni, costruttore edile, si è costituito ai carabinieri. “ (Dai giornali)

28 settembre

Era umido – racconterà più tardi Di Pasquale -, avevo paura che David prendesse un raffreddore. Così sono uscito dalla tenda, mi sono avvicinato alla battigia e ho visto Rai con in bocca un fagotto. Sembrava un mucchio di stracci. Lì per lì, forse per la poca luce, ho pensato a dei vestiti lasciati da qualcuno. Mi sono avvicinato e ho scoperto, con orrore, che quegli stracci in realtà erano mio figlio. “ (Dai giornali)

29 settembre

Sono un padre illegittimo. Padre di n.n.

È morto Carosio, “ la voce dello sport “. “ Un aedo “, dice Repubblica. (Dice anche che raccontava un sacco di balle)

Natta vuole governare in nome di “ quella borghesia sana e pulita che crede nel mercato “. Ok., allora, per cominciare, parliamo della pubblicità.

Notizia: inaugurato a Siena un monumento ai caduti della polizia.

30 settembre

Non aveva nemmeno cento anni, ed era morta: la nonna. Ma nello stesso giorno Corrado aveva a-vuto una figlia. Come la chiameremo? Ida! (Un sogno)

Nel giorno in cui il PDUP decide di tornare nel Pci, Aldo Natoli rivela: fu Mosca a farci sbattere fuori.

Perché Tosca uccide Scarpia? Perché ha violato la legge della finzione, il tabù del teatro. Puccini è molto moderno, anzi, post.

« D’accordo, fuori il caffè costa 500 lire – insorge un usciere -, però, vuoi mettere, lo fanno con sei grammi di polvere, qui dentro invece ne usano soltanto quattro, e i camerieri sono pure sgarbati. Un’atmosfera triste, militare » “ (Dai giornali)

1 ottobre

DDDRopo il caso Modì, vanno tutti matti per il toscanismo-becerismo. Anche il Corriere della sera. Si vede che gli prodest.












2 ottobre

Laici? Direi soprattutto cannibali.

Fratello buono e bello … Fratello fatelo a fette “. È la pubblicità di un salame.

3 ottobre

” Piacenza – È finita in prigione per un amore non corrisposto. Una storia patetica, triste, che ribalta il canovaccio tradizionale dell’innamorato respinto che non si arrende. Questa volta, infatti, l’assedio asfissiante, quasi una persecuzione, è stato condotto da una « lei ». Carmela Piacentini, studentessa ventottenne, voleva a tutti costi il suo professore, Francesco Periti, un patologo di 43 anni docente universitario a Pavia. Lo voleva in modo così totale e struggente da costringere la polizia ad intervenire per 72 volte. E alla settantatreesima chiamata sono scattate le manette. “ (Dai giornali)

4 ottobre

Una massima di non so chi, un francese: “ Uno che ha ragione ventiquattr’ore prima degli altri è so-lo uno che ha torto per ventiquattr’ore “.

Lo ha detto / il papa: / « Lo spazio / appartiene / a tutti » “ (Dai giornali) E il tempo?

5 ottobre

Odi omnes illos qui canunt mane! “, dice il cane di Schulz.

6 ottobre, Siena

Foglio d’album. Tutt’a un tratto e come per gioco / ragazzina che hai voluto / sentire svelarsi un po-co / il legno dei miei molti flauti // Mi sembra che questo schizzo / tentato davanti a un paesaggio / divenga buono quando lo smetto / per guardarti in faccia. // Sì, questo inutile fiato escluso / fino all’estremo limite / da un dito o dall’altro precluso / non ha poteri se imita // il tuo riso naturale e chiaro / di bimba che incanta l’aria “ (Da Mallarmé)

Ho visto la morte in faccia. Non era bionda. E non era delle mie parti.

La televisività.

7 ottobre

E pensare che io volevo sanguedoloreelacrime (e, possibilmente, anche qualche massacro). Tutto un altro film.

Nella Commedia dell’arte – con la quale il ministro Lang disse che si farà l’Europa – paga Pantalone. Pagherà caro, pagherà tutto.

8 ottobre

Guerre spaziali. Ma sono nel tempo.

Pare che si separino Romina e Al Bano.

9 ottobre

Il computer non parla “. (Raidue)

Nel film Cuore c’è un idillio, pare, fra la Maestrina dalla penna rossa e il Cattivo Franti. Cinema come rovesciamento della prassi.

La metamorfosi estrema che avvinghierà le donne in primavera è di quelle che ancora una volta lasceranno gli uomini senza parole. Ormai rassegnati a scorgere giovanotte vestite come loro e condizionati a subire il fascino di nuche rasate e corpi occultati e legnosi, dovranno lasciarsi decontaminare, imparare di nuovo a innamorarsi di quel concetto estetico quasi dimenticato che è la donna. “ (Dai giornali)

10 ottobre, Roma

Visivo… visivo… visivo… “. Ci vedo fin troppo bene, io, ci vedo fin troppo bene.

Il papa a Santo Domingo. Credendo di tornare. Buscar el llevante… Invece.

La lady non deve voltarsi, dice che dice la signora Thatcher.

11 ottobre

Decisamente ammirevole. vedo ora che ho: scarpe gia / llo stagionato quasi ocra calzini marrone bruciato / pantaloni di fustagno marroncino usato camicia cele / ste mare cravatta beige macchiato e il pennarello i / pennarello! verde. nel taschino. è tutto così bel / lo: la littorina in disuso con i vetri infranti ann / erita da un incendio imprecisato poco prima della s / tazione di sinalunga le labbra la bocca i denti il / profilo misto crema della ragazzina qui accanto con / anche un bel culetto alla panna. le sigarette aranc / ione (mie) con la scritta in rosso e attiguo accend / ino idem (le sigarette) con un tono di scarto poggi / ato sul sedile di fronte esattamente al confine fra / la balza marrone vilpelle e il resto verde plastica / con un riflesso di luce che esalta le piccole rughe / simmetriche della materia per altro odiosa. e anche / le righe dei campi di ortaggi forse scorrono perfet / tamente parallele. il trattore blu che traina il ri / morchio rosso scivolando sul verde. è giallo improv / visamente l’insegna pt TELEFONO E CASELLARIO. lonta / no la metallizzata scorreva con i fari accesi ma è / ancora giorno. e anche la scopa appoggiata al muro / della stazione di montallese è verde ma pisello con / dietro il raccoglisporcizia che è arancio squillant / e. passo sotto il manifesto e leggo: in treno non v / iaggiano solo galantuomini. e questo inchiostro com / e indicato è verde. il tutto su uno sfondo grigio a / utunno. ad hoc.

12 ottobre

Letteratura: può essere solo il ricordo di un sogno.

C’è una lei che piange, un lui che le parla. Nella jeep Suzuki azzurra.

Il terrorista pentito dice: il nostro problema era la paura.

13 ottobre

Nel fondo dell’animo irlandese il segno della celtica indifferenza al tempo è rimasto, esaltato da oltre un millennio di cristianesimo, reso dolente da quattro secoli di servitù. E l’Ira, il leggendario e-sercito repubblicano nato dall’insurrezione dublinese del 1916, rimasto da allora fuori legge e fuori dalla realtà, ha fatto di questo segno la propria bandiera. “ (Dai giornali)

14 ottobre

Evtuschenko presenta una poetessa di nove anni. Si chiama Nika.

Ecco la famiglia di sinistra di lingua spagnola. Lui brizzolato imbranato, maglione rosso vino, legge Il Corriere della Sera; lei in pelle e gonna scozzese l’Unità; la figlia – disgraziata? – Repubblica. Al caffè, la domenica mattina.

Aver creduto che fossero avanti. E invece erano dietro.

La verità del Sessantotto. Quella volta, a Firenze, in piazza Tasso, il mio amico ex leader studentesco: contava tutto contento il mazzetto di banconote da cinquecento lire.

15 ottobre

Nella letteratura c’è posto per tutti. Ma non ci vuole stare nessuno.

Ma oggi non esiste più la vecchiaia. Siamo tutti donne giovani “ (La sarta, a Raidue)

16 ottobre

Quei due scopano come matti sul letto a baldacchino. Attratti dai rumori altri due si sono addentrati nel breve corridoio per cui si accede alla camera. Ora dalla penombra assistono alla scenetta. Il più interessato è lui. Ma ecco che la sua partner si inginocchia, gli sbottona la patta, gli tira fuori l’uccello e gli fa un bel pompino. Viva la luce rossa che con tremila lire ti fa sognare a occhi aperti.

Se la chitarra suonava / la gatta faceva le fusa “. In che senso?

Dice Benvenuto fautore della mobilità: “ Per esempio, nei giornali: una volta c’era il titolista, ora i titoli li fa il computer “.

Borges come Valery, sostiene Calvino.

Esperimento: passeggiando con una gamba rigida tipo grande invalido ottengo la simpatia della gente quando addirittura non mi cedono il posto in tram.

Esperimento. Rileggo Madame Bovary dalle 17 alle 3 di notte. Andrebbe letto sempre così, di filato?

Fo non insegnerà, e tanto meno « riordinerà » la materia della Commedia dell’Arte. « Spiegherò e dimostrerò, con brani tratti anche da Mistero buffo, come l’allusione del gesto sia più veloce della scrittura ». “ (Dai giornali)

17 ottobre

Avvertimento: “ Certo, la carne aiuta a crescere in altezza – dal ‘45 a oggi la statura degli italiani è aumentata di dodici centimetri – ma è meglio essere un po’ più bassi ma sani che alti con l’infarto del miocardio. “ (Dai giornali)

18 ottobre

T’invidio, cantautore / che canti l’amore.

Quel sindaco socialista diventato sordo per i botti delle manovre Nato, dice.

Voleva scopare la brigatista carcerata? Macchè: voleva solo infilarmi nel culo il messaggio per i suoi compagni rimasti fuori. Ma hanno scoperto tutto. I due pugliesi. Che per poco non facevano alle coltellate. (Un sogno)

« È tutta una balla » « Sì, ma funziona ». La scienza “ funziona “ e Dio invece no.

Come comincia il Sessantotto? Con un’inchiesta sul sesso.

19 ottobre

Notizia: sospesa in Sicilia la preside troppo severa.

Veniva l’esattrice del gas ma ne veniva fuori una notte d’amore. (Un sogno)

Il nonno musicista amava Wagner e odiava Puccini. Scappò in Svizzera.

Il giovane critico di Repubblica Giovanardi smaschera Luca Canali scoprendo che dietro il protagonista del suo romanzo c’è l’autore, cioè lui. Critica letteraria come cronaca nera.

“ Milano – « Che fai, pigrone, non studi? ». La « voce » del computer interviene severa quando lo studente si distrae per più di un minuto. Nel primo corso informatico per diventare fotografi provetti succede anche questo. L’accoppiata fra calcolatore Digital e videodisco al laser sta a-prendo una nuova strada nel campo dell’istruzione. “ (Dai giornali)

20 ottobre

Paese Sera si fa in due per te “. (Pubblicità sull’autobus)

A Porta Maggiore il seminarista magro che attraversava di corsa schivando le auto e mordendo una mela.

Aria di spogliatoio, di palestra, di collegio nei camerini del dopo danza. Se ti aspetti professori Unrat, o ricchi ammiratori, o poeti pazzi sei fuori strada. Ci sono i compagni di scuola, i parenti, le mamme. « Mannaggia, me so’ spellata le mano a forza d’applaudì ». Le ballerine adidas nike cuore di panna ridono e corrono nude e sudate come ci fossero solo loro. « S’annamo a fa’ ‘na pizza ».

Rubbia e collaboratori hanno dimostrato l’esistenza di queste particelle ipotetiche, responsabili della interazione debole, che hanno una vita misurabile solo in miliardesimi di miliardesimi di secondo… Nasceva così la forza « elettrodebole »… “ (Dai giornali)

21 ottobre

Le piante. La sintesi clorofilliana. la festa degli alberi. Il verde. Annaffiare. Le radici. La chioma. Le fronde. I rami. L’albero. Genealogico.

Melenzelaggine “, dice la Rai. E va bene, va bene.

Sul banco degli imputati ci sarà, naturalmente, il lupo cattivo, e a difenderlo non si schiererà solo uno stuolo di avvocati (tutti « veri » anch’essi, come i giudici) ma anche il neonato – per l’occasione – Comitato per la liberazione del lupo cattivo che, indossando le magliette con il viso della bambina e delle maschere con la faccia di lupo, diffonderà in città e dentro e fuori l’aula del processo, il suo proclama in difesa del « povero animale ». L’idea di questa provocazione è venuta, manco a dirlo, alla irrefrenabile Fiorella Mancini, stilista e performer veneziana fra le più sbarazzine. “ (Dai giornali)

22 ottobre

Finalmente domenica è morto di domenica.

John Wyndham: 1903-1969. C’era una volta la fantascienza.

La sua popolarità la dice lunga su come sono cambiati i giovani nel giro di una generazione. Vent’anni fa uno degli slogan universitari era « non fidarti di nessuno al di sopra dei trent’anni ». Oggi sui campus americani gli studenti lavorano per rieleggere un 73enne alla Casa Bianca. La preoccupazione principale dei giovani – che siano operai, studenti universitari, impiegati – è di « sistemarsi », di « farsi una posizione », spiegano i sociologi. “ (Dai giornali)

23 ottobre

Mi piace come quando guardo il fuoco… guardo e non penso a niente… mi piace da morire… » “ (La ragazza intervistata su Milano-Suono)

“ West Point – Le austere mura di granito dell’Accademia di West Point, massimo tempio della casta militare degli Stati Uniti, sono scosse dallo scandalo. Nell’asilo nido che ospita i figli degli ufficiali si sono verificati  « almeno due episodi di violenza sessuale ». Le vittime: due bambine di due o tre anni d’età. “ (Dai giornali)

24 ottobre

Attenti professori, il computer vi fa concorrenza: ora insegna anche letteratura italiana. “ (Gr2)

25 ottobre

Nel pulcioso sordido sudicio centro storico di una Firenze del tutto riconoscibile incappavo in una  “ proprietà privata divieto di accesso “ che d’altra parte sembrava proprio l’unica strada possibile. La verità era che mi ero perso tra strade e stradette e ora l’orrenda famiglia abbiente ancorché miserabile e tutta la tribù dei vicini non mi volevano lasciare andare. E io avevo un appuntamento con i miei davanti all’ospedale San Giovanni di Dio. Era cominciato come una gita. E ora nemmeno la penna con cui volevo scrivere il mio indirizzo per levarmi di torno scriveva. (Un sogno)

Gli anni Settanta: i sequestri di persona.

Chi non lavora / non fa l’amore / questo mi ha detto / oggi mia moglie “.

27 ottobre

Sul manifesto da dietro attonito sfuocato e trapassato fotografato Gadda si guarda stampato cubitale GADDA neretto nerone fatto poster convegno giornate di studio sale di studio fatto commendatore commenda senza nessuno sdegno. Nel pubblico a sinistra il chierico giovane ha estratto un foglio nel mentre del dibattito: estratto conto ho notato. Con il collega poi è tutto uno scambiarsi estratti ed estratti. A destra la piccina vacanzeromane grandi ciglia calze a rete che scrive tutto ma proprio tutto tutto tutto tutto. Quanto parlano.

Sette ore di dibattito e ne sappiamo meno di prima. Così vien da dire (Cassazione permettendo): per fortuna ci sono i giornali. Imprecisi. Rabberciati. Con qualche topica. Ma pur sempre meno grigi di questo grigio Senato repubblicano. “ (Dai giornali)

28 ottobre

 « Sì, – racconta – ero fornaio. Lavoravo a Feltre. A questo commercio ci sono arrivato a naso. Vedevo che gli amici si vergognavano di comprare profilattici in farmacia. Ho fatto leva su questi rossori. Ho cominciato con un piccolo negozietto di preservativi, propagandato da un pieghevole. Erano anni difficili per la pubblicità del settore. Era il 1969. Sa che soltanto ora hanno accettato il mio “ sex shop “ nell’elenco telefonico? Comunque, siamo decollati. Perché qui a Busche? Anche Leonardo è nato a Vinci e non a Firenze. Poi, mi sono allargato. In Italia, ero un pionere. Sono stato il primo. No, non sono andato all’estero per copiare Beathe Use. Io sono come Salgari che scriveva dell’Estremo Oriente senza esserci mai stato. Ho portato la Scandinavia in Italia senza aver mai messo il piede fuori dai nostri confini. Questione di fiuto ». “ (Dai giornali)

29 ottobre

” New York – Ronald Reagan ha espresso approvazione e plauso per quei privati cittadini americani che si battono come « volontari » contro il regime sandinista del Nicaragua. Si tratta di una « lunga e nobile tradizione » che, secondo il titolare della Casa Bianca, ha i suoi precedenti nei volontari della Brigata Lincoln in Spagna e negli americani che combatterono come volontari nella seconda guerra mondiale prima che gli Stati Uniti intervenissero ufficialmente nel conflitto. “ (Dai giornali)

30 ottobre

È il terzo o quarto che vedo in giro con la bottega aperta. Magica Roma. [*] [*] (“ Bottega “ = patta)

1 novembre, Siena

SRono diventato un autarchico.













« Io voglio stare in pace a casa mia, voglio stare in pace », risponde modestamente Zaccagnini, facendo con la mano sinistra un ampio gesto e stringendo con la destra il bastone che da qualche tempo gli serve per camminare. “ (Dai giornali)

2 novembre

Il teatro si fa con il gelo… si fa con il gelo… “ (Eduardo, due mesi prima di morire).

« Ha una gran voce… dovevo ucciderlo » “. (Woody Allen, Amore e guerra, 1975)

Sulla base della domanda se « stanno meglio ora di quattro anni fa », un sondaggio del New York Times ha accertato che il 62 per cento degli americani ritiene di aver migliorato la propria condizione economica. Certezza statistica o illusione ottica? Nella politica elettorale non è la realtà oggettiva quella che conta, ma la percezione che di essa hanno coloro che sono chiamati alle urne. Può darsi che la middle class stia scomparendo, ma ancora non lo sa. “ (Dai giornali)

3 novembre

” È morto Eduardo viva Eduardo “. (Titolo di Repubblica)

Scarsissima la presenza di gente di spettacolo ai funerali di Eduardo.

4 novembre

Aujourd’hui c’est dimanche les cinémas sont pleins “ (Jacques Prevert, Dimanche)

La storia si ripete? Sì, a gentile richiesta.

La storia non si ripete? No, quando è finita, no.

Gli assassini dell’abate polacco sono veterocomunisti, appartengono cioè a una specie che nel mondo nostro è in estinzione. Il dittatore cileno che fa sparare sulla folla è una sopravvivenza del passato di cui il nostro mondo si è liberato. I sikh che hanno ucciso Indira Gandhi sono adoratori del tempio d’oro di Amristar, sopravvivenze cioè di un mondo che per noi è incomprensibile. “ (Dai giornali)

5 novembre

Con i feti umani ci fanno le creme di bellezza, dicono due professori francesi. (Italiasera, Raiuno)

L’ascensore saliva, e la negretta, per nulla a buon mercato, cominciava a leccarmelo da sotto al cappotto. (Un sogno)

C’era gente di tutte le età, erano tutti sorridenti, tutti impegnati nella « celebrazione ». Poi sono cominciate scomposte danze della morte: i ballerini si agitavano, mentre la folla indiana li circondava, applaudendoli od accompagnandoli con i propri canti. Altri facevano il segno churchilliano della vittoria. Bottiglie di champagne venivano stappate, i sikh hanno bevuto e bevuto champagne, whisky, vino e fumato, fumato. “ (Dai giornali)

6 novembre

Bisogna indagare su Sanguineti & c. Il crogiuolo restano gli anni Cinquanta. La linea Pascoli-crepuscolarismo-avanguardia: dove nasce, come nasce.

Quattro anni di presidenza, quattro anni di gustose storielle, sciorinate con disinvoltura alle riunioni di gabinetto, alle conferenze stampa, ai banchetti in onore di qualche dignitario straniero. Adesso le barzellette del presidente sono finite in libreria: Lungo il cammino dell’arguzia: l’umorismo e la saggezza di Ronald Reagan, a cura di William Troxler. “ (Dai giornali)

7 novembre

Auerbach su Stendhal. (Mimesis, 1942)

Ma l’interrogativo rimane: perché così pochi, perché hanno scelto di non portare un saluto in pubblico, l’ultimo saluto in pubblico a Eduardo, i grandi colleghi del teatro e del cinema? Renzo Arbore scuote la testa e ripete dieci volte un « non so », carico di indignazione. Monica Vitti: « Sono dei pazzi, dei pazzi… ». Luigi Comencini: « Sono stupito, molto stupito ». “ (Dai giornali)

8 novembre

Che cosa ha vinto Reagan? Un bel niente. (Come un attore qual è)

La maggioranza degli americani voterà inserendo una scheda perforata in un terminale collegato a un computer centrale. C’è sempre il rischio, tuttavia, che le schede di cartone si gonfino a causa dell’umidità, e non entrino pù nella fessura del terminale, com’è successo di recente nell’Illinois, dove gli addetti alle urne hanno trascorso la notte prima delle elezioni asciugando le schede con dei fohn per capelli. “ (Dai giornali)

9 novembre

Si può obbiettare: e il disavanzo della spesa pubblica? Certo, è un problema gravissimo ma che si pone al di sopra del livelli di comprensione del pubblico medio, evoca un pericolo astratto che dispiegherà i suoi effetti in un futuro imprecisato. Le donne che si incontrano al banco del supermercato non parlano del deficit federale. Parlano del prezzo della carne. “ (Dai giornali)

10 novembre

Gli alberi! Ci sono gli alberi! » “ (Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo, 1958)

11 novembre

In un mondo dove i figli di falegname risorgono tutto è possibile “, dice Katharine Hepburn/Eleonora d’Aquitania in un brutto film del ‘68, Il leone d’inverno.

Ed ha concluso con la sua frase preferita: « Dobbiamo ricordare qual è il segno più inconfondibile dell’intera esperienza americana: per un mondo stanco e disilluso, noi siamo sempre stati il nuovo mondo, una luccicante città sulla collina, dove tutto è possibile » “ (Dai giornali)

12 novembre

Sono tanti anni che ho un “ segreto “. E ormai sta per essere svelato. Di che cosa si tratta? Il buffo è che non lo ricordo più.

La lettera dell’attrice concludeva: « È tempo che ci stringiamo finalmente al mano: io per dirvi grazie dei vostri versi, voi per dirmi grazie della mia interpretazione. Ho fatto del vostro poemetto una cosa “ mia “. Vi costringerò ad ammirarvi ». “ (Guido Gozzano, L’ultima traccia, [1919])

Dopo la vittoria di Johnson su Goldwater nel 1964 (61 per cento contro 38 per cento, più sonante di quella di Reagan in termini di voto popolare), si disse che il tramonto storico del partito repubblicano era inarrestabile. Ed invece quattro anni dopo Nixon entrava alla Casa Bianca. Dunque non c’è nulla di perpetuo in America, neppure le sconfitte. “ (Dai giornali)

13 novembre

Che Frosolone fosse una località del Molise, Monicelli lo sapeva: « Non ci sono mai stato, ma la conosco da storielle e barzellette. Con quel nome, è predestinata ad essere usata in senso grottesco, come Canicattì o Sgurgola o città del genere. No, non mi sento colpevole né pentito, anzi vorrei essere ringraziato. Oltretutto Fra’ Cipolla, alla fine del film, diventa anche vescovo ». “ (Dai giornali)

14 novembre

Less cities more people. Canzone rock.

Cattolici o ebrei? La questione del cappello.

Era Rosa Maltoni Mussolini, la mamma del duce, il “ rosa “ di Raffaella Carrà.

E Versace versa l’aperitivo sul divano buono. Regia di Gianni Boncompagni.

Così ora il presidente che parla nella sala del Century Plaza si impappina, dice la passione del fuoco, invece del fuoco della passione, parla con una retorica melensa inimmaginabile persino da noi. Ma fa lo stesso, la valanga c’è stata e per altri quattro anni lo rivedremo in tv a salutare, leggere testi facendo finta di improvvisare, con i fondali pastello dietro e ai lati, che lo ringiovaniscono tanto. “ (Dai giornali)

15 novembre

tavola con Wojtyla in trattoria. Ma il papa si ostinava a pregare invece di cercare di capire quel film con quella strana storia di pompieri. (Un sogno)

Il prof. Firpo – che da ragazzo era povero – racconta che, quando era militare e stava di sentinella, una volta dovette presenziare alla cattura di un omosessuale, uno di quei vecchi che stazionano nei pressi delle caserme. Lo rilasciò, “ anche se – dice – non mi piacciono quelli che adescano i soldati “.

16 novembre

Un tempo in Campidoglio si incoronavano i poeti – ha  detto Nicolini -. Con questo riconoscimento noi affermiamo l’appartenenza del comic alla cultura contemporanea. È finita l’epoca dei professori che rimproveravano gli alunni perché leggevano i fumetti » “ (Dai giornali)

17 novembre, Roma

Il  telefono funziona? » « Vuoi scherzare? Non esistono più telefoni » “ (The day after, 1983)

Nel day after in generale se la cavano meglio quelli che erano dentro cioè sotto di quelli che erano fuori cioè sopra. (Vedi sopra)

Ma c’è anche da dire che chi è dentro è fuori, e viceversa. (Vedi sopra)

Morta Baby Fae, la bambina col cuore da scimmia “ (Dai giornali)

18 novembre

Come Un homme qui dort di Perec è l’inizio di uno dei primi capoversi di Du coté de chez Swann, così Se una notte d’inverno un viaggiatore è in Mimesis di Auerbach.

Così come abbiamo rimosso il tabù dell’incesto, così dobbiamo rimuovere la voglia di fare la guerra “, dice l’ascoltatore che telefona al Treunotreuno. Improprietà di linguaggio?

20 novembre

Giuseppe Fava, Prima che mi uccidano, Bompiani, 1983. Fascetta della sovracopertina: “ E lo uccisero “.

In Francia riscoprono Pasolini e Morante: l’ancient roman.

21 novembre

Il cane guaiva e anch’io piangevo a dirotto. Perché spararsi? (Un sogno)

Scopro ora leggendo Mallarmé che il “ tavolo di mare “ sognato dieci anni fa è la nave della poesia.

« S’intitola… ». E qui fa una pausa, tira fuori uno sguardo proprio alla De Sica in cui si mescolano stordimento, angoscia, vergogna, impudenza, ironia, divertimento e un’infinità di altre componenti simpatiche, odiose, affascinanti, respingenti, ma tutte umanissime, fresche, originali, sinceriste; e infine arriva la battuta sul titolo del film che sta andando a interpretare: « Mi crede, caro amico, se le dico che non lo so? ». “ (Dai giornali)

23 novembre

Le dissi: io non andrei mai a letto con mia madre. Mi rispose: e io non andrei mai a letto con mio figlio.

Mentre per alcuni il sogno diviene (come si dice) realtà, per altri la realtà diventa sogno (anzi incubo).

È il giornalismo la seconda in commedia.

Maradona squalificato va dai giudici e quelli si rimangiano tutto. (Sulla crisi della giustizia)

24 novembre

Il macellaio ci tiene a dirmi che la carne la vuole molto cotta, che al sangue gli fa impressione. Quasi si direbbe un macellaio vegetariano.

Dal libro di Huxley Tutto il mondo è paese (Jesting Pilate), 1927, sembra di poter concludere che l’Europa è finita nel ‘45, avendo cominciato a morire nel ‘17. India (Asia), America è ciò che le è succeduto: brave new (ancient) world.

Chiudendo la campagna elettorale, ormai sicuro della rielezione, Reagan ha detto ai suoi connazionali: « Non avete visto ancora niente: il bello verrà dopo ». “ (Dai giornali)

25 novembre

Arrivavo – con Corrado – dagli Usa, e chi trovo in casa? I russi. Battevano i tacchi ed erano sporchi. E molto molto meridionali. (Un sogno)

26 novembre

Compatite il figlio unico. Non è come si dice il cocco della famiglia. È la vittima di tutte le coalizioni esistenti o possibili. La famiglia, all’inizio, divisa per bande poi ridotta alla forza organizzata dei superstiti. Gli altri ragazzi uniti nel socialismo edipico dei fratelli. E poi, quando rimanga tagliato fuori, le grandi consorterie sociali, le generazioni biologico-culturali, le associazioni ideologiche o politiche. L’appartenenza è sempre ipotetica e intermittente. Il figlio unico è la tragedia della solitudine assoluta.

Lolita libro, Lolita film. Il cinema comincia dove il libro finisce. Tanto peggio per il lettore. Perché, come il libro, è finito, ma il cinema si ostina a continuare.

Eccolo qui Ljubimov, il regista geniale e un po’ scapestrato che aveva stretto un curioso sodalizio con Andropov, ma che Cernienko ha sbattuto fuori dalla patria del socialismo: sessantasei anni ben portati, capelli bianchi, folti e svolazzanti da direttore d’orchestra, camicia celeste sbottonata su un completo jeans pieno di tasche, e le tasche traboccanti di penne, matite, pennarelli, occhiali di riserva. È agile, salta le transenne, sorride, ride e insomma trasuda quell’esuberanza un po’ maniacale che hanno le persone corrose da qualche profonda infelicità contro cui è quasi inutile combattere. […] Sussurra: « Esistono delle curiose tradizioni nel mio paese. Mi ricordo che quando Stalin, il papà di Svetlana, decise di liberarsi di Michoels, che dirigeva il teatro ebraico di Mosca, lo fece semplicemente investire per strada da una grossa berlina nera. Michoels era un problema per il potere e così fu risolto il problema. Considerato che Michoels era un uomo di teatro e che in Unione Sovietica c’è un rigurgito di stalinismo, lei capisce bene con quanta attenzione io guardi la strada prima di attraversare ». “ (Dai giornali)

27 novembre

Sento qualcuno che si lamenta: la donna ha perso ogni mistero. Falso: proprio ora che si è “ emancipata “, la donna è divenuta assolutamente misteriosa. Anche a se stessa. (Mistero buffo)

La cometa dello sport è in cammino. Dove arriverà? A chi darà luce? A chi non la darà? Gli esperti sospirano. Chi oggi apre una palestra ci mette dentro quindicimila possibilità di fare cose diverse. Dalla lotta greco romana alla danza jazz. « Così siamo coperti, qualsiasi cosa succeda ». Ma la vera speranza è che tutto continui così. Con un’allegra confusione. “ (Dai giornali)

28 novembre

Sulla NC si dicono anche sciocchezze, a partire dalla definizione che le ho dato nell’ottobre ‘73 e che ormai è superata. Parliamo, se volete, di cucina aperta o cucina liberale, i nomi contano poco, conta la sostanza. La Grande Cuisine francese era pessima, diciamocelo. Se trenta anni fa c’è una memoria collettiva di carestia, poi è scomparsa. Ma continuava a esserci una cucina fatta da copisti che seguivano le vecchie ricette codificate, un po’ come se tutti andassero al Louvre a copiare il sorriso della Gioconda. Io ho detto che era tempo di trovare altri sorrisi, più aderenti alla vita ». “ (Dai giornali)

29 novembre

Posso anche avere dormito bene, ma quando mi sveglio ci trovo sempre lui, quell’antipatico, il giorno.

“ Ci vediamo “, dice il cieco.

Parlando della scrittrice italiana, molto popolare in Francia, il suo traduttore Jean Noel Schifano ha detto che « all’epoca dell’anti-romanzo, del rifiuto della favola, lei è stata la sola che ha continuato a scrivere come Omero ». “ (Dai giornali)

30 novembre

Alla sceneggiatura del film di Liliana Cavani su Moro metteranno mano anche Morucci & Faranda.

1 dicembre

PRer il giornalista del Gr i sordi sono “ coloro che sentono con gli occhi “.












Leggendo Sklovskij. L’arte è sempre artificio. Ma l’artificio non sempre è arte. (In ogni caso si dovrebbe parlare di quando scriveva sceneggiature)

La fermezza (dei comunisti). È un film?

Che ossessione, quel dito andreottiano! E quelle altre sue dita, vibratili, sensitive, un po’ da ragno. Parlo per me, naturalmente. Per me che comincio la mattinata seduto in un angolo della tribuna stampa da cui vedo pochissimo di Giulio il Gelido. Uno spicchio di cranio, pettinato a dovere dal figaro parlamentare. E le due mani. Mani ben distese sulla tavoletta del banco. Mani che sfogliano il testo scritto del discorso. Mani che s’avvicinano, si sfiorano, s’incrociano. Mani, soprattutto, che non tremano. “ (Dai giornali) (Pansa)

2 dicembre

Anche qui A viene espresso con A1 A2. Nello stesso modo Gogol ha scisso in due personaggi un « carattere » del suo Revisore. Boblinskij e Doblinskij sono indubbiamente un raddoppiamento, come il loro stesso nome lascia intendere. Anche qui A viene espresso attraverso A1 A2. Si è soliti definire questo procedimento come un « rituale fiabesco ». Dimenticando però che esso non contraddistingue soltanto la fiaba ma costituisce il rituale e il mistero sacramentale di ogni arte. La Chanson de Roland ad esempio non è una fiaba, come non lo è un film che ci presenti una sequenza in cui l’eroe se la svigna improvvisamente in automobile proprio quando gli inseguitori stanno per agguantarlo. Propongo di confrontare con questa sequenza cinematografica l’inseguimento di Jean Valjean, nei Miserabili di Victor Hugo. Effetto finale: un salto al di là del muro e la salvezza nel convento. “ (Viktor Sklovskij, L’arte come artificio, in Una teoria della prosa, 1920)

Non riesco a ricordarmi dove ho letto quella frase di Valery secondo la quale il cinema toglie verità alla vita e la rende indegna di essere vissuta. (All’incirca così)

Le donnone poccione lesbicone.

Le donnine poccine lesbichine.

E, ancora, nel giorno stesso in cui il gruppo editoriale Filipacchi entra in Borsa, sull’onda di un successo costruito su «Lui» e «Play-boy», e altre pubblicazioni del genere, coincidenza casuale ma scioccante, Le Monde lascia l’edicola.

3 dicembre, Siena

Stavo attendendo la comunicazione telefonica (in quel campeggio a Roma dove la ragazzina mi a-veva quasi sedotto davanti al paesaggio di incomparabile bellezza: una campagna, un lago e il mare, proprio nel centro della città), volevo parlare con Siena, quando hanno detto: guarda Saturno!, invece era un disco volante, anzi migliaia, l’invasione era in atto. (Un sogno)

Una signora Thatcher sfavillante di zaffiri e smeraldi ha lanciato nella magnifica sala del Carlton Club di St. James un attacco frontale contro i minatori e il presidente della « Grande Londra », Ken Livingstone. “ (Dai giornali)

4 dicembre

Pare che, secondo un’antica cronaca riferita da Todorov e commentata da Tabucchi su Repubblica, le donne maya facessero divorare gli spagnoli dai cani aizzandoglieli contro.

“ Per esempio “, dice lo studioso. Ma l’esempio è sempre quello e non un altro, se è quello non è mai “ per un caso “. Sklovskij comincia la Teoria della prosa citando un lungo testo di Tolstoj il cui protagonista è un cavallo che riflette sulle strane usanze degli uomini. È stato poi il cinema la mossa del cavallo di Sklovskij?

Il cavallo (del cosacco). Saggio sul cinema (italiano).

Che senso ha legittimare come « progressivi » tutti i regimi rivoluzionari, quando – anche qui per fare un esempio, ma se ne potrebbero fare altri – proprio in questi giorni l’Iran ha annunciato orgogliosamente di avere approntato, con il contributo dell’università di Teheran, una « macchina tagliamani », per la punizione dei ladri? “ (Dai giornali)

5 dicembre

Finito il cinema “ di denuncia “ – così come, olim, era finito quello dei “ telefoni bianchi “ -, resta e continua la “ commedia all’italiana “, solo vero e riuscito cinema “ politico “. Il più vicino al teatro della Commedia dell’arte e, per suo tramite, imparentato con la tragedia scespiriana nonché, ovviamente, a quella greca. Unità di tempo e di luogo. Le maschere. Il Fato. Evidenza e riconoscibilità. La “ chiarezza “. La “ memoria popolare “. Per esempio: del fascismo. I film sul fascismo. L’antifascismo-cinema.

Il babbo ha l’ossessione del cavolo. Dice che in collegio gliene hanno fatto mangiare troppo. Ora vengo a sapere che al cavolo si attribuiscono delle facoltà eroto-depressive. Un po’ come il famigerato bromuro. Ciò pone l’ossessione del babbo in una nuova luce.

Carlo Verdone ha sposato una biologa. Perché non un’attrice? “ No, meglio di no “, risponde.

In treno parlano di Siena. È come un posto di mare, dicono. Nel senso di località turistica?

Nascondi il tuo dio “, dice Valery.

6 dicembre

l maledetto Vassalli e il suo Campana du coté de chez Basaglia. Il padre autoritario e la mamma frigida e la repressione sessuale e tutto il fottuto immaginario sessantottesco notte dove tutte le merde sono nere il maledetto giornalista. (Dopotutto è un buon libro. Ma si dovrebbe fare di meglio per descrivere il carattere di istituzione totale dell’organizzazione della cultura nell’epoca dei mass media).

Nei sei minuti di tirata finale anti-fascista il barbiere ebreo del Grande dittatore (Chaplin, 1940, ridoppiato per la tv con la voce di Oreste Lionello, cioè Woody Allen), mi appare come il vero grande dittatore del nostro oggi.

7 dicembre

Il sole illuminerà la notte “ (Dai giornali)

Intorno alla cultura tutta una frotta di clienti occasionali.

I testi giornalistici che ritaglio incollo inquadro. Lo stupore di chi è affogato nel mare della scrittura altrui. Credevo di avere l’”esclusiva”?

La neoavanguardia cominciò quando finivo io. Avevano trent’anni, io diciotto. Giovani professori, vecchio studente. Scrittura o niente. Onore al merito.

Pare che in America stiano facendo un film dove il sorriso della Gioconda si spiega con il fatto che è incinta.

Due commesse sedute dietro banconi rialzati seguono con occhi severi i movimenti degli studenti e gli studiosi che sfogliano i libri e scorrono le dita sui dorsi. I libri sembrano tutti già usati, la loro grafica superata, le copertine velate di polvere. Ci sono volumi di sociologia, volumi di storia interpretata, di teoria politica, di filosofia; qualche romanzo dalla copertina infantile in una scaffaliera ruotante fatta girare senza grande interesse da una ragazza magra. Dietro una vetrinetta ci sono esemplari miniaturizzati del Capitale di Marx e del Che fare? di Lenin, con i titoli e i nomi degli autori incisi a caratteri d’oro sulle copertine rosse, non più grandi di un pacchetto di fiammiferi. A una parete è appeso un grande ritratto di Eric Honecker, fatto quando i suoi capelli erano un poco più folti e scuri. Sembra controllare tutto dall’alto. “ (Dai giornali)

8 dicembre

Eh… eh… sono giovani… anch’io quando ero giovane ho tirato qualcosa “ (Pertini a proposito della manifestazione degli operai della Magneti Marelli davanti alla Scala)

Scopro – con stupore – che sul Messaggero ci sono gli annunci con le lauree (Notizie liete).

9 dicembre

Unisex: ambedue di quel sesso. Ma, quale, esattamente?

L’atletica. L’erba rasata i pantaloncini di raso i calzini bianchi. Che belle cosce: mi crescevano a vista d’occhio. Guardandomi mi eccitavo di me stesso.

Carmen? Ma parliamo di Escamillo. (Quel burino di, quel finocchio di, quel nazista di) (Tanto per insultare un poco)

Del resto un campanello mi aveva già avvertito che era in moto un fenomeno generazionale, come i cortei del ‘68: avrei fatto meglio a rimuginare in silenzio il misto di invidia e orgoglio che produce il sentimento di « non appartenere ». Proprio come se uno dicesse: a me non la fanno; e aggiungesse di corsa: purtroppo. Magari accarezzando l’idea di scrivere un saggio sul gusto dei cinefili fra i 30 e i 40 anni intitolato: « Perché non possiamo non dirci matarazziani ». “ (Dai giornali)

10 dicembre

Ma, ha detto Turoldo, la Genesi dice anche che era bene che non restasse solo, parla della solitudine cosmica di Adamo, spiega che Adamo dorme mentre con le sue mani Dio crea la donna. È solo dopo la creazione di Eva che Dio riposa, può fare festa. « È la donna il culmine della creazione », ha affermato Turoldo. E ha aggiunto che chi la pensa diversamente offende non solo la donna, ma anche Dio, arrivando a dire: « Potrebbe anche darsi che il gran male del mondo avesse questa origine: l’errato rapporto dell’uomo con la donna ». “ (Dai giornali)

11 dicembre

La rivoluzione continua. Ma contro chi?

Il mio babbo gli dice “ professore “. E il mio amico si arrabbia. Eva contro Eva?

In un’intervista del ‘75 su “Altri termini”, Barthes si dice affascinato dalla bêtise.

Non ricordo perché ma Bouvard et Pecuchet non piaceva a Fortini. Perché è un libro “ cinico “?

12 dicembre

Tutto mi annoia, ma la “ cultura “ più di tutto.

13 dicembre

Che secolo di mani! “ (Rimbaud, Une saison en enfer)

Che secolo di nani!

War is stupid “ (Boy George)

15 dicembre

Nel Ventennio Croce vs Mussolini. Delizie dell’autorità.

17 dicembre

Gli uomini si occupano delle idee, la servitù delle persone “, dice che diceva Missiroli, l’uomo che sfidò a duello Mussolini (e finì pari e patta).

A rivedere l’” innocuoPer qualche dollaro in più di Sergio Leone (1965) si capisce che non era innocuo per niente. Il fratello, la sorella (suicida perché violentata), l’orologio (con la musica), l’indio ladro e assassino (che è, visibilmente, un prete. Vedi la scena del discorso dal pulpito nella chiesa-bivacco).

18 dicembre

L’ipnotismo. (Vedi: l’immagine)

Medicèo “, dice una delle sorelle Fendi conversando con Raffaella. E io sento una irresistibile voglia di uccidere.

19 dicembre

Ripenso a Le due culture, quel libro di Snow apparso in traduzione all’inizio dei Sessanta. Mi pento di non averlo meditato a sufficienza. Se l’avessi fatto ora potrei capire perché questa che avanza a me sembra un’altra cultura, una cultura n° 2.

Conan il barbaro (John Milius, 1982) è un volgare Apocalypse now 2, con il particolare che questa volta il Kurtz oltre che essere un padre un prete e un serpentaccio è, visibilmente, un negro.

20 dicembre

In una piccola antologia di testi critici su Giudici ne trovo uno di Gatto che parla degli anni Sessanta come di quelli in cui la letteratura ha scontato una “ Monaco interna “ (“ Questa estate italiana che ha alle sue spalle ancor più di una crisi, una Monaco interna “, 1969).

Bisognava continuare a tradurre, chiosare, copiare. Restare all’ombra del padre come se niente fosse?

Al Journal di Antenne 2 tre algerine bellissime insegnano a fare i dolcini parlando un francese saporitissimo. E la giornalista (bionda) ha visibilmente un travaso (di bile).

Ecco un Gianni Morandi 1968. Ha l’aria di un sedicenne. (Invece ha la mia età)

21 dicembre

Anche l’occhio ha voluto la sua parte (e qualcosa di più).

Ti conosco, purtroppo, mascherina perché, credimi, preferirei essere ingannato.

La seconda seconda in commedia. Dunque è almeno la quarta. Anzi, a fare meglio i conti, le commedie non finiscono mai.

C’est en tant che tout désir humain est basé sur la castration que l’oeil prend sa fonction virulente, aggressive et non pas simplement [?] comme dans la nature. […] Cet appetit de l’oeil qu’il s’agit de nourrir fait la valeur de charme de la peinture. “ (Lacan sul trompe-l’oeil, in Seminaire. Libre XI)

Il virilismo gastronomico.

Craxi parla lentamente. Misura bene quello che dice. Prende tempo. Resta a bocca aperta, come un cane.

Assolta con formula piena Elena Massa. Una giustizia “ di massa “?

22 dicembre

Potete vedermi, ora? “, chiede Charlot alla ex cieca. E il film finisce. (Chaplin, City lights, 1931) Il cinema è tutto qui?

Niente di meno proustiano della memoria del computer, anzi, per dirla in francese, dell’ordinateur.

Notizia: Fidel Castro è innamorato di un’attrice.

Gh’era el me ziu / che tampinava un ghisa “ (Enzo Jannacci, La forza dell’amore)

Lazard: il finanziere francese di cui si parla. Un altro nome d’arte?

23 dicembre

Come precisa Alberto Sordi a Fantastico 5 “ a Roma non le magnamo le bambine. “ Perché non mangiano? No, perché “ noi c’avemo l’abbacchio “. Forza lupi.

Si pentono tutti: terroristi mafiosi evasori e anche partiti politici, chiese, intellettuali. La gente no, mai.

L’occhio lui la voce lei.

Il cinema è il revival.

24 dicembre

Ma certo [diceva Madame Verdurin all’imboscato Morel], voi servite in ufficio e più che al fronte. L’importante è essere utili, fra davvero parte della guerra, esserci. Esistono quelli che ci sono e gli imboscati. Ma voi, voi sì che ci siete, e, state tranquillo, lo sanno tutti, nessuno vi darà la croce addosso. “ (Marcel Proust, Il tempo ritrovato)

Con un’esattezza involontaria ma non per questo meno sorprendente, M. nota che il consumismo è che “ anche chi non vuole è costretto a comprare “.

Boccaccesco “.

Meraviglioso Murolo, nella cui bocca il napoletano sembra prezioso come un francese antico. Meraviglie d’antan.

“ Mosca – Già passata alla storia sotto il nome di Zaryzin, di Stalingrad, di Volgograd, la celebre città russa sul Volga sarà forse costretta a cambiare nuovamente nome. Il Comitato centrale del PCUS sta infatti esaminando in questi giorni una proposta avanzata dall’associazione dei veterani di guerra della città che, con il sostegno di una petizione popolare, chiede che alla città sia restituito entro il prossimo anno il nome di Stalingrad, in vista del quarantesimo anniversario della vittoria sovietica sulle armate di Hitler. “ (Dai giornali)

25 dicembre

Cominciare ogni giorno con la pessima letteratura dei giornali è deprimente e diseducativo. (Soprattutto deprimente)

Parigi divenuta Oriente nei giorni della guerra, in Proust (Temps retrouvé).

Parlando della guerra ‘14-’19, Proust scrive “ mondiale “ tra virgolette. Era un’Europa che non aveva bisogno di chiamarsi mondiale per sentirsi mondiale.

Il giornalista Guglielmo Zucconi elogia il modo in cui la tv ha “ coperto “ la recente strage. L’illustre psicopompo, a differenza forse di qualche anonimo telespettatore, non ha tuttavia notato il “ bello della diretta “: il fotografo che, mentre sfilava il corteo delle costernate autorità, non faceva niente per nascondere la sua clamorosa euforia (di fotografo).

26 dicembre

” Il figlioletto è incolùme “, dice il telegiornalista. L’italiano, no.

Maurizio Costanzo capeggia uno stuolo di babbi Natale. « Babbi, avanti! », dice.

Un film (Piccoli gangsters / Bugsy Malone, 1976) interamente interpretato da bambini, perfetta gangster story anni Trenta dove tutto è, minuziosamente, riprodotto in scala.

L’Europa vista da me all’inizio dei Sessanta con gli occhi di un europeo che degli occhi non sa bene che farsene.

Ora che mio figlio va a Parigi ritrovo le vecchie mappe, rivedo i percorsi, la statua d’oro di non so chi di fronte al Parc Montsouris, la ragnatela del mètro, i nomi. Favolosi.

27 dicembre

” Carpentiere “ ha chiamato San Giuseppe il Papa nell’allocuzione natalizia. “ Falegname “ non bastava? Forse non era abbastanza “ edificante “?

28 dicembre

La giornalista scrive che si capisce chi uccide ma non chi uccide per “ obbedire agli ordini “.

Che il figlio del maresciallo di ps decidesse di fare l’attore appare, al senno di poi, del tutto “ naturale “.

Quando Craxi, parlando di fronte al consiglio comunale di Napoli, dice la frase “ una mente diabolica “, la telecamera zoomma sulla faccia del cardinale arcivescovo.

29 dicembre

Da un Proust citato da Benjamin (“ a tutti quelli che si sprofondano nel suo corso il tempo disvela una forma nuova e finora ignota di eternità “) comprendo meglio il titolo del film di Wenders: Nel corso del tempo. Ciò d’altronde era chiaro fino dalla prima scena nella quale lo sconosciuto della Wolkswagen finisce nel fiume – un corso d’acqua – con il suo veicolo sotto gli occhi dell’altro che poi gli sarà compagno di viaggio.

Céline populista secondo Benjamin riferisce Cases.

« In me gli altri scoprono la simbiosi perfetta di femminilità e forza, la sintesi della capacità intellettiva e della tenerezza illimitata. Queste qualità mi sono servite appunto per caratterizzare senza mezzi termini le contraddizioni di Eva, la donna flambé ». Eva rinuncia alla comoda quotidianità del matrimonio per avventurarsi nel mondo della prostituzione. Kamikaze del proprio corpo, usa se stessa per raggiungere l’indipendenza dai bisogni materiali e dai legami con l’altro sesso. “ (Dai giornali)

30 dicembre

” Torino – Non voleva tenere in casa il cane della ragazza del figlio, neppure per una notte, e così, per liberarsene, l’ha scaraventato dalla finestra. Il cane, un cucciolo di lupo di cinque mesi, è morto sul colpo. Autrice del gesto è una donna di 44 anni, Andrea Biglia, su cui pendono adesso tre diverse denunce presentate dall’Ente nazionale protezione animali (ENPA) in base alle testimonianze dello stesso figlio. “ (Dai giornali)

31 dicembre, Roma

La maggioranza (è) silenziosa.

“ Non ho paura di nessuno “, dice Craxi. Temerario! (Non conosce Nessuno)



 1985


24 febbraio, Siena

Rifiuto del lavoro: dieci anni dopo coincide con l’estetismo sociale medio reazionario anarchico delle settimane bianche e delle vacanze in Grecia craxiano anticomunista nati per la danza e per la banca sostanzialmente verdi medici laici.











Il cantante Califano agli arresti domiciliari dichiara: “ Appena sarà finita cambierò casa. Ormai questa la odio “.

Si chiama “ Mario “ (il marito devoto). Ma lei (l’ex mannequin) lo chiama “ Mamo “. (Che cos’è un bacio? Un apostrofo rosa fra le parole m’amo)

“ Comiso (Ragusa) – April Maria Eckel è il primo « fiocco rosa » nella base missilistica nucleare di Comiso. La bambina è figlia di Stephen, 29 anni, capitano della Marina Usa e di Debbie, 26 anni, che ha seguito il marito e risiede negli alloggi ufficiali recentemente ultimati nell’ex aeroporto militare « Magliocco ». “ (Dai giornali)

25 febbraio

Rileggere Fortini 1965 (Verifica dei poteri) con la battaglia contro la neoavanguardia (vera o simu-lata?). Ripensando il concetto di “ regressione positiva “. Vent’anni dopo che cosa dire?

In Belgio il vecchietto sconvolto dall’annuncio che stavano per divorziare uccide figlio nuora nipoti moglie suocera e poi se stesso. Sette in un colpo.

L’antifascismo anticomunismo voyeuristico degli anni Settanta e Ottanta. Guarda il terrorista in gabbia guarda il giudice morto guarda Cernenko malato guarda Reagan che ride guarda il papa tutto bianco guarda i minatori in sciopero guarda il dollaro che sale guarda la sciagura in India guarda Maradona guarda i fratelli siamesi guarda guarda guarda guarda guarda guarda guarda guarda guarda guarda guarda guarda guarda.

Nel Quo vadis tv di Franco Rossi Nerone è un tipo notevole. “ Con la tua voce hai stregato anche i dadi “, gli dice Petronio.

Vanno assai di moda i ventriloqui.

Una regressione riuscita. Sono tornati. Loro.

26 febbraio

Il cinema arte della chiarezza oscurissima.

Si chiama Annabella Canapè la madre di Wilma, la “ bambina “ di 15 anni che rifiuta di prostituirsi. (Messaggero)

Linea d’ombra è severissima: scrivono tanto ma male questi giovani scrittori. Pare che Lunetta abbia chiesto un gesto di clemenza.

Finché ho potuto ho evitato di scrivere. Va detto.

La visione: occlusa.

Quale straordinario senso (dell’orientamento?) mi aveva condotto ormai più di dieci anni fa a trovare una casa a Torino, in alto, davanti a una collina, anzi a un monte che (dalla guida del Tou-ring ne ho avuto conferma) si chiamava “ dei Cappuccini “ (con ovvio convento dei)? In mezzo scorreva il Po. Lo scenario era la riproduzione esatta di quello che ora ho di fronte. Dunque dieci anni fa, quando avevo trent’anni, attraverso innumerevoli peripezie, ero tornato a casa.

27 febbraio

Come in un cartoon il corpo elastico si è teso fino all’inverosimile (alla massima distanza possibile) nella fuga e ora – sdennnnggg! – si ri-modella su se stesso ri-chiamato da un magnete invisibile si ri-dimensiona (senza residui?). Ritrovarsi se stessi: tutto qui? La bocca del cane. La vendetta sul fuggiasco.

Il babbo non sopporta la pubblicità in mezzo ai film. Eppure è proprio quello il segno dei tempi.

La mia rivolta è stata contro il cinema. E invece era il cinema che si rivoltava contro di me. Non ho fatto niente. Ho solo subìto.

È quando l’olandese volante ricompare sulle gradinate dell’arena, che il torero che lo credeva morto avendolo personalmente ucciso si distrae e il toro lo incorna. (Il vaso di Pandora, Levin, 1950)

La mia immediata convinzione che i vertici mentono spudoratamente è confermata. “ (Camilla Cederna, Il mondo di Camilla, 1980)

Manzoni ha dato all’irrisorio personaggio la massima funzione (passiva). Lucia è pura funzione letteraria: non agisce, non si sviluppa, anzi ricusa qualsiasi agire. Eppure lo svolgimento del-l’intreccio, dipende dagli effetti che Lucia, l’inetta, produce. Fuggendo e tremando di paura fa agire gli altri. È la prima donna, la protagonista, e non lo sa; non vede mai oltre il proprio naso, pardon, oltre la propria virtù. “ (Alfredo Giuliani, Lucia, tutto si fa per te, in Repubblica, oggi)

28 febbraio

L’aereo precipita nel deserto, ma dal rottame il disegnatore tedesco di aereomodelli riesce a farne un altro. Che vola. E proprio quando stavano per morire tutti di sete. (Il volo della fenice, Robert Aldrich, 1966)

Scrivo didascalie ai film. Loro fanno vedere. Io scrivo quello che vedo. (Prima vedevo senza scrivere)

Quel certo interesse per la letteratura, in questi ultimi dieci anni. Assessori. Festivals. (“ Presente la prima notte delle menzogne, presente all’ospedale dove Pinelli è in agonia (e tutta la questura era lì: aveva forse paura che parlasse? “ (Camilla Cederna, Il mondo di Camilla, cit.)) Quasi u-n’infatuazione. Assessori, protettori.

 Aggiornamento: non sono io che [devo] posso scrivere.

Nel romanzo chi scrive parla sempre di un altro, altro io, alter ego. Il romanzo è sempre un’apo-logia, o un necrologio (Dal Werther ai Promessi sposi, al Doktor Faustus: i casi in cui questo meccanismo è esplicitato) (Vermfrendung).

1 marzo

Guardate com’è bello il nuovo mondo. Non si piega. Urla. Voi tutti avete imparato così bene a ridere di voi stessi, vi siete inchecoviti e avete dimenticato come si urla. Ed ecco che è venuta la guerra, e chi di voi ha saputo scrivere un vero canto di battaglia? Voi siete usciti dalla vita, avete voluto trasformare l’arte in un cagnolino da grembo. Ed ecco che siete staccati dall’arte […] Ma una nuova epoca sembra alle porte. Nasce una nuova bellezza, nasce un nuovo dramma, lo reciteranno sulle piazze e i tram lo incoroneranno con una doppia cinta di luci colorate. “ (Viktor Sklovskij, È uscito il libro di Majakovskij, La nuvola in calzoni)




Il “ mandato sociale “ degli scrittori di cui Fortini ricostruisce le peripezie a far capo all’Ottantanove: mi chiedo se stava parlando della storia o se non stava surrealizzando la vecchia ferita, il dramma di cui ancora oggi si alimenta il discorso politico e intellettuale: la fine del fascismo. L’antifascismo dei quarant’anni successivi non sembra avere fatto altro che ribadire quel terminus a quo. Da questo punto di vista pare veramente che non sia accaduto niente di nuovo se non la riproposizione ossessiva di questo stare versus. Riusciremo mai a nascere a qualcosa di diverso da questa querelle ereditata dai padri?

E che faranno con la prodigiosa macchinetta? La didascalia viene ancora in soccorso: « Papà » ci terrà il bilancio di casa e ci farà la denuncia dei redditi, il figlio Andrea la userà per studiare italiano, matematica, geometria, storia, geografia. La « mamma » e la figlia Barbara che, poverette, « di elettronica ci capiscono poco o niente » la potranno tuttavia utilmente consultare, la prima per la propria dieta e la seconda per gli oroscopi. “ (Dai giornali)

2 marzo

Manifesto: “ L’Italia ha vinto la gara del salto in basso “. Al centro diagramma nel più profondo dei cui angoli precipita un tizio. Di lato la scritta: “ Disoccupati 33, 2 % “. In basso un’altra scritta: “ Con il P.C.I. per un’Italia in cui vivere meglio “.

« M’hanno fregato… questa pistola spara alla rovescia… mi sono ammazzato » “ (James Bond Casino Royale, John Huston, 1965)

La carta piace molto. Come carta intestata, biglietti da visita, manifesti, giornali. La tipografia sovrasta la parola.

Senti quest’ultima degli scienziati: hanno scoperto le “ nane brune “. Che sarebbero stelle che c’erano ma non si vedevano.

Morto Jo Marrazzo – ictus -, che era un giornalista all’americana.

Dopo l’articolo di Giuliani e la soirée Manzoni di Beniamino Placido, ieri Repubblica titolava: “ Questo referendum non s’ha da fare “.

Dilaga la moda delle foto sugli annunzi mortuari. Quando si dice: volere essere visti ad ogni costo.

« Ma lei è professore all’istituto d’arte? », mi chiede la ragazza delle fotocopie. Chi, io?

3 marzo

” Washington – Gli americani ricchi fanno l’amore più spesso dei poveri e i democratici di tendenze liberal più dei repubblicani che approvano Reagan, ma le donne, quale che sia il loro ceto, preferiscono essere accarezzate piuttosto che congiungersi sessualmente. Queste le conclusioni di un sondaggio d’opinione reso noto ieri a Wa-shington. Il 25 per cento degli intervistati ha risposto con una certa irritazione agli intervistatori: « Non sono cose che vi riguardino ». “ (Dai giornali)

Il continuum televisivo, la falsa immediatezza, la verosimiglianza assoluta. Si dice: “ una finestra sul mondo “, ma si dovrebbe dire “ una finestra sulla Rai “, i furbi dirimpettai.

« Una notizia falsa non sarà la morte di un uomo ». « Sì, ma lo è stata di una donna » “. L’arma del delitto è un ritaglio di giornale con la notizia del suicidio del figlio, infilato fra le pagine del messale. Il cuore della povera contessa non ha retto. Gli assassini: un padre un figlio ambiziosi forse “ rivoluzionari “. (Maigret e il caso Saint Fiacre, Delannoy, 1959)

Eli. viveva ormai nel lusso più sfrenato. Ho notato anche due magnifici cigni nella piscina gelata. Si annunciavano ulteriori feste. Avrebbe fatto un viaggio in Norvegia. Quando ha avvicinato la sua faccia alla mia l’ho vista brutta e deforme. (Un sogno)

Città / campagna. Ma ora è tutto campagna. La campagna è in città e fuori non c’è più niente. L’indifferenza della gente di campagna per la natura, anche quella interiore. La grettezza dei con-tadini. C’era una volta la città.

4 marzo

I rigatoni – obbietta Fellini – in bocca una dama tanto sofisticata hanno un effetto inatteso che sor-prende e quindi fa sorridere il telespettatore » “ (Dai giornali)

Mistero è Stefanèl golfini e luci / e quel èl così Bisanzio / oro d’icona d’oriente / zucchero e miele

5 marzo

Gli anni Settanta e ss.: il culto mariano. “ Totus tuus “, The woman in red.

Anche il vecchio maestro Pacciani quando lo incontro mi dice di sapere benissimo che cosa è la P2, ma poi non me lo sa spiegare.

« Ecco… ecco », dice il babbo davanti al televisore.

6 marzo

Costretta la madre indifferente (?) a fare fagotto è tutto un abbracciarsi fra figlio e padre, figlio e psicoanalista. Da notare che l’altra ragazza si è tolta di mezzo da sola, così come a suo tempo il fratello maggiore. C’è la nuova amichetta, ma per ora è soltanto un’ipotesi. Quello che conta è la reconquista del babbo. Finalmente soli! Mah… (Gente comune, Robert Redford, 1980)

La scoperta dell’America. Il continente della noia. A colori.

Roba da matti! Pretendevano di rapinarmi. La vecchietta e il napoletano calvo. Stavo in una camera ammobiliata. Roba da matti! (Un sogno)

7 marzo

A vedere i refugés italiani a Parigi così come li mostra la tv francese intorno a un tavolo su cui tro-neggia un fiasco di vino si ha l’impressione che il “ comunismo “ sia un’Italia di provincia realmente innocente cioè ignara della spaventosa complessità della storia degli ultimi dieci anni. “ Ribellarsi è giusto “, hanno scritto sui muri dello studio televisivo.

8 marzo

Qualcosa che non va? “, chiede (dal basso in alto) (sono su una scalinata) il vecchio magistrato al giovane giudice che ha scoperto tutto ma non farà niente perché i testimoni sono già stati liquidati. (Confessione di un commissario di polizia al procuratore della Repubblica, Damiano Damiani, 1971)

In realtà quei film, puri o impuri che fossero, finivano spesso e volentieri in prima pagina, su-scitavano applausi in platea e talvolta anticipavano episodi luttuosi. La polizia ringrazia descrisse con notevole anticipo sull’evento la morte sul traliccio di Feltrinelli, Confessione di un commissario l’eliminazione del Procuratore capo di Palermo, il dottor Scaglione. Damiani ne fu talmente colpito che volle girare poco tempo dopo Perché si uccide un magistrato. “ (Dai giornali)

9 marzo

F. F. mi rivelava di essere molto malato. Una gamba era già spacciata e il male procedeva. Qualcosa tuttavia non mi convinceva nel suo atteggiamento. (Un sogno)

Ha festeggiato 110 anni dicendo no agli uomini “. La nonnina sarda di Oggi.

Armani è nato nel ‘34. Dunque ha dieci anni più di me. O di meno?

In fondo è molto semplice: a Ippolito Bue basta fargli spalancare la bocca – per il ridere o per la meraviglia – e tappargliela all’istante con qualcosa che tappi. Così un Nestore dei tanti può tornare a fare il poliziotto – nel parco dei bambini – avendo una moglie ex battona & una figlia femmina. (Irma la dolce, Billy Wilder, 1963) Il film illustra bene (o contesta?) quella che, credo, Freud chiama la “ catastrofe del complesso di Edipo “. Diviso nelle due figure di Nestore e Lord X – una sorta di Lord Chatterley? – il protagonista può “ diventare padre “ solo rinunciando alla doppiezza, svelando l’inganno. L’inganno – lo “ scherzo “ – che gli procura la riammissione nei ranghi della polizia. Qui sarebbe il “ lieto fine “, la ricomposizione del ruolo in cui si invera il sogno piccolo-borghese di Nestore. Senonché Wilder chiude con un coup de thèatre che rovescia il presunto senso della storia: ecco un Lord X ulteriore (o è lo stesso?) che sfila dinanzi agli occhi allibiti dello spettatore che sa che stavolta quello non può essere come le altre volte Nestore en travestì. La storia – « Ma questa è un’altra storia » – come il cinema come l’analisi è – deve essere – interminabile. Morale: un Lord, comunque si chiami, un Lord X, c’è.

10 marzo

Nel porto di Palermo la folla di donne vestite di nero trainava a riva i corpi delle tre gigantesse – belle eleganti moderne, le une e le altre. Alla fanciulla che era con noi intimavamo di andare via risalendo alla strada senza volgersi indietro. (Un sogno)

Gliele avevo suonate al presidente di quel gruppo Arcicaccia, ma la cosa non era finita lì. Mi vo-levano fare secco, su questo non c’erano dubbi. (Un sogno)

11 marzo

Non tutto il male vien per nuocere se è vero che il tribuno Vinicio finisce fra le braccia di Licia che maternamente lo battezza, avendola creduta morta nel terribile incendio di Roma e invece era la sal-timbanca che con la giovane cristianissima aveva cristianamente diviso il velo. (Quo Vadis?, Franco Rossi, 1985, film tv)

La quarta puntata è, invece, quella dell’incendio di Roma. Ricostruito vicino a Belgrado, dove è stato girato il film, l’incendio ha richiesto l’utilizzazione di cento bombole giganti di gas, alte quanto un uomo, che sono state interrate per evitare il pericolo di scoppio. Il commento del regista Franco Rossi: « Mi sono sentito quasi Nerone… anch’io ho dato l’ordine di bruciare Roma ». “ (Dai giornali)

E all’ultima domanda di Mixerstar: « Che cosa avrebbe voluto fare se non avesse fatto il segretario? », Natta risponde: « Il professore ». In cauda.

Sette colpi per un ombrello “ (Dai giornali – L’uccisione di un autonomo a Trieste)

12 marzo

In Argentina Pertini incontra le donne dei desaparecidos. Sempre vedove sono.

Sono timori, questi, che vengono alimentati anche dalla ripresa in Europa e in America della cosidetta « cultura della morte ». Ne ha indicato un esempio Casini, quando, nella tavola rotonda, ha citato un passo da un editoriale scritto da Jacques Attali, consigliere economico di Mitterand, per Le Figaro magazine: « la logica socialista è la libertà fondamentale è il suicidio. Il diritto al suicidio è un valore assoluto ». Ne consegue, secondo Attali, che l’eutanasia sarà uno degli strumenti essenziali delle nostre società future. “ (Dai giornali)

Morto Cernenko. Più strappo di così.

Kraus contro il giornalismo dice Benjamin in quanto rispetto alla poesia è il kitsch. Ma questo sessant’anni fa. Oggi non c’è poetino della domenica che non sia disposto a parlare male dei giornalisti. Perché il kitsch è il kitsch del kitsch del kitsch…

L’ex attore, fatto pubblico, impara. A sue spese.

13 marzo

Pur di sentire qualcosa mi sento male.

Non bisogna farsi ingannare dall’aspetto dei suoi vestiti o dalla borsa Gucci di sua moglie: Gorbaciov è un leader più forte e abile di molti suoi predecessori e dunque è più più pericoloso per l’Occidente: è probabile che egli intensificherà gli sforzi per separare l’Europa dagli Stati Uniti e che darà voce ed argomenti a coloro che in Occidente credono che i problemi scompaiano con un semplice cambio della guardia al Cremlino. “ (Dai giornali)

Il piccolo architetto con la giacca di pelle, il mezzotoscano e gli inusitati baffetti alla Douglas Fairbanks si lamenta: « Sì, non mi manca niente… ma non si progetta… non si progetta… ».

“ Milano – La moda piace ai socialisti, oppure i socialisti sono alla moda: il presidente del consiglio Craxi e la sua gentile singora vanno al pranzo di Trussardi al Savini, il sindaco Carlo Tognoli consegna una medaglia di giusto riconoscimento a Giorgio Armani, Mariuccia Mandelli di Krizia, Tai Missoni, durante un pranzo alla Rinascente per festeggiare i ritratti di Fulvia Levibianchi, in una mostra realizzata da Laura Fraboschi e Rosilde Pillitteri, moglie del deputato socialista e sorella di Craxi. Ma intanto è al padiglione 30 della Fiera che l’alta moda italiana ancora una volta trionfa e anche i nuovi compratori che vengono dall’Australia e dalla Nuova Zelanda sono tramortiti dallo spettacolo di opulenza offerto con accanita perizia dalle 33 aziende e dai loro stilisti. “ (Dai giornali)

14 marzo

La pittura, diceva quell’artista in tv (Baj?), realizza l’immobilità. Restare dove si è nati e da lì guardare il mondo.

Continuano a predicare la liberazione. Chi ci libererà dai liberatori?

La mostra sul Seicento a Napoli, “ quando Napoli era la seconda città d’Europa “. Mi viene fatto di chiedermi: sarà poi vero? Napoli è comunque una capitale della nostalgia.

Su Alfabeta Felice Piemontese sostiene che non c’è contraddizione fra le sovrintendenze che fanno le grandi mostre e l’esibizionismo automobilistico delle plebi.

Konrad Lorenz, Il declino dell’uomo.

15 marzo

I tulipani còlti chiusi si aprono appena messi nel vaso ma lungo il pomeriggio via via si richiudono finché a sera sono chiusi di nuovo.

O volere o volare o addirittura / volere volare meglio matto che / morto persino gatto merlo porco / piuttosto merda sperma sporco / sale mare pane fame addirittura / cane.

Quella che serpeggia è la paura di un ritorno a Roma della « guerra per bande ». A conferma dei timori, nella notte tra martedì e mercoledì, puntuale come la scena di un film già visto, la sezione Aurelio del Movimento sociale italiano è sta danneggiata con un ordigno confezionato con polvere di mina. L’attentato è stato rivendicato dai « Gruppi antifascisti territoriali ». “ (Dai giornali)

16 marzo

La lunga passeggiata nei pressi del Tower Bridge. Il kebab mangiato in quel locale sporco come pia-ce a me. Ricordi.

Gli agenti della Borsa di Francoforte offrono un milione di marchi a chi dia notizie del criminale nazista Mengele. Borsisti vs nazisti.

18 marzo

C’è anche un modo minaccioso di vendere. Lo jugoslavo che voleva piazzarmi la grande coperta, fatta all’uncinetto, diceva.

Torino era come al solito molto bella, lei era incantevole e simpatici anche il padre e il fratello. Ma restava il problema della valigia dimenticata sul tram. Nessuno sembrava che avesse intenzione di aiutarmi a ritrovarla, a cominciare dagli stessi tranvieri. Ma in quella valigia c’era tutto: come potevo farne a meno? (Un sogno)

19 marzo

Martelli ama Goethe (“ Ha saputo saldare la sua vocazione pagana allo spirito del cristianesimo “). Se non avesse fatto il politico che cosa avrebbe fatto? “ Lo sceneggiatore “, risponde.

Ripenso alle analisi classiche del fascismo: “ la reazione agraria… “. Sì, c’è di mezzo la terra, ma in che senso, esattamente?

Si chiama Nichi e ora è nell’esecutivo nazionale della F.G.C.I. Dice di essere gay. Poi parla di a-more fra i bambini e racconta del padre che picchiava i froci ed era comunista. È pugliese. Porta un berrettino alla Majakovskij e assume una posa da divo della canzone degli anni Cinquanta, con un ditino sulla guancia da vezzosa contadinella 1890.

21 marzo

Il cinema: un piccolo uomo con grandi mezzi.

22 marzo

La Resistenza, poi Nuova Resistenza, poi Nuova Nuova Resistenza. Una bella resistenza.

23 marzo

Invece del giudizio, il gradimento. La democrazia spettacolare.

Ricerca al computer: quante volte sul giornale (p. e. Repubblica) compaiono dal ‘75 in poi parole o locuzioni come le seguenti: “ euforia “, “ intrigante “, “ da sempre “, “ tant’è “?

Analitico “, “ ano “.

Il Novecento, le guerre di religione.

L’incomprensibile Capra d’oro. Dove cominciava la campagna. È morta proprio ieri forse Marianna che veniva a servizio da noi da Capra d’oro. La distanza era breve: poche centinaia di metri. Ma. Capra d’oro a scriverlo è assai meno favoloso che a dirlo: Capradoro. Nella scrittura risalta l’enigma di quel “ Capra “ di cui si afferma di seguito che è “ d’oro “. In Capradoro l’accento è sull’oro, c’era oro laggiù, forse una statua o un totem di quei popoli non più urbani. Capradoro un dio fuori le mura luogo lontano proibito un tempio. Stranezze, come la figlia della defunta di cui dico “ Gisella “ ma sapendo che non è esatto chiedo conferma: era “ Tosella “. Non altrimenti ho notato che in quel resto di paesaggio che si può ancora distinguere per un varco fra i palazzi c’è una curiosa adunanza di case paesaggisticamente perfetta di cui ho pensato: ecco un fiammingo (particolare). E infatti mi confermano che una di esse è la ex-villa di “ uno svizzero “ con il tetto ad angolo acuto un tempo aggiungono coperto di ardesia.

24 marzo

La nuova povertà: avendo tutto non avere niente.

Nell’articolo sul convegno proustiano a Parma Jacqueline Risset è diventata “ Jacqueline Bisset “. Lapsus del giornalista o refuso del tipografo? Poco importa: perché è giusto così. Delle due attrici la seconda è più bella, più brava e di gran lunga più famosa. O no?

I cristiani, che ci appaiono nella prospettiva storica e nella consolidata tradizione religiosa come una minoranza rivoluzionaria giusta, erano per la salute dell’impero, dal punto di vista dei suoi governanti, una pericolosa minoranza criminale. Mentre quella che ci è apparsa e si è consolidata per secoli nell’immaginario collettivo come l’insensata efferatezza di Nerone, non era forse che la strategia del rigore e della durezza di uno stato stretto attorno alle proprie istituzioni. E la disponibilità, la ragionevolezza di Petronio, o, se vogliamo, il suo trasformismo, la sua tendenza a trattare col nemico, cos’era? L’intelligenza, la modernità, l’umanitarismo di chi è conscio della crisi di antichi valori, oppure dissennato cedimento? Si può scegliere. “ (Dai giornali)

26 marzo

Letteratura come scarpe. Quel modello quell’altro. Va non va. Le grandi aziende. Le piccole aziende. Dal produttore al consumatore. Le vendite per corrispondenza. Il prêt-a-porter. Le sfilate. Primavera-estate, autunno-inverno. L’usato.

« Escludo che ci sia boicottaggio, ma certo non c’è stato un grande entusiasmo. Finora nessuno ha spinto perché se ne parlasse. Ma sono ottimista: cominceremo presto in commissione Giustizia ». Così il liberale De Luca, relatore delle tre proposte di legge (pci, psi, dp) sulla prostituzione. Tutte prevedono l’eliminazione dell’adescamento e del favoreggiamento e invece un aggravio delle pene per lo sfruttamento. Alle lucciole sarebbe garantito di svolgere un’attività considerata lecita a tutti gli effetti e quindi di poter alle­vare figli, avere un compagno, non rischiare fogli di via o sequestri di patente e così via. “ (Dai giornali)

27 marzo

Capii tutto solo nel ‘79, quando notai le mani curatissime dei giornalisti di Paese Sera, il giornale più becero d’Italia.

« Mi sono innamorata di voi » « È ridicolo solo a sentirlo » “ (Hitchcock, Caccia al ladro, 1955)

28 marzo

Un altro morto. Che così fa notizia.

29 marzo

A Italia sera fanno vedere l’infarto in diretta.

30 marzo

Essere attrice significa godere costantemente della protezione di qualcuno, e questo qualcuno è il regista » “ (Dai giornali)

I © art “ sul bottom dell’americanina bifolchina.

Parvenu si nasce, non si diventa.

Diceva che a Roma non si poteva fare l’amore nei giardini pubblici. Discorsi da pittore.

31 marzo

L’America va bene finché si scherza.

Hanno messo il car davanti ai buoi.

All’inchiesta di Libé (Perché scrivete?) risponderei: “ Perché mi è rimasto solo questo “.

Riprendo in mano un libro di Segre (I segni e la critica, 1969), spinto da un articolo di Franco Brioschi su Linea d’ombra (Vent’anni dopo) e in me si riproduce un’impressione che appunto data da vent’anni fa: l’accostamento del semiologo alla letteratura, nonostante che Segre lo dica e insieme lo neghi, è un accostamento ostile, antagonistico, malevolo, sotto la maschera della scientificità. Tutto a quanto pare comincia vent’anni fa, con la rivolta contro il crocianesimo. Insieme a al vecchio Croce e all’acqua sporca della sua scuola si buttano i malcapitati bambini della letteratura. Da allora – in presenza del critico “ arcicaccia “ – scrivere è diventato pericoloso se non addirittura suicida.

« Perché mi ha baciata? Non c’è mica la polizia » « Non si sa mai » “ (Finalmente Domenica!, François Truffaut, 1983)

1 aprile

A1419 Reggio Emilia, convocato da Tam tam, cioè Adriano Spatola & Giulia Niccolai, e altri della banda, perché, diceva qualcuno, dovevo pubblicare. La città e la casa erano straordinariamente simili a qui, con un sovrappiù di fantasia e bellezza nelle architetture degli interni e nel paesaggio ancora sontuosamente campestre con fiume, greggi di pecore etc. Giulia N. aveva le gambe fasciate per qualche operazione, però era molto dimagrita e nelle spalle e nel collo rivelava le tracce di una bellezza di ragazza molto moderna. Nel gruppo c’erano anche molti bambini. Si mangiava, addirittura due volte, si cantava, si beveva, fin troppo, tutti amiconi, anche i comunisti locali, io circospetto timido pauroso di non essere apprezzato ma con una voglia crescente di scoprire le carte. Mi sono svegliato leggermente ubriaco. (Un sogno)

2 aprile

Lo chiameremo Andrea. Per prenderlo in giro?

La cultura del cinema: quel dire che è un fare.

« Antani come antani » “. E lo scherzo continua. (Amici mieei, Monicelli, 1975)

Il qualunquismo di sinistra: enrichez vous!

3 aprile

Memorabile l’inizio di Amici miei (Monicelli, 1975): il giornalista che ha fatto il turno di notte entra nel bar strillonando: “ Bande di finocchi uccidono puttane! “. Nella battuta c’è sempre una verità e anche palese: il riso toglie la possibilità di vederla poiché la mostra in un’altra prospettiva. Il film è serissimo: una storia di amour à mort, una storia fra Truffaut e Bergman (gli ultimi) (e mettiamoci anche Scola e tutti i francesi come un-sol-uomo). Anche la scena dello schiaffo ai parenti (fra i quali guarda caso capita anche il figlio perbenista del giornalista) è molto importante.

 « Siamo in missione per conto di Dio » “ (The blues brothers, John Landis, 1978)

4 aprile

Un governo sordo vuole un parlamento muto “, dice il manifesto del Pci. Come se loro dicessero qualcosa.

Me, me riposo in Dio / e per questo rinego duto, / nassita e luto, / la gran fiumana, el breve rio. // La radicale assensa / xe spassio per la pase: / l’aneme dal gran ninte invase / ariva a la sapiensa. // Quanta pase nel no / d’un fior de basigò: / ne la gran scuritae / de l’arie eternàe. “ (Biagio Marin, 1982)

5 aprile

L’american gigolo conosce cinque o sei lingue ma soprattutto il linguaggio internazionale del sesso cioè il sexy cioè il cinema. (American gigolo, Schrader, 1980)

Il mondo è sangue, acqua e sapone.

6 aprile

La cultura della fuga. Scappa, scappa. Ma da chi, ma da dove?

Gli alberi sono sempre il miglior punto di riferimento. Sto parlando dell’ombra.

Non era colpa mia. Cioè: era soltanto una mia colpa. Non ci riuscivo, ecco. La musica era bellis-sima. Saliva nelle salette dal basso, si metteva a disposizione di tutti con l’ubiquità egualitaria di una padrona di casa perfetta. Se ne poteva avere un poco anche negli angolini più riposti. Ogni udito era rispettato. Come una filodiffusione pervadeva senza mostrarsi l’ambiente con intensità sonora variabile al costo minimo di una passeggiatina. Il piattino di musica ricevuto al buffet era trangugiabile in piedi o seduti, sulla cassapanca, sotto la nicchia, persino ai confini della zona a-scolto dove la nota giungeva morente ridotta a un sussurro. Al quasi buio o in vista dei quadri delle pareti arabescate. L’occhio aveva una sua parte rilevante nel fatto. Le sale importanti tutte da guardare l’arredo ricchissimo compreso l’albero genealogico del casato che illustrava una intera parete. Le ragazze anche erano contemplabili, ad libitum. La musica in ascensione le investiva come l’effluvio di un incenso trasfigurandone i tratti spiritualizzando tutte le convenute al dinner. Senza distinzione di ceto o nazionalità. Perché la musica unisce. Io avevo presto voglia di uscire. Perché?

7 aprile

Buffo questo mondo del cinema internamente vuoto ma esternamente completo perfetto nomi e figure tutto finito tutto conservato.

A notte non proprio alta ma deserta in fondo alla breve strada in discesa l’annuncio in neon verde laconico drastico in mezzo al buio: “ FUTURO “. Abbigliamento, mutande, golfini si direbbe da qui. Lo shop neonato si intitola così a scoraggiare altre ipotesi.

« Dobbiamo essere pronti a combattere senza combattere » “ (Aquile nell’infinito [S.A.C.], 1955)

9 aprile

Una lunga congiura.

L’inferno si è scatenato alla svelta. Ero stato molto incerto di recente. Perché avevo ritrovato il mio tavolo i libri ma soprattutto la mia finestra. Avevo piantato alberi. Ero sceso a frugare con metodo in cantina. Ritrovando ritrovando. Stavo guarendo, forse. Ma fuori era cambiato quasi tutto. Un po’ troppo. Quella che avevo deciso dichiamare la malattia – perché a certi altri faceva venire le guance paffute. O forse era solo una questione di tempi. Fatto sta che in quelle due o tre estati sospese fra un tempo e l’altro si ammalarono loro. Li vidi toccati dal male moltiplicarsi nel contagio. Quello di cui erano malati mi restava ignoto. Riconoscevo solo certi sintomi esteriori che non ero sicuro tuttavia non potessero ritrovarsi in ogni malato grave qualsiasi fosse il genere di morbo.

10 aprile

” Palermo – Tute gialle e rosse, scarpe da tennis e in estate cappelli di paglia. Sarà questa probabil-mente la nuova divisa dei netturbini dell’AMNU, l’Azienda municipale della nettezza urbana di Pa-lermo: sulla divisa sono previste anche scritte pub­blicitarie. “ (Dai giornali)

Après moi le deluge. Pensa la prima goccia. E si butta. Piove.

11 aprile

L’intervista di martedì a Mimmo Locasciulli, a causa di un refuso tipografico, iniziava « Ho ven-ticinque anni… ». Il testo originale era invece: « Ho più di trentacinque anni… ». Forse Locasciulli sarebbe contento di avere 10 anni di meno, ma… “ (Dai giornali)

12 aprile

Sono molto contento che i vicini di casa abbiano un pappagallo. Non mi pare che parli come ai pap-pagalli succede del resto più spesso di quanto non si creda. Ma è bello verde e sul collo anche un po’ rosso e blu. Per il resto c’è da dire che fa quelle cose che fanno i pappagalli: mangia bruscolini fa evoluzioni sul trespolo a cui è incatenato aiutandosi con il becco che il suo vero terzo arto dopo le zampe attrezzate di artigli. Da come si arrampica lungo l’asse di ferro anche capovolgendosi in po-se acrobatiche lo si riconosce appartenere alla grande famiglia degli animali tropicali che (penso alle scimmie) hanno movenze che alludono alla foresta ossia alla giungla. Ma che sia un volatile non c’è dubbio: basta vedere come defeca. Dunque questo pappagallo di cui non so dire altro è dei vicini di casa. A questo proposito non posso non far notare che l’animale è situato immediatamente all’interno del cancello che dà sulla strada. Per questo non si può non notarlo. E infatti lo notano tutti e tutti sanno che lì c’è un pappagallo. Altrimenti detto che la famiglia che io chiamo i vicini di casa possiede un pappagallo. Anch’io avevo un pappagallo. Ma non avevo un cancello. Quando cambiai città lo regalai insieme con la gabbia.

È l’elaborazione del corpo spettacolo, come scrive il critico Bonito Oliva, un corpo che diventa « campo di meraviglia e trappola dello sguardo e della seduzione, mezzo di rallentamento della disattenzione di massa ». “ (Dai giornali)

13 aprile

Che lo stato sia laico è una tautologia. Che lo sia la cultura no.

Il post me. La vita continua. Film.

14 aprile

Di sotto al letto del piacere uscì il nano il bambino l’omìno. Sorridendo. « Scopata bene la mia mam-ma (sorella… figlia… la mia)? ». E la scopata ti va di traverso. Il mostriciattolo non è optional. Pren-dere tutto o lasciare.

C’è la pace? Va bene: c’è la pace. Ora però stai zittino.

A tavola s’invecchia.

15 aprile

A quasi settant’anni babbo e mamma continuano a lamentarsi dei genitori: « Non ci volevano bene », dicono.

Ogni riferimento a persone etc., dice ora il cinema, è assolutamente esatto, documentato, etc.

“ Estetica!… Estetica! “, gridano i mostri.

16 aprile

” L’Italia del melodramma… Qual è il segreto del western all’italiana? Quello di essere un « operatic western », dove gli spari delle pistole risuonano come gli acuti di un tenore. “ (Dai giornali)

A Ginevra Bompiani piacciono Caproni, Betocchi, Zanzotto. Non piace la nuova facoltà di Lettere.

Ricordarsi sempre che: non sta succedendo assolutamente niente. (Solo tempo perso, perdita di tempo, la perdita del)

17 aprile

Nella vecchia biblioteca fra le cataste di libri un tavolino tutto per me con i cassetti da chiudere a chiave e la macchina da scrivere elettrica accarezzare i tasti gli scatti perfetti i caratteri si stam-pavano netti sul foglio bianco senza nessuno sforzo scrivere catalogare catalogare. Nella vecchia città a due passi dalla frontiera con l’Europa. Inverno.

Il grande ritorno della goliardia. Il cinema è la continuazione della goliardia con altri mezzi?

Boccaccesco “. A Milena piace dire “ boccaccesco “.

18 aprile

Le piccolissime case editrici cominciano subito con la carta intestata e la partita IVA. I libri si vedrà.

Perché nel film, insieme a tanto senso del magico, a tanta bellezza di immagini, alla poesia e all’affetto con cui la vicenda è raccontata, affiora qua e là il sospetto che Godard si sia voluto soprattutto divertire. “ (Dai giornali)

Alla fine il risultato sarà una società iperdemocristiana (comunistana?).

19 aprile

Il mistero dell’Immacolata Concezione. Maria e l’Angelo. Inesorabilità del Cristianesimo. Du coté des femmes.

La vita (loro) è sogno.

20 aprile

Gli arresti domiciliari.

22 aprile

Tre medici e un pittore nella lista dei repubblicani “ (Dai giornali)

L’uno è alto il doppio dell’altro ma hanno la stessa età. Il lungo straparla: ce l’ha con i partiti. L’altro, con un culetto rotondo, ascolta. Camminano. Massimo tredici anni.

È giusto che sia Gillo Pontecorvo a raccontare come si svolse lo sciopero generale dell’aprile 1945 a Torino. Mandarono avanti le donne – per farla breve – e i fascisti furono costretti a limitarsi a sparare in aria.

Ciano è quattro volte traditore, dice Hitler nel telefilm. Inoltre è un borghese, ha i peli sul petto e scopa le donne. Non poteva che finire male. (Negrin, Io e il duce, 1985)

23 aprile

Il  “ decisionismo “: non decidono un cazzo ma sono “ decisi “.

Dio non esiste ma lo inventano di continuo.

L’equiparazione cinematografica di fascismo e comunismo consente di andare avanti praticamente all’infinito con i venticinqueaprile.

Due Liberazioni imprigionano.

24 aprile

La forza, la bellezza, la parola – Renault message “ (Manifesto murale)

Claretta di Pasquale Squitieri, Io e il duce di Alberto Negrin. Il cinema ha ottenuto che si parli di lui invece che della realtà. Confusione.

Restaurato l’antico palazzo. Restaurato il conto in banca del restauratore.

25 aprile

Dice che il futuro è donna.

Brooke Shields dichiara: “ Sono vergine “.

Imbarcati sulla nave-partito assistono al naufragio degli altri, i boat people dei senza tessera.

26 aprile

Ma soprattutto è « immacolata », ossia priva del peccato originale; un attributo che la proietta prima della storia, fuori della storia, prima della cultura, ossia in quella natura primigenia che l’u-manità sogna priva di morte. Sì, perché è questo, in definitiva, la « Madonna »: la proiezione di tutti i desideri degli uomini, di tutte le loro speranze, di tutti i loro sogni. È il motivo per il quale il film di Godard non dice nulla. Non aggredisce l’unica realtà storica, psicologica, culturale rappresentata dalla Madonna: un’enorme costruzione simbolica in cui sperare. “ (Dai giornali)

I laici come iperpreti?

27 aprile

Sono nato postumo.

La storia? Ne venni a conoscenza una ventina d’anni fa. Era appena finita.

Tutti i miei tentativi con la letteratura a far capo al ‘72 sono da considerare postumi. Il “ senso della letteratura “ mi era inaccessibile già allora. Ho preso atto di una impossibilità. Constatazione di un decesso, sterminato riepilogo di cui tuttavia ancora oggi mi riesce difficile sancire la fine. Il timore di morire anch’io insieme a quella cosa che chiamo letteratura.

E se invece di cambiare il mondo si trattasse di interpretarlo? (Gli storici hanno cambiato il mondo. Ora si tratta di lasciarlo perdere)

Grosseto

I giovani di professione.

Le canzonette – per esempio i Beatles – mi sono sempre piaciute da impazzire [*]. I ragazzi le a-scoltano a  ciglio asciutto. [*] Mi piacciono e mi ripugnano. Esattamente come le donne. O come il cinema.

28 aprile, Roma

Quando sono solo non mi sento solo.

I professori(ini).

29 aprile

Possibile che il solo bocciato fossi io? Gli altri tutti promossi se ne andavano sghignazzando. E io mi trovavo a gridargli dietro: « Tanto vi riacciuffo! ». (Un sogno)

In treno si sta bene. C’è un certo silenzio. La gente prende sul serio il viaggio. Il treno ha un senso. Di marcia.

Rivedere Roma non mi ha dato nessuna emozione. Un luogo zero.

La provincia è la marginalità felice. Distanza felice, felicità della distanza.

2 maggio, Parigi

I verde del Balcon di Manet è proprio un verde vernice terrazzino. La donna è vestita di una materia trasparente molle madreperlacea una placenta un albume. Una crisalide? Una medusa? Il Balcon è un palco di teatro.











A riguardarla, noto che Parigi è tutta 1870-1915. È finita con la fin de siècle. L’entre deux guerres un’appendice, con la sub-appendice 1945-1960. Poi basta. Fine di Parigi. Fine dell’Europa.

3 maggio

Five words in orange neon “. Cinque parole in neon arancione. Tutto qui. (Les immateriaux, Mostra al Beaubourg)

Le due ragazze appollaiate sugli sgabelli nel bar del Forum des Halles sono vere o engagés per la bisogna?

Paris (c’est) la ville (des) Lumière(s).

7 maggio, Roma

Commovente – nel senso di buffo – la lapide in via Tevere – vicino a via Po – che ricorda che in quel-la casa nell’anno 1930 nacque l’astronauta Collins “ il primo uomo sulla Luna “.

“ Roma – « Vogliamo più Spettacolo e più spettatori, questa legge è un perentorio invito ad uscire dall’improvvisazione », ha detto, ieri mattina, al mondo dello Spettacolo riunito al gran completo, il presidente del Consiglio Craxi. E lo Spettacolo, cioè i produttori e gli attori, i dirigenti degli Stabili e gli impresari del teatro privato, gli esercenti e gli sceneggiatori, i tecnici, i registi, le grandi firme della danza con le più prestigiose « bacchette » nazionali, ha lungamente applaudito. “ (Dai giornali)

Scope alla mano accanitamente discutono di cantanti Dalla Baglioni etc. Accanto alla panchina un quarto assiste vagamente annoiato. Gli spazzini giovani. Parco dei daini di Villa Borghese, ore 11.

Le scolaresche fiocco e grembiulino sciamano fuori dal cinema Savoia. Come se niente fosse i cartelloni continuano ad annunciare che il film in programmazione è La calda voglia di Myriam.

La piccola padrona dei due cani lupo che si rincorrono fra l’erba mi guarda quando la guardo ma poi rimane indietro ad aspettare le bestie.

L’enorme sanbernardo annusava una fogliolina sola di tutta la grande siepe.

Il mondo monomaniacale dei mass media si scioglie come neve al sole appena si esce in strada. Lì la vita continua caotica, differenziata, pulviscolare, indifferente ai “ grandi temi “. Per rappresentare questa verità concreta la poesia può servire? O la prosa?

8 maggio

Voglia di rileggere Cassola Bassani Mastronardi Bianciardi. Id est: giovinezza.

In fondo è facile avere uno sguardo “ nuovo “ sulle cose. Basta un po’ di buona volontà (e una certa tecnica). Non si capisce perché il mondo intristisca nella ripetizione.

Maurizio Costanzo legge dieci giornali al giorno, dice il giornale.

L’Espresso 1962 e ss. Il “ caso Espresso “.

A rileggere i diari ‘75, ‘76 mi convinco che sono arrivato a trent’anni inseguendo e alla fine ab-brancando il miraggio dell’Altro. Proprio il congiungimento finale è ciò che mi ha deluso. Sono tornato su me stesso mestamente.

9 maggio

Riuscire a non fare niente è molto difficile. Eppure sembra che sia l’unica cosa da fare.

Giuliani ama recensire gli scrittori pazzi. Topo col gatto.

Gli intellettuali: strani preti.

Ho anche paura di leggere da quando ho paura dei libri. Perché possono essere usati. Ho amato la letteratura quando era esercizio di libertà cioè di intelligenza, piacere, bellezza. La letteratura che si studia a scuola o che si trova da soli. Quella che non ha il suono osceno del presente. Niente Kulturkampf. Tènere le distanze.

Tracce: dipende di che.

10 maggio

Nella mia svagatezza, nella mia inconsistenza, mi sgomenta l’impegno di un uomo che deve essere cristiano, liberale o comunista con orario continuato. Questo sarebbe qualunquismo, ma ho visto che lo dicevano anche di Hemingway, e debbo ammettere che era più dotato di me, e fu così coerente con le sue idee sulla vita, che una domenica mattina posò la fronte sulle canne di un fucile. Aveva detto: « Non seguo le mode in politica, letteratura, religione ecc. Nello scrivere non c’è sini-stra e non c’è destra. C’è soltanto scrivere male o scrivere bene. Al diavolo tutti gli svoltatori ». “ (Dai giornali: chi?)

Crollano gli indici di natalità. Italia terza in Europa. E pensare.

La tematica dell’” impegno “ – da me recepita all’inizio dei Sessanta, quando già era vecchia – scalzò l’intangibilità della cultura tradizionale. Vent’anni dopo gli scalzatori sono divenuti intangibili.

Un articolo di Cesare De Michelis su Propp fa vedere come si possano prendere con la stessa fava i due piccioni del marxismo (“ rancido degli anni Trenta “) e del crocianesimo.

Impastoiato nella cadenza psichica aspiro a una voce ferma un dire pregnante l’immagine esatta: la poesia.

11 maggio

Un grande terremoto a Siena. La nonna voleva vendere un suo oggetto al prete della chiesa an-glicana perché mi trovasse una sistemazione. (Un sogno)

Nonsense? Ma la letteratura è sempre non senso. (Non quello che non è il suo)

Siena

Sull’importanza del dormire (sognare).

A un certo punto del suo sviluppo la democrazia è, come dire, imbarazzante.

Poesia è l’autista dell’autobus che ascolta i due ferrovieri raccontare la storia “ boccaccesca “ che partecipa alle risate “ grasse “ poi esagera poi ci ripensa poi i due se ne accorgono e se ne vanno tutti ognuno per la sua strada un po’ triste l’autista.

Eli mi chiedeva con insistenza se avevo ancora le sue fotografie. (Un sogno)

12 maggio

Nel manifesto del Pci un giovane che corre. “ Un voto che non si può fermare “. Anche perché, penso, sta fermo: incollato al muro.

Nella Recherche l’unità di misura è il poème en prose (come quel primo che il protagonista sotto-pone con pessimo ma illuminante esito al giudizio di Norpois). Prosa d’arte. Respirazione inter-mittente. Asma. Tensione ogni volta frustrata all’oratoria. Nel senso alto, classico-cristiano. Canto fermo. Chiesa.

Io sognavo loro. Loro sognavano me.

Grande successo dell’incendio allo stadio di Bradford: cento morti in quattro minuti. Innumerevoli repliche.

13 maggio

La borghese non sa scopare. Tanta buona volontà nella borghese.

Boh “ (Renzo Arbore, Quelli della notte)

14 maggio

Così diverso e peggiore degli altri l’ultimo viaggio a Parigi. Paura di viaggiare sapendo ormai che gli altri stanno fermi. Troppo difficile ricostituire l’atteggiamento del voyeur disinteressato e curioso in una folla evidentemente solo preoccupata del presente. Compresi i visitatori dei musei indaffarati incolti. La folla dei mangiatori.

Sono stitico perché mi dà piacere. Storia del culo.

Presto il metrò di Parigi Avrà due nuove stazioni: Queneau e Picasso.

Il piacere della lettura.

15 maggio

Il piacere dell’ascolto.

Uso la lingua come una volontaria camicia di forza cintura di castità. Scrivo pudibondamente.

16 maggio

Noto le ascelle folte di pelo nero della biondina già un po’ spogliata che dalla panchina di pietra dove soggiorna al sole in compagnia di un’altra e di due volontari maschi lancia richiami ai coetanei reclusi nell’ombra dell’aula di fronte. Ma la finestra è aperta. Una mattina di primavera alla Fortezza Medicea. Dal lato opposto alla scuola montano il luna park.

Paralizzato dalla vista. La vista ha occluso la vista.

17 maggio

Forse non poteva fare altrimenti, forse il peso della sua storia e la « diversità » che ne deriva non erano scaricabili. Ma è difficile non vedere come il fermo elettorale coincide con il fermo della fun-zione culturale e politica. Il partito resta ma a fare che non si capisce. “ (Dai giornali)

Ha perso il PCI ha vinto Godard.

18 maggio

Siamo i soli europei a correre in massa alle urne, realizzando record che oscillano tra l’89 e il ‘93 per cento. Votiamo con passione, massicciamente, ripetutamente, sempre più amanti di una de-mocrazia dove niente muta. Nulla è più falso del descrivere imposto questo immobilismo consen-suale di massa. “ (Dai giornali)

19 maggio

La mamma diceva che quel capodanno era fasullo: non cominciava un bel niente. (Un sogno)

Per strada la gente mi guarda come un tempo in campagna la gente di campagna guardava quelli di città. Ne deduco che o questa è una città strana o sono strano io. Comunque preferisco non uscire di casa.

Quante pagine in Proust sono dedicate alla analisi della voce… L’intonazione, le particolarità del suono, le storpiature del lessico, i dialetti sociali. È come se il romanzo fosse scritto al buio o da un cieco (così era nei fatti). La ricerca è della “ voce perduta “, in un mondo su cui è calato il silenzio.

La Recherche è un’epopea, un immane poema in prosa.

20 maggio

Meglio ladri che rossi “, titola Repubblica. E Colletti protesta: lui aveva detto “ Meglio ladri che liberticidi “. Ma Repubblica ha la penna dalla parte del manico.

Non avevo mai notato quanto sono veloci gli uccelli. L’ho notato stamattina quando la taccola ha spiccato il volo ed in pochi secondi ha attraversato la piazza.

Il torto di essere cresciuto. Anche in altezza.

La sua opera illustra la distinzione posta da Wordsworth fra Fantasia e Immaginazione, fra l’arte che inventa ciò che non è mai esistito e l’arte che scopre l’intimo significato di ciò che esiste. L’Immaginazione potrà anche non sembrarci superiore alla Fantasia; ma non si potrà mai sostenere che le è inferiore. Proust fu forse indifferente alla Fantasia, o non ne possedette abba-stanza; ma la sua opera è certo uno dei capolavori dell’Immaginazione. “ (George Painter, Proust, 1959)

21 maggio

” Ceci dit, avec toute l’attention qui se doit aux nouveautés trascendantes, je pense qu’il existe enco-re une autre façon de faire du nouveau, qui est… de virer en arrière. Les créateurs ne font souvent que renouveler. Wright réalise Léonard, l’Auto nous rend de la diligence, en rapide, en échevelé. “ (Lettera di Robert de Montesquiou a Filippo Tommaso Marinetti, 1909)

Le settecento e passa pagine della biografia proustiana di Painter quarantanni dopo le migliaia della Recherche rendono bene l’idea di come il Novecento sia il secolo del delirio produttivo e dello spreco inevitabile…

22 maggio

Le piante hanno la prerogativa di crescere. Sembrerebbe illimitatamente.

Lübeck-Lubecca la chiesa antico mattone altissima nel tramonto vertigine all’insù una Siena così a settentrione non l’avrei mai creduta.

Da vent’anni mi sveglio di pessimo umore. Da dieci ne tengo nota.

Le due calabresi emigrate in Toscana che si accordano per fare fuori l’uomo di casa. Le misteriose vie dell’ideologia (antiautoritaria). La cronaca nera.

Qui sotto casa, dove trent’anni fa passavano le pecore, hanno aperto una palestra di body building, mi fa sapere lei, in quanto parte in causa… (è la moglie dell’architetto).

23 maggio

Gli anni Ottanta e l’ideologia sportiva.

I comunisti fuggono. In avanti

Milena fa il verso ai suoi vicini zotici (più zotici di lei).

Naturalmente gli uccelli non sono le più liete creature del mondo. Nemmeno le più libere. Ma certo le più coraggiose. Attraversano il Sahara e il Mediterraneo alla ricerca non del caldo (come pensavamo) ma della luce. Affrontano pericoli. Affrontano tempeste. È bello osservarli. Non bisogna ammazzarli. “ (Dai giornali)

A Torino dieci anni fa era già tutto evidente. Sentire musica. Guardare fiumi. Un po’ di ginnastica. Croissants. Giardini. Scrivucchiare.

24 maggio

Facevano tutti talmente poco che mi hanno costretto a strafare.

Ma lei, Ferrini, non è figlio di un funzionario comunista? Il suo personaggio non è, banalmente, suo padre? « Mio padre è un iscritto al partito, ma non è un funzionario. È un uomo tranquillo, stalinista senza dirlo, come tantissimi altri, sottilmente autoritario, con la sua ferrea opinione del mondo del tutto identica a quella dei suoi simili ». “ (Dai giornali)

I marinai d’Italia hanno fatto una mostra. Hanno lavorato sodo: di colla, di balsa, di tempo. Horatio Nelson è scritto giusto, il Baunty [sic] no. Dell’acqua nessuna traccia.

25 maggio

Il verde dei lecci è tenerissimo. Che quelle palline minuscole siano le future ghiande?

26 maggio

Antifascismo è il calcio il ciclismo la provincia la tv le mostre il circolo la bottega gli anni Cinquanta la prima e la seconda casa. È così: rasségnati.

Arci è civiltà “. (Manifesto con coppie anni Trenta che ballano)

Dei giornalisti non mi piace né quello che scrivono né come lo scrivono.

27 maggio

Proust in America. (Proust e lo snobismo di massa)

Sessantotto, dove sei? Dove ti sei nascosto?

28 maggio

La vita agra dov’è?

A Karlovy Vary, anziché quelli sovietici, premiano i film di Tognazzi, che fa il verso a me. “ (Luciano Bianciardi, Il lavoro culturale, 1964)

« Scopa? » « Scopa carte primiera e settebello » “ (Ibid.)

Era già l’alba e non mi ero ancora deciso a uscire per vedere New York. Dalla finestra – ma ormai era Siena – ho visto le tre bambine. « Cara zia Teresa », ha detto la più grande accogliendo le visitatrici. (Un sogno)

29 maggio

Ricomincia l’estate. Ricominciano con il dolce carco il (doppio) pondo ascoso. Ascoso quel pochis-simo che serve a segnalarne la presenza un eccomi del quid gelatinoso ma irriducibile del peso fa-moso che pende ma non cade superfluo sorreggerlo nel cavo della mano ma possibile ad libitum se nihil obstat da sopra o da sotto la maglietta consigliabile gustoso il fresco sudato sul margine inferiore meglio al mare salato o gelato dopo le bagnature ricomincia se puoi se vuoi col tocca tocca lecca. Ricominciano le vacanze.

Non si può scrivere “ contro “ quello che si vede, non si può scrivere (o leggere) per “ non “ vedere.

Chi ha detto che le auto sono un mezzo di locomozione? Sono vestiti, sono monili.

La letteratura ha cambiato sesso.

Fra i libri di Proust anche Dickens, Great expectations, il libro che non ho mai letto.

30 maggio

Maledetti giornalisti: vogliono scrivere su tutto. Anche sul biliardo. (“ Sul biliardo? “)

Lo strano modo che ha il tempo di passare: passa ma non passa. Con tanti giornali non succede mai niente.

I morti dell’Heysel sono morti di paura: scappavano. (A Torino comunque si festeggia)

31 maggio

Tirano a perdere tempo.

Nella corrispondenza da Venezia di Roberto Bianchin del 30 maggio leggo che, insieme ad altri avrei ricevuto il premio Leone d’oro. Vi sarò grato se vorrete partecipare ai vostri lettori che a quel premio non ho concorso né intendo accettarlo. – Franco Fortini “ (Dai giornali)

1 giugno

Limperativo – di massa, industriale – al divertimento. Il buffo è che si divertono davvero.













Al ristorante a Parigi con t. Nel portafoglio del nonno c’erano ancora dei soldi. (Un sogno)

Dopo tanti anni si era decisa a fare l’amore con me. Era strepitosamente audace e sorprenden-temente senza mutande. Mi frugava con le mani dappertutto cercando soprattutto di palparmi il sedere. Io ero, tutto sommato, freddino. (Un altro sogno)

 “ È un brutto momento per gli inermi di ogni nazione, perché stiamo assistendo al trionfo dei  « reds » (colori e strisce non importano), armati di vernice, di coltelli e di animalità, che premono contro le tenui reti che dividono, senza proteggerli, gli uomini dalle bestie. “ (Dai giornali)

2 giugno

Quelli che dicono “ ti vi “.

Per quali ragioni misteriose la mia vecchia amica si dice convinta che io non abbia la patente?

Se per me scrivere deve equivalere a un tirare di notte i piedi ai vivi a una questua a una lagna a una recriminazione allora meglio non farne di niente.

La mamma dice: mi deprime. Anche a me.

3 giugno

Non è vero che la televisione ha ricostruito il « villaggio globale ». Nel vecchio villaggio, se scop-piava un incendio, noi potevamo limitarci ad assistere, gravemente commentando, restando al si-curo. Ma potevamo anche intervenire: portare i secchi d’acqua, avvertire i famigliari, organizzare i soccorsi. Di fronte al televisore possiamo solo borbottare. O cambiare canale. O prendercela col telecronista. “ (Dai giornali)

Solo al tramonto quando le voci si fanno più basse si allontanano con il giorno si fanno più limpide sciogliendosi poco a poco il groviglio dei rumori.

Sono imprese che si addicono agli ex-comunisti intellettuali. E fanno parte di un fenomeno già avvenuto in Inghilterra dopo la rivoluzione laburista. Si chiama fenomeno di « ipergamia maschile » e rovescia la situazione tradizionale dei rapporti uomo-donna. Prima era di solito la donna che sposava un uomo socialmente a lei superiore. Anche la letteratura era piena di serve che finivano sull’altare col conte o coll’industriale. Dopo invece, permettendosi a tutti di farsi una cultura superiore, sono stati i figli dei facchini a sposare le figlie dei conti e degli industriali. Nell’uno e nell’altro caso non era segno di caduta delle barriere sociali, ma anzi di arrivismo. “ (Luciano Bianciardi, lettera dell’agosto 1962)

4 giugno

Se ho cercato di essere bello la colpa è dello specchio.

Da più di dieci anni cerco di smettere di fumare. Da più di vent’anni cerco una donna. Smettere di cercare.

La politica è facile. Le donne la capiscono al volo.

Il vento in faccia nelle discese.

5 giugno

Di Fabius si sa tutto, si conosce la sua passione per l’informatica come la marca dei mocassini che indossa, l’amore per la pittura moderna, come quello per l’equitazione e l’aviazione. “ (Dai giornali)

7 giugno

Lo spettatore indocile.

Nella riduzione cinematografica 1940, Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen diventa la storia dei marchingegni alcuni assolutamente palesi attraverso i quali una famiglia di spiantati ma guitti riesce a garantirsi di campare alle spalle di un’altra invece facoltosa. (La sceneggiatura è di Huxley)

L’ultimo sguardo la sconosciuta sola come me al suo tavolo in fondo alla sala. Viva sorpresa ci siamo festeggiati nel tempo minimo di un silenzio. Poi ci divise la turba dei commensali il clangore delle posate.

8 giugno

La coscienza tranquilla del letterato medievale fiorisce sulla morte della letteratura. “ (Jean-Paul Sartre, Che cosa è la letteratura?, 1946)

9 giugno

Ho conosciuto madri di famiglia « moderne » che non danno mai un ordine ai loro bambini senza prima persuaderli all’obbedienza, assicurandosi così un prestigio più completo e forse più temibile di quello che otterrebbero con le busse e le minacce. Ugualmente l’americano che ad ogni ora del giorno viene sollecitato alla ragionevolezza e alla libertà si fa un punto d’onore di compiere ciò che gli si chiede: agendo come tutti gli altri si sente più ragionevole e nello stesso tempo più americano; cioè mostrandosi più conformista si sente più libero. “ (Jean-Paul Sartre, Individualismo e conformismo negli Stati Uniti, 1945)

10 giugno

Il cantante Claudio Baglioni è figlio di un carabiniere e di una sarta. Dice: « Nazional-popolare a chi? ».

Morte della letteratura. Trent’anni dopo, il nouveau roman è decrepito. Parlare per immagini. Il cinema, anzi la tv. Scrivere presuppone una riserva mentale, ma chi può permettersi il lusso di una riserva mentale? Poi c’è il best seller, o il giornalismo, o la canzone. Tutti generi di scrittura che presuppongono anch’essi un non-detto, ma a un diverso livello antropologico. L’allusività, il gioco metaforico, dunque la riserva mentale ci sono, ma il soggetto parlante, metaforizzante, è mutato, la sua visione è irreversibilmente diversa)

Dice Tortorella ai giornalisti: « Ma perché dite sempre “ scenario “? Sembra una cosa da teatro, da opera dei pupi ».

11 giugno

A questa storia delle suddivisioni interne del campo letterario, il cui programma è ora vastissimo (si pensi solo a quella che sarebbe una storia universale dell’opposizione fra prosa e poesia: op-posizione originaria, fondamentale, permanente, immutabile nelle funzioni e continuamente rinno-vata nei mezzi) bisognerebbe aggiungere quella, molto più generale, tra ciò che è letteratura e ciò che non lo è: e il problema non sarebbe più la storia letteraria ma la storia dei rapporti tra la letteratura e la totalità della vita sociale, la storia della funzione letteraria. I formalisti russi hanno insistito sul carattere differenziale del fatto letterario. La « letterarietà » è anche funzione della non letterarietà, non se ne può quindi dare nessuna definizione stabile: resta solo la coscienza di un limite. Si sa che la nascita del cinema ha modificato lo statuto della letteratura appropriandosi di certe sue funzioni ma anche prestandole alcuni dei suoi mezzi. Una trasformazione che e-videntemente è soltanto agli inizi. Come sopravviverà la letteratura allo sviluppo degli altri mezzi di comunicazione? Noi non crediamo più, come si è fatto da Aristotele a La Harpe, che l’arte sia u-n’imitazione della natura, e là dove i classici vedevano innanzitutto una bella somiglianza noi cerchiamo invece una originalità radicale e una creazione assoluta. Il giorno che il libro avrà cessato di essere il principale veicolo del sapere, la letteratura avrà forse di nuovo cambiato di significato. Può darsi che noi stiamo semplicemente vivendo gli ultimi giorni del libro. Questa avventura in via di svolgimento dovrebbe renderci più attenti agli episodi passati: non possiamo continuare a parlare all’infinito della letteratura come se la sua esistenza fosse scontata, come se i suoi rapporti col mondo e con gli uomini non fossero mai mutati. Ci manca ad esempio una storia della lettura. Storia intellettuale, sociale e persino fisica. Se crediamo a Sant’Agostino, il suo maestro Ambrogio sarebbe stato il primo uomo dell’antichità a leggere con gli occhi, senza articolare il testo ad alta voce. La vera storia è fatta di questi grandi momenti silenziosi. E il valore di un metodo sta forse nella sua attitudine a scoprire, sotto ogni silenzio, un interrogativo. “ (Gerard Genette, Strutturalismo e critica letteraria in Situations I, 1966)

12 giugno

Beniamino Placido se la prende con Drive in (che invece piace a Raboni). Pop contro pop.

A leggere (molto in ritardo) questa critica degli anni Sessanta (e Cinquanta) soprattutto francese (Genette, Derrida, Barthes, Poulet, Blanchot) provo un’invincibile impressione di disagio. Come se invece della letteratura trovassi i parassiti della letteratura, dell’atto vivo della scrittura. Il critico mangia ogni scrittore possibile, incorpora nella funzione della scrittura critica quella della scrittura letteraria.

13 giugno

 Per la storia dei miei spostamenti: trasferivo nello spazio un bisogno di tempo.

“ Scandalon significa trappola. “ (Gerard Genette, Stendhal in Situations II, 1969)

Tutto un mondo si apre così all’analisi semiologica, un mondo molto più vasto di quello della letteratura, e che aspetta ancora la sua retorica: il mondo della comunicazione, di cui la stampa, il cinema e la pubblicità ci offrono gli esempi più appariscenti e più noti. Ma il campo della significazione non si ferma qui, giacché il linguaggio di connotazione mostra che l’uomo può imporre un surplus di senso a qualsiasi oggetto già provvisto di un senso primo (enunciato verbale, immagine grafica o fotografia, sequenza cinematografica) o di una funzione prima non significante che può essere, per esempio, un uso: « Il cibo serve per nutrirsi, ma serve anche per significare (certe condizioni, certe circostanze, certi gusti); il cibo è quindi un tema significante e bisognerà un giorno descriverlo come tale ». Nello stesso modo un abito serve per vestirsi, una casa per abitarvi, un’automobile per spostarsi, ma il vestito, la casa, l’automobile sono anche segni, indici di una condizione o di una personalità, strumenti di un’apparenza. La semiologia diventa così coestensiva di tutta una civiltà e il mondo degli oggetti un universo di segni: « Quanti campi realmente insignificanti attraversiamo in una giornata? Ben pochi, a volte nessuno ». Ciò che chiamiamo storia o cultura è anche un « fremito di quell’immensa macchina che è l’umanità nell’atto di procedere instancabilmente a una creazione di senso, senza cui non sarebbe più umana ». “ (Gerard Genette, Il rovescio dei segni [Barthes], in Situations I, 1966)

14 giugno

” Paradossiaco “, “ basiliare “. (Sentito dire)

La pubblicità è il commercio dell’anima “ (Drive in)

Il frate di quelli della notte chiarisce il frate del Totip. Scherzi da frate. Fraternité.

Gli anni Sessanta formalisti e strutturalisti hanno demistificato la letteratura. La nuova mistificazione qual è?

Qual è il misterioso fluido che induce l’attentatore del Papa a chiamare in causa Gelli e la P2? Vedo bene ormai che l’opinione pubblica esiste ed ha le sue opinioni.

15 giugno

Ora che guarda sempre la tv la mamma dice: « Tarda serata » invece che “ La sera tardi “.

16 giugno

Il caso Bianciardi è importante non meno per il coté scrittura che per quello dell’attività di traduttore. Bianciardi faceva parte di quella generazione post-autarchica che, forse nella sua componente maggiore (Pavese, Vittorini… ), aveva scelto di dare all’antifascismo una connotazione letteraria: la letteratura americana contro quella di casa nostra. La tragedia Bianciardi consiste nel fatto che negli anni Sessanta si andavano ricostruendo le basi per un nuovo autarchismo, stavolta europeo, con la riscoperta (professorale) delle avanguardie. Un’operazione che dava per scontato l’esaurimento della funzione rivoluzionaria della lettera-tura post-avanguardistica e forse di ogni letteratura.

Tutto mi stupisce ma lo scrivere mai.

17 giugno

Stupòre. s. m. 1 senso di meraviglia provocato da qcs di inatteso, che lascia increduli e disorientati. Oppresso da s. alla mia guida mi volsi (Dante) 2 arc. stordimento / intorpidimento. 3 in med. Arresto della motilità volontaria, associato a torpore della attività ideativa e a distacco dalla realtà esterna. [dal lat. stupor, oris]. “ (Devoto-Oli, Dizionario della lingua italiana)

Le donne mi cercano. Perché il marito è in vacanza.

Mcluhanesimo intrinseco della tv. Non dice mai altro che: guardami, io sono il mondo e il mondo è tutto qui.

18 giugno

Lo scenario / l’osceno.

Mario Specchio presenta Mario Luzi. C’è chi non si vergogna d’essere un poeta.

Il grande ritorno: dal cinema al cinema.

20 giugno

” Tokyo – Allucinanti sequenze di omicidio in diretta sono state mostrate ieri dalla televisione giappo-nese. Ripresi da decine di telecamere e cineprese, in pieno giorno, due uomini hanno ucciso sel-vaggiamente nella sua casa a colpi di sciabola da samurai il presidente dell’impresa giapponese Toyoda Shoji, Kazuo Nagano, al centro di un clamoroso scandalo finanziario per aver truffato 30 mila persone con vendite fraudolente di lingotti d’oro per una somma complessiva di 200-300 miliardi di yen, pari a 1600-2400 miliardi di lire. Le scene sono state di un’incredibile violenza e nessuno dei numerosi reporter e cineoperatori che assediavano la casa di Nagano a Osaka in attesa di sue dichiarazioni sullo scandalo finanziario è intervenuto per bloccare gli assalitori. “ (Dai giornali)

Fra le riforme da riformare, Colletti in tv cita la 180.

Tutto il mondo è assolutamente paese. In paese tutto è chiaro. Si conoscono tutti. La vita scorre tranquilla. Anzi: sorniona. Le città: c’erano (lo stato, la politica, il cinema: tutte cose del mondo di ieri). (In paese c’è il Palazzo. Quello che non c’è è il citoyen, il borghese) (In paese si dorme benissimo).

21 giugno

” A un’altra obiezione (« Ma se il Comune sa ampliare lo stadio in un tempo record, perché lo stesso criterio non si segue per le case dei terremotati? ») è stato risposto: questa è pura demagogia. Il calcio dà alla città un’immagine di città moderna. “ (Dai giornali)

22 giugno

La Tour Eiffel depasses mes espérances “ di Mal-larmé ha un analogo in Proust : “ Mon malheur passe mon espérance “ (Lettera a Peter, il quale a sua volta ripete un verso di Racine… )

Ho avuto un senso virtuosistico, egotistico, illusionistico dello scrivere. E ce l’avrei ancora. Ma nel frattempo…

23 giugno

Poiché passo con un’aria oziosa davanti alla villotta MCMXXV e guardo con attenzione ambigua al portone dentro il giardino dove anche la ragazza bionda appoggiata al cancello sta guardando, il marito di lei mentre chiude la portiera della Mercedes di targa tedesca da cui sono appena discesi mi fa un rapido deferente virile a scanso di equivoci cenno di saluto come se fossi il padrone di quella casa davanti alla quale parcheggiano in pieno ovviamente diritto. Ma io tutt’al più avevo sbirciato la moglie.

24 giugno

Com’era divertente il cinema prima della cinematografizzazione del mondo! La quale ha abolito e il cinema e il mondo.

Mi sveglio e chi trovo? I due pazzi contenti: hanno appena ascoltato l’oroscopo. (Oppure il pazzo sono io)

25 giugno

Visività: che cosa c’è che non sia squallido, mediocre, brutto? Anche la luce del sole.

Sotto la trasparenza vedo rosso “, dice Almirante.

Starobinski (1920) è arrivato agli studi letterari da quelli di psichiatria.

Quel mio unico pseudonimo: “ Francesco Ingravallo “. Un commissario di polizia (letteraria)?

Ci troviamo allora in presenza di un fatto interessante: proprio perché l’io passato è differente dall’io attuale, quest’ultimo può veramente rivelarsi in tutti i suoi attributi, in quanto non narrerà soltanto ciò che gli capitato in un altro tempo, ma soprattutto come, da altro che era, è divenuto se stesso. In questo caso la discorsività della narrazione trova una nuova giustificazione, non più attraverso il proprio destinatario, ma attraverso il proprio contenuto, dovendosi rintracciare la genesi della situazione attuale, i fatti cioè che hanno preceduto il momento a partire dal quale si tiene il « discorso » presente. La serie degli episodi traccia un percorso, una via (talora sinuosa) che conduce allo stato attuale di conoscenza riepilogativa. “ (Jean Starobinski, Il senso della critica, in L’occhio vivente, 1971)

26 giugno

La cleptomania (ex paura dei carabinieri).

Avevo appena scoperto il sesso che è arrivata l’eguaglianza sessuale. Tutto lavoro sprecato.

Il rock ha trent’anni, dice Renzo Arbore. Dunque non è più un fenomeno, ma un’epoca. Il ballo, la festa, la frenesia, il carnevale, le droghe l’ebbrezza, la follia.

I vispi di Stato.

27 giugno

La tv c’è ma non è tutto. Ci sono i motorini. Ci sono le strade. C’è il sonno e i sogni.

La seconda in commedia dura finché c’è un pubblico.

Per non confondere la critica della letteratura con il lettericidio: “ Psiche, non sopportando di non conoscere il volto del suo orribile sposo, cede all’eccesso di curiosità e si china sul corpo addor-mentato di Eros. La colpa sarà crudelmente punita: Psiche, esiliata nel deserto e nel regno della morte, è condannata a tribolazioni senza fine, a fatiche assurde e, soprattutto, alla separazione. Ma il mito si compie con una riconciliazione in piena luce e nei definitivi sponsali. Psiche è per­donata perché non ha cessato di amare, essendo lo sguardo della conoscenza al tempo stesso lo sguardo dell’amore. Sotto questo aspetto il mito di Psiche si contrappone a quello di Atteone, dove lo sguardo del cacciatore su Diana al bagno non è che lo sguardo dell’indiscrezione sacrilega. Manca l’amore e lo sguardo è aggressione. Così Atteone, trasformatosi in cervo, muore sbranato dai propri cani. Forse conviene che anche i critici e gli analisti conservino accesa la lampada di Psiche, ma non dimentichino d’altro canto il destino di Atteone. “ (Starobinski, cit.)

28 giugno

Un Atteone (cacciatore), una Diana (cacciatrice), molti, moltissimi cani.

Nell’ultimo catalogo Einaudi (aprile 1985) tra gli autori e i testi della casa con compare più Toni Negri col suo libro Pipe-line. Lettere da Rebibbia, edito nella collana Nuovo Politecnico, anno 1983, giunto nello stesso 1983 alla seconda ristampa e ancora ben presente nelle librerie. Personalmente, non amo né l’autore né il testo in questione. Ma mi ha colpito, come un’improvvisa amnesia, il fatto che entrambi siano spariti fisicamente dal catalogo, quasi non fossero mai stati letti, scelti e pubblicati. Semplice tassello di una correzione d’immagine, ritenuta necessaria dalla casa editrice? E dobbiamo pensare che l’autore sia d’accordo con la propria cancellazione? O che l’abbia addirittura sollecitata? Lascio il giudizio ai lettori. – Elvio Fachinelli. – Milano. “ (Dai giornali)

“ E antifascista “, dice De Mita.

Vedi con quanta mistica sensuale dolcezza il lettore del tg muove i fogli con le curatissime mani. Ti guarda sornione gattone ma si sa bene che fissa il piccolo nulla dell’obbiettivo. Sembra sveglio ma dorme. Sogni d’oro.

Milena si esercita a tamburellare con le dita. Come fa la mamma.

29 giugno

Sigmund Freud, nato sotto il segno del Toro, è morto di un cancro alla mascella. Destino di un ruminante?

Nei giardini della Lizza una piccola troupe di tedeschi è impegnata a fotografare. Il fotografo è uno solo, uno l’assistente, tre (o due) le modelle. Non capisco bene di che genere di foto si tratti. Probabilmente pubblicità. Anche se il prodotto non è in vista. O cinema, o tv. Forse sono provini per, come si diceva una volta, “ volti nuovi “. Dentro di me si fa largo l’insinuazione: e se fosse pornografia? La ragazza dal viso dolcissimo ora è innocentemente vestita in mezzo ai fiori dei giardinetti. Ma più tardi… in un albergo…

L’anno europeo della musica. Vecchia musica.

30 giugno

Le piante esigono un’esposizione moderata al sole. Anche l’irrigazione deve essere ben dosata. Non è facile far crescere una pianta.

Craxi è difficile da fotografare. È un “ muso “.

È più facile uscire da un teatro o da un cinema che spegnere la tv.

Una mostruosa carica sessuofobica. Ecco che cosa c’è dietro lo spettacolo.

1 luglio

AAmore con Ingrid Bergman. Che era proprio una bomba. (Un sogno)













Perdita dello sguardo. Anche le cose, le persone, le donne che in passato riuscii a farmi sembrare belle ora mi appaiono brutte, peggio, insignificanti. Abbasso gli occhi quando incontro i loro per immenso pudore di fronte allo spettacolo della miseria universale. La realtà immedesimata in se stessa è oscena.

Il bosco a picco sul mare. Il cielo in alto rifletteva il paesaggio, che invece di solito si riflette nel mare. (Un sogno)

Quello che era un varco involontario allo sguardo (furtivo!) tendendosi la stoffa sopra l’esorbitanza dei seni (o poppute d’antan!) dove si palesava stoffa (trinata) ciccia (bianca) pelo (nero) al giovanetto (occhiuto) ora è squarcio di sarto invito imperativo legge di moda anche e soprattutto se non vi sia materia del contendere. Voilà la normalizzazione.

Nella rissa finale al bar le pareti in orrido stile “ moderno “ anni Cinquanta cedono liberando il preesistente dècor liberty. (Zazie dans le metro, Louis Malle, 1960)

2 luglio

Come ha passato la sua prima giornata da privato cittadino? « Sono venuto al cinema a divertirmi, come voi del resto ». “ (Dai giornali)

La razza umana vuole vivere ad ogni costo. È il suo unico fine. I mezzi non contano.

Il Palio. Eurovisione. Mondovisione. Lo Zeitgeist – chi l’avrebbe mai detto – abita proprio qui.

La psicoanalisi come letteratura alla rovescia.

Sto con il pollo in mano (£. 6745) nella fila che va alla cassa quando le due vecchie con i capelli viola mi aggrediscono rivendicando il primato. « Anche io », squittisce la bambina. Intanto la sorella dell’architetto mi sta guardando. Il cuore mi batte all’impazzata. Dalla vetrata intravedo indovina chi? il maestro Cerofolini di merde-nel-verde. La bambina non ha soldi abbastanza. La fila è bloccata. Io con il pollo, squassato dalle palpitazioni. Morirò?

3 luglio

L’umore del presidente risalta anche da una frase pronunciata durante i test del microfono usato nel discorso televisivo sul rilascio degli ostaggi: « Ragazzi, sono contento di avere visto Rambo ieri sera, adesso so cosa fare la prossima volta ». “ (Dai giornali)

Addavenì lo sponsor.

Ho sempre lasciato tutto e tutti. Ma tutto e tutti, a quanto sembra, non chiedevano di meglio che di essere lasciati.

Se ne vanno dall’andarsene cioè restano. Buffo, no?

4 luglio

Con il babbo e la mamma si conveniva che ero destinato a restare calvo. (Un sogno)

Se c’è una cosa che non va di moda è la solitudine – la solitudine: il contrario del socialismo?

La vecchia contadina tenta l’hula hop istigata dalla bambinetta vestita di rosa. (Giardinetti accanto al mercato)

Dalla parte delle bambine. Spaziale: nei giardinetti. Temporale: nel 1960. Categoriale: il corpo in movimento. Sociale: i ceti subalterni. Culturale: il venditore di materie plastiche.

Il grande dittatore: il senso comune.

Nel dormiveglia mi è sembrato di capire come si scrive un romanzo giallo: raccontare un delitto secondo la versione del colpevole per poi smascherarlo nel finale.

5 luglio

Insomma, il prudente Francesco si presenta al paese con un profilo che, a prima vista, potrà sembrare basso, da « presidente in grigio ». E bisogna aggiungere che siamo lontani dall’incisività, forse ottocentesca ma grande, travolgente, appassionante, dell’appello di Pertini. “ (Dai giornali)

Le mie giornate che passano nello stupore vano di chi si è scordato qualcosa che non riuscirà a ricordare.

A gonfie vele la filodrammatica di Rebibbia.

6 luglio

Solo nei sogni ritrovo qualcosa di quell’atmosfera in cui ho vissuto e mi piacerebbe ancora vivere. Per questo vorrei in realtà dormire (e sognare) tutto il giorno.

Anche quella bruttona che nessuno l’avrebbe mai detto ora ha il suo uomo e una certa aria spa-valda.

7 luglio

Tutto il capitolo Poetica dello sguardo in Giovanni Macchia, Il mito di Parigi, 1964.

Chissà perché la voce di quella donna al telefono mi fa venire voglia di farmi una sega. Del resto quasi tutto mi fa venire voglia di farmi una sega.

Era dai tempi del barone von qualcosa che non si vedeva un tedesco a Wimbledon. Ma ora viene e vince tutto – il figlio dell’architetto di Heidelberg. Che tempi.

Essendo il moglie di una soldato americano ottiene di emigrare negli Usa lasciando la vecchia ro-vinata Europa. (Ero uno sposo di guerra, Howard Hawks, 1945)

Lei scopre Henry James a Capalbio.

8 luglio

Post-moderno “: così Howe definì Il re della pioggia di Bellow (1959)

Per scrivere non c’è assolutamente bisogno di vivere. In quanto all’” esperienza “ si può sempre usare quella degli altri.

Secondo Charles P. Snow l’idea che il mondo finisca in un gemito (Eliot) è scientificamente inat-tendibile. Sic, in Le due culture, 1959.

9 luglio

Dalla-parte-delle-bambine è cominciato una ventina d’anni fa. Bambine un cazzo: la più giovane è sui cinquanta. Un maledettissimo imbroglio.

L’allusività profonda, incarnata in certi linguaggi. I discorsi della serva. Il metaforizzare spontaneo, fisiologico, “ poetico “. A paragone, l’allusività intenzionale, ingenua, onesta dello scrittore fa un po’ ridere.

10 luglio

Com’è la società “ estetica “? Brutta, bruttina, insignificante, ripetitiva. Si-fa-quel-che-si-può. Vivace, zelante (piena d’iniziativa).

« Porta un vestito così vecchio che sta per tornare di moda. » “ (Da un telefilm americano)

Il giornalismo scritto si fa vanto di dare conto del mondo com’è (obiettività della notizia) rinunciando a questo scopo, almeno in linea di principio, al potere della parola scritta. Ma il mondo è come gli appare anzi come glielo fanno apparire. Per conservare un’attendibilità, il giornalista si trasforma, in alcuni rari casi, in critico teatrale. È a questa stregua che potrebbe essere giudicato.

12 luglio

Mio padre è molto antiautoritario con me.

È una mademoiselle Simonnet – con due n – la vincitrice della tappa odierna del Tour de France femminile.

« Ti serve una vacanza ». Davvero?

13 luglio

Sono caduto come una pera cotta, un sacco di patate, una mela marcia: quando? Ma subito, quando cominciava la giovinezza. Bastarono un paio di faccine, di ragazzine. Bastato niente.

Le lesbiche sono quelle donne che danno una mano ai maschietti a restare tali.

14 luglio

Cossiga si dichiara “ figlio della patria “. I giornalisti – che a fare i figli ci stanno sempre –  applaudo-no.

15 luglio

Il mondo ci sta guardando, nutriamolo », ha urlato Adam Ant al pubblico dello stadio di Wembley, più di settantamila persone radunate, strette assieme sugli spalti e sul grande prato abituato ad ospitare muscolose gambe di calciatori più che una folla così colorata. Erano appena le 13 ora i-taliana ed era appena iniziato a Londra Live aid, il megaconcerto contro la fame nel mondo. “ (Dai giornali)

Il caso Marioluzi.

Indossa cento maglie beve sorride stringe mani lancia mazzi di fiori solleva animaletti il ciclista anni Ottanta sommerso dagli sponsor.

16 luglio

Da Band aid (il gruppo che ha realizzato il disco di Natale in favore dell’Etiopia) a Live aid il cre- scendo è stato vertiginoso. “ (Dai giornali)

In che cosa consiste l’elemento “ servile “ presente nella scrittura? Qualcosa come un’obbedienza. Un infinito apprendimento.

17 luglio

Tra due dei molti bottoni il giallone di quel vestito si schiude e si richiude. Nel respiro del grosso giallo fa cucù un rosa mutanda. La signora sospira di culo camminando.

Il revival della scrittura è solo al femminile. Di quella al maschile non si sa niente.

18 luglio

La rivoluzione si dimostra come annunciato una rivoluzione sessuale. È esattamente ciò che il vec-chio padre (d’altronde cieco da sempre) non vede, fino dal giorno della passeggiata: sull’erba c’era-no due donne che facevano all’amore. La rivoluzione sono due donne che (si mostrano mentre) si amano. (Viaggio intorno a mio padre, Mortimer, 1983)

19 luglio

Povera vista mia che non vai al mare dove ci sono le donne nude e tu non ci hai fatto ancora (ce lo farai mai?) l’occhio.

20 luglio

Epico-sacrale il vicesindaco del paesino calamitato racconta al passato remoto: « Vidi », « Pensai », quello che ha visto e pensato un paio d’ore prima. Sarà stato lo choc.

Stamani ho visto numero (…) donne con il cane.

Da bambino ero molto bambino. Le bambine mi sembravano buffe.

21 luglio

Scarso rilievo nel tg francese alla disavventura qua-si mortale dello schermidore Conscience.

Il cuoco salvato dal fango offrirà al suo salvatore il “ piatto della salvezza “.

22 luglio

Un mondo deserto dove nel più assoluto silenzio si aggirano femmine superbe, scivolano auto gran-diose.

Non potrei nemmeno giurare che i turisti vengano a vedere: forse vengono a farsi vedere.

Nel cinema si ripete regolarmente la storia del guardone assassino. Eppure il cinema è fondato sui guardoni.

23 luglio

L’esibizionismo, che per i più è una patologia, per una minoranza è un’arte, anzi una professione.

Carina davvero carina la turista sposina made in Usa. Ma non è troppa tutta questa strada per ve-nire solo a farsi vedere da me?

La “ bella gente “ alla Capannina di Forte dei Marmi (1959, 1960). Io: ci arrivavo in bici.

24 luglio

Il fotografo difende i nudisti. Lui porta la maglietta di lana.

Alla festa dell’Unità di Barontoli due trebbiatrici a confronto: anni Trenta e anni Ottanta. “ Mi sento profondamente rurale “, diceva quello.

25 luglio

La letteratura fantascientifica: privato contro pubblico, sentimenti contro organizzazione, ghetti contro white collars. Orwell ma anche Reich. Anni Quaranta-Cinquanta.

26 luglio

Le facce della gente – soprattutto le donne. Facce metafisiche. Facce facciose?

Turisti tedeschi con cappelli di paglia. Goethe in America.

La danza: sublime a vedersi, triviale a farsi.

La Duras si indentifica con l’assassina del piccolo Gregory. Libé approva.

27 luglio

Ha una gran barba bianca e lo sguardo ironico. Tremila fedeli lo accolgono ridendo a crepapelle, poiché, come dicono, il riso rilassa ed è la chiave per una profonda meditazione. Seduto in poltrona su un grande podio, con le guardie armate al fianco, Bhagwan risponde a domande scandite ad un microfono da una voce misteriosa. Ha l’aria di divertirsi un sacco. “ (Dai giornali)

Se guardo una donna l’uomo che è con lei ride. Il piacere dell’invisibilità.

Nasce l’avocado con ben quattro ipotesi di fusto.

28 luglio

” Se dovessi quindi dire a un principiante: « Scrivi basandoti sull’esperienza e soltanto sull’espe-rienza », questo avvertimento mi sembrerebbe promettere molto senza nulla dare, se non mi af-frettassi ad aggiungere: « Cerca di essere una di quelle persone per le quali nulla va perduto ». “ (Henry James, L’arte del romanzo, 1898)

Il gesticolare dello scriba che si esibisce davanti a noi. “ (Gianni Celati, Finzioni occidentali, 1975 /Beckett/)

29 luglio

Il regicida lo fa per la regina.

Quell’aria un po’ incerta infantile stupida circospetta estatica: dunque ero io il cretino.

30 luglio

La prevalenza degli sbarbat(elli). Ex barbudos.

Dice: ormai non danno più passaggi. Perché sono stati aggrediti, dice. Comunque non danno più. (Nel senso dell’autostop)

Trovo il verbo “ intrigare “, in quella cadenza un po’ blesa che detesto tanto, già nell’introduzione 1966 di Sergio Pautasso a Il metaromanzo di Mario Perniola.

31 luglio

Vent’anni fa, quando cominciava la grande finzione, io cominciavo a diventare indecentemente ve-ro.

La “ fame nel mondo “. Ci si sono ingrassati.

1 agosto

Stupefacente è il coraggio dei ladri.














Sono diventati comunisti piano piano, e poi ci sono restati. Io invece: il coup de foudre.

Non solo in Europa ma ovunque, l’archetipico, l’autoctono, l’indigeno scompare in una molti-plicazione vertiginosa di se stesso che lo rende trasmissibile, comunicabile, fruibile dalle altre culture, a tal punto che bisogna farsi stranieri a se stessi e perdere tutto ciò che si ritiene ancora di possedere, bisogna farsi nulla e nessuno, se si vuole ancora vedere, sentire, gustare qualcosa. “ (Mario Perniola, Dopo Heidegger, 1982)

I calciatori, i ciclisti etc. ora hanno tutti un’aria di figli-di-papà. Si vede che hanno un papà.

Dice: non seguire le mode. E se le mode seguono te?

Come per i preti Dio, così per gli intellettuali la cultura è l’ultima cosa in cui credere.

2 agosto

Alla domanda del giornalista: che cosa vuoi fare da grande, il giovane disoccupato risponde: viaggiare.

La donna-oggetto non è trattabile se non dal soggetto di quell’oggetto.

Piazza Fontana: tutti assolti. Non è stato nessuno. Dunque è stato nessuno.

3 agosto

L’arte: magari una trovata, una scemenza, ma giusta. Il messaggio, il bersaglio. Dritto come una sassata. L’arte di arrangiarsi, l’arte è arrangiarsi.

Appena sto un po’ meglio (come oggi), canticchio, fischietto, canto.

4 agosto

l giornalismo è un’arte visiva?

E quel giorno il sole sorse due volte “ (Speciale di Rep su Hiroshima)

Almirante dice: non abbiamo di fronte un capo del governo ma l’onorevole Ferragosto. Il concetto di vuoto.

Non è vero che sono andato in giro a vedere: sono andato ad andare.

5 agosto

Bisogna tuttavia ricordare che quando lo scrittore e giornalista Virgilio Lilli tornò nel ‘45 a chiedere notizie della sua barca, il guardiano gli rispo-se così: « Abbiamo perso la flotta, persino gli americani persero la loro a Pearl Harbour, i tedeschi sono stati distrutti, la Francia è in ginocchio, c’è stata una guerra mondiale e voi venite a cercare ‘na varchetiella piccerella così? ». Naturalmente, se l’era fregata lui. “ (Dai giornali)

Il movimento di liberazione della donna è per lo più composto di uomini.

Bisognerebbe guardare le donne con freddezza professionale.

Sono un alcolizzato. Me ne hanno date a bere tante.

6 agosto

La caduta nei quotidiani.

9 agosto, Roma

Chiacchierano, chiacchierano, chiacchierano.

« Ciao amore ». Scende dal motorino e gli dà un bacino. I due ragazzi a Porta Pinciana.

10 agosto

Scomparso in Africa Philippe Dieuleveult, quello della Chasse au trésor.

11 agosto

Gli uccelli, Hitchcock, 1963. L’idea fissa: la minaccia dall’alto.

12 agosto

Ho fatto tutto. Tutte le cose che non mi piacciono.

13 agosto

Maradona dice: « Il goal è come il bacio della mamma ».

16 agosto

Qui, nella bidon-ville.

19 agosto

Pertini pagliaccio d’Italia “. Sul muro di piazza Regina Margherita.

Il Sessantotto anti-militarista ma pre-burocratico.

20 agosto

Era già da un bel po’ che ci stavo e mi dicevo che quell’Argentina lì non aveva niente di veramente esotico. (Un sogno)

Il paese si è trasformato perché dal basso, milioni di artigiani, commercianti, piccoli imprenditori, impiegati, operai, speculatori edilizi, si sono costruiti fabbrichette, case, seconde case, stanzette, condomini. Una immensa massa di gente, il « sommerso » di cui parla De Rita, però gente disorganizzata, ignorante, priva della più elementare sensibilità pubblica. Gli amministratori locali eletti da loro hanno fermato tutti i grandi progetti e lasciato proliferare le piccole cose. Che sono diventate una alluvione di bruttezze. “ (Dai giornali)

Avevo già firmato e poi non sono residente e gliel’ho detto ma il persiano insisteva e sfogliava il librone mostrando i crimini di quel vecchio fra cui ho notato mani storpiate mutilate ma non potrei giurarlo dato che andava di fretta perché poi l’ho capito gli premeva di arrivare alle firme nome cognome residenza e ahi! la somma l’obolo il contributo per la firma e il domicilio va bene ma soldi attualmente niente così ci siamo lasciati male non per questo rinuncio al gelato ma alla cassa non avevano da cambiare però ha detto prenda pure pagherà sono uscito da dietro per non farmi vedere dal persiano con il cono limone fragola e pistacchio leccavo alla svelta perché alla fine devo dei soldi a tutti e due martire e gelataio è colpa mia?

Non imparerà mai mai mai. Anche stavolta l’ha fatto. Spezza il peperoncino sull’aglio che frigge e con la stessa mano si tocca i coglioni. Tempo un minuto lo scroto prende fuoco. Eppure lo sapeva lo sapeva. Altre estati peperoncini i coglioni sempre gli stessi. Non imparerà mai quel coglione.

21 agosto

Siamo volati in ferie “ (con il disegno di due uccelli). (Cartello sulla saracinesca abbassata di un negozio)

La letteratura: anniversari.

Dice che il prossimo anno Massenzio sarà dedicato al cinema porno. Forse scherzano e forse no.

22 agosto

Fortini in casa mia a Siena trattato senza riguardi finiva per prendere e andarsene. (Un sogno)

L’impotenza di Jago – chiave di lettura dell’Otello di Welles – la dice lunga sul cinema (e anche sul mostro di Scandicci).

Trompe-l’oeil. Per dipingere si deve voler ingannare lo spettatore? Stupirlo, emozionarlo, scon-certarlo, sfotterlo.

24 agosto

L’Essere è motorizzato.

Dal punto di vista della cultura visiva il cinema è rigorosamente figurativo. L’ipoteca realista.

In quella settimana d’estate lo notò anche lei la collaboratrice domestica i tramonti erano strepitosi. Ogni sera si replicava il vistavision in rosso viola arancio e nero questo per dire solo dei colori fondamentali. Con una intensità purezza assoluta fragranza del tutto inedita almeno a memoria nostra. Fuori dalla finestra si accendeva lo sfarzo di quei pochi minuti di sunset in un crescendo di opulenza cromatica. Non era necessario stare in attesa dell’ora fatale come in mancanza di altre attrattive o per antica abitudine di sedentari. Lo spettacolo divampava puntuale scuotendo l’occhio più pigro e disilluso. Era un gesto provocatorio del giorno che voleva morire così autorevolmente in sfida ai tramonti dipinti o cinematografati. Era ancora capace di stupire con mezzi propri il vecchio cielo che pur si sapeva visto e rivisto. Di sera in sera insisteva il King Kong paesaggistico cercando l’applauso o l’oooh di meraviglia. Fu per questo che decisi di fotografarlo non senza l’impressione di esercitare un’offesa al gran vecchio ma sospettando anche che gli avrebbe fatto piacere. Opportunamente appostato scattai e scattai vincendo il pudore. Ma resta da spiegare perché non conclusi un bel niente. Il rollino non aveva agganciato. L’empio gesto fallito. Avevo scattato trentasei volte a vuoto.

25 agosto

C’era una volta il Nord. Che cosa era il Nord?

Vivace discussione con Pasquale Santomassimo e altri ex compagni d’università sul peccato in-teso, dicevo io, come catastrofe psichica.

Bello anche se prevedibile – in quanto prevedibile? – il raccontino di Malerba su Repubblica.

27 agosto

Non vogliono quasi niente. Solo la pelle.

La mia fobia dello sporco, del sordido, ma anche del colorato. Zona stazione Termini. La mia at-trazione.

28 agosto

Ora leggere letteratura mi fa paura. Troppa intensità echi ricordi. Legame pericoloso.

Con buona pace della linguistica, a me pare che il panorama della vita pubblica italiana ci ponga di fronte a una realtà profondamente diversa. I nomi (e spesso, anagrafe permettendo, persino gli uomini) da quarant’anni sono rimasti sempre gli stessi, ma le cose sono cambiate tanto da rendere il rapporto con quei nomi puramente convenzionale. Non c’è più consequentia fra significanti e significati. “ (Dai giornali)

29 agosto

Dunque ci risiamo: questo è il paese degli animi nobili e anticonsumisti, i quali, qualunque sia il loro colore, la loro matrice, la loro ideologia, vogliono fuoriuscire o da qualcosa che non c’è più come il « capitalismo di papà » o da qualcosa che non c’è ancora, come un capitalismo avanzato ed efficiente, e comunque senza avere la minima idea di cosa metterebbero al suo posto. Suppergiù la concretezza e la modernità del cavalier Benito Mussolini quando esortava i nostri soldati a « lanciare il cuore oltre l’ostacolo ». Ma, come si capì presto, con i cuori volanti non si vincevano le guerre. “ (Dai giornali)

Portoghesi dichiara: la Tour Eiffel e l’Altare della Patria non sono così brutti come comunemente si dice. Anzi.

30 agosto

Con Eli a casa sua. Mi infilavo nel letto – il marito non c’era – ma solo per fare una bella dormita. (Un sogno)

Spaventi molti emozioni zero.

1 settembre, Siena

LLo si è visto proprio venerdì scorso quando il regista Alberto Bevilacqua, in concorso a Venezia con il film La donna delle meraviglie, non pago di essere definito « meraviglioso » ad ogni piè sospinto dalla Bonaccorti, ha detto all’improvviso: « Sono contento di essere eterosessuale e italiano ». “ (Dai giornali)









2 settembre

Dice la funzionaria al festival dell’Unità di Siena:  « Cossutta? Se continua così in Russia ce lo man-diamo noi ». (Dice il giornale)

Secondo Sandro Paternostro gli omosessuali sono adattissimi a fare la spia.

Il regista Zanussi crede nel “ potere del male “. « Una parola può uccidere », dice.

3 settembre

Il calesse travolto dal treno Mitterand era morto. (Un sogno)

Roma

Quando uno è scappato una volta non può che continuare a scappare.

5 settembre

Vivere è continuare.

Ora è tutto pieno di donnini. Piccolissimi. Abbronzantissimi. Ferocissimi.

6 settembre

Per risanare lo Stato il ministro Signorile propone l’abolizione delle agevolazioni sulle tariffe ferroviarie per gli statali.

I libri per ragazzi. Chi li scrive e chi li legge.

Calvino: ictus.

7 settembre

Riflessivo, grande stratega, saggio: un uomo nato per comandare. E infatti a 34 anni era già capo delle sette nazioni Sioux. Prode guerriero (in combattimento usava portare un copricapo con due corna e una lunga criniera di penne) ma anche eccellente oratore e sensibile poeta. Ecco una breve composizione tradotta dalla lingua dei Sioux: « O tribù, guardatemi / i vecchi capi se ne sono andati / io prenderò coraggio ». Zoppicava per un antica ferita. Era basso e tracagnotto. Ha avuto 10 mogli e decine di figli, per ultimi due gemelli. “ (Dai giornali)

Il regista Zanussi non vuole essere definito “ grande “.

8 settembre

Che cosa ho letto di Calvino? Poco o niente. Ho letto Una pietra sopra (saggi), Palomar, che è un libro tragico, qualche pezzo di Se una notte d’inverno un viaggiatore, forse un romanzo della trilogia, forse, in anni lontanissimi, La giornata di uno scrutatore. Ho ascoltato di recente alla radio la lettura di un brano del Sentiero dei nidi di ragno. Che cosa ho letto? Poco e male. Nei famigerati Sessanta. (E anche dopo)

10 settembre

 Alla grande “. Chissà che si aspettano dalla grandezza.

11 settembre

L’allievo del mio amico prof. leggeva e traduceva dal tedesco una frase di Schopenhauer a propo-sito della “ dittatura dell’antiquariato “. (Un sogno)

Sarebbe un omone anzi un gigante dato che porta scarpe n. 44-45, il mostro secondo il TG3.

12 settembre

E così l’editore australiano contribuisce a far fare nuove esperienze a Giovanni Paolo II. Infatti, ol-tre ad essere sommo pontefice, con tutti i relativi passaggi di carriera ecclesiastica, Wojtyla ha sperimentato e continua a sperimentare mestieri e professioni di questo mondo: attore, operaio, al-pinista, nuotatore, sciatore, poeta, autore di teatro, cantautore… E ora « giornalista ». Suo mal-grado, naturalmente. Ma forse non senza soddisfazione. La sua parola, il suo pensiero, le sue « osservazioni », vanno in giro per il mondo, evidenziate dai mass media, a portare quel bene per il quale sono appositamente nati. “ (Dai giornali)

Laurea mediocritas.

Chi non dimentica niente non ricorda niente “. (Samuel Beckett, Proust, 1931) Io non riesco a dimenticare più.

13 settembre

Calvino: una letteratura pura. Francia anni Sessanta. Italia anni Cinquanta. Provati a fare un film da Calvino. Come Rodari era anche uno scrittore “ per ragazzi “.

Il giornalismo è la continuazione del terrorismo con altri mezzi.

Che cosa c’è di più imbecille del pubblico dell’opera lirica? Braviiii! Braviiii! Che cosa c’è di più imbecille del pubblico?

14 settembre

Una lunga conversazione con Calvino che si preannunciava molto interessante ma si è interrotta perché mi sono svegliato. (Un sogno)

15 settembre

La prima volta che ho sentito parlare del lancio del nano è stato in Inghilterra, da una radio inglese che intervistava un certo Danny Bamford, reclutatore dei nani, e non credevo alle mie orecchie – spiega l’eurodeputata -.. Questo Bamford era già stato in Finlandia, in Canada, nella Repubblica federale tedesca e nelle basi militari Usa in Europa per condurre la sua campagna acquisti e dare spettacoli ». Il regolamento di que-sto singolare sport non parla esplicitamente di nani, prescrive però che venga lanciata « il più in alto possibile una persona di dimensioni ridotte, ma adulta, da parte di un uomo robusto e di notevoli dimensioni ». “ (Dai giornali)

La nuova rivista Arsenale è molto curata nell’aspetto grafico compresa l’immagine di copertina che ricorda irresistibilmente il cartellone-poster del film Amadeus, compresa la serie delle faccine degli autori (quella dell’amico mio con un sorriso smagliante). Hanno capito che il look conta ma hanno sbagliato tutto. Cfr anche i nuovi Nuovi argomenti. Anche Salvo imprevisti ha cambiato faccia.

E la Biblioteca Nazionale fa una mostra sulla culinaria.

Una mostra in Francia: La mode, mode d’emploi. Chissà se almeno loro sanno dove orecchiano.

Un collage: Olivi in Puglia.

17 settembre

A Firenze il mostro continua ad essere l’argomento del giorno e la curiosità si fa sempre più morbo-sa: domenica pomeriggio in via degli Scopeti, dove è stata assassinata la coppia, la coda di mac-chine era lunga due chilometri. Sono arrivate nella zona migliaia di persone, un vero e proprio picnic dell’orrore, con la gente che si infilava nel bosco ricostruendo il duplice omicidio. “ (Dai giornali)

Il “ cioè “ anni Settanta è l’esatto corrispettivo dell’” I mean “ americano. Sentire Janis Joplin per convincersene.

I titoli del giornale: adrenalina e tristezza.

18 settembre

Il santo gabbato, fino alla prossima festa.

Nella casa dei dirimpettai che quando c’erano erano conosciuti come “ i fascisti “, ora che non c’è più nessuno scopro che non c’è nemmeno un libro ma la collezione completa – rilegata – di Tex Willer.

19 settembre

Siena, Sienne. È la sua?

Morto Calvino. È un evento terrificante. L’” alto rischio “ della scrittura.

Dalla finestra dell’istituto tecnico femminile mi hanno tirato dentro casa un gessetto. Ragazzacce.

20 settembre

Leggere è diventato quasi impossibile. Stanno distruggendo l’habitat del lettore. La lettura è ascol-to: fanno rumore. Scrivere invece sembra più possibile di prima. Di certo, relativamente parlando, è più facile.

Sono un timido ridiventato timido.

21 settembre

I giornali, le clamorose morti.

E proprio ora aprendo un libretto su Corrado Alvaro a quella pagina dove c’era una piegolina che non mi andava che ci fosse leggo il seguente testo tratto da Quasi una vita (Taccuini ‘39-’41): “ Certi giorni, è una pena svegliarsi dal sonno, perché è finita la dimenticanza. Un tempo lontano, quando qualcuno cercava di noi… e si sapeva che cercasse di noi, ognuno di questi annunzi era una promessa, e l’ignoto una speranza, la fortuna… ora ci si mette in agitazione se qualcuno annunzia una visita, se una voce sconosciuta parla al telefono, se qualcuno è passato a chiedere di noi al portiere. Tutto quanto si annunzia di nuovo, è male. “.

Mi chiede una sigaretta e gliela do il barbone con bastone in spalla da cui pende straccio bandiera e per di più fustino “ ALL “.

Paura ingiustificata: la carta non finisce. Finiscono gli scrittori.

22 settembre

China blue di Ken Russel è la storia di come un tizio si separi dalla moglie-madre attraverso il rap-porto con una puttana che in realtà è una geniale stilista di moda. È nella casa di lei dove lui entra dopo che ha scoperto la sua doppia identità – arredata magnificamente e illustrata da vari Magritte, Utamaro, Beardsley, Dante Gabriele Rossetti etc. – che si compie la catarsi con l’assassinio del pre-te-voyeur incapace di vedere le due facce della donna unite come sono da un principio rigidamente estetico. Notevole il cinema che si cita come nella scena d’amore-ombre cinesi o nell’altra dove il raso del lenzuolo allude a una celebre immagine di Marilyn. La separazione dalla moglie-madre è anche dall’adolescenza delle goliardate e delle buffonate. N. B.: China blue è bionda-fasulla.

23 settembre

Da vent’anni non faccio niente. Faccio collezioni, faccio il collezionista.

24 settembre

Io sogno molto. Io me la godo a fare sogni. Tutta la creatività, il fantastico, il filmico (?) che non riesco più a vivere me li sogno la notte. Ad esempio il sesso: stupefacente terribile glorioso come ai bei tempi. Io sogno la beneamata pazzia. L’avventura dell’occhio e del corpo. L’ebbrezza. La violenza. (Tuttavia, mentre nell’adolescenza sognavo o credevo di sognare il futuro, quello che sogno ora mi sembra che per lo più sia il passato)

« Con lui puoi parlare quanto ti pare, tanto è sordo ». Liberazione della donna?

Difficoltà (crescente) a mantenere la posizione eretta (nel senso di stare in piedi).

25 settembre

Perché fare il pentito porta dei benefici enormi: ha visto quanto viaggiano, come sono riveriti, come se la passano questi eroi? Pandico adesso testimonierà persino al processo Agca, pentirsi è diventato un mestiere, anche Sanfilippo è sempre in giro a fare rivelazioni. Melluso si è sposato con addosso un abito di Valentino da due milioni, si è fatto fotografare sul letto della sua camera in ca-serma abbracciato alla sua fidanzata; anche Barra ha avuto l’onore del servizio fotografico travestito da manager, lui che ha mangiato le viscere della sua vittima, con occhiali, pile di libri, telefono sul tavolo. Melluso dovrebbe stare in galera sino al 2009: ha detto che uscirà tra poco e se lo dice lui vuol dire che glielo hanno promesso: e intanto dorme tra lenzuola ricamate, come ha preteso, non in carcere, ma in caserma. » “ (Dai giornali)

Asor Rosa dice: “ Siamo tutti dentro il palazzo “.

26 settembre

Lo Yom Kippur giorno di riconciliazione con dio, di perdono, di espiazione verrà sicuramente os-servato o almeno ricordato da buona parte degli oltre quindicimila ebrei romani. Nella terra dei padri, prima della distruzione del tempio di Geru-salemme, veniva ricordato con sacrifici rituali, incenso e infine con l’invio nel deserto del capro espiatorio, carico di tutti i peccati del popolo eletto. “ (Dai giornali)

Questo mese romano è stato contraddistinto da un furioso tentativo di riappropriarsi di questa casa nella quale ho vissuto i primi tre anni come in un albergo, e nei secondi tre, dopo il “ fattaccio “, non ho vissuto. Dipinte le persiane e gli infissi. Riordinati i libri. Riorganizzata la disposizione dei quadri-poster alle pareti. Pulito pulito pulito. La bici. Bollette telefono a mio nome. Letto poco. Collagiato ad abundantiam. Passeggiare zero. Cucina. Persone salvo S. nessuna. Scritto pochissimo ma soprattutto senza convinzione. Sto ossessivamente sulla difensiva. Paura di abituarmi a vivere nella paura. Senso di irreversibilità per quanto concerne Siena il passato gli affetti. Sospetto di essere prossimo ad accettare lo stato delle cose. La miseria la perdita.

Quelli che hanno smesso di fumare.

Il postmoderno induce la nostalgia del moderno.

27 settembre, Siena

Perché il venditore di caffè coca birra panini chiude passando tutti i finestrini del corridoio? Che vo-glia suscitare la sete?

Zip fa la zip della borsona della culona ignota cui si intravede una fetta di carne fra il cinturone e il pantalone. Dalla tasca del sacco sorte un libro: si intravede il titolo: Poetry.

28 settembre

Il leggendario Raphael è morto e il grande fotografo lo sa benissimo dato che è stato lui a farlo sem-brare vivo. Ma il vecchio giornalista (“ the voice “) no, e quando lo capisce è troppo tardi per non finire ammazzato. Così la rivoluzione trionfa, e anche mr. Nikon, che si pappa la vedova. (Sotto tiro, Spottiswoode, 1983)

29 settembre

Inaugurato non so dove un monumento a “ tutti coloro che donarono la vita al mare in guerra o in pace “.

30 settembre

Morta Simone Signoret (1921). Nell’occasione penso che forse si dovrebbe ammettere che da un po’ di tempo non c’è stato altro che il cinema.

La riconciliazione della filosofia con la poesia, che si compie all’interno del romanzo, al suo stadio di incandescenza fa entrare in gioco le matematiche. “ (Michel Butor, 1959, in Repertoire I)

1 ottobre

Ho delle erezioni senza oggetto.














Un operaio a Napoli non può che essere finto. Una tuta di amianto che sembrerà bruciare. Una maschera. Una morte presunta. (Mi manda Picone, Loy, 1983)

2 ottobre

Il “ paese reale “. Facciamo surreale.

« Non c’è un’altra causa!… Non c’è un’altra causa!… » “ (Il verdetto, Lumet, 1982)

3 ottobre

Andai in campagna proprio quando se ne andavano tutti. Quello che si dice il tempismo.

4 ottobre

L’ambizione è un dovere “, dichiara il neo-sindaco di Firenze.

5 ottobre

Chirac accusa Mitterand di voler “ cloroformizzare “ la Francia.

Ho dei problemi di emissione di aria. (Dalla bocca, dal culo… )

Libri scomparsi: almeno un numero del Menabò.

6 ottobre

Da Pippo Baudo il giovanetto violoncellista che interpreta la parte del giovanetto violoncellista. (Fantastico)

7 ottobre

L’uomo seduto. Saggio sulla motorizzazione.

I cantautori nelle antologie scolastiche.

8 ottobre

Il frusto “ anti “.

Ottica “: parola degli anni Sessanta. È quella del critico. Una critica occhiuta?

9 ottobre

Avete visto “ La nave del terrore “. Una coproduzione italo-araba.

10 ottobre

Astuti come colombe. Che siano i falchi?

È nato prima il mostro o la gallina?

L’intraprendenza è la dote principale dei ladri “, dice il mezzobusto del Tg3 Toscana.

Dice che il mostro di Firenze è un “ moralista “. Più mostro di così.

11 ottobre

Il fascismo, l’antifascismo. Tutte ‘ste storie. La storia.

12 ottobre

F. F. era una vecchia. Diceva che non poteva fare di più che farmi qualche sega. E me l’avrebbe fat-ta. (Un sogno)

L’uomo: nostalgia della scimmia.

13 ottobre

Come un vecchio satiro spio le ginnaste giovanissime ammiro le cosce i culetti le facce di pietra. Onoro le sportive cerchio-e-palla. Divergo dai giurati sul punteggio.

“ Oggi come oggi “. Il mistero – buffo – dell’attualità.

Il potere sta sempre dietro?

Paolo Pietrangeli lavora da Berlusconi.

Pentiti si nasce.

14 ottobre

La Russia, la Russia, la Russia…

15 ottobre

L’utile e il dilettevole. Gli ebrei a tempo debito.

Notizia: tornerò a lavorare in biblioteca.

16 ottobre

La verità è che, dal punto di vista della scrittura, io sono proprio un giornalista. Il più giornalista di tutti.

Con il cinema i morti non muoiono mai, fa notare il giornalistello.

Il cinema fa perdere tempo. A chi non lo fa.

« Sono sbalordito », dichiara Spadolini.

Il progresso del potere fa regredire la società.

17 ottobre

Quella notte, che già sentiva svanire, come ogni perfetta notte d’amore, al dirompere crudele dei giorni. “ (Italo Calvino, L’avventura di un viag-giatore, 1958)

È finita quest’estate senza vacanze questa nuova estate senza e già si precipita nell’inverno ma è un andare senza entusiasmo malinconia paura speranza. Ricordi dell’estate. Prendersela con il tempo? Certo è vero: fa improvvisamente freddo ma non piove non ci sono nebbie raffreddori amori. È un tempo senza.

18 ottobre

 Il Nobel a Claude Simon, ovvero al Nouveau roman, una “ scuola “, anzi una combriccola, forse una moda, in ogni caso qualcosa di troppo recente per avere autorevolezza. Simon è una figura spuria: pittore, fotografo, prima di essere scrittore. U-na specie di bastardo. Un tricheur?

Era una feroce speranza di tornare quella che mi ha sospinto per città a paesi lungo dieci anni fu-riosi.

20 ottobre

« Interessanti le piante carnivore… e ci sono anche in Francia? » « Certamente… » « E dove? » « Nelle paludi » “ (Antenne 2)

Era strano come avesse la bocca dolce possibile che mi sbagli sedotto nel ricordo dal nome di quella crema che invece è certo aveva sulle labbra: burro di cacao, contro il vento quando fa freddo etc. Tuttavia confermo che era tutta molle come una bambola di pezza anzi di cioccolata. Si rivelava così al primo contatto fondendosi subito per il calore crollando come una marionetta privata dei fili. Laggiù nella poltiglia zuccherosa sono franato una volta soltanto ma tanto è bastato a temere amare in eterno quel genere di sapore.

La moda è la vedova (allegra) del modo.

Nell’ideologia del cinema la prostituta è la vergine, la Maria.

21 ottobre

La donnina minuscola non le faresti torto a chiamarla nana è lì carponi che guarda sotto le mac-chine. Ecco cos’era la figura che ho visto profilarsi un momento al di là dell’ingombro e poi sparire. Tre passi ancora di perplessità prima che il fagotto semisdraiato fra marciapiede e portiera mi liberi dal dubbio. Da laggiù mi parla spiegandomi che ha perso un bottone. Ora che è tutto chiaro cavalleresco mi sdraio io pure a investigare l’asfalto. Cicche e foglie morte prevalgono. Sono già stufo quando fra le due gomme anteriori si manifesta un coso rotondo che potrebbe essere lui. Su richiesta formale la nana esibisce i sodali dello scomparso: somiglia. Riconfortato mi tuffo ancora a mia volta là sotto mentre lei accorta sfodera un ombrello. Con quello posso ghermire l’oggetto. Bottone ti tengo. Riconsegno subito. Esausto vado fug­gendo la litania dei grazie.

Il “ desiderio triangolare “, in René Girard, Strutture e personaggi del romanzo moderno, 1961:  “ La dialettica hegeliana si fondava sul coraggio fisico: colui che non ha paura sarà il padrone, colui che ha paura sarà lo schiavo. La dialettica romanzesca si fonda sull’ipocrisia: la violenza, lungi dal servire gli interessi di colui che la esercita, rivela l’intensità del suo desiderio; è dunque un segno di schiavitù. “.

22 ottobre

” Da quel giorno è un crescendo. L’apoteosi è su l’Unità di domenica scorsa. Scrive Giovanni Giudici sulla prima pagina in bella evidenza che nel 1935 avevano ragione i giovani che protestavano con-tro le inique sanzioni e la perfida Albione e inneggiavano alla spedizione etiopica. « Sì, avevamo ragione noi nonostante le nostre divise da balilla e da avanguardisti… lo scatto dei giovani di allora fu della medesima natura di quello che poi venne con la Resistenza… un grande sentimento popolare non può passare attraverso la cruna d’ago delle troppe alchimie elitarie della routine politica… ». Insomma, quando l’Italia chiama non è il caso di guardare troppo per il sottile. “ (Dai giornali)

23 ottobre

I giovani. I giovani non scrivono diari. I giovani non scrivono. Quand’è che mi sono cominciati a stare sul cazzo i giovani?

Il poeta Giovanni Giudici viene censurato e costretto a parlare di “ opinione personale “.

Il giornale diventa per lo scrittore qualche cosa come il teatro, ove le due necessità dell’incarnare e del non divagare, sono altrettanto visibili e imperiose. Anzi nel giornale quest’obbligo è ancora più ferreo che alla ribalta. “ (Massimo Bontempelli, L’avventura novecentesca, 1932)

old fashion da sci con tacchi a spillo un sexy operaio eppure forse non meno tedesca della valchiria scendeva zum Center anche lei con la famiglia e io dietro sempre dietro.

26 ottobre

C’è il titolo di una poesia italiana che dice « la quiete dopo una tempesta » “. Craxi in conferenza stampa a N.Y.

Apostrophes su Sartre e Céline. Tutto sommato è un Abboccaperta culturale. Pivot-Funari con-clude con un proverbio: «  Piange chi vuole ride chi può ».

Leggo sempre i libri di vent’anni prima. Malato di inattualità.

27 ottobre

Il mostro non si è fermato mai un momento “, scrive il giornalista. Ma dimentica di aggiungere: ” La notte segue sempre il giorno “, etc.

28 ottobre

Eccone un altro che si è tolto i baffi.

Quello che non poteva fare al cinema (perché lo zittivano) ora il babbo può farlo davanti alla tv: parlarci sopra.

Un artista invecchia quando, per il logorio della mente, giudica più semplice trovare direttamente nella vita, come già fatto, quanto non poteva che esprimere nell’opera, quanto avrebbe dovuto distinguere e ripetere con la sua opera. “ (Gilles Deleuze, Marcel Proust e i segni, 1964)

29 ottobre

Lei mi dice: ho trovato lui e abbiamo parlato di te. Questo, penso io, è ciò che si chiama giornali-smo.

In Sartre (Les mots, 1963) la letteratura in luogo della religione.

30 ottobre

L’architetto si è messo il cappello. E non vuole levarselo più.

1 novembre

Come i carabinieri anche i terroristi hanno i baffi.













Tutto su Tozzi il documentario tv con campi cipressi stradine archi a sesto acuto e copertine di libri. Nonché un’intervista al preside figlio. E se Borgese diventa “ Giovanni Antonio “ che cale? C’è fretta, c’è fretta.

Il panico che mi prende quando smarrisco un’idea perdo il filo di uno dei tanti ragionamenti che conduco in continuazione fra me e me un chiacchiericcio incessante. L’unica prova – come questo diario – che sono ancora vivo.

2 novembre

New York: la maratona.

Anniversario di Pasolini. Su Repubblica niente. Su La Nazione una pagina intera.

“ [L]a nota profonda, il pathos malinconico che è possibile cogliere attraverso le grida di trionfo dell’ingegnosità tecnica o della sottigliezza matematica che talvolta accompagnano certe analisi cosiddette « strutturali ». Come la malinconia per Gide, tali analisi non sono possibili che in seguito a una sconfitta della forza e nel movimento del fervore che si è spento. In questo senso la coscienza strutturalista è semplicemente la coscienza come pensiero del passato, del fatto in generale. Riflessione del compiuto, del costituito, del costruito. Storica, escatica e crepuscolare per situazione. “ (Jacques Derrida, La scrittura  e la differenza, 1967)

3 novembre

I tre comici di Domenica in raccontano una storiella in cui c’è un signor Spatola e anche un oblò.

4 novembre

Un po’ troppo stretta per essere davvero importante quella strada. Ma poi dall’alto ecco laggiù il panorama mirabile: l’America, l’immenso spazio. (Un sogno)

Leggo Del Giudice, Atlante occidentale. Non c’è niente da fare: nella migliore delle ipotesi mi sembra una cosa “ furba “, nella peggiore. aria, e nemmeno fritta. È di certo colpa mia. In realtà non lo capisco. (Anche perché ormai sono stupido)

5 novembre

Ecco il paginone cultura di Repubblica di oggi: la pubblicità della Saab.

Vedi lo scherzo del Mar Rosso e impara cosa succede a correre dietro agli ebrei. (I dieci coman-damenti, De Mille, 1923

6 novembre

Craxi afferma il diritto dell’Olp alla lotta armata “ per riconquistare una patria “. I comunisti con-sentono.

Eva Cantarella ha scritto un libro sulla donna nell’antica Roma: Tacita Muta. Vedi anche i grandi festeggiamenti nell’anniversario della morte del sindacalista Salvatore Carnevale. In generale: la questione dei nomi. Nomi d’arte. Nomi di battaglia. Cinema, avanspettacolo, mitologia.

Si dice ma non si fa: il cinema.

L’orecchino di Maradona.

7 novembre

La giovinetta estetica in piazza del Campo sdraiata sul cotto ennesima in pieno sole ha avuto un’idea ex-traordinaria: legge un giornale con un’insolita elegante striscia gialla sul bianco e nero della carta stampata: l’Osservatore romano.

8 novembre

Deaglio approva il movimento dell’’85 anche se la scritta in sovrimpressione lo ribattezza De Aglio.

L’edizione Garzanti 1964 di Céline, Morte a credito (traduzione di Giorgio Caproni, prefazione di Carlo Bo) è censuratissima nelle parti oscene.

Quelli che ridono. Anzi ghignano.

9 novembre

L’ergastolo al tifoso teppista inglese appare un tantino esagerato.

10 novembre

Va tutto bene. Solo che tutto è un bis.

Sogno i sogni.

Ecco la domenica. Soffia un ventaccio bavoso caldo spinge di culo in centro a piedi o a quattro-ruote famiglie o singoli da ogni periferia. Sul mezzogiorno l’impeto si fa tremendo. Sbucano da ogni strada irrompono appena svegli. Sull’acqua chiara della fontana pulita di fresco galleggia un lercio Supplementopuglia. Dai due studenti fuorisede che incrocio scoppia una nuvola di dopobarba dolciastro. Una domenica vomito.

11 novembre

Pagherete caro pagherete tutto: discorsi da bottegai.

12 novembre

On achète des histoires que d’autres ont fabriqué-es, on lit comme on se drogue, on s’intoxique de lecture. “ (Francis Jeanson, Sartre par lui-même, 1960)

13 novembre

Bigongiari scrive l’elogio del dimenticare. Chi si ricorda di leggerlo?

La Giselle spagnola coreografata in Carmen-Lola Lola mostra in diretta il piede nero tenebra agli Unrat delle ore tredici.

Si gira Il nome della rosa. Si gira subito.

14 novembre

È o non è stupefacente che il regista Gregoretti si presenti in tv a mostrare il nastrino della Legion d’onore appena ricevuto da Jack Lang?

Prepararsi alla vendita (in blocco) dei libri.

Sylvester Stallone era nascosto in Svizzera quando Rambo combatteva in Vietnam.

I titoli (pubblicità, giornalismo, araldica).

15 novembre

I giornali presentano Del Giudice come il “ nuovo Calvino “. Vedi “ nuovo Prep “, “ nuovo Dixan “, etc.

Artaud esordì in teatro nella parte di un borghese svegliato in piena notte (1921). Nel cinema ultimo film (1935), il bibliotecario.

Libri introvabili: il vocabolario di greco Rocci.

16 novembre, Capalbio

In diretta su Raitre tutta la manifestazione del movimento dell’’85 (in testa al corteo l’istituto d’arte di… ).

18 novembre, Roma

Mi sento male. C’è come un immenso peto che non riesco a fare.

L’ometto brizzolato è fermo davanti al portone e il donnotto scollatissimo nonostante il freddo a-vanza risoluto. Tintinna sul selciato un mazzo di chiavi. Voltandomi ho visto anch’io: chinandosi per raccoglierle quella offriva al distratto il magnifico belvedere. È tutto chiaro: a occhio e croce (occhio clinico) l’ha preso per un vecchio. Professionalità.

Dalla documentazione per la biblioteca all’ufficio competente hanno rubato la marca da bollo di lire 3.000.

19 novembre

Sul labbro superiore le rughe di miss sorriso.

Sentita al telefono la mamma mi è sembrata per la prima volta uguale a tutte le altre mamme.

Flaubert attore secondo Sartre. (L’idiot de la famille non era meglio tradurlo senz’altro Lo scemo del paese?)

20 novembre

” Padova – Nella classificazione degli interessi dei giovani italiani la lettura occupa il sedicesimo posto, relegata nella parte più bassa della classifica. È questo uno dei dati più scoraggianti emersi dal colloquio internazionale su Lettura e tempo libero giovanile in Europa / Due culture a confronto: Italia e Francia organizzato a Padova dal settore di ricerca sulla lettura e letteratura giovanile dell’università. Nonostante i dati scoraggianti, gli esperti si sono dichiarati cauta-mente ottimisti… “ (Dai giornali)

Al grido di « Basta con la vecchia politica! Basta con i volantini! » i giovani socialisti hanno invitato alla Bocconi Loredana Berté. « Nuda! Nuda! », ha risposto l’assemblea.

L’8 novembre scorso in via A. Musa 6 – io abito al 12A – hanno abbandonato una bambina di nome Diva. La madre, pare, è una studentessa di Tagliacozzo.

Eppure la woman in red gliel’ha detto fino dall’inizio: non sono libera. Ma lui c’è cascato, anzi continua a caderci. (The woman in red)

Il prix Goncourt e il prix Renaudot rispettivamente a tizio figlio di tizio e caio figlio di caio.

22 novembre

Professore cos’è che la indigna soprattutto? « La carnevalata ». Parla in nome del moralismo o del senso dell’estetica? « Parlo in nome del buon gusto: neanche nei film di fantascienza da strapaz-zo si vedono donne così ». “ (Dice Firpo)

Brevi mani pagherò il ticche secondo l’impiegato della USL.

Parlando di Pasolini, Giuliano Ferrara fa capire che cos’è un comunista: se Pasolini era un cri-stiano “ buono “ e Andreotti è un cristiano “ ironico “, il comunista è un cristiano “ cattivo “.

23 novembre

” Comunque l’erotismo, anche se di origine istintuale, ha un suo valore culturale: la poesia, ad esem-pio, è stata spesso ispirata da impulsi non sessuali ma erotici. « Che vuol dire? – replica Chiarelli – Anche il gallo canta, cantano gli uccelli e il gatto miagola. Sono « serenate »: noi diamo tanto valore alla poesia, ma questa non è altro che una serenata indiretta, più generalizzata, ecco tutto. Dante scriveva di Beatrice, o Leopardi di Silvia, Petrarca di Laura: serenate messe in poesia. Gratta gratta, è tutta una faccenda ormonale. “ (Dai giornali)

Vorrei dire a quel signore vestito di grigio“. (Uno studente dell’’85 a Mario Capanna)

Il segreto dei giornalisti è che più sono “ bravi “ e più fanno parlare gli altri. Maieutica? Pentotal?

24 novembre

Questo diario non contiene niente monotono stupido taccuino d’appunti di chi? per che cosa?

I giornali insistono dati ISTAT alla mano che gli italiani non leggono. E va bene: gli italiani non leggono. E allora?

25 novembre

 A Domenica in il pittore xy esegue in diretta un falso De Chirico.

26 novembre

Si vede questo ragazzo disteso sull’erba nell’ombra di una grande pianta le mani incrociate dietro la nuca guardando il cielo o forse dormendo non è facile dirlo a questa distanza. Il poggio è giallo di grano tagliato del resto come i campi tutt’intorno vallette e poggi di cui forse questo è il più alto. Il grande albero fronzuto forse è una quercia ma potrebbe anche essere un fico. Fa caldo e sull’albero c’è qualche cicala sicuramente più d’una che canta. In basso la striscia grigio polvere di una strada. Il ragazzo pare è venuto di lì.

Non scrivo per “ esprimermi “. Scrivo per capire. Lo scrivere. Studio la letteratura.

27 novembre

Sia Arancia meccanica che 2001 Odissea nello spazio raccontano la stessa storia: cacciato di casa con l’inganno riesce a tornare e a prevalere sull’u-surpatore.

Da più di dieci anni il mio problema è il romanzo, il récit, la versione-dei-fatti.

È arrivato in sella a una bici giallo-cedrata sudando per la salita. Le ruote hanno slittato un po’ sulla ghiaia quando per fermarsi ha frenato. Cessato il frastuono dell’ansimare ha sentito il silenzio della campagna e su in cima al breve pendio il concerto delle cicale. È là che si è diretto subito spingendo la bicicletta salendo fra le stoppie rasate fino al grande albero. Ha appoggiato la macchina al fusto e si è guardato intorno. E ha visto la città laggiù fra le nebbie del luglio eccola là tuttavia nitida piccola da lì a lì. Qui invece smisurata c’è la campagna apparentemente tutta per lui. Così si è sdraiato aprendo il libro credendo di voler leggere invece ha preferito dormire. Il sonno è venuto con un soffio di vento che ha fatto vibrare la chioma dell’albero. Dorme nell’ombra nel canto delle cicale.

28 novembre

La seconda in bottega.

29 novembre

Il gialloverde cedrata candito della legnanosport. La bicicletta color cavalletta. Granita cromata. I cinque cerchi olimpici. Campione del mondo! Il sangue nero a basso in sala macchine sulla catena dura e molle anima d’unto del bell’insetto.

« Ah! Ah! Ah! », ride Claude, il protagonista di Se non torni, scrivi (Si tu ne revient pas, écris), il nuovo best seller giallo-rosa di Juliette Levy-Fabre che a poche settimane dalla sua uscita è già in testa alla hit-parade dei libri più letti nella Svizzera francese.

30 novembre

Lei sapeva il francese come la nonna. Ma cinquant’anni dopo. La cosa mi intrigava. Mi intrigò.

I giornali sono necro-logici.

1 dicembre

AAAlberto Asor Rosa elogia Calvino. Il mestiere più antico del mondo: l’agiografia. “ Il cuore duro “, “ il nocciolo duro “. Cfr “ zoccolo duro “.












La verità è che fra il ragazzo e la città non c’è più alcun rapporto. Ovverosia uno ce n’è. Le dorme in faccia. La dorme. Come l’albero attiguo e sovrastante lui se la fa con gli uccelli con il vento con il sole. È diventato della razza degli alberi. Cresce stormisce vibra tentenna fa ombra a se stesso. Tutto solo in cima al poggio in mezzo ai campi. Povero lui.

3 dicembre

Camminare su carboni ardenti è possibile: tutti possono farlo, naturalmente prendendo cogni-zione dell’uso accorto della propria volontà e delle proprie convinzioni. « Ha sentito dolore? » « Un attimo solamente, a metà cammino, quando per una frazione di secondo ho dubitato; ma poi sono riuscito nuovamente a concentrarmi e ad avere fiducia ». “ (Dai giornali)

4 dicembre

E per la prima volta stamani vedere i due che si baciavano, anzi lei, molto cinematograficamente lo baciava avendo un occhio per me (un occhio di riguardo?), mi ha fatto assolutamente piacere.

6 dicembre

Era l’ora in cui… “. L’incipit baudelairiano torna spesso nei Maigret di Simenon. È il marchio di fabbrica della ville de Paris, il segno patetico della vecchia metropoli, il modo base della sua retori­ca. L’aedo è diventato un poliziotto. Redige rapporti in prosa.

Leggo troppo. Leggo male, forse. C’è un altro modo di leggere?

Trovato a £. 1000 Mafarka il futurista, 1910, trad. italiana di Decio Cinti, edizioni di “Poesia”, con dedica autografa di F. T. M.

7 dicembre

Non vado più al cinema perché detesto sentirmi stupìto.

Fabius indica la strada: il padre di sinistra si uccide da destra.

8 dicembre

Mi vergogno di comprare i libri usati (anche e soprattutto quando faccio un “ affare “). In generale: mi vergogno.

Il genere “ giallo “ come epopea urbana anzi metropolitana.

A tarda sera intorno alla macchia di segatura che copre il sangue della vittima i compagni di scuola piangenti o muti seduti sul marciapiede.

9 dicembre

Mi sveglio con rammarico. Era meglio dormire.

10 dicembre

Come sono finito in questa Roma stolta insipida arcitaliana dopo che avevo fatto di tutto per andare lontano? (Cloaca maxima)

11 dicembre

Fast food. Fa fogo.

C’è chi negli anni Sessanta si è fermato e chi ha cominciato a scappare. E questo sono io.

12 dicembre

È quasi un modo di dire: la versione cinematografica “ tradisce “ l’opera letteraria. Il cinema tra-disce la letteratura. Da che parte stare: della cornuta o del fedifrago? E poi chi l’ha detto che siano sposati?

Quella città nera e gialla le folle stupìte cenciose il fiume gelido plumbeo le facce da annegato degli indigeni la notte subito dopopranzo i tram patetici le trattorie strazianti la fabbrica dicevano.

Je me souviens oltre che di Perec è un titolo di Simenon.

13 dicembre

Il cinema è un rebus. Letteralmente.

E poi venivano giù certe sere bestiali improvvise tramontando fuoco e fiamme in fondo a un viale a distanze inimmaginabili di là dal mare di palazzi case monumenti antenne sorpreso in una strada stranamente vuota si affrettava a casa non altrimenti che le migliaia in auto o sui mezzi pubblici. Le voci si facevano chiare il traffico già un respiro pieno di sonno accesa la prima luce si addormentava alla vibrazione dei vetri della finestra al rombo lontano di un grande jet.

14 dicembre

Letteratura come menzogna, dice Manganelli. D’accordo, ma qual è il modo di mentire della let-teratura?

La virulenza dell’impotenza.

17 dicembre

Mangiare mangiare mangiavano mangiano mangeranno.

Gli disse: mangia, mangia. La nonna. Dalla paura ha perso tutti i denti.

Nella seconda in commedia è tutto peggio di prima ma costa di più. (Punto di vista del consuma-tore)

18 dicembre

Il maggio francese va a vederlo ad agosto. Mentre i compagni di viaggio dormono lui rileva le tracce evidenti di quei celebri giorni. Le quali consistono: nella scomparsa di un certo numero di alberi sul Boul Mich, nella comparsa di un certo numero di bancarelle dove si vendono poster libretti bottoms giornali tutto di produzione gauchiste. Sui muri poca roba stando comunque la loi 20 juillet 1881. Per il resto il solito. Le terrasses piene di gente traffico intenso ma ordinato le frites sono buone Parigi è sempre Parigi dopo un po’ torna a dormire insieme agli altri.

19 dicembre, Siena

Memorabile l’episodio di R. G. bambino che schiaccia il volatile caduto dal nido. (Robbe-Grillet, Le miroir qui revient, 1984)

Il avait écrit une sì belle lettre, sì sincere, sì eloquente, que les larmes lui venaient aux yeux en l’écrivant. Quand il vit qu’elle n’avait servi à rien, il commença a douter de notre symphatie sur les coeurs qui n’en ont pas pour nous; au pouvoir de notre pensée et notre talent, sur les pensées et les talents qui ne rassemblent pas aux nôtres, il se la repetait cette lettre, il la trouvait si convainçante, si belle. “ (Marcel Proust, Jean Santeuil)

20 dicembre

l diario di uno spettro.

Nella vignetta di Angese il casco serve al ragazzo per proteggersi dalle bastonate dell’uomo con i baffi.

21 dicembre

Il corpo spropositato per le funzioni correnti.

Il Natale è il Natale. L’abete a quindicimila il vaso lo devi portare tu. Legge il giornale ma mi ha visto arrivare. Passando lo saluterò come inteso non mi va di sentirmi in colpa. Tutto sommato si tratta di un ricatto. Questo lo accetto. Ci sono i ricatti che mi vanno e quelli che no. Forse solo per ignoranza ovverosia mancanza d’abitudine. Quello che non mi va è di fare fatica.

23 dicembre

Si disse: l’avrò visto in qualche film.

Il comunismo reale ovvero una donna in comune tanto peggio per chi se la scopa.

24 dicembre

Forattini, che-ha-fatto-i-quattrini, si presenta in tv vestito come un bravo borghese 1965: tweed, mo-cassini, pantaloni con la rimbocca, camicia a righine, cravatta non mi ricordo. Sotto il vestito c’è il tempo che fu. Il mio?

25 dicembre

  Aux rouge ne bouge pas plus “, dice il paraplegico della pubblicità.

San Max… San Bruno… e poi? Mi aiuti, professore.

26 dicembre

Il giornalista televisivo ridacchia sotto i baffi che naturalmente non ha apparendo sullo schermo su-bito dopo il militare negro di uno staterello africano. Bianchitudine.

La femme qui rit.

27 dicembre

Ormai lo so: quel tipo che credevo mi stesse davanti mi stava senz’altro dietro. E mi starà.

29 dicembre

Indimenticabile un Fortini in tuta jogging che risponde alle domande di Raitre su Il film della tua vita.

30 dicembre

Siamo al punto che la vecchia inglese 1940 avendomi notato tentennante fra i pacchi si offre di aiutarmi a scendere dal bus. È vero d’altra parte che prima di salire ero scivolato sulle foglie ba-gnate come un malcerto old (dirty?) man.

Com’è dolce la stazione di Chiusi di quasi notte è buia dunque illuminata come un presepe voci smorzate treni vetusti si commuove al punto che si sorprende a cantare: libiam nei lieti calici che la bellezza infiora sbadiglia dormirebbe potendo e anche la fanciulla è carina ma a che scopo? La-sciamo perdere il verbo scopare.



1986

1 gennaio, Roma

SSe questi tipi a mio dire strani che sono la gente siano da considerare a tutti gli effetti degli sconosciuti o se valga la pena essendo possibile di approfondire gli indizi che li danno come già visti cioè definibili magari per via sociologica.











2 gennaio

Non ci sono “ sconosciuti “. È un’utopia anche l’utopia degli  “ sconosciuti “.

Gli è morta la nonna. A Valmontone. A novantaquattro anni. È addoloratissimo. Accenna al padre che dice di lui non ne voleva sapere. La mamma gli è morta due mesi fa. L’estate scorsa comprò una bicicletta. Gira con cuffia e registratore. Le ultime parole della vecchietta: “ Attento a dove metti i piedi “.

Cinquemila lire per un pornofilm mi sembrano troppe.

In questa città che, in quanto tale, mi sembra smentisca ogni ipotesi di ritorno.

3 gennaio

Il coup-de-foudre sono gli occhioni azzurri in mezzo agli orecchinoni d’oro (?) di là da un banco sotto i portici di piazza Vittorio sopra gli arabi senza sapere che fare lei le calze fumé poi ho visto era insieme alla mamma anzi la suocera vertigine improvvisa risveglio nel bailamme del flaneur sonnambulo.

Coerenza arcicaccia: dalla caccia ai neri alla caccia a Moro alla caccia a Negri alla caccia ai negri (ma il vero contrario dei neri sono i bianchi. Si dovrà vedere).

4 gennaio

F.I.G.C. o F.G.C.I.? Equivoco.

5 gennaio

Il libro: un bell’oggetto che non si usa più.

Esotismo-sonnambulismo-giornalismo: Stendhal.

Nella mia famiglia valeva solo il principio dell’onestà passiva. Io ho preferito quello dell’intran-sigenza sentimentale.

6 gennaio

Leggo i libri con la compunzione dell’autodidatta. (Da quando sono diventato autodidatta?) (Come se volessi capire come li leggono gli altri)

La colpa, una specie di eco di Dio.

Per gli animali l’uomo è l’altro.

7 gennaio

Roma in realtà, come “ capitale mediterranea “ è una città modernissima. Vedi l’industrializzazione del piacere (di ogni genere: dal sesso alla tavola). Modernissima: come la mafia. Vedi in generale: mediterraneizzazione dell’Occidente.

Mi sveglio in piena notte a cazzo enormemente ritto. Così, senza ragione. Perfetto simbolo del-l’insensatezza.

8 gennaio

Storie degli anni Ottanta: a Firenze il poliziotto gay che uccide l’amico che voleva lasciarlo. Lo Stato che si fa buco.

9 gennaio

Bisognerebbe tornare a non scrivere. (Tornare a perdere tempo)

Immane passeggiata fino a San Giovanni e ritorno. L’emploi de l’éspace, problema irrisolto.

10 gennaio

Camminando capita ancora di scoprire prospettive inconsuete, grandiose sovrumane come rovine. Un grande palazzo – il dietro – giallo su un lato di una via che da via Nazionale porta a Santa Maria Maggiore, la scalinata da via Cavour a San Pietro in Vincoli, il Colosseo che sbuca come un fondale di teatro dall’altopiano di Colle Oppio, via Merulana che scende e poi sale come un immenso ot-tovolante. La mia vista, dopo tanti anni e tanti chilometri, è ancora scossa dal grande complicato, spurio.

Cammino per la città come in un museo o in una chiesa. Prego ammiro stupisco atterrisco esulto canto dentro di me le lodi del Creato. Il Creato ridendo replica: troppo onore. (Inoltre: ragazzino, lasciaci lavorare)

Viaggiare è il mio modo di giocare? (Non è un granché)

11 gennaio

Roland Barthes, il mite énfant terribile (Mithologies, 1957 / Miti d’oggi /, 1974)

Frammenti di un discorso amoroso me lo regalò una donna ma un’altra me lo rubò.

12 gennaio

Il ventenne barese dice di lavorare nella pubblicità per imparare a scrivere. Auguri.

13 gennaio

Resta da capire perché io sia stato così pieno di curiosità e così privo di ambizione.

Il caso Gadda: uno scrittore, in Italia, negli anni Trenta.

Con grande presumibile stupore di tutti Moravia intervistato afferma che ora (a 78) fa l’amore come lo faceva a vent’anni. Ma non dice come lo faceva a vent’anni.

Non si può scrivere dopo avere vissuto. Questo lo fanno i pensionati. La differenza fra vita e let-teratura è un’altra cosa.

14 gennaio

Accettiamo delle cose i nomi che portano. Se si chiamano “ laici “ saranno laici.

Grande mèregrammaire.

Tacere sarà dignitoso, ma non serve a niente.

15 gennaio

De toutes facons l’art du film [est] un trompe-l’oeil et un trompe-l’esprit. “ (Claude Mauriac, L’a-mour du cinema, 1954)

Regarder à travers une vitre, c’est pour la camera (en vertu d’on ne sait quelle alchimie) proceder au recul et à l’embellissement qui sont, dans la vie, ceux de la memoire et de l’inspiration. “ (Mauriac, cit.)

Mauriac ricorda un Bazin che a Venezia tampina Welles chiedendogli fra l’altro se è vero che Ci-tizen Kane è omologo a Proust e Welles risponde che di Proust non ha mai letto nemmeno una riga.

16 gennaio

Perché comprare il giornale? Perché pagare per quella robaccia?

La letteratura celata dietro il giornalismo qual è? Quella della signora maestra tutta esclamativi stupori puntini di sospensione… ?

La fioraia di piazza Galeno ha due profondi occhi attenti. La fioraia di piazza Galeno mi ha visto anzi notato. È una ragazza pensosa ma non curiosa: religiosa? E ha tempo da perdere. Esattamente come me.

Ce que vous avez amoureusement detaillé [?], ce vers quoi vos pas vous avaient mené, ce sont deux grands tableaux d’un peintre de troisième ordre […] avec ceci de remarquable qu’il n’y a aucune difference de matière sensible entre les objets représentés comme réels et ceux repré-sentès comme peints, comme s’il avait voulu figurer sur ses toiles la reussite de ce projet commun à tant d’artistes de son temps: donner un équivalent absolu de la realité […] “ (Michel Butor, La modification, 1957)

17 gennaio

Tutta questa vita falsa che è cresciuta intorno a me. Questa casa – anche questa – piena di libri! E io non volevo più case con i libri – questi libri che leggo – e io non volevo più leggerne casomai scri-verne per non leggerne – queste donne – e io non volevo più donne. Tutto continua e io volevo che finisse.

Un altro grave smacco per il P.A. I. I. (Partito per l’Abolizione dell’Italia e degli Italiani)

L’usignolo a Scacciapensieri sette anni fa. Notte.

18 gennaio

E così è stato tutto un equivoco e siamo tornati agli anni Cinquanta. Giornalini figurine il babbo catti-vo e tante seghe. Contenti voi.

19 gennaio

Camici bianchi della rivoluzione “, dice il Bettino-Benito di Giannelli (Emgia).

Motorizzazione: la Giulietta del dott. L., la Flavia del prof. B. Tra Cinquanta e Sessanta.

La notizia: il dogma dell’evidenza.

E se perdessero anche la terza guerra mondiale (economica)? (Già, ma quando?)

20 gennaio

Da bambino scrivevo? Ero un bravo – talvolta persino straordinario – imitatore della scrittura.

21 gennaio

Claude Mauriac, Le temps immobile, 1974. Come dice il risvolto di copertina “ M. ha voluto costruire un testo nel quale l’aspetto documentario è relegato in secondo piano dall’ambizione per la prima volta concepita e realizzata di fabbricare con i brani di un diario personale quello che Joyce è riuscito a fare con i segmenti tradizionali del racconto, quello che Eisenstein e i cineasti fanno con le sequenze fotografiche: un montaggio. “.

Mi fanno paura i bambini. Cioè i nani (e anche Biancaneve).

22 gennaio

Nella libreria Feltrinelli maschere coriandoli stelle filanti nasi finti polvere per starnutire: Carnevale, insomma.

Siamo in due heureusement questa volta io e il netturbino quando passa piccolissima con un culo magistrale. La guardiamo perché no si fa guardare infatti trotta avanti spedita con il nostro viatico. Culeggia oltre l’angolo la fatina di noi sudici. Francesi, ancora uno sporco. Toutes les deux l’uomo infimo l’intoccabile del Comune e me uniti nella potta.

La piccolissima di mattina ora degli spazzini dei marocchini e di me. Il traffico fluisce ufficialmente perciò la passante piccina profitta di noi soli pedoni coglioni. Non so l’operatore ecologico ma io mi sento promozionale. Un’occhiata le serve. A me non costa nulla. Vadi vadi.

La giornalista di Repubblica Ambra Somaschini crede che Philip Marlowe sia lo scrittore.

23 gennaio

Chi vuole davvero identificarsi con il commissario Cattani e contrastare la Mafia deve, come lui, sacrificare almeno in parte, non dico la famiglia, ma la sua mentalità privatistica, il suo eccessivo culto del « particulare », il suo, il nostro, familismo amorale. “ (Dice Beniamino Placido)

Nel silenzio dell’alba eredità della notte così come il fresco pungente dell’aria ultrafina vergine di altri odori che quello dell’erba. La macchina per irrorare il tappeto verde gli scatti regolari del braccio metallico che va e ritorna il fruscio di pioggia meccanica che segue il tragitto. Il passo ritmato del corridore il suono delle scarpette leggere scandito sul terreno il respiro rapido vivo pulsazione perfetta forza precisa felicità dei polmoni. Così per più di un’ora. Poi cresce il brusìo lontano del traffico e un raggio di sole dipinge di chiaro una striscia di campo meridiana gialla che annuncia il giorno. Ha finito. Doccia vestirsi e via. E sono appena le sette. Troppo presto. Perché così presto?

Nel Palazzo c’è il tutto-esaurito.

24 gennaio

Il conformismo della disobbedienza.

La signora Corvini porta spesso un maglione grigio. Ce l’aveva anche ieri quando mi ha spiegato come si schedano i libri. Io le ho detto che lo sapevo già ma una rinfrescatina andava benissimo. In ogni caso le prime schede le vorrà controllare lei stessa naturalmente ho aggiunto. Mi è sembrato che annuisse. Stavamo seduti uno accanto all’altra davanti a un tavolino piuttosto basso. Mi mostrava dei fogli con su stampati dei facsimile di scheda. Quando si è accostata al bordo del tavolo per leggere una parola ho sentito che il maglione cioè il seno sfiorava il dorso del­la mia mano appoggiata lì. “ Mah?! “, ha fatto lei guardandomi con una specie di sdegno e si è raddrizzata. Poi ha ripreso a spiegare e ha continuato per un bel po’ come se niente fosse. Così mi sono meravigliato quando chinandosi di nuovo è restata a lungo con il maglione cioè il seno premuto sulla mia mano immobile. Ho sentito benissimo che è morbido e piuttosto abbondante non ci si aspetterebbe in un tipo così angoloso. (Un sogno?)

25 gennaio

Avevo una casa e una moglie e un figlio e un gatto e un merlo e un’auto. Ma chi era tutta questa gente? Che ci facevano lì? Che storia era quella? Era una famiglia? O piuttosto un film?

Strane carriere: l’ambasciatore nello Yemen del Sud che prima faceva il capostazione.

Il Papa lamenta il “ traffico assordante “.

26 gennaio

Fa un passo avanti con aria corrusca. Poi torna indietro. Bionda nelle tenebre del sabato sera la piccolina strappalacrime gli si rifugia nel cappotto. Proprio di fronte all’agenzia di pompe funebri Giacomini & c.

27 gennaio, Siena

Tutto ‘sto cinema. Mi fa paura.

Questioni (di lana caprina): mostrare è un guardare invertito?

Minoli e Naria faccia a faccia. Il secondo ha fatto dieci anni di galera e non ha capito ancora niente. Il primo ha la faccia di un vecchio vizioso ermafrodita. Naturalmente riesce a dare la colpa ai giudici.

« Apri la bocca, maledetto… apri la bocca! » “. E quello la apre. E la bombola di aria compressa scoppia dilaniando la belva. E quelli che quarant’anni prima portavano la Bomba e che furono mangiati dagli squali sono finalmente vendicati. (Lo squalo, Spielberg, 1975)

28 gennaio

Parlano parlano ma non dicono niente. Vogliono solo essere visti.

29 gennaio

La sostanza metafisica della notizia è esattamente il niente. La sua forma è il suo contenuto. La notizia è puro segno. Nell’ordine estetico del meraviglioso. Illuminazione profana etc. È proprio per-ché siamo profondamente indifferenti a ciò che accade che si può produrre lo spettacolo, l’evento puramente estetico.

Prevalenza del cretino. Prevalerunt.

Le voci fesse (sic) dei telecronisti.

Leggere Linus. Bisognava. (L’ho anche letto)

30 gennaio

Le foto incredibilmente drammatiche degli americani dopo la tragedia. La drammaticità consiste anche solo in un uno sguardo serio o malinconico laddove si è abituati a vedere sempre sorrisi sma-glianti.

Ottima quella luce per scrivere. È tutto pronto. La finestra larga lunga poco meno della parete. I libri in bell’ordine sugli scaffali incassati sotto il davanzale. Il tavolo ad angolo retto rispetto ai vetri. Stando seduti la prospettiva dei colli, il cielo. La sedia comodissima non manca un cuscino per farla perfetta. Sul parquet si riflette il chiarore della mattina. Lavato sbarbato. È tutto pronto. Potrebbe cominciare.

31 gennaio

Invece torna sui suoi passi fino al letto che ha appena lasciato trova che le lenzuola sono ancora calde dove le pieghe segnalano che lì si è dormito ritorna nel sonno per di più c’è lei che dorme un corpo per lui è facile tutto comunque meglio di quel vuoto perfettamente assurdo. Un altro risveglio fallito.

Lo scrittore adotterà il linguaggio del sogno mimandolo allusivamente, servendosi di un lessico francamente regressivo, di un sottoparlato oniroide che si articola entro un registro deliberata-mente depauperato e ristretto in una sintassi sbalordita e deficiente. “ (Dalla quarta di copertina di Capriccio italiano, Sanguineti, 1963)

1 febbraio

LLLa neoavanguardia: scrivere-come-matti?














2 febbraio

” Allora derubai il vecchio… derubai mio padre. I soldi non erano suoi ed egli ne morì. “ (Wells, L’uomo invisibile)

Moravia viaggia perché ogni tanto, dice, “ bisogna sentirsi straniero “. L’Africa gli piace perché lì “ la natura è più forte dell’uomo “.

3 febbraio

A Cecina c’è i cinesi. Chiamati dalla squadra di ping-pong.

Leggo Umberto Curi che su “Alfabeta” scrive su L’anno del dragone, di Cimino. Penso che c’è tanta gente che scrive sul cinema senza capirne niente. Il cinema è insondabile?

4 febbraio

Il piacere di un diario sta nel poterlo sfogliare a ritroso ripercorrendo i giorni. In questo modo si rie-sce a simulare un qualche scorrere del tempo. Il piacere di un diario è che è un modo di riempire il tempo. (Da quando mi è divenuto indispensabile tenere un diario?) (La scomparsa del tempo)

5 febbraio

L’illeggibilità. Cioè la segretezza. Scrivere senza farsi capire. (Avendo letto Viviani su “Alfabeta”)

7 febbraio,Roma

È l’ora in cui chiudono le finestre della scuola. Le persiane sbattendo mi notificano il silenzio già in corso da un po’ senza che me ne fossi accorto. In­fatti ora noto che è scomparso il clamore solito delle risa delle ragazze sciamate da quanto? fuori dal cancello. Anche il fragore del traffico è molto più blando. Si distingue qualche uccello cantare.

Ormai qualunque cosa tu dica non sarà più di un sottotitolo. Mai più?

Come al solito si va lentamente verso la notte. Giornata brevissima ma ancora una volta convulsa.

Ma che, la democrazia fa crescere il naso? “. Scritta murale piazza dei Cinquecento.

8 febbraio

” Detenuti, se volete, scrivetemi “, dice il direttore generale degli istituti di prevenzione e di pena.

Chi è quel cretino che canticchia attraversando la strada? Ascolta bene: sembra una marcetta. Che razza di musica! Lo vedi: sta pensando: “ Che giornata stupenda! È quasi primavera “. Quello stolto sono io.

“ Repubblica sveglia l’Italia “. La quiete pubblica, i disturbatori.

9 febbraio

Il meraviglioso è lo stupore con ammirazione, diceva Moravia in tv. Ecco: da vent’anni io stupisco senza ammirare.

Una cosa accomuna la prostituta e l’artista: la frigidità. Per questo non sono un artista.

10 febbraio

Il libro di Toni Negri, Le mie evasioni è dello stesso editore del  fumetto Alan Ford.

11 febbraio

Cordelli in mezzo agli allucinati del Beat ‘72. È il boss?

In apertura del maxi processo alla mafia Pansa giura e spergiura: non ci faranno tacere. Non ci pensano nemmeno.

Farci l’occhio. Difficile. (Farci l’orecchio anche)

Età mentale tredicianni. Sfido che si sentono innocenti.

12 febbraio

” Con occhi scintillanti di malizia “ (Ellery Queen)

Sharansky libero in quanto dissidente o in quanto ebreo?

14 febbraio

” I hope Russians love children, too “. (Sting, dei Police)

15 febbraio

Ecco come si inventa una ricca vedova di capitano d’industria. Anche servendosi di un detective dal cuore tenero che, intercetta intercetta, si convince che la coppia di adulteri sta rischiando si essere fatta fuori dal marito cornuto. I due invece… (La conver­sazione, Coppola, 1974)

Il cinema, le attrici.

16 febbraio

Questi diari sono un monologo: parlo da solo.

Sanremo. Ecco Flavia Fortunato, una donna travestita da uomo travestito da donna. Ecco Anna Oxa che sale le scale, così si vede che ci ha un gran culo. Ecco Loredana, la negra travestita da negra. Ecco Rettore, una favola di Walt Disney, un cartoon, un cartone. Ecco dove siamo finiti: nel socialismo reale. Che allucinante culo.

Lapsus visivo: leggo “ l’ (a)utop(si)a è necessaria “.

17 febbraio

A Cretinopoli.

Le donne le donne le donne. A che servono? Da bambino lo sapevo.

18 febbraio

I “ comunisti romani “. Senti come suona strano. E a vederli, poi.

Su Repubblica Mauri contro Berardinelli su “ America sì America no “. Finisce zero a zero.

20 febbraio

L’illimitata capacità di de-realizzazione del cinema. Si rappresenta dunque non si fa. La frenesia abolitrice. Si rappresenta tutto dunque non si fa niente.

La tv ovvero la castrazione chez soi.

21 febbraio

Sono informato, scrupoloso, quasi pedante. Proprio come un provinciale.

La dittatura del piccolo anzi minimo.

22 febbraio

Torna il terrorismo “, scrivono i giornali tutti contenti.

23 febbraio

Non so… non so niente. Ed è questo che mi terrorizza. Non avere nessuna idea. “ (Agatha Christie, Ten little niggers, 1939)

24 febbraio

Un vero eroe l’antieroe. Pur di non fare la guerra non fa nemmeno l’amore.

In una rubrica Rai parlando del “ nuovo italiano “ Enzo Siciliano non riesce a celare un’incertezza fra “ insegnare “ e “ imparare “. Giuro.

La disperanza.

25 febbraio

Torna il terrorismo. Esulta l’arcicaccia.

Scrivere? Sarebbe già molto vivere. (Sopravvivere)

Ma si dice  “ potetti “? Secondo Chiaretti, sì. Su Repubblica. (Giuro)

Vasì!… Vasì! “, cos’era ‘sto “ Vasì! “ imperativo, drastico al gonzo stronzo ennesimo dei turisti di quella via rinomata? Giapponese del giorno pretende di restare nello sgabuzzo che lui trova fantastico rettangolare minuscolo con un letto stretto stretto basso basso e un lavandino forse. Il muro si intuisce è un tramezzo di legno. Tutto l’edificio deve essere fatto così, di boites minime cabine ridicole ma economiche. Si è imbarcato il curioso dopo immatura riflessione. Avaro mi-cragnoso spera chissà che cosa per 20 NF. Se la sposa? E lei: “ Vasì! “ rompipalle “ Vasì! “. Non siamo qui per divertirci. Il barbaro afferrò il concetto. Abbozzala. Lievemente scosso per 20 NF discendeva le scale con orgogliosa insicurezza. Fuori la via: mirabile. Dedusse le provenienze: immaginose. Che cinema. Tentava un secondo colpo stavolta per 30 NF. Constatò la differenza risibile una nuance. Da 10 NF. Faceva buio ma poteva insistere. L’offerta cresceva. Avendo tempo che è denaro. Molto molto più tardi decifrò il sintagma visionando Antenne2. “ Vas y! “: vai, dai, dacci dentro, forza, spicciati. Proprio come aveva intuito. Non finiva mai di imparare. Una maestra (un’altra) che non dimenticherà mai. Saint Denis proteggilo.

26 febbraio

Ha una faccia durissima come al solito staccando il biglietto ma non credo che sia per me dev’essere la sua di tutti i giorni alla cassa. Troppo dura anche stavolta quasi mi fa pentire di essere venuto fin qua. Mi domando se faccia parte dello spettacolo un occhio così truce il gesto sprezzante. L’insulto al pubblico richiama il pubblico? Forse sì.

Filippini celebra Turcato “ eroe della battaglia astrattista “. E noi?

27 febbraio

Non era affar mio quel gigante. Non lo era e non doveva esserlo in seguito. Ma meno che mai al-lora. “ (Chandler, Cercate la ragazza, 1935-1941)

28 febbraio, Siena

l demenziale di Stato: i Righeira. Dietro l’esile patina del look stravagante una faccia da carabiniere.

1 marzo

IIn simultanea escono un Montale di Nascimbeni (Longanesi) e un Montale di Luperini (Laterza).













La tv ovvero: i mostri si mostrano.

Olaf Palme era innocente. Innocente come un socialdemocratico.

2 marzo

Al giovane Süskind autore del best-seller Il profumo, Nascimbeni chiede se si è rifatto a Huysmans. Sa un cazzo il giovanotto.

Le Pen ammonisce i francesi: vi stanno facendo diventare un popolo di voyeurs.

Interrogati sull’industria culturale Fortini oscuramente apocalittico Del Buono superintegrato Arpino sprezzante. Ma forse il problema è superato.

Paolo Poli è figlio di un carabiniere. (Bianchini anche)

3 marzo, Roma

Davanti al Grand Hotel il giovanotto con loden blu occhiali di tartaruga pacco giornali fra cui l’Unità e al collo kefiah palestinese.

Incontro Enrico Singer giornalista intelligente abile ambizioso che con fulminea carriera ha con-quistato il posto di corrispondente per La Stampa da Parigi. Nell’occasione mi riconfermo nell’idea che, sì, io ho lavorato nei giornali, ma non sono mai stato un giornalista.

Si può, a rigore, affermare che il giornale “ si legge “? No: il giornale “ si guarda “. E infatti è fatto per essere guardato. Tecnicamente: la tipografia prevale sulla scrittura. Ideologicamente: rinvia continuamente all’universo visibile degli avvenimenti, della realtà esteriore. Il giornale “ mostra “.

4 marzo

Caccia all’uomo in Svezia “, titola Paese Sera. Beata – malvagia – ingenuità.

Benjamin, Parigi capitale del XIX secolo, Einaudi, 1986, costa lire centomila. Vale molto più di una messa.

5 marzo

Ha perso la guerra e si rifà con la celluloide “, dice di Rambo l’impiegato della Sip con l’approvazio-ne delle colleghe.

6 marzo

Nel foyer del teatro dell’Opera ex Costanzi così ordinario addirittura sciatto allo stesso modo del pubblico burino o elegante ma tutto così naturalmente padrone potente residente in culo al resto del pianeta e alcune bellezze opulente messe lì sans phrase. Roma non è una città intellettuale, è la capitale d’Italia.

Donne che ho visto.

Kezich che ha avuto la sventura di stroncare 9 settimane e ½ incappa nella furia delle lettrici che nel nome sacrosanto di Anaïs gli danno del Wojtyla etc. (Comunque aveva sbagliato a stroncarlo)

L’Arbeit macht frei l’arbeiter.

7 marzo

La biblioteca n. 2 mi riconduce alla biblioteca n. 1, e così ricordo la strana felicità di quel tempo. Fe-licità dell’essere lontano, invisibile, tagliato fuori, emarginato, reprobo, straniero sempre. Mi chiedo perché la chiamo felicità mentre era evidentemente tutt’altro, forse pazzia, forse euforia. Di naufrago, anzi di annegato.

Dice che ai giovanissimi piace l’opera lirica. Come, talvolta, anche a me.

Anche qui regna la più sconsiderata euforia: ridono sempre.

9 marzo

Prevarrà il capocomico.

La CGIL scarica Lama e il PCI non ne vuole sapere più. Settantasettizzazione del movimento o-peraio.

Anche la bibliotecaria giovane ci tiene a farmi sapere: “ Qui è un circo “.

Geno Pampaloni e il suo Manzoni. Beato lui.

10 marzo

I comunisti si sforzano di fare i buffoni. Naturalmente il cosiddetto pubblico se ne approfitta. Pro-fessionalità! Professionalità! (Il clan dei vignettisti)

11 marzo

Santuàtniluà con una scarpa rotta addenta un sandwich sapendosi guardata di là dal banco angelica dei pupi sgrana gli occhioni nero mille e una notte vista vista anche lei, madama.

Hanno prevalso quelli che fin dall’inizio consideravano la letteratura un problema chiuso mentre invece è e deve restare un problema aperto.

Il giornalismo impreca depreca esulta piange commemora denuncia etc. ma quello che conta sem-pre è avere una notizia da dare – da vendere.

12 marzo

A tarda sera i quattro ragazzi inseguiti dal vecchio buffo con un bastone. L’avevano tormentato con qualche scherzo. Cose di paese.

Via Veneto diceva Fellini è quella ricostruita a Cinecittà.

Cipputi è il lavoro, cioè tutti i lavori che possono essere oppressi e manipolati da tante ideologie […] ma che hanno comunque una componente irriducibile di autonomia culturale […] Cipputi, rappresentazione visiva del lavoro in generale, cioè di ogni forma di lavoro. “ (Vittorio Foa, sul Manifesto di oggi) [*] [*] Cipputi, penso comunque io, è un fumetto.

Nel cesso accanto al mio il bibliotecario che si chiude a parlare da solo al cesso.

13 marzo

In un articolo del 1980 a proposito dello scandalo Italcasse Calvino parlava del “ paese dei furbi “ e alludeva alla minima minoranza degli onesti in termini struggentemente escatologici. Bisogna ri-conoscere che è esistita una fobia degli “ affari “ (io la conosco benissimo) ma che ormai ha una rilevanza culturale solo nei termini di una nostalgia-culto del passato. Inattualità dell’” onestà “.

Nella fessura del camice dell’assistente della dentista: buio pesto forse una calza fumé. Mistero buffo ma almeno mistero. Punto di vista del paziente.

Vorrei avere la tv, diciamo la verità, o almeno qualche donna per casa.

14 marzo

Le foto dell’Espresso – l’esecuzione di un sandinista. Perché nessuno parla della violenza delle im-magini?

Sarà anche cultura: a me sembrano botte.

15 marzo

I comunisti: l’arte negra dei miei Sessanta.

16 marzo

Back to the future (1985) è un film reaganiano? Di certo è un film hollywoodiano cioè spielberghia-no. Negli anni Ottanta questo regista fa un Walt Disney non più cartoons, ma la potenza fiabesca è la stessa dei grandi racconti degli anni Cinquanta anzi l’investimento fantastico della realtà è portato al suo culmine. Il cinema è la fantascienza.

Fassi a Piazza Fiume trasformato in Jardin d’hiver ossia balera. Ingresso £. 10mila.

Chi vincerà in Francia, destra o sinistra? Per intanto a votare non ci va nessuno (terza via).

17 marzo

L’interruzione del fumare è solo una piccola droga autarchica con la quale da dieci anni a questa parte sospendo il flusso delle abitudini psicomotorie nel tentativo di cogliere una sostanza vitale possibile una autenticità del desiderio un nucleo di voglia di vivere ma fin’ora questa sospensione non è approdata a niente altro che a se stessa, ha contribuito a fare di me un uomo assolutamente sospeso.

L’artefazione sociale media è un problema per l’arte?

Conversazione con il bibliotecario giovane già collaboratore del Manifesto. Chi è Berardinelli? Glielo dico: secondo me un attore, un guitto, un ventriloquo. Ci rimane malissimo.

Potenza della suggestione: nel ‘69 ero finito a Tropea dietro a una racchia e a un chitarrista (di Bologna).

Notizia: scrittori & popolo si è comprato una casa da 800 milioni.

19 marzo

Spero promitto e juro / vogliono l’infinito / futuro // Cupio dissolvi / i soldi.

A proposito di Berardinelli: non lo conosco, ma lo leggerò. Quello che non mi va è di rischiare di essere confuso con i professori in crisi.

Nei Meridiani Mondadori l’opera omnia di Natalia Ginzburg. Mi sembra un po’ un’esagerazione.

Piervittorio Tondelli, Rimini, Bompiani, 1985. Due capoversi per capire che è un goffo “ americano “ in immenso ritardo. Ma che faccia! Nato nel ‘55.

20 marzo

Il socialismo come neoplasìa.

Come si spiega che il pittore dilettante acquarelli un informale niente male nel mentre fotografa la figlioletta come una madonnina di Antonello?

21 marzo

Sindona evade da questa monotonia di cemento ed elettronica scrivendo come un dannato. La scrivania è zeppa di carte, documenti, lui prende la penna e riempie pagine su pagine. Chissà: memoriali, lettere. Forse lo scrivere era per lui un categorico impegno morale da mantenere sempre, in qualsiasi situazione. “ (Dai giornali)

22 marzo

A proposito di The sacred fount di James (1901), Sergio Perosa tenta di dimostrare che si tratta di un anti-romanzo. Io invece avevo avuto l’impressione che si trattasse di un romanzo fallito. Come funziona la critica.

24 marzo

La sesta flotta attacca “, titola oggi Repubblica. Non è un fatto – di cui si può pensare qualcosa: ri-provazione, approvazione, sdegno, entusiasmo… – ma una notizia. Magico circostanziale, esplosiva fissa etc. etc. Non è né buona né cattiva. È nuova. (Cioè bella)

25 marzo

Io non giornalista (che è sempre un giornalaio) ma giornalofago. Giornalomane? Giornalofobo?

Tecnicamente l’opera di TW sembra essere coniugata al passato e al futuro, e mai veramente al presente. Si direbbe che del tratto non vi sia mai altro che il ricordo o l’annuncio: sulla carta – a causa della carta – il tempo è perennemente incerto. “ (Barthes, Cy Twombly o non multa sed multum, 1979, in L’ovvio e l’ottuso)

Preghiamo per le vittime del terrorismo.

26 marzo

Per Natasha, bastardi “, dice Repubblica che pensano i piloti Usa nel golfo della Sirte. Ha dedicato otto pagine alla quasi guerra.

Chi non ride non è di moda “ (Pubblicità murale)

Hanno inventato anche i regali di Pasqua.

27 marzo

Il maledetto Totò: tocca e ritocca.

28 marzo

L’” autoritarismo “ della mediazione estetica.

Qualunque cosa scrivano i giornali hanno il merito (?) di riempire il vuoto.

Aldo Busi, Vita standard di un venditore provvisorio di collants, Mondadori, 1985. A. B. è molto preoccupato dell’espressività del lessico. Nonché della sintassi. Lui punta tutto sul  “ barocco “ (vulgo: intorcinato) nella scrittura. Fa come i giornalisti la parodia dei titoli. Nasconde nei nomi dei personaggi l’immagine dei medesimi con una delicatezza da post-disneyano. Hemingueismo degli stenterelli. Uno stile faticoso: si sente che fa una gran fatica. Il lettore è disposto a fare altrettanto? Scrive: “ deja vue “. E non è un refuso. È un trentenne.

Le Clezio, Deserto, 1985 [1980]. Nella rarefazione del dettato e nell’uso “ atonale “ dei tempi verbali senti che il nouveau roman è qualcosa che funziona ancora. Furba ambientazione belle èpoque, tuttavia ardua per un narratore italiano.

29 marzo

Ricordo che rimasi stupito quando venni a sapere che c’era chi faceva le tesi di laurea a pagamento. (Le faceva sotto i miei occhi)

È ufficialmente matto e in quanto tale gli è riservata una scrivania pro forma nel più deserto dei corridoi del palazzo-bunker. Intorno all’oggetto d’ufficio deambula frenetico tutto il giorno parlando animatamente da solo. Dicevano che dice a tutti di avere viaggiato in tutto il mondo. Oggi partiva per Mantova. Una borsa l’attestava. Dev’essere una delle tante vittime dell’immobilismo.

30 marzo

Morto Franco Tintori detto dai parenti-serpenti “ casello-casello “ e considerato redazionalmente matto.

Lo Stato è come la Chiesa: vuole l’ossequio formale e niente più (o niente meno) (ma soprattutto niente più). Il resto è Edipo.

31 marzo

In preda alla follia ri-comprerei tutto dato che ri-vendono tutto. Anche la collezione delle figurine degli animali. Dove l’avrò messa, mi scopro a pensare con rabbia.

L’immagine deve essere attraente “, dice Lattuada. “ Attraente “ di una scrittura non si direbbe mai.

Continuano a bere il vino avvelenato “, titola Repubblica.

La donna è sempre d’altri e dunque non bisogna desiderarla mai?

1 aprile

Jugenstail “, dice la bibliotecaria giovane e “ un prezzo irriguo “ il giovane bibliotecario.













Erano la prima generazione per la quale il cinema fu, più che un’arte, un’evidenza. “ (Georges Perec, Les choses, 1965)

2 aprile

Ricompare la borsa di Calvi. Vogliono fare il culo ad Andreotti.

3 aprile

Il catalogo conferma: è immane (e inutile) l’opera di Oreste Del Buono.

4 aprile

Dopo la donna-vigile (vigilessa?), dopo la donna-giudice (giudichessa?), dopo, dopo, dopo, ecco a voi la donna-arbitro (arbitra?) (cornuta?). Le donne fanno come gli uomini. Come se la faccenda non fosse già stata abbastanza noiosa.

5 aprile

Il feticismo degli inizi. Ma un inizio vero e proprio non è un colpo di tosse, un’erezione, un cenno della mano. Questo è l’inizismo. Ne so qualcosa io.

L’universo sta precipitando / lo attira una massa oscura “ (Dai giornali)

Un Gr2 dopo i “ rivoluzionari d’Egitto “ sono diventati i “ rivoluzionari egiziani “.

Il bibliotecario del ‘77 (quello “ irriguo “) dice: “ a gettito continuo “. Quello del Manifesto (che scrive) si è già comprato la casa.

6 aprile

Intervistato da un settimanale per giovanissimi Giorgio Bocca dichiara che il giornalismo è un modo di stare a guardare.

Le marionette di Ceronetti.

8 aprile

” Bengiamin “, dice lui. E l’altro lo corregge. “ Tanto è lo stesso “, replica l’incorreggibilecretino.

Per i tipi “.

9 aprile

La luce sui cataloghi chiarisce l’antica pelle dei dorsi. Scintilla languido l’ottone delle sillabe. Dentro si sa l’inchiostro pietrificato del corsivo che un calligrafo vergò nel silenzio forse fra mogani velluti persiste negli anni. Cataloghi in disuso ora da marché aux puces. La cravatta deborda dal colletto del passante bibliotecario. Giovane a lunga conservazione. Una striscia bordò una bianca poi il collo di legno. Brutte verdastre piante sul davanzale. Per un tocco di free. Non hai mai dritta la riga delle calze, signorina. Iena.

La “ questione morale “? Ma parliamo di incesto.

I trapianti.

11 aprile

Ero un giovane antichissimo.

Sono stanco. Di fare da bersaglio.

12 aprile

Scopro che Castiglioncello era luogo d’elezione per un gruppo di attori e cinematografari romani fino dai primi anni dopo la guerra. Panelli, Mastroianni, Suso Cecchi D’Amico etc. Così si spiega Il sorpasso, ma non solo.

13 aprile

Quelli che mangiano rapidissimamente.

Il cinema dice: taci, chi ascolta è sempre un nemico.

14 aprile

Annunciato (con soddisfazione) in tv un servizio sui cannibali delle Ande.

Dall’inizio della sua avventura Léon Delmont è alla ricerca di un libro cioè di un linguaggio. Da quando ha iniziato il viaggio, è sensibile ai presagi che lo modificheranno; ma per sfortuna tutto ciò non era che sogno e incanto, restava nel vago, anteriore all’espressione. Quel « voi » che ricorre per tutto il romanzo ha una funzione grammaticale semplice: situa un linguaggio che si costituisce, si formula, appare a poco a poco, a livello di monologo interiore. La seconda persona lo colloca a metà strada fra l’incoerenza balbettante e il pensiero organizzato. La vera modificazione è quella del linguaggio. “ (Jean Roudaut, Il libro futuro / Saggio su Michel Butor, 1964 [1970])

16 aprile

Reagan dice: “ Gheddafi è matto “. Gheddafi dice: “ Reagan è matto “.

17 aprile

Les êtres les plus bêtes, par leurs gestes, leurs propos, leurs sentiments involontairement exprimés, manifestent des lois qu’ils ne perçoivent pas, mais que l’artiste surprend en eux. A cause de ce genre d’observations, le vulgaire croit l’écrivain méchant et il le croit à tort, car dans un ridicule l’artiste voit une belle généralité, il ne l’impute pas à grief à la personne observée, que le chirurgien ne la mesistimerait d’être affectée d’un trouble assez frequent de la circulation; aussi se moquet-il moins que personne des ridicules. “ (Marcel Proust, Tempo ritrovato, 211, cit. in Maurizio Ferraris, Bal dê tetes. Bête, bêtise e identità nella Recherche, in “Aut Aut”, 206-207, maggio-giugno 1985)

18 aprile

L’erba e le margherite carezzate dal vento fuori dai vetri della sala periodici.

19 aprile

6a edizione, 75mila copie: La prevalenza del cretino è un best-seller. Il cretino si sente intelligente (Del resto c’è scritto: “ Il cretino è sempre un altro “). (Il cretino legge, acquista, si informa: è ” intelligente “)

Alfonso Berardinelli, L’esteta e il politico – Sulla nuova piccola borghesia, Einaudi, 1986. Berardinelli nell’adolescenza era triste e voleva fare lo scrittore. Io nell’adolescenza non ero triste.

Il bibliotecario di anni ventinove che lavorava alla Manifattura Tabacchi che ha tre figli che una ce l’ha in affido che si sta facendo la casa.

Il giornalista radiofonico che legge Montale: come lo legge. L’avvocatessa al processo di mafia che arringa: come arringa.

20 aprile

La bibliotecaria di gruppo zeta che canta L’inno al-la gioia.

21 aprile

Per anni mi sono chiesto: ma con chi ce l’hanno questi? Ora lo so: con me.

Rettifica: io, sono cretino. (Il cretino sono io)

22 aprile

È primavera. Ricominciano con il mostro di Firenze.

23 aprile

Come Stravinskij, Proust ha accettato il presupposto per cui nella  « modernità » del Novecento si sa che si costruisce comunque con materiali sintetici, inautentici, però critici; e l’unica possibilità di riuscita può risultare davvero il pastiche, in quanto atto creativo-critico di Invenzione Indiretta. E l’unico Valore non illusorio? L’originalità, d’accordo: ma a patto che l’unico criterio critico valido sia la Parodia (appunto perché ogni atto creativo nasce anche nello stesso tempo come giudizio critico, prima di tutto su se stessi) […] Proust era […] partito dalla conclusione che l’originalità è il solo valore letterario e la parodia l’unico valore critico: la Recherche ultimata riconfermava il manifesto-programma per cui oc-corre attraversare il pastiche fino in fondo per non cascarci dentro senza volerlo. “ (Alberto Arbasino, Proust e gli apprendisti, in “Paragone-Letteratura”, 422-424, 1985)

Fermi tutti gli orologi della biblioteca. Caso o progetto?

24 aprile

La noia è che il gioco si è fatto troppo scoperto. La noia sono i noiosi.

26 aprile

Forse le deve essere grato oltre ogni misura forse le deve giurare fedeltà sempiterna forse è la donna della sua vita la capufficio che tempestiva – se ne rende conto – gli ha fornito il magico nome della vernice contro l’umidità: Idrostop. Lo aiuterà a fermarsi?

28 aprile

Volare (1958) è, dice, la rivoluzione copernicana della canzone.

Davanti alla bancarella dei libri usati un frocione che fa dello spirito su Il mio Carso di Slataper.

Porta Portese si dilata all’infinito. Un incommensurabile vuoto.

E il giornalista gli spara addosso un Balzac: “ La moglie è uno schiavo che bisogna saper mettere sul trono “.

29 aprile

Dieci anni in cui il mondo ha sconvolto i comunisti.

Moravia ci tiene a far sapere che non è “ decadente “ (come Thomas Mann).

L’anno prossimo negli USA ci saranno, dice, un milione di miliardari.

L’imbalsamazione del mondo.

30 aprile

Indovina qual è il titolo dell’editoriale di Scalfari nel giorno dell’allarme/ismo per la nube atomica di Kiev: La paura dal cielo.

A proposito di titoli, come ti suona (sempre su Repubblica): “ Uccide con il coltello / la madre del marito “?

Non c’è verità nelle notizie e non ci sono notizie nella verità “: a quanto pare è un calembour sulla Pravda. Ma potrebbe anche essere qualcosa di più.

L’unico lavoro che non ci piace fare “, dice il manifesto del PCI per il 1° maggio. Nel poster si vedono due aerei, uno mentre si alza in volo dal ponte di una portaerei, l’altro già in cielo. Quale sarà questo lavoro che non gli piace fare? La guerra o volare?

2 maggio

IIIo non ho più voglia di fare niente. Anzi: ho voglia di fare niente. (Fare un bagno?)













L’irriducibile abitudine al rapporto immediato con i testi: quasi un vizio. Tollerabile per la letteratura (tutto sommato io so “ leggere “) intollerabile per il resto: non so vedere, ascoltare, etc. Per ora occupiamoci del saper vedere.

Morti inspiegabili: Tamburini del Male e poi di Frigidaire trovato putrefatto dopo quindici giorni in casa sua.

Su Amica uno strano articolo di Romano Giachetti su Salinger che da trent’anni è sparito dalla circolazione. Sembra quasi che il giornalista pensi che gli sta bene. Non era poi un così grande scrittore…

3 maggio

Le ondate: chi fa il surf, chi fa il morto.

Povero Beuys e la sua arte povera.

I due sposini di Battipaglia (SA) in viaggio di nozze a Sri Lanka (Ceylon)

Ventimila per una pippa in macchina sono molte sono poche o non sono niente?

4 maggio

L’anticomunismo è il filo nero che tiene insieme la società occidentale dal 1917. La saldatura si rea-lizza a un livello molto profondo come pura paura. In questi anni Ottanta anzi in questo Ottantasei come paura della contaminazione (cioè dello sporco cioè della malattia cioè della miseria cioè della morte).

I like bike “ leggo sulla foto. Finirà che odierò anche la bicicletta.

5 maggio

Quaderni piacentini ospita nell’ultimo numero (aprile ‘85) uno stupido articolo stupidamente anti-eroistico di due giovani stupidi analfabeti sulla vita e le gesta del più stupido degli eroi possibili: Enrico Toti. Una stupida fine per una rivista che (dice) fu intelligente.

6 maggio

C’è qualcosa di ripugnantemente infantile nella troppo pronta assimilazione della lingua del paese adottivo da parte di certi emigranti.

Sembra impossibile ma è così: una repubblica fondata sul “ contro “.

Di una cosa sono sicuro: non sono mai stato un tifoso.

7 maggio

Alla fine quello è riuscito a farsi pubblicare un pezzettino su “Nuovi Escrementi”. Ino ino.

8 maggio

Il caso-Comisso, scrittore & omosessuale: “ Treviso è divisa

Il demone della parodia.

10 maggio

Milan Kundera, Lo scherzo, Adelphi, 1986 [1965 o ‘67]. L’insostenibile mediocre profugo serve ai post-comunisti per dissacrare il socialismo reale con un kafkismo di maniera sfornato come se niente fosse negli anni Sessanta.

La nube la nube la nube la nube la nube…

11 maggio

L’unisex è la castità socialdemocratica.

La marea umana che occupava il centro di Roma: clown, acrobati e burattini, ciclisti, contadini e femministe arrabbiatissime, colombe, marciatrici scalze e maschere antigas, pifferi, tamburi e tamburelli “ (Dai giornali)

12 maggio

Va bene: sono malato. Ma in quanto tale avrò pure dei diritti.

Anti qui, anti là. Come specchi.

13 maggio

In fondo alla strada finalmente deserta ritornata lunga e diritta nella pausa del crepuscolo splende rosa e oro una fetta di città tetti terrazze di nuovo lontani. Dura soltanto un attimo la rinnovata emozione di un aldilà del territorio abituale promessa di una sconosciutezza che la prospettiva dell’asfalto rinnovellata in extremis esalta. Solo un momento o perché so benissimo quali tetti quali terrazze sono quei presunti lontani o per difetto nuovo dell’antica immaginazione. Sospetto che siano gli ultimi altrove.

15 maggio

Nella fotografia di Starace di fronte al plotone d’esecuzione partigiano c’è una rigidità impotente che ha molto in comune con quella dell’ultima fotografia di Proust. È un accostamento paradossale? (Certo, nella prima prevale l’arroganza buffonesca e spettacolare dell’uomo di teatro mentre nella seconda c’è la malinconia illimitata e stupìta dell’uomo sensibile) (Tuttavia ogni accostamento – a certe condizioni – è consentito anzi ineluttabile. È l’epoca degli accostamenti. Estote parati)

16 maggio

Io sempre difeso il padre. Che però era il figlio.

17 maggio

I finti tonti. (I finti buoni)

Non è successo niente. È successo niente.

La “ napoletanità “, ovvero la borghesia napoletana dopo le stragi del ‘99. (Dice Placido)

Grande grandissima (20mila) folla silenziosa e commossa ai funerali del pilota romano De Angelis.

È solo spettacolo, dice Andreatta della nuova lira.

Vedi Cannes e capisci come lavora il cinema. Rosa Luxemburg come Teresa d’Avila.

18 maggio

Per essere un malato immaginario mi sento veramente troppo male.

Il ministro Degan, le mogli dei fumatori.

L’altra faccia degli anni Sessanta: il mago Zurlì.

Nessuno protegge gli adulti dai bambini.

19 maggio

Grandi celebrazioni per Celestino V.

Pampaloni puntualizza che la colpa della critica letteraria contemporanea non è tanto quella del-l’abusare di tecnicismi, di compiacersi dell’oscurità del linguaggio, di eccedere nella pratica del-l’analisi, quanto di essere essenzialmente “ avalutativa “.

Di sicuro dice il teologo Sergio Quinzio c’è soltanto il venerdì di passione, cioè che Cristo è morto. La Pasqua, cioè che sia tornato, resta da dimostrare.

“ Mangia… mangia “, disse la nonna. Fu allora che fui mangiato.

1265 sono i libri di poesia (fuori collana) ricevuti nell’85 da Pampaloni.

20 maggio

Frosinone “ capitale della video-poesia “.

21 maggio

Per il giornalista Forcella “ Cernobyl è stato un evento straordinario, uno dei pochi grandi eventi simbolici della nostra epoca “. Il medesimo redarguisce Citati perché “ ironizza sulla « apocalisse inventata » “. “ Gli uomini di lettere più degli altri – dice – dovrebbero sapere che le cose importanti della vita avvengono non nella realtà ma nell’immaginario. “ Il giornalista non ha mai sentito parlare di differenza fra vita e letteratura?

23 maggio

Arrivo trafelato in ritardo di dieci minuti. E invece niente, stavano a chiaccherà.

L’antica boutade: « Chiavi? » « No, soldini ».

24 maggio

Pietro Ingrao ha pubblicato un libro di poesie.

Non è bella la pazzia. E io sono impazzito: ora faccio cornici.

26 maggio

Interessante (ma non più di tanto: conferma solo quello che si sapeva già benissimo) la foto di un Craxi 1960 poco più che ventenne seduto per terra appoggiato al muro jeans e camicia la testa reclina i labbroni dischiusi gli enormi occhiali neri in mano sulle gambe una chitarra.

Praticamente nuda la tabaccaia di Piazza Alessandria. E andiamo a incominciare.

27 maggio

I fischi democristiani a Craxi. Cfr. i fischi socialisti a Berlinguer.

28 maggio

Ma tutti questi ricercatori che cosa cazzo ricercheranno?

Nell’intervista a Biagi Gheddafi fa notare che la sua è una prospettiva  “ verde “.

29 maggio

Le riviste di architettura sono molto interessanti. Lì la storia c’è ancora. Somiglianze, restauri, riusi: il vecchio e il nuovo restano separati chiaramente (il pastiche quando c’è è intenzionale) (idem per la grafica, la fotografia, il cinema).

Io non ho mai giudicato gli altri per i quattrini che avevano o non avevano. Gli altri invece.

2 giugno, Siena

iiii “ nuovi ricchi “. “ Nuovi “ e “ ricchi “.














3 giugno, Roma

L’immagine: ma l’uomo medio si accontenta di poco: un campo verde con strisce bianche ventidue giovanotti in calzoncini corti con maglietta colorata a piacere tre signori vestiti di nero una palla. Che salta.

4 giugno

Sembra quasi impossibile che ci sia stato un tempo in cui la letteratura “ ingannava “ qualcuno.

Mi hanno rubato un’eternità. Dovrei riuscire a pensarne un’altra?

E la personalità anti-autoritaria chi la studierà?

Barthes fotografato sempre con la sigaretta in bocca. Idem Sartre idem Camus. Letteratura = fumo, dice il fotografo?

5 giugno

Eroi del nostro tempo: lo scalatore Messner (Scalatore = arrampicatore?)

Storia del . C’era una volta il POCO ma presto fu di troppo. Così si tagliò di quel CO finale sordo inaccentato inutile lento. Si consentì a un apostrofo. Piccolo. Alla memoria. Passarono gli anni corse l’inchiostro pennini si infransero biro ruotarono a vuoto per quanto sfregate o alitate. Del POCO non si seppe più nulla era già molto se persisteva quella buffa virgola appesa a mezzaria. L’insofferenza cresceva. Con quanto abbiamo da fare! Gli abolizionisti del segnetto residuo tuttavia esitavano. C’era un pericolo: l’equivoco. Si sa di un fiume PO che tutto è stato ed è fuor­ché POCO salvo è evidente nei mesi più caldi. Inoltre il fiume scorre abitualmente lento grandioso triste: non è roba da alzare la voce. Dunque niente apostrofo. Ma nemmeno accento. Giù le mani dal PO. Il mutilato invece il PO ex POCO pourquois pas? Accentarlo anche gli starebbe benissimo e poi rende l’idea: non fu un deperimento della lingua una lunga erosione miseria cresciuta del parlato e scritto. Invece una frattura fu anzi una scelta un taglio netto come si dice e si fece. Non senza un certo gusto. Sadico clinico. Sì: andava fatto. Abbiamo sopportato abbastanza è stata diciamolo una liberazione. Accentiamolo accendiamolo facciamo festa un gran bel botto che carnevale anche soltanto con un PÒ anche soltanto per un PÒ.

9 giugno

La Capria scrive sul “ romanzo non riuscito “ (ovvero “ romanzo incompiuto “, “ romanzo interrotto “) (il Finnegan’s di Joyce come modello per tutto il romanzo moderno) distinguendo tuttavia saggiamente fra il “ romanzo veramente non riuscito “ (cioè tentato) e il “ romanzo falsamente non riuscito “  (cioè il moderno come “ maniera “ alla portata di tutti i narratori per quanto modesti).

Il pubblico pagato degli show televisivi.

Il programmatore di computer è asettico e indifferente alle aspirazioni letterarie dei più giovani, ma cova un’inconfessata attrazione per il romanzo. È proprio dalle pagine di Tropico del Cancro che sembra uscire, come per caso, la prima delle donne fatali di quella notte da incubo. (Fuori orario / After hours, Scorsese, 1985)

Da chi era diretta l’orchestra filarmonica di Berlino? Da Herbert von Karajan. Gavazzi? Pierino. E la vita? Continua.

10 giugno

A nome dell’ADIC (Associazione Donne Indifferenti al Calcio) Beniamino Placido confessa di aver finto di appassionarsi al Mundial ma di non farcela più. In cambio ci vorrebbe un mese di Dinasty

Nel mondo dell’informazione guai a essere troppo informati.

I ragazzini che suonano i campanelli e poi scappano. Anni Cinquanta?

Gli anni Sessanta: una parentesi?

Che strano! Sono ancora vivo.

La capufficio non legge Linus ma Topolino sì.

12 giugno

Sulla copertina di Scribilli (Feltrinelli, 1986) la foto di un Sanguineti che fuma.

Serata di Mundial tv al bar di piazza Alessandria. Le due turiste si siedono in faccia alla piccola platea, tutta maschile. Andandosene una ci scatta una foto. Titolo: sportivi mediterranei.

13 giugno

Dichiarazione: “ I problemi del mondo non sono soltanto quelli di chi è alto un metro e ottanta, ma anche quelli di chi è alto un metro e sessanta.Bassini di tutto il mondo etc.

Il pomeriggio di pioggia spezza la luce ferrea della monotonia. Guadagnando l’uscita vera e propria alla fine del corridoio di lamiera è un gran ritorno improvviso e caotico di tutti i ricordi possibili. Schegge di emozioni enormemente lontane amore Torino tristezza. Come in un sogno del sogno.

L’assassino della modella si toccava l’uccello. (Dice)

14 giugno

La resistibile ascesa di Giordano Bruno Guerri.

Il super matto mi fa notare che sono l’unico toscano della biblioteca.

15 giugno

Veni vidi vini.

I giornalisti non scrivono mai la verità. Un po’ perché non vogliono un po’ perché non possono un po’ perché non ci riescono.

Da bambino ai giardini: guardavo fra le gambe delle mamme degli altri.

Bevo whisky ma mi ricordo ancora di quando mi faceva schifo. Ci sono abitudini che non si riesce a prendere.

Un’eminenza rosa: Mario Giobbe (quello di Tutto il calcio minuto per minuto).

A Siena c’è il Festivalbar.

16 giugno

La maggioranza parassitaria.

Parise su Benny Goodman sul Corsera. L’esaurimento del sogno americano.

Il malocchio.

Non sono mai stato un “ giovane d’oggi “.

17 giugno

Italia-Francia: chi se ne frega?

La famiglia Moro non va al processo Moro (ter).

20 giugno

Nessuno lo sa ma è incredibilmente alto il numero dei mancini.

25 giugno

Istigato dal babbo ho comprato la tv.

26 giugno

Gli italo trattino.

La cul-tura.

27 giugno

Il mio desiderio di avere fratelli provava fin dall’inizio che non ne avevo naturalmente nessuno.

David Leavitt, americano importato da Leonardo Mondadori non è da leggere, è da guardare. D’altra parte lui dichiara: “ Non c’è contraddizione fra la letteratura e la tv “.

28 giugno

Invitato ad Apostrophes l’americano Updike sembra più vecchio (artefatto, impomatato, circospetto, incipriato: europeo) dei suoi ospiti francesi (Pivot & C.). Giovane è l’Europa (dei giornalisti)?

29 giugno

Con la tv ti arriva il mondo in casa. E non accenna ad andarsene.

30 giugno

La rivoluzione tecnomitologica.

A Firenze l’anno europeo della cultura sarà ufficialmente inaugurato da una prolusione del filosofo Eugenio Garìn “, dice il tg. Ti sta bene, Firenze. Ti sta bene, Garìn.

1 luglio

Per una buffa concidenza oggi sul giornale compaiono due foto che si somigliano molto. Nella prima Maradona solleva in alto la coppa del Mundial vinto dall’Argentina, nella seconda, qualche pagina dopo, il pittore Daniel Buren innalza il Leone d’oro della Biennale di Venezia. Ne deduco che (le foto de)i vincitori si assomigliano tutte/i.









Vivere mi annoia, dunque mi innvosisce, dunque mi deprime. Molto meglio dormire.

Anche l’Osservatore romano ora preferisce chiamarsi OR.

Perché ridono in quelle gabbie? “. L’umorismo è la continuazione del terrorismo con altri mezzi.

Alle obiezioni di Toraldo di Francia si replica che il calcio è un linguaggio universale contro le “ astruserie della politica “.

2 luglio

Filippini s’incazza e attesta l’analfabetismo dei curatori della Biennale.

Per la Corte Suprema USA sono reato l’inculamento e il pompino.

3 luglio

Che ci fa un’odalisca fra gli impiegati gli spazzini i motorini, alle ore otto della mattina?

La mano di Maradona “ richiama “ quella di Piola. Gli eterni annitrenta.

I crediti inesigibili (verso il Terzo Mondo).

5 luglio

Una graffe nell’orecchio per smettere di fumare “. Tanto vale dire:  “ orecchino “.

Il matto pretende di essere chiamato dottore. Ecco perché è matto.

Nell’annuario dei bibliotecari 1975 ci sono anche io. Risulto in “ aspettativa per motivi di fam-glia “.

Per Cesare Garboli Verdiglione come Lacan come Barthes come Toni Negri: tutti impostori della cultura.

6 luglio

Ho tante cose ma non so che farmene.

“ Benvenuti a questa serata venefica “, dice dal palco di Verona il presentatore di Opera for Africa.

7 luglio

E se “ giornalismo di sinistra “ fosse un ossimoro?

Anni di piombo o culi di pietra?

(i) / (ii) / (iii) / (iiii) / il nitrito / del critico.

8 luglio

La morte del “ re del mobile “ nell’incidente aereo. Con la sua amica, la “ donna magistrato “.

Anche il poeta Lolini nella seconda in commedia si è fatto un look all’uopo: una via di mezzo fra Fred Bongusto e Jimmy Dean.

Leggere Luciana Savignano (che non è una ballerina farfalla ma un vegetale un rampicante una marionetta autogestita che non balla ma indica il danzare elabora il gesto puro la segnaletica la grammatica del corpo danzante).

9 luglio

È davvero così strano che il professore di storia del teatro di mio figlio ne faccia a quanto si dice l’i-mitazione?

10 luglio

Mai sentito parlare degli scherzi da monache?

12 luglio

È Spatola che ha copiato me o sono io che ho copiato lui? (Alla Quadriennale)

Luciana Savignano insignita del cavalierato della Repubblica.

13 luglio

Il fatto è che io mi sento in torto. Come un morto.

14 luglio

La polluzione culturale.

16 luglio

L’ascensorista serve per far salire. Il contrario del restare con i piedi per terra. (L’appartamento, Wilder, 1960)

17 luglio

L’unisex è Fred Astaire e Jane Powell in Royal wedding, (Stanley Donen, 1951) (Quello del ballo sul soffitto)

Quelli che-hanno-fatto-la-fame.

19 luglio

Quello che nel racconto di Wells era un eroe tragico-patetico nel film del ‘33 diviene un mostro sanguinario (L’uomo invisibile)

Una verità: Fellini mi ha sempre fatto un po’ schifo.

Dal giornale al giornale alla biblioteca: padelle padelle braci.

22 luglio

Per la De Federicis quella di Berardinelli è la vecchia piccola  borghesia.

C’è mai stato qualcos’altro oltre il cinema?

23 luglio

La virata pop della monarchia inglese in occasione del Royal Wedding di Andrew e Sarah. L’orsac-chiotto sul cocchio reale. Il cartello “ phone home “.

24 luglio

Che cosa fanno i turisti giapponesi alla Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele II? Fotografie.

Per Filippini la “ genialità “ di Verdiglione consisteva fra l’altro nell’aver capito che “ la cultura è un blasone (di cui del resto di fregiano tutti, dai gonzi ai furbacchioni) e soprattutto un enorme e redditizio congegno di copertura: non più una funzione di verità ma una macchina di dissimulazione della nuda e durissima realtà “.

25 luglio

Il caso del pensionato baby dei Beni Culturali impazzito e abbattuto dalla P.S.

26 luglio

Sto cominciando a ingrassare.

È la notizia falsa e tendenziosa del suicidio del figlio che ha fatto morire di crepacuore la contessa di Saint-Fiacre. È successo quando la nobildonna ha letto il ritaglio di giornale predisposto ad hoc fra le pagine del messale. Si capisce bene perché questo Simenon del ‘37 sia diventato un film nel ‘54. (Delannoy, Maigret e il caso Saint- Fiacre, 1954)

29 luglio

Non c’è nemico più invisibile di un falso amico.

Ho sognato la guerra di Spagna e avevo capito tutto. Ma svegliandomi in mezzo alla notte non sono riuscito a ricordarmelo.

Spadolini fa sapere che ha tenuto un diario della crisi.

Con l’universo orrendo i media ci fanno pranzo colazione e cena.

Euforia? No, grazie.

Fanno più di tre mesi che ho letto l’ultimo libro (per intero).

L’” Esodo “. Roba da giornalisti. Roba da ebrei.

30 luglio

Come parlano come scrivono male. Anche quando sembra che il discorso fili ecco il particolare rive-latore la pietra dello scandalo.

Nel cinema tutto è fatale.

L’uomo senza volontà. (Io)

31 luglio

l “ beneplacido “.

Si dichiara di origini basse cioè povere, ma non è vero. È la psicoanalisi che insegna a dire bugie?

Questo branco di feroci ipocriti chini sui libri come belve sulla preda uccisa.

Morto David Cooper antipsichiatra. Così s’impara.

2 agosto

IIIIIl sindaco DC di Olbia dove la DC ha promosso una crociata anti-gay si chiama Battista Orecchioni.













Ho sempre odiato viaggiare.

Lo Stato assistenziale all’ultimo – presumibilmente? prevedibilmente? preoccupantemente? – stadio della sua esistenza, lo Stato democristiano è qualcosa di veramente disgustoso.

3 agosto

Che cosa è questo “ alto “ in cui sto ormai controvoglia come in una gabbia o una rupe incatenato soggetto alle ingiurie dei sottostanti che tali sono solo in quanto scelsero di appostarsi in basso met-tersi sotto in quel momento in cui il tempo sembrava salire?

Tutti questi libri che compro nella certezza che non li leggerò mai.

Inutile insistere sulla questione della verità. Esiste solo il consenso. (Una volta d’accordo fanno quello che vogliono)

Antenne 2 ora si pronuncia – pronuncia se stessa – A’ deux.

4 agosto

Strano che sia cominciata con l’esaltazione della storia la più formidabile operazione di abolizione della medesima.

5 agosto

La fortuna – televisiva? – di Mireille Mathieu doppio prêt-à-porter di Edith Piaf.

Dicono i comunisti che Craxi il decisionista decide in realtà solo quello che vuole la DC. Forse la realtà è che Craxi e la DC vogliono effettivamente la stessa cosa. Le donne con le donne possono.

6 agosto

Le donne, vere o presunte.

La collega si confida: da dieci anni almeno qui nessuno fa più niente. Si va verso la – esita a dirlo – paralisi.

Le vedove, le orfane: le donne senza.

7 agosto

Il Sud: il terzo mondo chez nous.

L’Opera selvaggia. (Rossif, anni Sessanta)

8 agosto

I ladri legalitari.

Da tre anni: mi trascino.

Perlini in tv fa una Didone hard core.

9 agosto

Per il giornalista la notizia è una soddisfazione in quanto tale. Il suo piacere del testo.

10 agosto

Il Papa dai boy scouts la dieta mediterranea l’operazione marevivo il muro di Berlino: è domenica, anzi è un incubo.

Trent’anni dopo il ‘56 in Ungheria il primo Gran Premio di Formula 1.

Sul palcoscenico del teatro greco di Taormina Pippo Baudo proclama un “ rièmpino “.

12 agosto

La crociata contro i saccopelisti. O è meglio dire saccopelosi?

Era un violento dice il giornale del ragazzo morto a quindici anni per overdose.

La timidezza è una malattia?, si chiede il giornale.

Sono un video-soccombente.

Nella vignetta di Rep il saccopelista è raffigurato come un bruco. In quanto una farfalla à venir?

Proust è per tutti. Dunque anche per me?

13 agosto

A proposito della proibizione della canzone napoletana ‘O sole mio, bandita dalla laguna venezia-na, vorremmo rammentare all’assessore del Turismo la pagina dedicata da Marcel Proust, nella Recherche du temps perdu, ove la febbrile rievocazione del déchirement dal corpo della madre è resa più incisiva e macerante proprio perché sottolineata dalle note della canzone partenopea scandita dai gondolieri veneziani. Quindi ‘O sole mio a Venezia vanta solidi diritti di sopravvivenza. E se i gondolieri omaggiano – perfettamente consci e compresi di perpetuare un’illustre tradizione – la memoria di Marcel Proust, ci si chiede perché mai un povero Assessore non trovi il tempo di leggere la memorabile rievocazione proustiana. – Benedetta Buccellato, Luca Coppola – Roma “ (Dai giornali)

14 agosto

Il guardone morto d’infarto a Villa Borghese.

16 agosto

Chi ha detto che si debba scrivere un romanzo? Perché non un’autobiografia – proprio così: la vituperata, la vietata -: un libro di ricordi. Ammesso che lo si possa. Ammesso che lo si voglia. Chi ha detto che si debba scrivere?

Agosto 1986: le “ parolacce “ a Radio radicale.

Oggi ho fatto il record: 12 ore di tv (quattro cinque film, un Palio, un Liverpool-Everton, una dozzina di telegiornali)

Antoine Doinel (alias Jean Pierre Leaud) ricoverato per delirio di persecuzione. Notizia da Antenne 2.

18 agosto

Dio esiste. Ma non per tutti contemporaneamente. Va e viene.

Rimasti in città: le vecchie e i gatti.

A differenza degli animali le piante non si prestano alla manipolazione simbolica in senso antro-pomorfico. Figuriamoci i sassi.

Il protagonista dell’estate ‘86 è Bobo. Uno stronzo con un nome da cane.

Ci voleva un film del ‘41 per apprendermi che Tosca fa Tosca di cognome (con Argentina Imperio – Floria Tosca, Michel Simon – Scarpia, Rossano Brazzi – Mario Cavaradossi)

Nomi d’arte: Raffaella Carrà (sic). La tv dopo il cinema dopo il melodramma dopo il baraccone.

L’imperativo dell’” ironia “, cioè del teatro.

20 agosto

Parise: ictus.

Per A. A. R. c’è un tappo che impedisce all’Italia di crescere.

21 agosto, Genova

La mia monotonia ossessiva. Mi tolgo di casa dopo giorni, acciuffo un treno, arrivo fino a Genova. Lì precipito come previsto nel mercato suk casbah etc: roba vecchia e nuova fra cui libri ovviamente e puttane ovviamente. Non resterebbe che comprare qualcosa. Per questo riprendo il primo treno per Roma. Come previsto non sono andato da nessuna parte.

22 agosto, Roma

L’Edipo delle donne: esiste?

Al tramonto gli ultimi sulla spiaggia in quel sospiro beato della grande sera. Visti dal treno. Vacanze a mezzo terzi.

23 agosto

Buccia di banana (Ophüls, 1963). Cfr. La stangata (George Roy Hill, 1973)

Delitto fra le scimmie. L’etologo che ha ucciso la collega per invidia professionale.

Mirabile cosa il giornalismo che parla sempre di quello che non sa anzi proprio perché non lo sa a qualcuno che sempre non lo sa anzi proprio perché non lo sa. La notizia è l’equivalente generale di questo universo mercantile.

24 agosto

Perché mi arrabbio se il tg dice “ congenito “ in-vece di “ congeniale “?

Il ragazzo romano pestato a sangue perché somigliava a un altro. (Vedi: civiltà dell’immagine)

Il turista belga seviziato dai bambini svizzeri con cui giocava agli indiani. (Vedi sopra)

Negli intervalli riesco anche inopinatamente ad uscire e senza patire troppo il caldo andare a piedi giù fino a S. Andrea della Valle in una Roma ancora insperatamente deserta. (Il resto del tempo lo passo disteso sul letto)

Vogliamo dire “ flaneur “? E diciamolo. (Una via di mezzo fra “ flanella “ e “ viveur “)

Antiautoritarismo ‘86: il giovanotto di Foiano della Chiana che ha ucciso il carabiniere avendo ricevuto pare alcune multe.

25 agosto

Sulle piscine che sembrano piene e che si rivelano vuote con grave danno per il tuffatore ora ci fanno gli sketches i comici delle tv private.

Ora che il posto fisso non c’è più “, dice Bruno Vespa. La faccia di neo bronzo del neo burocrate.

Il volto abitudinario “, dice il tg1 al suo abituale anzi abitudinario spettatore.

Forse perché la strada è ancora deserta forse perché è ancora questo agosto infinito: il vecchio di fronte ascolta musica giorno e notte ad altissimo volume.

26 agosto

Più piccola la fava più grossi i piccioni.

Del Giudice, che corse al capezzale di Calvino, è corso al capezzale di Parise.

Sono diventato amletico (alla lettera).

27 agosto

” Falcao “, “ Cerezo “: nomi d’arte dei travestiti.

28 agosto

La tv non è diabolica. Ribadisce la realtà della realtà. La quale è comunque diabolica, cioè falsa.

La sinistra Sinistra.

Imperversano i festival i campionati le feste. È la memoria collettiva?

Parlando degli uxoricidi suicidi di agosto l’avvocatessa Tina Lagostena Bassi fa intendere che dopotutto i diritti della donna consistono nel non darla se non ne ha voglia.

Gli schermi giganti.

30 agosto

Credo che quella accessibile – visibile – tramite la tv sia qualcosa di più della realtà. È una surrealtà, una iperealtà, una superrealtà, una strarealtà. E il telespettatore è un supervoyeur.

Nello spot La droga è merda è il piccolo (di età? di statura?) che salva la ragazzina dal grande (di età? di statura?) corruttore.

Ho rivisto in tv i giapponesi infarinati di quasi dieci anni fa nel cortile del Palazzo Pubblico a Siena. Quelli che stanno vincendo la pace. (La rivincita dell’asse Roma-Berlino-Tokio)

Si chiama Liliano e ha fatto carriera: il progetto della mamma.

31 agosto

Il progresso degli studi su Dante di cui si rallegra Maria Corti non mi pare potrà mai darmi niente di più di quanto ricevuto dal mio indimenticato professore di Liceo.

1 settembre

CCiao mamma! “ “ Ciao papà! “, dicono i cartelli sulle gradinate dello stadio. Si presuppone che i genitori stiano guardando. La famiglia come pubblico.











Curiosità: il Cile di Pinochet è l’unico paese dell’America Latina che paga regolarmente i suoi debiti con il fondo monetario internazionale.

La solitudine è preghiera. Beata solitudo etc. Si chiama anche: raccoglimento.

2 settembre

Non l’avevo mai sentito prima ma secondo me Pavarotti canta male.

Mi sembra sempre che sia troppo tardi: per scrivere, per leggere, per  fare qualsiasi cosa.

I sit-in. Vedi: restare seduti. (In Saranno famosi)

Virilio parla di ville-cinéma. Bravo.

3 settembre

Nella occidentalizzazione del mondo lo sport è il cavallo di Troia.

Chi non ride è fuori moda “ (Pop 84). Tassativo. Piazza Galeno, m. 6 X 2.

4 settembre

È molto semplice: sto perdendo le guerre stellari.

Per Beniamino Placido il Falassi è “ uno studioso italo-americano “.

5 settembre

” È una continua ricerca “, dice il più vecchio. “ È una continua riprova “, dice il più giovane. (Raiuno)

Marie-France Pisier, attrice di Truffaut, si è data alla letteratura. Presentando il suo secondo libro, dice che Truffaut l’amava tanto (la letteratura), infatti fece Farheneit 451. Che, se non ricordo male, è un brutto libro.

6 settembre

Il Diavolo non esiste, afferma il Grande Mentitore. I fedeli consentono.

C’è chi alla mia età ha un figlio di vent’anni (io) e chi a sessantanni aspetta il primo (il regista Citto Maselli).

La nuova Canon elettronica. Gli straordinari progressi della fotografia.

L’Associazione Dolore & Rabbia (sezione francese).

7 settembre

Il tempo è tiranno “ (Corrado, La corrida, Canale 5, ore 21,30).

Il Papa sul Monte Bianco. “ Da che pulpito… “.

Ecoutez France culture / La culture c’est l’aventure

8 settembre

Il nuovo capo di stato maggiore dell’esercito generale Poli con un cappello più grande di lui.

Tutti a casa a rivederlo è un film sull’impossibilità di tornare.

“ Ce n’est qu’un debut “, dice l’ex capo dei servizi segreti francesi a proposito del terrorismo.

Ajello difende i titoli contro le accuse di Poletti. Il titolista, dice, sta all’estensore dell’articolo come il regista all’attore. Dice anche: non è impossibile che nasca prima il titolo dell’articolo. Tutto vero: il titolo è il luogo a più alta densità metaforica, il luogo di residenza dell’immagine.

9 settembre

Alla fine l’avranno il padre veramente esecrando come nei loro peggiori incubi.

Il cinema è sempre una donna che salva un uomo? (Shangai Express, Von Sternberg, 1932)

Prima del bacio è il militare ad avere il cappello, dopo è lei. Il cinema è sempre una donna con il cappello? (Ibid.)

La donna sul pulpito nella rubrica tv Protestantesimo.

10 settembre

È evidentemente un falso il diario 1872-1881 della contessa milanese sposata a un marito incestuoso con la madre e con un amante bersagliere premia-to a Pieve Santo Stefano e che sarà pubblicato col titolo Le parole nascoste.

Il modo diviso fra turismo e terrorismo. Il resto è silenzio.

Un piccolo uomo con un cappello immenso “, dice A2 di Sharansky.

11 settembre

Caco continuamente per punirmi del fatto di mangiare?

Turcato parla del dipingere: dice che gli viene “ naturale “.

Il popolo comunista si dice convinto di andare al governo in un paio d’anni. A fare che?

Pare che Rohmer abbia detto: il protagonista de Le rayon vert c’est moi. Alla faccia delle donniste.

12 settembre

Il terrorismo è pericolosissimo ma dall’antiterrorismo chi ci difende?

L’Académie è diventata “ des blagues “.

Riderà riderà riderà / ha pianto troppo insieme a me “. Canzone 1966.

Un impiegato di Milano fingendosi mendicante ha fatto in un giorno centomila lire. Notizia 1966.

Le marocchine occidentalizzate. Le francesi islamizzate.

Craxi il modernizzatore non ha la patente di guida.

13 settembre

Ci vorrebbe un amico, canta Venditti a Piazza della Signoria. Ci vorrebbe un amico. Ma è meglio se non è lui.

I mass media ovvero la spettacolarizzazione del tempo. Passato remoto, passato prossimo, presente, futuro. La fabbrica degli anniversari. La collezione delle figurine.

15 settembre

L’assoluzione di Tortora mi convince proprio ora della sua colpevolezza “ essenziale “. La magistratura si è rettificata, eppure la sua intuizione era stata veritiera: la “ colpa “ è dello spettacolo.

16 settembre

Je me souviens: pare che Perec si ricordasse solo di cinema.

18 settembre

L’antiterrorismo a parole.

19 settembre

Le plus petit des grandes plaisirs: è lo zucchero (le sucre).

Per l’assessore del Comune di Roma il congiuntivo di “ apparire “ è “ apparva “. (Tg3)

20 settembre

Mi pare sempre più chiaro che lo spettacolo è la continuazione della rivoluzione con altri assai più efficaci mezzi.

Il ministro Altissimo si fa fotografare fra i guerriglieri afghani.

Katharina Blum e l’anarchico vengono separati a forza dai poliziotti. Ed è la loro fortuna. (L’onore perduto di Katharina Blum, Schloendorff-Von Trotta, 1975)

21 settembre

Madame Verdù (sic). Nuovo negozio a via Arenula.

22 settembre

Se c’è una cosa che odio è la borghesia di sinistra.

Finché le donne sono così giovani così belle e così spogliate non c’è speranza di tornare.

Si chiama Gaetano Salvemini l’allenatore dell’Empoli.

I figli presunti di Maradona.

23 settembre

Accanita discussione sulla trascendenza nell’atrio della biblioteca. “ Questo mondo non mi basta “, argomenta l’uno. E l’altro? L’altro ha i baffi.

24 settembre

Capisco solo ora il senso di quanto è avvenuto: l’I­talia doveva finire di diventare democratica-e-cri-stiana.

Con Total in regalo il foulard di Guttuso “.

Il mondo è uno shopping aperto a tutti, in tutte le stagioni, a tutte le ore “. Weltanschauung Italturist.

25 settembre

La fedeltà allo Stato (assistenziale).

Proust e la fotografia alla nonna. Proust e la fotografia.

Cossiga inaugura l’anno scolastico nella scuola media “ Ettore Majorana “. Nomen omen.

26 settembre

Notizia: “ Giornalista picchiato da un comunista “ (A Reggio Emilia) (Con un calcio al basso ventre)

27 settembre

L’insana passione – retrospettiva – per gli anni Cinquanta.

E va bene: sono un telespettatore (infelice).

29 settembre

Il chewing gum, il cevingumme, la cingomma. Quasi mai masticato.

Promozzione culturale “, sulla porta dell’ufficio “ Promozione culturale “. Ci metto un secondo – ma ce lo metto – per capire che, stavolta, è uno scherzo.

Il topos cinematografico della donna nella doccia (Psyco e ss.) è la nascita di Venere?

Guccini su Rai3: il filmino del maiale sgozzato. Civiltà contadina?

30 settembre

Alchìmia “, dice spavaldo il conversatore confidenziale dell’alba Rai alchimista volgare.

1 ottobre

Un’onestà disgustosa “, dice al tg il compaesano dell’ufficiale suicida. Improprietà di linguaggio?













3 ottobre

Rivisto Rocco e i suoi fratelli (Visconti, 1960) invece di Fiorentina-Boavista. Simone si transustanzia in Rocco. Gattopardismo. Il rapporto con la donna. “ « Picchia sull’occhio ferito! » “.

4 ottobre

Juventus-Real Madrid: ritorno al futuro.

Ritornano i cartoni animati, ritorna Biancaneve e i sette miliardi di nani.

Le mascherine degli ecologisti. Vi conosco, mascherine.

E Pippo Baudo si stropiccia le mani.

5 ottobre

Si direbbe che bisognava che lui fallisse perché tu riesca… » “ (Bresson, Un condannato a morte è fuggito, 1956)

La megacoreografia per l’incontro del Papa con i giovani di Lione. Compreso un prete che balla.

6 ottobre

Lui non gioca, fa giocare gli altri » “. Il bookmaker in E io mi gioco la bambina (1980).

La catena dei “ fatti compiuti “.

Mi fa impazzire fare finta di non vedere di essere uno che non vede di non guardare di essere uno che non guarda.

7 ottobre

Cade dalla sedia la moglie di Reagan e il Grande Fratello vede e ci fa vedere (ci fa ridere).

8 ottobre

Il trentenne fuori corso che ha ucciso i genitori per non confessare di non essersi ancora laureato.

Pasolini è sempre rimasto un letterato che è approdato al cinema. I limiti della cultura estetica di Pasolini. (All’inizio degli anni Settanta tuttavia lamentava il “ brutale contenutismo “ nel modo comune di leggere i film)

Nel ‘23 Savinio nota in Proust una deficienza di “ cultura estetica e musicale “ (Moreau, De-bussy…).

9 ottobre

Gli attori sono come i bambini: vogliono sempre qualcuno che li guardi.

10 ottobre

Non più voci ma rumori non più occhi ma occhiali non più facce ma ceffi.

Rileggere gli anni Sessanta: lo sta facendo qualcun altro al posto mio.

Fanno sul serio e io non più. (Fanno sul serio ridere).

La peggiore disgrazia è essere diventato vero.

11 ottobre

Alzi la mano chi non ha mai pubblicato un libro. (Io)

Io non ho il senso della rappresentazione?

Marx era un ebreo, dopotutto.

12 ottobre

Ho conservato sempre quest’aria da senese in gita: stupìta stupida.

Una decina d’anni fa ero deciso a scrivere. Una risata (femminile?) mi ha bloccato la mano?

Scrivere è anche un assetto fisico una posizione una positura.

13 ottobre

 In A che punto è la notte tutto ruota intorno alla parola misteriosa che il carabiniere prima di morire ha scritto sul vetro appannato dell’auto, una scrittura enigmatica che tuttavia tramanda la verità oltre la morte.

Il fatto che ormai per la mia idea di letteratura la cosa che più assomiglia allo scrivere è il silenzio quanto alla pubblicazione, il sonno quanto alla dimensione psicologica, il viaggio quanto al piacere. In giro di letteratura ce n’è in abbondanza, ma per me non ce n’è più.

14 ottobre

È più vicina al mio senso della letteratura la vecchia pazza che verga instancabilmente geroglifici incomprensibili su un quaderno sdrucito su una panchina dei giardini pubblici che tutti i nuovi scrittori di carriera e di complemento.

Il professor Beccaria si affanna a dimostrare le etimologie. Ma non frega niente a nessuno. Lo guardano come un matto.

« Des otages pardon des orages sont prevues dans le Sud de la France » “ (A2, ore 19. 54)

15 ottobre

Dovendo scegliere una qualifica magari per il pas-saporto, Dumezil sceglie: “ écolier “.

Anche in una trasmissione specializzata e benevola come Mardi cinema si crea uno strano imbarazzo fra i giovani attori – soprattutto le giovani attrici – e l’anziano presentatore cinefilo. Il fatto è che il cinema si divide fra chi lo fa e chi no (anche se ne parla non cambia niente, anzi): una questione di pelle.

I denti sono lo specchio dell’anima? “, si chiede Malerba interrogandosi sul gran sorridere univer-sale collettivo. Vox clamans.

16 ottobre

Ed ecco Enrica Patané, romano siciliana candidata a miss Mondo: 19 anni, un metro e ottantacinque centimetri di altezza.

Nuovi padri: il regista cinematografico, il mister calcistico.

17 ottobre

È strana la tv: sembra che ti guardi ma in realtà vuole essere vista. Adescamento.

La Petacci era ebrea, la Duranti anche. Le ebree e il fascismo.

18 ottobre

Il Nobel per la letteratura a un negro ignoto. Negresse oblige.

Una parola si aggira per l’Europa: “ carisma “. Ahi ahi.

C’è da dire che Rosa Fumetto somiglia come una goccia d’acqua a Anna Karina di vent’anni fa.

19 ottobre

Intimismo? Ma a questo punto non vedo altro fine possibile per la scrittura che dare voce alla ridotta ridottissima ma in ultima analisi irriducibile sostanza singolare dell’esperienza.

20 ottobre

Prima mangiamo, poi ce ne andiamo » “. La sera del 2 giugno 1946 per Sordi-Massari (Risi, Una vita difficile, 1961).

Il vitreo Processo del lunedì.

Quello che è sempre / stato è questa / luce calma il silenzio / beato un gatto / a notte fonda che / fa il matto un / letto strettamente / riservato.

22 ottobre

Anche Renato Zero è figlio di un poliziotto.

La vocalist casta e pura si lascia sfuggire un “ casino “ in diretta. Costernazione in studio.

Scrive Filippini che “ l’arte e la poesia sono state molto pericolose; sono diventate nient’affatto pericolose man mano che hanno affermato loro autonomia. La storia della loro autonomia, che è la storia dell’arte e della poesia moderne, è la storia della loro reclusione in zone di marginalità. L’arte e la poesia sono autonome e libere precisamente in quanto sono inoffensive, in quanto sono una sorta di discorso fra sé e sé: in quanto non toccano più direttamente quel corpo sacro che è l’immenso fantasma su cui si fonda l’esistenza e la convivenza umana. La storia della marginalizzazione dell’arte è la storia della secolarizzazione.  “

23 ottobre

L’industria culturale è soprattutto un’industria.

24 ottobre

E ora si scopre che “ Ghino di Tacco “ viene da L’Avventuroso, un fumetto degli anni Trenta.

Il matriarcato etc. Ormai si sa: c’è un travestito al potere.

Il presidente dei pubblicitari rievoca i “ terribili anni Settanta della dilagante cultura anticonsumista “.

La cultura del pacifismo è effettivamente disarmante.

25 ottobre

La Chiesa condanna l’omosessualità. E lo fa vestita da donna. Il vecchio mistero.

26 ottobre

Un sogno dall’al di là. Sogno della vita dalla morte in cui risiedo. Dunque ero vivo, prima.

Notizia: i manifestanti lanciavano coriandoli.

All’ammasso fra i tutti a duemilacinque trovo anche un Marcel ritrovato di Gramigna. Colto da improvviso pudore non lo compro. Dato che spero ancora di volerlo leggere.

27 ottobre

E Ciotti inventa la “ cartina di girasole “.

Dicono F & L che non ci sono più narratori. Se non Borges e Calvino. Quindi non c’è nessuno. Lo dicono in tv.

Resta il fatto che la gente non mi piace e io non piaccio alla gente. Reciprocità.

L’uomo che sapeva troppo (Hitch, 1956). Da ricordare: il velo dell’araba.

28 ottobre

Ormai è evidente che fare un figlio a vent’anni non era “ di sinistra “.

29 ottobre

Dietro la maschera della bellissima del rock scorgo nel tempo di un attimo la bruttarella di trent’anni fa.

30 ottobre

Il Sessantotto televisivo di Frajese risulta soprattutto violenza. Convocati anonimi d’epoca fanno a gara a dichiararsi “ coinvolti “. “ Non sono pentito “, dichiara Cohn-Béndit. Inoltre, dice, c’era anche altro. Già, ma non si vede, rispondono.

31 ottobre

Era ritornata. Con lei su una spiaggia stupenda dove la sabbia era di scaglie minute di un viola leggero come ali di farfalla. (Un sogno)

1 novembre, Siena

PPaisà (Rossellini, ‘46) è un “ istant movie “. La vocazione del cinema è battere la realtà sul tempo, trasformarla al più presto in rappresentazione, falsificarla prima ancora che riesca ad essere vera.











Siamo tutti figli “, dichiara Antonello Venditti introducendo Peppino, la canzone che ha dedicato “ a tutti i Peppini d’Italia “.

Il partito radicale si scioglie ma non si scioglie. Falso movimento.

2 novembre

L’esibizionismo malattia senile del laicismo.

Lo sceneggiatore alias il librettista. (Il cinema alias il melodramma)

Ho preso una donna e sono scappato. Buffo, no?

Chissà perché la scienza e il cinema se la intendono. L’altra coppia sarebbe letteratura e religione?

3 novembre

Lo Stato non si abbatte ma si cambia (in peggio).

4 novembre

Scalfaro, il ministro più cretino del dopoguerra.

Il punto di vista della neoavanguardia in merito alla questione “ romanzo “ pare che fosse il se-guente: “ Volevamo scrivere libri che non potessero diventare film “. (Da Mainardi, La sfida dei massimi sistemi, in “Solathia”, gen.-feb. 1986)

In mezzo all’aperta pianura, sotto un cielo senza stelle, nero d’un nero d’inchiostro, un uomo percorreva, solo, la strada maestra tra Marchiennes e Montsou; dieci chilometri di massicciata che si lanciava in linea retta attraverso campi di barbabietole. Quasi non vedeva dove metteva i piedi; e dell’immenso orizzonte piatto che lo circondava aveva solo sentore per le raffiche del vento di marzo: vaste raffiche che spazzavano la pianura come un mare; gelate da leghe e leghe di palude e di landa sulle quali erano passate. Non un profilo d’alberi sul cielo; diritta come un piolo, la strada si protendeva in un buio impenetrabile allo sguardo. “ (Zola, Germinale, 1885)

5 novembre

in un modo o in altro tutti i film dicono la stessa cosa: guarda ‘sto culo.

6 novembre

Il padre? Ce l’avevo quando non ce l’avevo.

Scomparsa la gatta da domenica sera. Grande dolore.

Invece di « grazia » si può forse dire « spinta biologica » o « scossa adrenalinica », ma queste sono quanto meno parole più lunghe (vedi l’osservazione di Valery, per cui le parole con più di tre sillabe – in tedesco aggiungerne un’altra – sono da evitare in poesia). “ (Peter Handke, Fantasie della ripetizione, 1983)

Tornata la gatta!

7 novembre

Nella televisione tout-se-tient. E non è bello a vedersi.

Ho incominciato a scrivere nel ‘78, mosso da un’idea seminale: avevo voglia di uccidere un monaco. “ (Umberto Eco, Postille al Nome della rosa, 1983)

Un romanzo non ha nulla a che fare in prima istanza con le parole. Scrivere un romanzo è una fac-cenda cosmologica. […] Per raccontare bisogna anzitutto costruire un mondo, il più possibile ammobiliato sino agli ultimi particolari […] Chi ha detto che la narrativa deve fare concorrenza allo stato civile? Ma forse deve fare concorrenza anche all’assessorato all’urbanistica. “ (Umberto Eco, ibid.)

8 novembre

Bis bis bis / bigli / ipocriti / figli / puzzolosi / gigli.

Il gatto non si evolve. Animale domestico perché la casa è comoda. Non impara non fa servizi non è il miglior amico di nessuno. Detesta l’antropomorfizzazione.

Non c’è niente da fare: saranno sempre dietro. L’arretratezza?

10 novembre

 Le domeniche sportive.

Pictura est laicorum letteratura “ (Umberto Eco, Il nome della rosa, 1980)

11 novembre

Il professor Beccaria, presentando il libro Minora praemunt, sull’insegnamento della letteratura nella scuola, rievoca il tempo in cui la medesima “ funzionava “ in virtù del primato a lei attribuito fra tutte le materie, proprio in quanto “ cosa che non serve a niente “. L’egregio sente d’intorno il tanfo dell’utilitarismo e quindi ha ragione, ma anche torto. Poiché anche le canzonette, gli sketches, gli spot, i telefilm, le partite “ non servono a niente “. Ma piacciono. La letteratura, invece.

A Palermo il primvozione a Santa Madre Chiesa.

La francese ex ministro giustamente parla degli anni Ottanta come di quelli della “ guerra mondiale dell’automobile “.

19 novembre

Titolo: Lei non sa chi sono io.

20 novembre

La burocrazia è femmina. La Grande Sorella.

Il bambino morto (o che ci fa). La donna pazza (o che ci fa). E il cane. Scritta: “ … e la storia continua “. (La storia, versione tv di Comencini)

21 novembre

I nuovi Nuovi Argomenti. Forse il segreto di questa catastrofe soffice, di questa neo-Arcadia, di que-sto regresso senza avventure ha il nome di Pasolini. “ È morto per tutti noi “, potrebbero scrivere come epigrafe. Per tutti loro. Per loro tutti.

22 novembre

L’oggetto del mio desiderio: scomparso.

25 novembre

Vassalli come neo-avanguardista pentito (L’alcova elettrica, 1986).

Perché Le notti bianche a rivederlo in tv mi sembra sciapo come un fotoromanzo? Pèrte d’aureole.

Mi guardo allo specchio del bar e vedo un tipo canuto, un vecchio sconosciuto.

26 novembre

Il nome della rosa (film), ovvero l’Armata Brancaleone firmata.

L’Ou. Li. Po. insiste nel sottolineare la propria differenza dal surrealismo innanzitutto per il rifiuto di quegli aspetti di apertura verso l’inconscio legati, per esempio, alla pratica della scrittura automatica. “ (Milli Graffi, in Alfabeta, 88)

27 novembre

Tornando alle origini il cinema finisce con una comica finale.

La tv, l’opera lirica, la cultura del loggione, il trionfo del claquer.

28 novembre

Mi sono perso il Sessantotto, mi sono perso il Settantasette, mi sono perso l’Ottantasei. Mi sono perso.

Dice che la bicicletta ecologica va avanti pedalando all’indietro.

Sono riusciti a metterla in modo che: o Khomeini o la satira.

So che è pericolosissimo ma vorrei rinsavire.

1 dicembre, Capalbio

qquella bagascia di Fiordaliso non poteva fare di meglio che mettersi con il bestiale Pupo.













Di fronte alla pubblicità Findus mi viene voglia di fare lo sciopero della fame.

2 dicembre

Facevo il prof alle Magistrali. Incontravo David Niven cui sorridevo e che stava dicendo un oscuro Shakespeare a una gentile signora – qualcosa sul non farsi ascoltare dagli stranieri che frain-tendono. (Un sogno)

Chissà perché ho cominciato a scrivere i sogni. Tentavo di scrivere le uniche storie che riesco a immaginare.

Soggetto addio, dice Vattimo, nascosto dietro gli oggetti, camuffato da oggetto.

La tv, ovvero il nudismo di massa.

3 dicembre, Roma

Non so dire di no, il mio no.

Un’immensa bellona rossa i capelli rosso il maglione rosse le gambe una monumentale minigonna – rossa – in movimento nell’Ottantasei. Même.

La squallida prodezza di Napoli “. Così Primo Levi a proposito della bambina pre-ordinata.

A giudicare dalle reazioni della strada – la ragazza con la borsa il venditore ambulante il giovane del camion la merciaia – dev’essere facilissimo leggermi negli occhi nella camminata nei gesti quello che ormai c’è stabilmente in me: il panico. Puzzo di paura lontano un miglio.

4 dicembre

La scienza nella sua fase fantascientifica.

Dopo lunga e approfondita riflessione la giuria del Premio Italo Calvino per la narrativa e la saggistica inedite ha deciso di non premiare nessuno.

E intanto in Francia c’è il nuovo Sessantotto.

5 dicembre

Il libro è privo di valore (anche se costa venticinque franchi) e la bibliofilia non è altro che un gioco, come la filatelia. “ (Raymond Queneau, Che cos’è l’arte, 1938, in Segni, cifre, lettere, 1981 [1963])

Secondo Bernardo Valli quello francese è un movimento iper-liberale con una forte venatura di i-dealismo altruistico. “ Ne touchez pas à mon pote “ (Non toccare il mio amico). (Negli incidenti un quarantenne ha perso un occhio)

7 dicembre

Fraternité “: è la prima parola di Jospin nell’intervento alla tv dopo la morte del ragazzo matraqué dai Crs.

Lasciavo che Eli pagasse i pasticcini, scroccone e felice. (Un sogno)

La domenica alla mostra. Chi bestemmia (il ragazzo), chi non capisce (la donnetta), chi ci marcia (la fanciulla), chi è indifferente (io).

8 dicembre

Capitato in tempi di mariti divorzio da vent’anni per protesta.

“ Sentito che coro? “, dice Craxi alla prima del Nabucco alla Scala.

Il femminismo come fuoco di sbarramento.

11 dicembre

Silence, on tue “, sui cartelli degli studenti francesi. (Silenzio, si gira?)

12 dicembre

Sono senza arte né parte. L’arte (letteratura) impossibile. La parte: lasciamo perdere.

14 dicembre

La tv è come il teatro dei burattini. Ogni tanto appare una mano, un braccio. Del burattinaio.

15 dicembre

La mia mania di stare al di sopra delle parti. Così al di sopra da finire al di sotto.

16 dicembre

Un oscuro garagista di provincia » “ (Tg2, ore 21. 45).

Si chiama “ sindrome di Stendhal “ il malore che colpisce i turisti (a Firenze).

19 dicembre

C’è chi cavalca la tigre dell’immaginario pop. (Laterza)

20 dicembre

Rigolo “.

21 dicembre

Stasera abbiamo visto En Hu. Di William Wyler.

23 dicembre

Come il povero Cristo finisce di patire sulla croce, alle due donne dell’ebreo – madre e sorella – gli sparisce la lebbra dal viso e ritornano belle e hollywoodianamente giovani. Che fosse solo un di-sturbo psicosomatico? (Ben Hur, cit.)

24 dicembre, Siena

L’orrore del tempo che passa. In quanto che passa.

Miracolo nella 47a strada (1947) ovvero come si costringe un tribunale a riconoscere l’esistenza di Babbonatale. La prova: le lettere dei bambini.

27 dicembre

La nausea è un romanzo di avventura? “ Questi quaderni sono stati trovati fra le carte di Antoine Roquentin… “ Tutti i romanzi sono di avventura?

28 dicembre, Roma

E spero che i lettori si divertino [sic] “, dice in tv Raffaele Crovi, scrittore e editore.

29 dicembre

Les écrivains ont-ils le coeur sec? “ (Inchiesta di Lire) (Non partecipano ai Restaurants du coeur)

31 dicembre

Mi hanno fatto diventare il cattivo dei fumetti.



1987


1 gennaio

IIIIIIn Lassie (1946) c’è già Truffaut e tutti gli altri. I cani hanno un dio visibile che è l’uomo.













2 gennaio

Come un conte Dracula da film un’alba dopo un’altra mi rovina.

La grande ennesima vittoria dei cristiani (i figli del padre).

Non sono uno scrittore. Non sono neanche un letterato. Sto dalla parte della letteratura, ecco tutto.

Uno studio sui nomi d’arte. P. e.: Ornella Muti (ammesso che lo sia). Mi fa pensare 1 al fascismo (la “ Muti “ brigata repubblichina) 2 al mutismo, l’assenza di parola, il silenzio, la bellezza sans phrase: Ornella-per-i-muti 3 all’ammutolire, far tacere: “ ch’ogne lingua devien tremando muta “ (Dante, Vita nuova) (Credo anche che a Siena il primo cinema – muto – fosse nei locali dell’istituto per sordomuti “ Tommaso Pendola “).

La parsimonia è una virtù?

3 gennaio

Mi sono ricordato l’amore per la musica. Leggera sinfonica jazz, qualunque musica. Quando canta-vo. La pratica dell’ascolto. La percezione, la suggestione, l’invasamento

A. A. R. scopre una nuova “ classe generale “ omogenea da Parigi a New York: la classe dei gio-vani. (A lui je piace)

I funerali di Chiara intoppano in quelli del padre di Dario Fo. E succede un gran casino (fra fu-nerali).

La cultura dell’” oggetto misterioso “.

4 gennaio

Chiara, Altomonte, Grillandi: tanto per cominciare l’anno.

5 gennaio

Ogni volta non si può fare a meno di chiedersi: ma sarà davvero un refuso? ma sarà davvero uno scherzo? Accade leggendo quello che si stampa. Perché si stampa si stampa si stampa.

Lo psicoanalista viennese di Prima pagina (Front page, Wilder, 1974) finirà – si dice nel post-finale – per scrivere un libro “ sulle gioie dell’impotenza “.

7 gennaio

Enrico Manca dà di nazional-popolare al Fantastico di Pippo Baudo. Forte delle decine di milioni di audience, Pippo Baudo risponde per le rime. Manca fa notare che forse ha frainteso: non era un insulto. Ma Pippo Baudo non ha letto Gramsci e l’audience neppure. E poi, detto fra noi: era un in-sulto.

Non ho ancora capito perché una donna è sempre una trappola.

Inutile arrabbiarsi se un ex assessore alla cultura (Nicolini) recensendo un libro (di Benni) scrive “ quotidianeità “. Lo scrivono tutti, tutti i giorni, quotidianeamente, si potrebbe dire.

8 gennaio

Nello spot anti AIDS c’è una coppia di amiche e un “ pollo “ che le punta. La più bona se ne va ma non prima di avere ammollato all’altra più minutina un pacchetto su cui si legge. “ preservatives “. Prevenzione? addestramento professionale? Chissà.

Anche il mio amico approda alla Rai: firma Proffimamente. Il demenziale è di Stato.

Sorprendente il n. 1 (1958) della rivista “Il delatore” dedicato al sadismo (direttore Bernardino Zapponi). C’è già Beardsley ritrovato oltre che il divin marchese, e poi Siné Topor Chaplin teorizzato Jack the Ripper la Cederna Montanelli Sinisgalli etc. Una linea culturale?

9 gennaio

Lo spettacolo, la spettacolarizzazione etc. L’Orfeo tecnologico fuggendo fa il deserto. Maledetti zin-gari.

Il rigor mentis: che gelo!

Dopo quasi mezzo secolo sconfitta la perfida Albione: siamo quinti quanto a PIL (pila).

Nomi d’arte: Raffaella Carrà.

10 gennaio

Un Apostrophes dedicato ai mancini.

Era un mezzobusto, è diventato anchorman. Il riscatto del lavoro.

Al congresso del PSDI il sol-dell’avvenire è diventato un sol-levante: Banzai!

11 gennaio

” È piacevole in bocca “. Lei, nello spot.

12 gennaio

Lo Stato non si abbatte né si cambia: si gonfia.

È evidente, anzi balza agli occhi, che quest’anno si porta la sciarpa rossa.

Nomi d’arte: “ Mina “ nel gergo della malavita sta per “ puttana “. (“Il delatore”, n. 2, giugno 1964)

James Bond in Licenza di uccidere ha la faccia di un Pulcinella.

Sembra incredibile ma il popolo è diventato finocchio. (Perché poi dovrebbe sembrare incredibile?)

13 gennaio

La mia: una generazione acqua-e-sapone? (Senno di poi)

14 gennaio

Il caso Sciascia. Lo scrittore se l’è presa con i ” professionisti dell’antimafia “. Naturalmente ha scontentato tutti: professionisti e dilettanti.

Considerare l’italiano letterario scolastico – da Dante a Pirandello – come una lingua morta. (Considerare morta la letteratura?)

L’amore non esiste ma l’odio sì. (Comunque: funziona)

15 gennaio

Alberto Lupo (che poi gli è preso un colpo) che rimenava un Prevèrt d’annata, il Banfi che buffo-nava, il Fiorini che faceva (come sempre) ribrezzo, il Baglioni, eh, il Baglioni cantava belle canzoni: il ‘75 reale.

Per l’Avvocato dopo Gheddafi anche Jaruzelski non olet.

I regolamenti, dice, sono “ imperanti “, che sono “ vigenti “ non intende dirlo, non c’è regolamento che tenga.

 “ L’abito fa il monaco “, dice Laura Biagiotti. Con quell’aria da monaca.

Sopportare sorrisi & canzoni stanca.

Il surrealista è essenzialmente un dispettoso (Buñuel)

16 gennaio

Dal punto di vista di chi scrive, chi legge è sempre ipocrita.

Arrogante “: si dice di chiunque non mostri di partecipare attivamente alla grande lotta generale finale contro l’arroganza. (Del potere?)

Ippopotami, di Roberto Vecchioni. Io non capisco di che parla. Dovrei?

Quel fetente dell’utente.

17 gennaio

Il premio Nobel Rubbia dice “ quotata “ (quoted) per dire “ citata “. Ne deduco che il premio Nobel non sa l’italiano.

Beati i nani che hanno saputo non crescere.

Beati gli immobili. Che stanno beni dove si trovano.

A Torino l’assessorato xy in un anno ha fatto sparire nel nulla trentatre miliardi trentatre. Presti-digitazione?

Gli anni Sessanta sono stati una parentesi. Lo dimostra il ritorno dei Cinquanta.

Una sana pigrizia.

“ Diventino “, dice la preside di non so cosa.

18 gennaio

Manager, cioè maneggione.

L’antropologa americana che a quarant’anni ha fatto un figlio con lo sperma di un premio Nobel. Dopo quattro anni ancora lo allatta. Dice: smetterò quando vorrà lui. Un look alla Joan Baez. A Domenica in.

Quanti sono i “ nuovi comici “? Cento? Mille? Diecimila? Un milione?

La tirannia dell’Anti-.

19 gennaio

Mina, Milva, Iva Zanicchi, Ornella Vanoni: i donnoni degli anni anni Sessanta.

20 gennaio

La guerra Iran-Iraq: il Novecento, le guerre sante.

Le parole sono cose “, replica a Sciascia il giovane sindaco di Palermo.

21 gennaio

Le ha detto: “ È inutile che fai la superba perché sei solo una serva “. È un conclamato matto.

Il tema della settimana è la conversione di Guttuso.

La stanno facendo grossa e lo sanno.

Comunque Alighiero Noschese era un genio.

22 gennaio

Gli animatori.

Il masochismo straccione. (Già vice anglais)

23 gennaio

Ci mettono due giornaliste e per di più straniere a controbattere il povero Sciascia (che ha parlato contro “ i professionisti dell’antimafia “). “ Che tedesca passionale “, si compiace il sedicente mo-deratore.

“ Aggirare “ o “ raggirare “? Per il Tg2 sono la stessa cosa.

“ Hai visto come si ammazzano fra Iran e Iraq? “.

24 gennaio

Guttuso, il Pci e il figlio tempestivamente adottivo.

A Pronto chi gioca? viene chiesto alla ballerina se vorrebbe sposare il principe. Come auspicato risponde di no.

La regista inesistente: Cinzia Th. Torrini. “ Th. “ che?

Chissà perché in Italia (in Italia?) la Destra è sempre una Sinistra che ha cambiato parere.

Quel pervertito dell’uomo medio.

26 gennaio

Puntualmente si fa vivo il Dio degli stronzi. (Che poi è una Dia)

Questi anni romani, vuoti di tutto. Fino alla biblioteca: il vuoto assoluto.

27 gennaio

Il terribile non è il teatro, il terribile sono i guitti.

Beati i calciatori: in pantaloni corti fino a quarant’anni e passa.

Ottomilioni di professoresse.

28 gennaio

Più idee meno burocrazia “, dicono i manifesti della CGIL. Occulti manifesti.

Il nuovo look vagamente repubblichino della Ps.

29 gennaio

Il cattolico ye ye.

Cassola. E fanno tre. Anzi quattro.

Che si guardano gli arabi in tv? I puffi.

30 gennaio

Dio non c’è ma i cristiani sì.

Cassola era un provinciale, dice il tg.

Le donne sono animali feroci. Lo sguardo delle donne.

Leggo Ferrovia locale e penso che Cassola è uno scrittore dialettale. Il toscano come dialetto. (Il toscano scritto ha ormai qualcosa di osceno, anzi, toscanamente, di “ sboccato “. Una lingua troppo usata, abusata, irriflessa, indifesa)

31 gennaio

Blonde de naissance: bionda naturale.

Trattare la letteratura come cadavere, passato remoto, reperto archeologico. C’era una volta.

Evtushenko vestito di rosso. Da Maurizio Costanzo. Show.

Scola fa un nuovo film La famiglia e pare di capire che il messaggio è: perché non possiamo dirci (grandi) borghesi.

Ai funerali di Cassola non ci va nessuno.

1 febbraio

EAC il bis, il puro e semplice bis.














 Una delle cose che mi dispiacciono di più è che hanno televisivizzato anche il biliardo.

 Si chiama Giudice il camionista-mostro di Torino. Mi viene di pensare: che sia un nome d’arte?

2 febbraio

Il ricorrere sempre più frequente di parole-feticcio nella scrittura dei giornali ma anche nel parlato di certe élites. La parola, pur di sopravvivere, si affida al sortilegio, alla superstizione, alla magia.

Lieto di comunicare che della neoavanguardia non resterà niente letteratura di pustolosi prof di liceo rancorosi ideologici illeggibili per deficienza prima che per programma.

Tutto quel sangue… il tremendo massacro… quei poveri stronzi dei Proci… la dott.ssa Penelope ha fatto carriera. Caro Odisseo, anche stavolta hai sbagliato tutto.

La favola della scienza: c’era una volta l’uomo nero.

Il frantismo come ideologia del cinema. (Quella sporca dozzina, Aldrich, 1967)

3 febbraio

La scienza non è più scientifica.

Franca Rame fa sapere a tutti – quelli che guardano Domenica in – che si separerà da Dario Fo. È ciò che si chiama la pubblicità.

4 febbraio

Parole virus. Da qualche giorno: “ circense “.

5 febbraio

Mascalzoni: Arrigo Petacco.

6 febbraio

Frasi fatte: “ Una scollatura generosa “.

Romina & Al Bano incomprensibili senza l’ombra di Tyron.

Se della neoavanguardia non resterà niente è perché comunque non resterà niente della letteratu-ra.

Ne Le notti bianche di Visconti (1957) Nastjenka è bionda (Maria Schell), ma ne Le notti bianche di Dostojevskij è “ molto graziosa e bruna “. La petite difference.

7 febbraio

Torna a casa, Categorico! “, dice il comico di Canale 5.

La tigre non sopporta i cavalieri.

8 febbraio

Ordinary people alias piccola borghesia (in americano).

Claudio Pica in arte Claudio Villa.

Il cinema è più realista del re.

9 febbraio

Il cantante giovane canta per “ tirare fuori… esprimere la rabbia “. Ma che cosa è questa rabbia, domanda il giornalista. “ La rabbia… la rabbia… ce l’abbiamo tutti, no? “, risponde il giovane can-tante.

Migliaia e migliaia ai funerali di Claudio Villa. La popolarità.

Il ‘58 è anche l’anno del registratore nota bene Geloso.

La signora in rosso è una parodia de La donna che visse due volte? Il palazzo mi sembra lo stesso.

10 febbraio

I veri emergenti stanno ancora sott’acqua o alme-no a bagnomaria. Anfibi.

11 febbraio

I gesuiti aprono a Gorbaciov.

12 febbraio

Dimmi come scrivi e ti dirò chi sei.

“ Umano-e-politico “.

13 febbraio

Ruggeri ovvero l’enjambement in musica.

Le donne troppo belle, troppo: alla vista della labbrona, stramazzo.

Gli spagnoli scimmie d’Europa.

Un maledetto imbroglio assolutamente irriconoscibile rispetto al Pasticciaccio. Onestà del cinema. Germi: un cinema “ onesto “?

Di recente Scialpi ha letto il Faust di Gote (sic).

14 febbraio

Losanna vuole ritirare la laurea a Mussolini / Gli era stata assegnata honoris causa nel ‘37 “. L’an-ti-fascismo è retroattivo.

15 febbraio

Ogni tanto mi accorgo di come vivo: come un invalido, come un vecchio.

16 febbraio

La gente è solida: Dopotutto non è successo veramente niente: carriere case famiglie.

Sono monotono io o sono monotoni gli altri?

B. M. Frabotta fa delle dichiarazioni di poetica che assomigliano buffamente alle mie di dieci anni fa.

L’orrore-stupore degli anni Sessanta: Rita Pavone.

Mignonne copine. In Francia non si sente altro.

17 febbraio

Seicentosessanta nuovi periodici nell’86. E l’anno prima erano stati ottocento. “ Scrivono tutti “, dice lei.

Ho visto solo uomini alti, impeccabili nei vestiti grigi o ardesia, qualche signora elegante, gesti gentili, inchini, conversazioni discrete, sembrava l’uscita dalla messa della domenica nei quartieri alti. “ (Briganti sulla mostra di Arcimboldo)

Era così opaco il paesaggio inquadrato nel lungo schermo della finestra in vetro metallo ridotte al silenzio le chiome vivaci dei pini inchiodate sul grigio le palme abitualmente sexy stampato sul vasto niente anche il jet sia pur supersonico impiccato all’asta lo straccio della bandiera suprema e inutile nel suo gran giallo la gru del cantiere che mi ha stupito lo sparo di luce nella lontana vetrata riflesso di un sole impensabile clandestino evaso forse da un varco nel totale inverno un raggio mi è parso di scherno.

18 febbraio

Le scenette (gag).

Del revival dei Cinquanta fanno parte anche i litigi fra donne. Le streghe son tornate (a litigare).

La Gioconda aveva le perle, dicono in Usa. Ma gliel’hanno rubate. Che c’avranno in testa.

19 febbraio

L’assenza di forma. Vita da bestie.

A Tribuna politica fra i giornalisti e Craxi comincia con gli insulti e finisce a lingua in bocca.

Doris Day ovvero l’ironica l’indaffarata la straniata la clown l’attrice la dissuasiva la fobica la vergine la cinema (il povero bischero: Rock Hudson).

20 febbraio

Scalzone fa professione di anarchismo. (Anche il ragionier Rossi, anche l’avvocato Agnelli, anche Craxi… )

Il progresso. C’è chi fa dei progressi, e chi no. I progressi.

Quel sorriso fisso, quel mugolio di sottofondo con il quale commenta una frase appena detta per lasciar intendere che c’è dell’altro che potrebbe dire e per ora non dice, quell’intolleranza verso i giornalisti culminata con un aggettivo contumelioso verso chi gli propone una domanda imbarazzante, l’hanno fatto rassomigliare più ad un uomo d’avventura che a uno statista. “ (Dai giornali)

21 febbraio

Siena-città, Firenze-città, Venezia-città… Precisazioni d’obbligo nell’era dell’urbanizzazione.

Roma

O è salsa di pomodoro o è sangue. Aut aut. Il cinema ti mette con le spalle al muro.

22 febbraio

Curiosity killed the cat.

Nel Garibaldi televisivo Cavour è lo stesso attore che impersonò l’emissario di Cavour nel Gat-topardo di Visconti. Riuso.

Negli anni Sessanta fondò la Fattoria “ (Tg1 su Warhol).

23 febbraio

La “ grande letteratura “. Per sentirsi piccoli.

Ancora nell’’81 Valesio pensava di poter scrivere (“Tam tam”, 27): “ Ci stiamo incamminando verso un difficile, rinnovato equilibrio. Dove la vergogna della letteratura (che per troppo tempo ha imperversato, negli anni della demagogia in Italia) è finalmente cessata […] altri segni intorno: come la ripresa delle epistole in poesia scambiate tra amici, o perfino una rinnovata fiducia nello scrivere semplicemente (ma non è semplice) lettere private; in una sorta di riscoperta dell’etimo psicologico della letteratura. E qui intorno si aprono molte possibilità di ripresa: poesie d’albo, poesie in cartolina, poesie per nozze o comunioni o simili, poesie sotto un ritratto, e così via […] l’amicizia poetica: ben venga. “.

24 febbraio

Le “ conferenze-stampe “ della contessa Marta Marzotto.

Per quest’anno / non cambiare / stessa spiaggia / stesso mare “.

Coppie celebri: Morucci e Faranda.

25 febbraio

Adelphi vende a trentamila lire i vecchi Simenon che io compro a duemila.

Lo “ spirito di Sigonella “.

Quel ragazzo è incapace di un minimo di puntualità. Dobbiamo andare a vedere La bella e la bestia di Cocteau e se c’è un film che bisogna tassativamente vedere dal principio è quello. Voglio dire che altrimenti tutto l’incanto della storia va a farsi benedire. “ (Salinger, Nine stories, 1948)

26 febbraio

” J’accuse, il celebre romanzo di Zola. “ (Retequattro)

Si dice ma non si fa: il teatro.

Nomi d’arte: la Galleria Nazionale d’Arte Moderna nel poster si definisce GNAM.

Se il sociologo Alberoni si è messo a fare la “ piccola posta “ magari è perché in realtà non ha mai fatto altro che questo.

« A Maddalé lassa sta er cinema, so’ tutte palle » « No, nun so’ tutte palle » “ (Visconti, Bellissima, 1951).

27 febbraio

Fruttero e Lucentini: una coppia senza donne. Co-me dire la letteratura?

I Sessanta, ovvero l’occhiutaggine.

Ma veramente facendo La terra trema, Visconti voleva “ riportare Verga al suo dialetto “, come afferma Tullio Kezich?

Il sense of humour senso dell’anno.

28 febbraio

Tinto (e Tinta) Brass. (Dice Brass che il mondo ormai si divide in chi guarda e non se ne vergogna e chi guarda e se ne vergogna)

Un Abboccaperta fra i letterati nella notte di Raidue: Raboni e i suoi Cento romanzi italiani del Novecento, Asor Rosa e Almansi + Bevilacqua + Busi giovanescrittore e inoltre il giornalista Valerio Riva. Dove si vede quanto è bello vedere litigare.

“ Non mi fare scomparire “. In toscano: “ Non farmi fare una brutta figura “.

Ho capito che la Coca Cola con le sue bollicine è una bevanda choc per i palati atrofizzati dal-l’industria alimentare. È un gusto sexy, un gusto eminentemente astratto, un gusto industriale. Nessun rapporto con la natura. Allusione alla cocaina. Il piccolo chimico. Estate tutto l’anno. Ra-pidità. L’effimero. Un post-bere.

Lucio Dalla crede in Dio (e in padre Pio).

Chiedono alla Chanel miserabilista del ‘16: “ Si può sapere di chi portate il lutto, signora? “ “ Ma di voi, – risponde – signore “.

La gatta ne ha fatti quattro.

1 marzo

volevano costringere a chiedere. Costruire la dipendenza.














Nel 1986 ho letto – alcuni finendoli altri no – 72 libri.

2 marzo

La tv è la catastrofe. Ogni giorno. Tutti i giorni.

Riciccia lo spaghetti-western di Leone perché del cinema dei Sessanta il suo è il più carnevalesco istrionico kitsch evidentemente fasullo. Un fumetto per fotogrammi.

C’è una certa aria di rotonda sul mare nel bar della biblioteca all’ora della chiusura. La ragazza passa lo straccio, i neri confabulano, la studentessa alta sta per andare a un appuntamento. Io fumo appoggiato allo stipite guardandomi intorno come un tipo da spiaggia. L’ora, il disìo. Nella radio suona Canzone d’amore, dei Ricchi e poveri, brutta ed estiva quanto ci basta.

3 marzo

Il Forum des Halles esprime perfettamente la vocazione “ sotterranea “, “ sommersa “, “ bunkeristica “ della nuova borghesia (via! via!). Essere invisibili. Stare in un buco. Stare sotto. Il contrario dei grattacieli.

Enzo Biagi dice di non saper usare nemmeno la macchina da scrivere. Dice: “ La tecnologia va avanti, io sto fermo “. Fermo dove?

Il film La muta di Portici. Una donna che parla con i gesti: è esattamente quello che il cinema ha sempre voluto.

Sentenzia il vecchio canuto con la moglie vispa: “ A Milano si dice che solo i merli restano neri “.

Un’oligarchia di pazzi “, dice Spadolini parlando della crisi del Pentapartito.

E così il ragazzino riesce a separare il padre professore di letteratura dalla terrorista. Una storia di gelosia. (Colpire al cuore, Amelio, 1982)

4 marzo

Locuzioni virus: una manciata di secondi.

Quante calzemaglie! I giocatori sono diventati freddolosi? O si sentono ballerine?

Quando ascolto prendo nota di cose di cui non mi importa niente.

5 marzo

Quando, dieci anni fa, tornò la letteratura. Ma non era più quella: irriconoscibile.

Alla prima inquadratura è subito chiaro: Morte a Venezia (Visconti, 1971) è un film comico. (Il gondoliere che borbotta incomprensibilmente sembra un umanoide di Guerre stellari)

Sia detto una volta per sempre: il cinema, per definizione, non è una cosa seria.

Il cinema: le comiche.

6 marzo

Guardare troppa tv fa male ma non averla guardata per tanti anni ha fatto peggio?

Sodoma & Camorra.

Volponi insulta (vanamente) il giovane “ docente di teoria delle comunicazioni “ che nel dibattito sul digiuno televisivo proposto dal vescovo di Reggio Emilia vuole tagliare corto dicendo che la tivulogia è una scienza, che gli esperimenti dimostrano etc. etc.

7 marzo

Ancora una volta ho rimasto solo. Ricordo con rabbia. Il posto. Il posto delle fragole? Il giardino dei Finzi-Contini? Il deserto dei tartari? La montagna incantata? La cittadella? Il sentiero dei nidi di ra-gno? Il castello? Il castello dei destini incrociati? Via de’ magazzini? L’alcova elettrica? Il podere? Il bosco sacro? L’Atlantide? Il vascello fantasma? La cripta dei cappuccini? La terra desolata? La valle degli uomini silenziosi? Il porto delle nebbie? Il mastio di Volterra? La capanna dello zio Tom? La strada? La steppa? L’arcipelago gulag? La viaccia? Via mala? Viale del tramonto? Roma? Rimini? Rio Bo? Ravenna? Il mio Carso? Il lago dei cigni? Il mulino del Po? Il ponte di Remagen? Il ramo d’oro? Il paradiso perduto? L’isola misteriosa? I sotterranei del Vaticano? L’isola del tesoro? La valle dell’Eden? Il ventre di Parigi? La camera di Jacob? Il muro? La bottega dell’antiquario? La bottega del caffè? La corazzata Potemkin? La nave di vetro? La costa dei barbari? La stanza del vescovo? La camera chiara? La prateria? La scala a chiocciola? La lunga linea grigia? La contrada? Barcellona? Berlin Alexanderplatz? Notre Dame de Paris? Il quartiere? Paesi tuoi? Le città invisibili? Casetta de Trastevere? Fenesta ca lucive? I piombi di Venezia? La carrozza di tutti? La zolfatara? La strada di Swann? La linea d’ombra? La linea generale? La linea di condotta? La finestra sul cortile? Napoli milionaria? I ponti di Toko-Ri? Il ponte sul fiume Kwai? La porta stretta? La via del tabacco? Casablanca? Binario? Cime tempestose? Le bateau ivre? Giarabub ? Alamo ? Sierra Charriba? Atlantic city? Uscita di sicurezza? I trentanove scalini? Via delle Mantellate? Ventimila leghe sotto i mari? Il pianeta irritabile? Il pianeta azzurro? Il pianeta delle scimmie? Paris-Texas? Lontano da dove? La gran via? La nave dei folli? Il cammino della speranza? Orizzonti di gloria? La casa dei doganieri? Il prato? La risaia? La clinica della Foresta Nera? La biblioteca di Babele? La battaglia di Benevento? La tomba nel Busento? Zone? America? Douce France? Aden Arabie? Il paradiso può attendere? I paradisi artificiali? Ho fatto splash? L’idiota. E adesso, pover’uomo?

8 marzo

Il docente di tivulogia – che ha meno di quarant’anni – portava il parrucchino. Volponi – che ne ha più di sessanta – no.

Il sodomizzatore sodomizzato così come l’arroseur arrosé, dice Kezich parlando di Ultimo tango.

Inconfondibili le scarpe del nonno – il mio – fra i saldi di gennaio.

E pensare che “ vanno al massimo “. A me sembrano fermi.

Dieciannove “, dice Telemontecarlo.

Famiglia cristiana: insieme nei fatti “.

La Toscana va di moda. Anche in tv.

9 marzo

I poveri sono (erano) disumani, per questo sono (erano) belli.

L’intellettualizzazione del mondo. (Al di là del previsto)

Nomi d’arte: Picciafuoco (imputato al processo per la strage di Bologna).

Sognare un bel viaggio in treno è sempre meglio che non viaggiare per niente.

A. M. Mori fa del povero Rupert Everett un ritratto che compendia magnificamente l’ossessione dell’uomo bello alias l’attore.

10 marzo

Diciamo la verità: non sono mai stato di sinistra. Ma neanche di destra. La verità è che non sono mai stato – nel senso della politica.

La televisione trasforma tutti in fotografi malgré soi.

Qualche anno fa ho annotato un Togliatti citato da Scalfari: “ Via i pagliacci dal terreno della lotta! “. È già archeologia?

Quel pomeriggio alla Marucelliana. Ritrovavo la mia scrittura. Il gesto della mano. Più di dieci anni fa. Le lampade accese. I tavoli di legno. L’intimità del leggere.

Che cosa mi manca: la trascendenza? (Qualcosa come)

11 marzo

Guardato a mente fresca il giornale è un oggetto grottesco. Quelle pagine zeppe di parole. La petu-lanza intollerabile.

Pieve Santo Stefano. Città del diario “ (Cartello indicatore?)

Il look si chiama così perché è un’apparenza che non si illude neanche per un attimo di essere scambiata per sostanza. Piuttosto che sulla seduzione punta sull’intimidazione.

12 marzo

Il cinema è il mal-occhio. (Era) (Ora è la tv)

Ida Magli vuole abolire l’ottomarzo. Forcella no.

Quel modo di chiamare “ importanti “ certe cose di cui a quelli come me non importa niente.

La lunga marcia del PCI si conclude nel TG3.

Ognuno si ribella come può. Io mi sono ribellato ai ribelli. Peggio per me.

Le maniche rimboccate sull’avambraccio. Eleganza 1957.

13 marzo

A me piace il ritrattino che ne fa il mio amico Fellini: « Ti dà quella specie di conforto, venato di perplessità, e anche di una vaga inquietudine, che suscitavano quei compagni di scuola bravi, pre-parati, gentili, molto simpatici, che sapevano tutto delle squadre di calcio, che però non parlavano mai male dei professori, e avevano sempre l’aria di saperne una più di te, ma non te la potevano dire. E forse era anche giusto ». “ (Dai giornali)

Queste facce direttamente dagli anni Trenta. Pazienza che sembra un attore di un film di Camerini.

L’ottosettembrismo.

Henry Bernard-Levy parla del “ lutto della verità “. Della cui morte lui stesso non si può dire e non si dice innocente. È un pentito?

Il signor di Rollebon chi era costui e Antoine Roquentin quanti anni avrebbe se fosse vivo ma è morto proprio qualche anno fa morto è l’Autodidatta: pure lui. Nausea? Nausea di che, scusi? Di chi? Acqua passata. Ne è. Sotto i ponti. Di Toko Ri? Di Pasqua? La capra crepa. L’auto didatta. Il signor di Roller Ball. Antoine? Rockentin.

14 marzo

Assistere su Raitre a una “ lezione “ di Tonino Guerra fa capire che la sceneggiatura è una tecnica di scrittura seria e rigorosa.

La tradizione vorrebbe che dopo la morte di Violetta nessuno canti più nonostante che la scrittura origi­nale prevedesse un “ È spenta “ cantato dal dottore. Ma Sordi (mantenuto dal suocero macel-laio) non riesce a farne a meno. È uno scandalo nell’ambiente ma Pantalone continuerà a pagare. (Mi permette babbo, Bonnard, 1956)

Il grande partito dell’invidia.

15 marzo

Pansa intervistato dal nano Enrico Mentana invita i giornalisti televisivi a “ mordere “. Ma quelli non mordono: abbaiano. (E poppano)

Nomi d’arte stricto sensu: “ Dorian Gray “.

Il terrorismo, le malattie, i disastri: una notizia vale l’altra.

16 marzo

Talis pater talis filia.

17 marzo

Anche i monumenti alle vittime del terrorismo sono terribili.

Signal, la rivista pubblicata dal Reich fra il ‘40 e il ‘45 – 20 edizioni in 20 diverse lingue – ripropone in tutta evidenza l’immenso sviluppo raggiunto già allora dal sistema mediatico. Le foto a colori non hanno niente da invidiare a quella di Life – nata nel ‘36. Si vedono donne che lavorano, che fanno sport, che portano il due pezzi, come del resto già si sapeva. La Germania nazista produce cartoni animati e film in technicolor. Viene di pensare che il disastro della guerra abbia prodotto poi solo una strana parentesi: l’Europa nazifascista era già “ americana “.

Sono cattivo, non amo le donne. (Non le amo più)

Il mezzobusto francese arrossisce come un collegiale di fronte alla Cardinale. (Sarà poi un nome d’arte anche quello?)

18 marzo

L’indimenticabile ‘87 consisterebbe nel fatto che anche in Urss finalmente si fanno i concorsi di bellezza si aprono ristoranti privati i giornalisti si riuniscono e farfugliano di “ trasparenza “ Evtu-shenko si scopa una ragazzina e scrive poesie d’amore.

Le scolaresche in biblioteca. Torpedoni, milioni, ragazzoni.

19 marzo

L’Osteria Le Logge pubblica un libro. Con testi di Fortini, Malagodi, Augusto Mazzini, Adriano Sofri.

Cristoforo Colombi “ leggo nei titoli di coda di un programma tv. Sarà un nome d’arte o la pazzia di un genitore?

Si parla di Pasolini. Ne parla Fortini, ne parla Roversi. Nessuno che abbia il coraggio di parlare di Pasolini regista di cinema, anzi diciamo pure l’orrenda parola: “ cinematografaro “.

David Bowie dichiara che non è più omosessuale. Ha conosciuto la moglie perché se la faceva con il suo amante.

Video kills the radio stars. Inno dei nuovi media.

20 marzo

Sentendo i politici del tavolo accanto usare la parola “ ideale “ lei deduce che non sono comunisti. Ben dedotto vecchia talpa?

Montanelli si riconcilia con quelli che gli spararono perché non sono pentiti. “ Chapeau bas “, dice.

Ucciso un generale ad hoc. (I rivendicatori lo chiamano “ Licio “)

Spadolini ha la voce che trema.

In Lo chiameremo Andrea (De Sica, 1972) lei, la maestra che non riesce ad avere figli, incita le scolaresche ad insultare le fabbriche inquinanti. Quindici anni dopo quei bambini forse…

22 marzo, Capalbio

Angelo Guglielmi (visto da Costanzo) dimostra anni duecento.

Il libro ha un vantaggio rispetto alla tv: se va via la luce non si spegne “ (Pino Caruso a Domenica in)

Cory Aquino, già Corazon.

Guardare una donna ma subito dopo l’uomo che ci va insieme. Per capire.

23 marzo

Hanno ucciso un generale nota bene dell’aeronautica. (Nel documento di rivendicazione si farnetica di “ alto ufficiale “, “ guerre stellari “, etc.)

I non-udenti.

La faccia però è quella coi denti “ (Vecchioni, Ippopotami)

Uno come Arbasino sa tutto. Da Al Jolson a Adorno, da Gramsci a Gazzelloni. Un italiano vero?

A Torino c’è un assessore ai giovani.

È morta la moglie di Kezich. Dice che scriveva.

24 marzo

Dice il regista di film porno: “ Per me fare un film vale l’altro “.

Quanti morti… quanti morti… “, dice Tobino a proposito della 180. Cancrini minimizza.

Gramsci, “ quel geniale critico teatrale “, scrive Arbasino. Paradossale ma illuminante.

25 marzo

Siamo teatri, non delle Usl // Dopo le dimissioni di Novello all’Aquila e di Gregoretti a Torino “ (Dai giornali)

26 marzo

C’erano o non c’erano i Rolling Stones nel ‘54? I due televisivi giovani non sanno nemmeno quello.

« Un falso cieco con una bambina! » “ (I miserabili, Riccardo Freda, 1947)

27 marzo

Quant au Calligrammes, ils sont une idéalisation de la poésie verslibriste et une précision typogra-phique à l’époque ou la typographie termine brillament sa carrière, à l’aurore des moyens nouveaux de reproduction que sont le cinéma et le phonographe. “ (Apollinaire, in Mario Verdone, La “ liberazione delle parole “ nella pagina futurista, in “Mass media”, n. 3, 1986)

La natura non fa salti, la storia sì.

Sono una donna sola “, dice lei. “ Anch’io “, dice lui. (C’eravamo tanto amati, Scola, 1974)

29 marzo

A rivedere L’avventura (Antonioni, 1960) si capisce quanto Antonioni non sia così diverso dagli altri suoi contemporanei, p.e. Fellini.

Andreuccio qui Andreuccio là: mi vogliono far fare le petit André?

Dopo lo scudetto della Roma quello del Napoli. Il vento del Sud.

Maria Schneider racconta che ha preso solo cinque milioni per fare Ultimo tango, e Bertolucci, spiega, si è limitato a stare a guardare.

30 marzo

Dice la piccola francese che il cinema è il luogo dove la passione e l’interesse si conciliano. “ A sen-timental business “.

31 marzo

Crepi l’avarizia “, dice il bottegaio.

Bisticciano Maggie e Raissa. Vedi: villaggio globale.

L’Oscar a una sordomuta: il cinema nella sua fase quintessenziale.

1 aprile

CCCraxi tiene la relazione fra due femmine che fanno gesti.














“ [L]e mode culturali sono la conseguenza inevitabile di una dinamizzazione delle culture. Nella misura in cui è vitale, intesa a una revisione e comunicazione continua tra i suoi vari livelli, una cultura produce una moda per ciascuno degli aspetti in cui si espone. E non è che la moda si formi come morchia, cascame, frangia esterna del processo culturale autentico; ne costituisce al tempo stesso il letame, il terreno grasso […] Quindi, di fronte alle mode che genera, una cultura non deve tanto porsi il problema di reprimerle, quanto quello di controllarle. […] Di una cosa si può essere certi comunque: che una cultura che non generi delle mode è una cultura statica […] La moda culturale è l’acne giovanile del processo culturale. Quando viene repressa troppo violentemente, si accelera semplicemente l’avvento di una nuova moda. E allora la moda culturale come modello permanente diventa l’aspetto più visibile di quella cultura, che si fa cultura delle Mode Avvicendatesi. Questo è il nostro problema di oggi. Non dobbiamo preoccuparci che esistano mode culturali, ma che vengano superate troppo in fretta. “ (Umberto Eco, I modi della moda culturale, prefazione a “Almanacco letterario Bompiani”, 1968)

2 aprile

Irving Howe, Società di massa e narrativa post-moderna, in “Almanacco letterario Bompiani”, 1965. (Per la storia del termine “ postmoderno “)

Franco Pitocco, storico, fra i vip intervistati da Studio aperto sul tema: l’insonnia.

Nicolazzi al posto di Riccardo Lombardi? Dio mio, forse ci toccherà di vedere anche questa. “ (Pansa su Rep)

3 aprile

L’usciere del ministero che si è comprato tre case.

Nel personaggio di “ Monnezza “ – falso delinquente/vero poliziotto – si rappresenta efficacemente l’ambiguità – brutale, schietta – del discorso del cinema.

Il ‘58 è anche l’anno di inizio della Coppa dei Campioni di basket.

Di un’anziana signora / morta qualche anno fa / mai vista mai conosciuta / forse nemmeno sim-patica / mi restano intatti / i Problemi di Ulisse / come se di problemi / non ne avessi abbastanza / da me.

Passive elle est pensive “ (La ouate)

Ne La scala a chiocciola (Siodmak, 1945) la “ colpa “ della vittima dell’assassino di minorate è di non parlare. Infatti è muta.

Una nuova rubrica su Raiuno: “ Arte e finanza “.

4 aprile

Il declino della politica o il suo trionfo? La catastrofe è del senso comune.

Preghiamo per le vittime della regressione.

Quante ejaculazioni di champagne per cestisti automobilisti tennisti!

Il Papa dice la messa e quelli si menano. (600 feriti, idranti, un gran casino, un Vermicino, un Heysel, una festa per la tv)

5 aprile

Una differenza fondamentale fra i vecchi scrittori consumatisi poco dopo la guerra europea e i nuo-vi, consiste in questo: nella vecchia letteratura c’era sempre il senso della tradizione, oggi questo senso della tradizione è disdegnato. La frattura del Futurismo non c’è stata per nulla. La tradizione per i giovani è soltanto Leopardi […] un Leopardi novecentizzato (i libri, i libercoli, le tesi di laurea su Giacomo Leopardi sono diventati l’ossessiva accademia quotidiana […] ma quello che impressiona è il tono prammatico di tanta poesia, di tanta critica, di tanta filosofia. La let­teratura di oggi ha un carattere intimidatorio. “ (Luigi Russo sull’ermetismo, 1939)

L’illusionista Brachetti (non avrà trent’anni) rivela di avere fatto sei anni di seminario dai preti.

6 aprile

Perché la gente scappa, la gente non resta a farsi ammazzare » “ (Lenny, Bob Fosse, 1974)

Dimmi che culo hai e ti dirò chi sei “, dice Tinto Brass.

7 aprile

Non solo l’avanguardia sorge come reazione alla diffusione del Kitsch, ma il Kitsch si rinnova e prospera proprio ponendo continuamente a frutto le scoperte dell’avanguardia. Così questa, da un lato, trovandosi a funzionare suo malgrado come ufficio studi dell’industria culturale, reagisce a questa circonvenzione cercando di elaborare continuamente nuove proposte eversive […] mentre l’industria della cultura di consumo, stimolata dalle proposte dell’avanguardia, continuamente svolge opera di mediazione, diffusione e adattamento, sempre e di nuovo prescrivendo in modi commerciabili come provare il dovuto effetto di fronte a modi di formare che originariamente vo-levano farci riflettere solo sulle cause. “ (Umberto Eco, Kitsch e cultura di massa, in “Almanacco letterario Bompiani”, 1965)

 Eco: e se fosse anche quello un nom de plume?

8 aprile

Non è più libro solo il romanzo. Non è più scrittore solo il poeta. Il saggismo porta nella cultura altri libri, di sociologia, di storia, di costume, di economia. […] Ecco così l’informazione come genere. Ed ecco così « scrittori di cose concrete » che compiono l’umile lavoro di mediazione fra culture diverse, fra specializzazioni diverse. Nel gioco culturale moderno, nella stessa crisi tra le due culture (come dice Snow) tocca al giornalista di servire da tramite. “ (Alberto Cavallari, I giornalisti rilegati, in “Almanacco letterario Bompiani”, 1965)

In chiusura d’intervista Martelli dichiara che se non fosse Martelli vorrebbe essere Maradona.

Cane che abbaia non morde. Ma abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia abbaia…

“Strumenti critici”, nata nel ‘66, non è uscita dall’’83 all’85. Poi,  dall’’86, la nuova serie.

La matta guarda i lettori che irrompono nella sala di lettura e a ogni nuova entrata si scompiscia dal ridere.

9 aprile

Calvino ha strappato il Lettore dalla sua posizione terminale nella catena comunicativa, e l’ha por-tato a immediato contatto con il narratore; ha simulato all’interno dell’atto narrativo quel rapporto emittente-destinatario di cui l’atto narrativo è tramite. “ (Cesare Cases, Se una notte d’inverno uno scrittore sognasse un Aleph di dieci co-ori, in “Strumenti critici”, 39-40, 1979)

10 aprile

Notizia: il primo concorso di bellezza in Siberia.

Un tifoso morde / un cane poliziotto / in Inghilterra “. Finalmente la notizia.

Il MenabòUn giorno ci andrò / al piano quarto / pian piano scivolerò / zitto fra gli scaffali / rasente i loculi / assenti i custodi / poi lo vedrò / quei pochi numeri / in cartoncino ruvido / a parche strisce / di pochi colori / i nomi sobri / graficamente / moderno antico  / lontano parente / carissimo estinto.

11 aprile

Le colpe dei figli ricadranno sui figli.

« Eccomi papà » “ (La fiamma che non spegne, Cottafavi, 1949 /su Salvo D’Aquisto/)

Il suicidio di Primo Levi.

12 aprile

Tangheri di tutte le risme con ramoscelli minacciosi d’ulivo sciamano nella mattina splendida di questa domenica delle palme.

Ed ecco che, per una di quelle formidabili coincidenze inspiegabili, il saggio di D’Arco Silvio Avalle (La critica delle strutture formali in Italia, I, in “Strumenti critici”, 4, 1967) esordisce proprio discutendo quel Russo 1939 pescato a caso per un’altra inspiegabile coincidenza nei giorni scorsi. Comunque sia: la questione dell’ermetismo è una questione.

13 aprile

Alba Andreini, Le favole di Emilio Gadda, in “Paragone-Letteratura”, 370, 1980. E il  “ Carlo “? (e Dossi? e Porta?)

Niagara, Hathaway, 1953. Una storia di amore e scarpe. Vedere per credere.

14 aprile

Anche Natta esplora “, sghignazza Repubblica.

 Martelli mastica il chewing-gum.

15 aprile

Dopo tanti anni che era in attesa anzi in agguato nelle librerie più impensate vistoso estraneo fra i libri legittimi presente ovunque per forza di una misteriosa distribuzione eccolo emergere all’evi-denza televisiva nel ventennale della morte dell’autore: ‘A livella, il libro di poesie di Totò.

 “ Sì, era un uomo “, ha scritto Bocca sulla morte di Levi. La gente pensa: “ Peggio per lui “.

Ne “L’Europa letteraria” (n.1, gennaio 1960) parti di una sceneggiatura firmata da Vittorini, Carpi, Nelo Risi per un film dal titolo: Le città del mondo. Si dichiara testualmente che “ Il film che sarà diretto da Nelo Risi e il romanzo di Elio Vittorini usciranno contemporaneamente e con lo stesso titolo alla fine del 1960 “.

“ Ride bene chi ride l’ultimo “. Se gliene lasciano il tempo.

Quanti sono a oggi i desaparecidos nell’Occidente post-industriale? (Quanti siamo?)

16 aprile

Il primo grillo quando l’aria ancora / è tutta luce io rinnego il lungo / arido elenco dei ritrovi a sera. “ (Penna in “Tempo presente”, 6, 1959)

L’ostinazione a voler pensare che il tempo vada all’insù, quando invece è universalmente noto che cade anzi precipita.

Le figlie di papà.

La poesia: metafore o sottintesi?

Il tg socialista dà il Papa in apertura, quello democristiano no.

17 aprile

L’abolizione del “ lei “ esalta la società del corpo-a-corpo.

Totò e l’onorevole (Trombetta).

Farsi un giro allo sprofondo giù verso Montesacro e oltre sperdersi nelle novissime periferie vedere un “ Valmelaina “ scoprire un “ Settebagni “ attraversare il “ GRA “ del fine settimana ritrovare la strada riconoscere Ponte Milvio incontrare un giovane ben vestito che gesticola in mezzo al traffico: la metropoli è pazza (e fa impazzire).

Quando alla madre finisce il latte i piccoli s’incazzano. (Succede fra i gatti)

« I miserabili » di Victor Hugo / musical di gran successo // La povertà torna in scena / e non soltanto a Broadway “ (Dai giornali)

Macchia, il letterato più letterato che ci sia, fa l’elogio dei giornali. (E il giornale fa l’elogio di Macchia).

Mi vuole vedere, mi ama, mi professa eccelsa stima. (Il grafico che ora sta al Corriere dello sport a prendere un sacco di soldi più di me)

Vede i libri e dice: “ Lei è scrittore? “ “ No, – rispondo – sono lettore “. (È uno che vende case)

18 aprile

Molta, molta carta stampata nel turbinio di macerie in cui si dissolve la villa nella visione-apocalisse della ragazza (Zabriskie point, Antonioni, 1969).

19 aprile

Anche le maestre mangiano “, tiene a far sapere di sapere. La pubblicità.

Andrea Barbato, giornalista disoccupato (“ Lei è irrequieto… “, gli dice sornione l’intervistatore) dichiara che il giornalismo non dovrebbe essere “ consolatorio “ – il misero adopera questa vecchia parola dei Sessanta. Ma la guerra alla letteratura “ consolatoria “ fu un’operazione culturale mirata. Roba da professori. Nessuno ne sa più niente e tutti si consolano a tutto spiano. (Lui ha scritto un romanzo, fa sapere, timidamente)

20 aprile

Giorgio Celli espone da Costanzo la teoria del riso di Bergson. E fa ridere.

La scena della banda ne Il gattopardo (Visconti, 1963). Vedi: Totò e i re di Roma (Steno, Monicelli, 1952)

21 aprile

Gena Rowlands, Diane Keaton: facce di attrici (del muto).

Ho perso tutto. Mi è restato solo il mal di pancia.

Fa una certa impressione sentire il comico Pippo Franco citare il caso Proust-Gide nel catalogo degli errori d’autore.

Odio l’arte. Ma anche tutto il resto.

Desaparecido Federico Caffè, economista, settantatreenne.

22 aprile

” Laico “ vuol dire “ surrealista “?

De Gregori canta “ la storia siamo noi “. E Spadolini si astiene.

23 aprile, Siena

Dopo i padri della patria i figli della patria. E sono molti di più.

Pare (Gente) che Primo Levi avesse dichiarato una volta che “ se non fossi stato a Auschwitz pro-babilmente non avrei scritto nulla, non avrei avuto motivo, incentivo per scrivere, mi sarebbe mancato il materiale da costruzione “. Troppo o troppo poco? (Mi sembra poco)

Arditamente sghignazzavo in faccia al nano in doppiopetto. Nel sogno pomeridiano.

« Dottoressa, c’è un uomo che è morto »… Le forze mi vennero meno, caddi seduto in una di quelle poltrone di satin blu i cui riflessi un’ora prima, nel chiaroscuro della camera incantata da un raggio di luce… « Che cosa!? »… mi avevano fatto sognare immagini acca « No, sto accendendomi una sigaretta » rezzate, e ora tanto lontane da me… « Non importa, grazie ». “ (La Recherche e L’Ispettore Derrick)

24 aprile

I mutamenti d’atmosfera ne provocano altri nell’uomo interiore, risvegliano degli « io » dimenticati, contrariano l’assopimento dell’abitudine, ridanno forze a certi ricordi, a certe sofferenze. “ (Marcel Proust, Albertine scomparsa)

In un dormiveglia così profondo da sembrare un sonno sogno quella felicità di una sera come questa di primavera piena in cui mi sono tante volte svegliato godendo di potermi vestire e uscire fra la gente e ancora dormendo mi rammarico di non poterlo fare più e mi domando perché.

25 aprile

Leggo: “ È ora di cambiare “. Autunno-inverno, primavera-estate. Collezioni.

Il nuovo ministro delle Finanze per ingannare il tempo si occupa dei mobili vecchi e dello sporco nei locali del ministero. Il giornalista la chiama “ emergenza pulizia “. Dice il titolare del dicastero economico: “ Sono figlio di un industriale morto giovane e nella gestione della fabbrica paterna ho imparato quasi subito che ai fini della produzione la pulizia è determinante “. Un altro che non si sa se è matto o ci fa.

Le pagine dei Goncourt, or ora lette, mi indussero a rammaricarmi. Perché, se avrei potuto concludere su di esse che la vita insegna a ribassare il prezzo della lettura, mostrandoci che quanto lo scrittore ci esalta non vale poi un gran che, altrettanto giustamente potevo concludere che la lettura, al contrario, ci insegna a rialzare il valore della vita, valore che non abbiamo saputo apprezzare e della cui entità ci rendiamo conto grazie al libro. “ (Marcel Proust, Il tempo ritrovato)

26 aprile

Depressione o televisione: forse non c’è altro che questo.

Prendendo infelicemente, ma come direbbero i giornalisti: tant’è, spunto dalle dimissioni di Ca-marlinghi, A. A. R. annuncia un requiem per la Toscana felix. Come tanti altri se ne accorge ora che si è fatto la casa a Capalbio.

Nello spot de L’Unità il “ ragazzo del Sessantotto “ è spelacchiato e occhialuto ma/e ha una figlia di quattro/cinque anni.

Lo scudetto del Napoli: politicamente provvidenziale.

27 aprile

Unita compatta coesa da Trento a Palermo l’Italia del no. Antifascista antiterrorista antinucleare. Ciòchenonsonociòchenonvogliono.

” Chi ride deve dunque essere figlio di una situazione, accettarla in toto, quasi amarla, e quindi, da figlio infame, farle uno sberleffo. “ (Umberto Eco, Elogio di Franti, in Diario minimo, 1963)

28 aprile

Questa volta l’America è arrivata davvero. Ma non è quella di Steinbeck o di Faulkner, è quella di Walt Disney e di Schultz.

29 aprile

I figli crescono le mamme imbiancano. I figli non crescono imbiancano i padri.

Sono sempre nella notte ma non mi porta mai consiglio.

30 aprile, Roma

Abbiamo / tanto / lottato / per mandare / Guccini / a cantare / a Parigi / all’Olympia.

Ho una gran bella famiglia. Di gatti.

Improvvisamente la gatta si ricorda che ne manca uno. I gatti sanno contare?

Questo diario.

1 maggio

SSSpatola fa Aviation-Aviateur a Lupo Solitario.













Nel giorno di festa si constatano i cani. Se ne compiacciono. Se ne congratulano. Mutuamente. Taluni sudano. Per i fatti loro. I più confabulano. Donne più donne. Più cani. Palloni rotolano sui clivi. Fasulli. Del giardino. Pubblico.

2 maggio

Mettono dentro. Un modo per stare fuori.

3 maggio

Mae West ovvero il demenziale anni Trenta.

4 maggio

Lo strano suicidio di Dalida.

5 maggio

Lo strano suicidio del trentanovenne dirigente comunista romano.

A Mosca / la polizia / disperde / una folla / di pittori “ (Titolo di Repubblica)

6 maggio

Non trovando di meglio da dire Giuliano Ferrara dà a Fanfani del fanfascista. Almeno facesse atten-zione al fatto che si tratta di un fascista degli anni Trenta, anzi di un pittore. Della domenica.

” Liberamente tratto da “.

7 maggio

Il liberalismo economico. Che cosa è, veramente?

Nel ‘22 il 14 novembre veniva di martedì. (Prima romana di Vestire gli ignudi di Pirandello)

“ Ce n’est q’un debut continuons le combat “, conclude Le Pen (L’heure de la verité su Antenne 2).

In USA – scrive Repubblicac’è una verità non scritta: i repubblicani si mettono nei guai per i soldi, i democratici per le donne.

Leo De Bernardinis all’inizio dei Sessanta faceva l’avanspettacolo con Billi. Sono le cose che si vengono a sapere.

Il Grande Vecchio: da vent’anni ci fa vedere solo giovani.

8 maggio

Per il cinema c’è sempre stato soltanto il cinema.

Potrei (anzi forse dovrei) scrivere le mie memorie.

L’esperto della lega antifumo dichiara che la gente che smette di fumare lo fa perché “ ora sa dove mettere le mani “.

9 maggio

Il sole-che-ride.

È l’identità che ti fottono. I confusionari.

Rindondante “, dice da Cannes il nostro Lello Bersani.

10 maggio, Capalbio

’ un professore che è rimasto un goliarda “, dice Cordelli di Eco.

Il ritorno delle anime belle. Le anime brutte festeggiano.

Roma

Lo strano suicidio del pretore di Aosta.

11 maggio

E se l’AIDS fosse una malattia della società dello spettacolo? Miliardi di spettatori sani.

Eco: un deamicisiano rovesciato sempre un deamicisiano resta.

Dare etichette è sempre da coglioni “. Anche prendersele.

La romanziera (racchia) dice che il suo libro è un film. Costanzo dissente. Ma poi dice: “ Anche un film si scrive “.

Il cinema è la cultura dei soldi. Ricordo bene l’odore dei medesimi sul set de Il prato dei fratelli Taviani, dove mi recai dieci anni fa come piccolo giornalista. Un’atmosfera leggiadramente asfis-siante. Per mancanza di ossigeno?

12 maggio

La giustizia come la intendo io è parente stretta della verità. La quale, come è noto, non esiste.

Io porto bene. Quanti amici ho avuto che mi volevano solo toccare la gobba!

A lu suono della grancascia / viva viva lu populo vascio / a lu suono de li violini / sempe morte a li Ggiacobbini “, dice Rosellina Balbi. Che non so se ci senta bene.

13 maggio

L’orrendo bambino che ride nel manifesto della DC sorretto come una marionetta dalle mani di due invisibili adulti. Il creativo ha realizzato una parodia della crocifissione?

I libri? Ci sono quelli che non li hanno mai letti e che non intendono certo cominciare ora.

E ora che il Napoli ha vinto lo scudetto, mancano solo i comunisti al governo per esaudire la Grande Attesa.

Il successo, gli ingredienti.

E vissero felici e contenti. Purché lui non si muova. (La finestra sul cortile, Hitchcock, 1954)

14 maggio

La memoria del cinema.

A tutti un cordiale vaffanculo.

Il tennis in tv. Più di vent’anni fa. Penombra frescura. Freserleverfreserlever. Dolcissima accidia. Senza nemmeno il colore.

15 maggio

L’auto le multe la rimozione forzata l’assicurazione il bollo che scadono il modello 101 il modello 740 l’Usl le impegnative i tickets le bollette luce gas telefono acqua la residenza la cittadinanza gli as-segni famigliari l’affitto il condominio la scala mobile il paniere le trattenute le ritenute… : lo stato delle cose.

Ora scoprono il barocco. A me piaceva trent’anni fa. Non ce la intendiamo, io e lo Zeitgeist.

Vota PCI / eleggi una donna “.

L’occhio di Costanzo sulla politica. Un occhio da serva (padrona).

Fra Tocqueville e Baudrillard c’è stato almeno Elvis (the Pelvis).

Yoko Ono quando era la signora Lennon cantava in modo orrendo. Ed eventualmente anche dopo.

16 maggio

Dice che Mosca non crede alle lacrime (1981) è un “ come eravamo sovietico nel ‘58 “.

Nel regime del chi-si-muove-è-perduto l’unico movimento autorizzato è quello dello sport. Poi si ingrassa.

17 maggio

Il commissario Pepe, quando ha scoperto che la città è tutta corrotta – compresa la sua donna, che non fa la mignotta, ma quasi perché fa la fotomodella – rinuncia a procedere oltre fa le valigie e se ne va. (Il commissario Pepe, Scola, 1969)

18 maggio

Si dice comunemente che gli omosessuali sono quei tipi a cui piacciono gli uomini. Io avrei invece voglia di dire che sono quelli che vogliono piacere agli uomini.

Due rabbini contrattano calzini. A piazza dell’Esedra.

Anche Vanessa Redgrave-Maria Stuarda avvampa nella magnificenza dell’abito rosso nella scena finale dell’esecuzione.

Salomè (Dieterle, 1952, con Rita Hayworth). I colori sono gli stessi di Fassbinder trent’anni dopo.

19 maggio

In quale modo, esattamente, lo spettacolo “ ruba “? Ruba attraverso gli occhi. La generosità: per gli occhi. Così come si dice: “ una scollatura generosa “. Un dare che non costa niente, ma che rende parecchio.

A Genova la prima barista italiana in topless.

20 maggio

Wenders dichiara che migliorando l’immagine si migliora il mondo. Mah.

La mamma mi disse che lei aveva bisogno di una mamma. Io, allora, non capii.

Continuano a fare un deserto e continuano a chiamarlo pace.

21 maggio

Sono tornato! “, grida uno Spaccone fatto canuto. Il cinema perde il pelo, ma non il vizietto. (Il co-lore dei soldi, Scorsese, 1986)

22 maggio

Barbato giovane sul “Caffè” (1958) viene fra l’altro definito: uno che si occupa di teatro.

Le petit théatre de Bouvard (A2) sia pure nel suo décor da filodrammatica, risulta tuttavia molto prossimo alla decenza.

Sul terrorismo continuo a pensare che si può uccidere solo senza secondi fini.

23 maggio

Quello è “ cambio palla “. E il record mondiale di Beamon è 8. 90. Leggo e correggo. So troppe cose dell’ignoranza.

24 maggio

Grazie zia “, lo dice Alberto Sordi in L’arte di arrangiarsi (Zampa, 1954)

Io so’ vent’anni che faccio sto’ mestiere “.

Nella trasmissione sul caso del gatto morto, Catherine Spaak non sa se dire “ gattacci “ o “ gattini “.

25 maggio

Chi vuole la fica tira una riga “. Parete di cesso pubblico.

Si pettina entrando in biblioteca il nero dai capelli neri e crespi.

Indispensabile nei quiz la presenza di un professore. “ E senza ridere dice il conduttore – non siamo mica a scuola qui “.

26 maggio

Ripenso alla Storia del paesaggio agrario. E anche al paesaggismo.

È proprio mentre posa accanto al disco d’oro che il figlioletto finisce sotto un’auto. Così poi la moglie gliela fa pagare al cantante narciso. (La ragazza di campagna, Seaton, 1954)

Mi telefona e io gli sogno subito la moglie. Questa storia della donna d’altri è una vera mania. (O è colpa del signor Altri?)

Rileggendo il “Marcartré” (1968), noto che gli U.F.O. (Binazzi & c.) non volevano tanto bene a: i piani regolatori approvati, i professori di storia, la Pravda, i Kennedy; ma volevano tanto bene a: il carnevale di Viareggio, i draghi cinesi, gli smottamenti, le corse dei polli.

“Marcatré”: solo ora capisco l’ideuzza: “ Mark Twain “…

I soliti. Anzi: i figli dei soliti.

27 maggio

Non è successo niente. Solo che una ventina d’anni fa sono caduto nel mio specchio. Da allora allo specchio è andata di bene in meglio.

Si chiama Thema come la Lancia la rivista del sindacato.

L’esperimento “ biciclette a Milano “ stroncato sul nascere. Tu vuò fa’ lo scandinàvo.

28 maggio

Leggo Ferraris su Proust (Romanzo e autobiogra-fia, in “Il piccolo Hans”, 50, apr.-giu. 1986): “ [N]el mondo vige la regola della conversazione intelligente e della presenza a sé volontaria; memoria è ricordarsi degli inviti, oblio è l’attività colpevole del dimenticarseli; tutta la moralità è concentrata sul qui e ora di quello che sta avvenendo in quel momento preciso in quel salotto. Nella biografia e nell’autobiografia si tratta invece di far valere il silenzio e il raccoglimento, il disporsi all’ascolto della memoria involontaria – e quindi la moralità autobiografica richiede prima di tutto che ci si dimentichi degli inviti.

29 maggio

Ma senza i nazisti come li facevano tutti questi film sui nazisti?

Il narratore, scrivendo la propria autobiografia, deve dare a posteriori un senso a ciò che senso non ha, alla vita […] le pretese del « senno di poi » “ (Cesare Segre, Appunti sull’autobiografia, in “Il piccolo Hans”, cit.)

Nel dormiveglia le tracce di altri dormiveglia: intrise di un sapore dolciastro di malattia mortale sesso sonno.

30 maggio

Il faccìno puntuto dei poveri ministri, ridotti in quel momento a sottosegretari, se non a uscieri di Dio. “ (Parise, Il prete bello, 1954)

Tutti uguali davanti alla tv. Dietro: i diversi.

31 maggio

Adenoide Hinkel “ (Il grande dittatore, Chaplin, 1940)

La rivoluzione passiva ovvero “ fare il vuoto “.

Il radicale Negri ha la stessa faccia di Gigi Sabani e di Toto Cutugno. Morettini vaghi.

Il figlio ciccione della psicoanalista fa l’attore di spot.

Una fortunata serie “.

« La vita non è un romanzo. Se fosse un romanzo lui sarebbe colpevole ». “ (Finalmente dome-nica!, Truffaut, 1983)

1 giugno

LLLLa verità è che le varie tendenze coesistenti nel vasto campo della ricerca poetica, ulteriormente agguerrite da uno spesso bagaglio di armi quanto mai sottili e sofisticate, si presentano duramente contrapposte, impegnate in una loro (drammatica) tendenza e tensione per una condizione di radicale esclusivismo o di globale egemonia. È un’aperta guerra o, se si vuole, una guerriglia intricatissima, dove può apparire addirittura che la posta in gioco sia l’esistenza stessa della poesia. “ (Giuseppe Zagarrio, Operazione Verri-Anceschi: poesia uno due, in “Il Ponte”, luglio 1977)





2 giugno

Tempo: non se ne perde mai abbastanza.

A2 mostra “ une dimanche comme les autres “ a Teheran. Si vedono ragazzini in moto scivoli per bambini gente che scia. “ Comme les autres “: “ comme “ in che senso?

Dieci anni che sopporto l’anticomunismo dei comunisti, cioè la gente.

Il cattivo Scrooge del Christmas’ tale ha nel film omonimo le unghie nere. Sarà lo sporco? Sarà l’inchiostro?

Preziosissime le donne poliziotto nelle “ cartoline “ del Giro.

Il ritorno del rimostro.

La geometrica potenza è quella dei film (polizieschi, di spionaggio, etc etc).

3 giugno

Divìde e impèra “, dice lui. Imperiosamente.

I partiti mischiati fra gli spot: faccia più faccia meno culo più culo meno.

Timido, tranquillo, nessun interesse politico anche se aveva appuntato sulla giacca, all’arrivo a Mosca, il distintivo di un congresso pacifista, una sola passione: il volo. “ (Dai giornali)

Storia di una ragazza che uccise suo padre e che tentò di uccidere suo padre “ (Dai giornali) Refuso o accanimento?

La pregnanza dell’allusione e l’originalità del segno implicano un certo grado di oscurità. Mi capita a volte di non riuscire a decifrare qualcuno di questi editoriali grafici anche perché non ho il lugubre obbligo di essere informato di tutto quel che succede. Forattini è sempre in sintonia con l’ultima ora, anzi col minuto appena trascorso, il suo è un commento a caldo: per capirlo bene e goderne l’effetto calmante, bisogna aver patito prima il supplizio dell’informazione totale, il ripetuto fendente cranico della notizia. Preferisco non capirlo sempre. “ (Guido Ceronetti, Introduzione a Giorgio Forattini, Scomodoso, 1983)

A Italia-Svezia si vedono gli svedesi turbolenti. Tutto il mondo è – diventato – paese.

4 giugno

Longtemps, je me suis couché de bonne heure »: le parole dell’inizio paiono racchiudere in sé una specie di cifra o formula che presiede allo svolgimento del poema […] La nozione espressa da quel « longtemps » poteva venir analiticamente indicata per mezzo di espressioni come « pendant des années » o simili, ma […] la prima parola con cui s’inizia la Recherche contiene già in sé quella che è (ed era sempre stata, già da quando Proust bambino aveva appreso dalla nonna « la nostalgie d’impossibles voyages dans le temps ») la parola-chiave del mondo poetico e morale proustiano: il tempo. “ (Folco Martinazzoli in “Letterature moderne”, 1959)

5 giugno

Silvia Costa accusa i comunisti di avere in lista un pedofilo. Strano: è quello che si diceva una volta dei preti.

6 giugno

Se couchér de bonne heure “, si legge facilmente anche “ se couchér de bonheur “ che si potrebbe tradurre come “ mi sono messo a letto di gusto “ (leggo poi che il fatto è notato anche da Marti-nazzoli cit.) ma anche come “ mi sono addormentato di felicità “. (Qualcosa da dire ci sarebbe poi anche di quel “ bonne “, di quella?)

Da tempo Amedeo tendeva a ridurre al minimo la sua partecipazione alla vita attiva. Non che egli non amasse l’azione, anzi dell’amore per l’azione erano nutriti tutto il suo carattere e i suoi gusti, eppure, d’anno in anno, la smania d’esser lui a fare scemava, tanto che veniva di chiedersi se mai egli questa smania avesse avuto davvero. L’interesse dell’azione sopravviveva però nel piacere di leggere; la sua passione erano sempre le narrazioni di fatti, le storie, l’intreccio delle vicende umane. “ (Italo Calvino, L’avventura di un lettore, in Gli amori difficili, 1958)

7 giugno

Ègalité » “ (Roland Garros, campo centrale, ore 11. 30)

Carriere: Irene Bignardi direttrice del Mystfest.

8 giugno

Presenze: Laura Laurenzi (sempre).

9 giugno

L’avanspettacolo di periferia per la truppa. Visto dall’intellettuale alla ricerca di episodi di co­stume, si carica di riferimenti ad una oscenità fescennina di cui lo sciagurato capocomico non ha mai avuto sentore; e tuttavia questi, coordinando in uno schema in uno schema assai ricco alcune rozze intuizioni circa gusti e aspettative di un pubblico popolare, di fatto strutturava anche una serie di riferimenti a comportamenti archetipi che, in un modo o nell’altro, funzionano ancora e vengono consumati, e elaborati, d’istinto. “ (Umberto Eco, Apocalittici e integrati, 1964)

Tutte languide sgonfie senza tacchi mezzolutto: le cantanti.

Cinema e letteratura: leggere come leggono i libri Straub-Huillet in “Bollettino per biblioteche”, 24, 1980.

« Ma perché questo buffo nome Pee Wee? » “. Il nuovo comico non risponde. Invece cfr. un film del ‘41 con Bette Davis, James Cagney etc.: è il meccanico dell’aeroporto. Carte coperte.

10 giugno

Nell’edizione 1964 di Apocalittici e integrati due refusi divertenti e forse sintomatici – dell’autore o del correttore? -: un “ Godard “ che diventa ” Goddard “ (ma quella è Paulette) e un ” 1848 “ (dell’Educazione sentimentale) che diventa un “ 1948 “ (dell’attentato a Togliatti?). I refusi tipografici intesi come lapsus ideologici meriterebbero da soli un vasto approfondito studio.

 “ Almeno in Sicilia si stanno zitti… (intende i mafiosi ndr.), invece questi… quanto parlano… “, dice il matto della biblioteca. Che, come dicono tutti, è matto.

 “ Una civiltà è decisamente scarica quando per conoscere il meglio si deve passare dai libri seri ai fumetti, dai fumetti al teatro, dal teatro al culto del music-hall. “ (Ezra Pound, Guide to Kulchur, 1938)

I naufragi, gli annegamenti, i pescecani.

Io dico: a che servono le donne? Ma donne rispondono: e tu a che servi?

11 giugno

I giovani: sono solo il contrario dei vecchi.

12 giugno

Credo di capire molte cose ma nemmeno di una mi importa qualcosa.

Continuo a pensare esclusivamente alla fica.

Tu non ci crederai, caro amico, ma il Tg3, commentando il caso del povero pazzo che alla stazione Termini si è tagliato l’uccello, cita il Marco Ferreri de L’ultima donna.

Un sogno spaventoso ambientato nella biblioteca. Venivo processato perché avevo fatto un libro pornografico sulla capufficio. In realtà erano foto. La baciavo anche sulla bocca ma sulle labbra aveva qualcosa come un becco.

« Why is important in a library “ sesso “? I don’t understand ». Dovrei spiegarle che si tratta solo di un vecchio registro, ma, anche se è carina, non è importante, no, it’s not important.

E dire che mi sono rovinato per una donna che non era il mio tipo “.

13 giugno

Immobili come merde.

L’indifferenza è come un uovo: una volta rotto non si può aggiustarlo.

Vendono tutto, anche l’aria. Soprattutto l’aria.

14 giugno

 Immobili come ragni.

I giornalisti continuano a dire che loro del terrorismo non ci hanno capito niente. Ed è quasi vero. È vero anche che la loro specialità è non capire. Anzi, non provarci nemmeno.

Votate Bokassa! “, urla Satyricon. Il punto è proprio questo: il cannibalismo. (Movimento o re-gime?)

15 giugno

Sono un invalido di pace.

Il carattere insieme casto e perverso, fantasmatico e cerimoniale di un rapporto amoroso che, pur restando dominato da un ideale di castità, non escludeva il tener, il baizar, l’abrassar, il ma-nejar e implicava, come fase suprema, questa singolare prova (asag) che era la contemplazione della donna nuda. “ (Giorgio Agamben, L’erotica dei trovatori, in “Prospettive Settanta”, 1, 1975)

16 giugno

I Verdi festeggiano a Palermo. In piazza Massimo, il “ salotto buono “ della città.

Il Psi, dicono, torna ai livelli del ‘58, il Pci a quelli del ‘63. Grandi ritorni.

 “ Zuzzurro “ è tratto da Il giudizio universale (De Sica, 1961). Citazioni.

La voce (è) dall’alto, pensa il cinema.

Non importa sentire basta guardare “, replica stizzita a chi la zittisce la grassona a teatro.

17 giugno

Grandi ritorni: il petting, dicono.

Il voto questa volta ha segnato una vittoria, confusa e contraddittoria quanto si vuole, della gente sugli apparati politici. “ (Dice Eugenio Scalfari)

Vivait dans une atmosphère musicale permanente, écoutant du Mozart […] le rire de F. eclatait souvent. “ (Foucault a Uppsala nel ‘56-’57, in “Critique”, ago-set. 1986, numero speciale su Fou-cault)

18 giugno

E ora tocca agli amici della terra.

19 giugno

Non deve essere un caso se, quando i neoguitti di Raitre si danno a recitare poesie, scelgono quella di Brecht: “ mio fratello aviatore“.

“ Piccolo-borghese “: ho pensato che non è affatto detto che tutti quelli che lo dicono si rendano conto che è una locuzione composta di due aggettivi, di cui il primo è in funzione avverbiale.

” Vàluta “, non “ valúta “, o ignorantissimi del TG2. (Il fatto è che non pensano ad altro che ai soldi)

20 giugno

Ad Apostrophes, Baudrillard a confronto con gli scrittori giovani. C’è quello che ha scritto un Ma-nuale dell’uomo di successo, quello che ha fatto un Elogio della vecchiaia. Che lui sia vecchio davvero lo si capisce da quello che ha scritto: Cool memories, che è un diario e, come dice il titolo stesso, un libro di ricordi. (Dice: che dopo la repressione c’è l’oppressione – nel senso in cui si dice di una persona: è opprimente)

21 giugno

Sono diventate diciassette le vittime dell’attentato “, dice nell’angolino in basso a destra il mezzo-bustino del TG2 mentre a tutta parete continua la Formula1. “ E ora la linea allo spettacolo puro “, conclude e scompare alla nostra attonita vista.

Le unità dei CC naturalmente sono “ cinèfile “ per il Tg3.

22 giugno

Leggere l’appendice 1832 al Rouge et noir (1830) per capire che cosa era il romanzo – l’industria del – nella Francia dell’Ottocento: “ Ciò che sembra mediocre nei salotti parigini, è giudicato interessante nella piccola città di ottomila abitanti ai piedi delle Alpi o dei Pirenei e ancora di più in America e in genere all’estero dove fanno a finire migliaia di romanzi francesi. “.

23 giugno

Secondo Giscard il liberalismo è lasciar fare le cose.

Si suicidano in due. Ma lei non muore. Scherzo.

La figlia di Agnes, Concetta, è “ involata a nozze “, secondo Repubblica.

L’immane femmina sui quaranta radiosa di primo mattino davanti al semaforo. Rosso.

24 giugno

La biblioteca è propriamente il post di quasi tutto. Per esempio, i libri: sono così tanti che anche vo-lendo leggerli non ci sarebbe mai il tempo.

Filippini scrive che, non potendo fare di meglio, l’intellettuale deve correggere i refusi. Io invece penso che, non potendo fare di meglio, potrebbe tentare di interpretarli.

25 giugno

L’occhio quadrato della cinepresa, non a caso coetanea della psicoanalisi, è abilitato a leggere nell’anima. Solo in apparenza è uno strumento per registrare l’aspetto esterno e i comportamenti delle persone, in realtà può farti capire come sono dentro. “ Sublime Tullio Kezich.

L’isteria parateologica di Giampiero Mughini sotto lo sguardo empio della telecamera. (Un ma-scalzone anche lui, comunque)

Car plus ancore que les intermittences du coeur, nous avons, avec Marcel Proust, les intermit-tences du bonheur. “ (Claude Mauriac citato da Maurois, introduzione alla Recherche, ed. Plèiade, 1968)

26 giugno

In questi Cinquanta bis litigano i ricchi. Clamor di scenate nell’appartata elegante via A. Musa.

27 giugno, Siena

Convegno: La cifra e l’immagine. Rappresentazione del segreto nella cultura toscana. Con Eco, Calabrese, Falassi, Paolo Maccherini et al. Segreto di Stenterello?

La seminuda con il canuto giovane a giudicare dalla farfalla un architetto di professione o di ele-zione in tournée in provincia dove qualcosa si rimedia sempre.

28 giugno

Il getto d’acqua dal rubinetto in cucina. Appena sveglio. Dalle finestre aperte il fresco della mattina d’estate. Bonheur, alias felicità.

Il mistero dell’esistenza di Siena. Una città fuori dal tempo “, scrive il cronista. Mistero buffo.

29 giugno

Se Andreotti ha scritto un Visti da vicino, e Serra ha scritto un Visti da lontano, Giannelli ha fatto un Visti da dietro. Si capisce meglio il punto di vista della satira – disegnata. Per il disegnatore il culo la dice sempre lunga.

Bla bla “, gridano i manifestanti sotto il balcone dei commissari Cee.

In effetti i personaggi della leggenda, come le parole della lingua e le lettere dell’alfabeto, insomma il segno in generale, non sono che il prodotto fortuito di un’associazione (association) o di un’associazione libera (association libre) di unità più piccole che egli definisce in vario modo a seconda dell’universo semiologico cui appartengono. “ (D’Arco Silvio Avalle, L’ontologia del segno, 1973)

La guerra, io vi dico, la guerra “ (Tullio De Mauro, introduzione a Ferdinand De Saussure, Corso di linguistica generale, [1967])

30 giugno, Roma

Proust che suona la racchetta da tennis: mossa del cavallo?

Questi signorini che rilevano la ragione sociale di certe riviste defunte: pietas o business?

L’azienda Italia.

1 luglio

CCCConnors vs Pernfors. Alle due di notte. Ci sono volte in cui è meglio non andare a dormire troppo de bonne heure.













2 luglio

Fra le richieste del pazzo sparatore di Milano anche quella di oscurare la Rai. La follia, il metodo.

Hanno abolito l’espressione patetico-ironica alla fine dello spot del Sanbittèr. Con San Bittèr c’è poco da scherzare.

Il cibo, e il suo ciclo, appaiono in Gadda come una generalizzante metafora di quanto di animale, o addirittura di « bestiale » inerisce alla nostra corporeità […] a prima vista [si può avere] l’impressione di una esplicita componente « macheronica » o « rabelaisiana » [che pure esiste] in realtà [si tratta piuttosto] di una contrapposizione alto/basso, spirituale/terrestre. “ (Mario Spinella, Il diario impossibile di C. E. Gadda, in “Il piccolo Hans”, 53, 1987)

Da notare che non ho ancora smesso di fumare.

3 luglio

L’era della macchina è finita, subentra ad essa il circuito elettrico con tutte le sue innumerevoli ap-plicazioni […] Di conseguenza la nostra è una società che può rivedere l’equilibrio delle energie psichiche tra i poli freudiani del piacere e della realtà (dovere) […] sviluppare alcune sue facoltà a scapito di altre: il vedere rispetto al toccare-annusare-ascoltare ecc., l’intelligenza, il quantificare numericamente rispetto all’affondare le mani nella pasta delle cose. È la grande ora del riscatto dell’estetica, presa nel significato etimologico, cioè come esercizio delle facoltà sensoriali, ben accordate tra loro e armonizzate con quelle noètiche, senza più che queste ultime pretendano di colonizzare le altre, come invece avveniva in passato. “ (Renato Barilli, Il ‘68 e il riscatto dell’e-stetica, in “Qui arte contemporanea”, 15, 1975)

4 luglio

Chi disprezza compra. Lo spregevole è un business.

S.I.S.A. Vedi: Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione.

5 luglio

Le campane sono la pubblicità della Chiesa » “ (La Parmigiana, Pietrangeli, 1962)

“ Rodi – Un gigantesco pugno chiuso, fotografato da una troupe di cine-operatori a 52 metri di profondità nell’Egeo, potrebbe appartenere al Colosso di Rodi, una delle sette meraviglie del mondo antico. La statua sovrastò il porto dell’isola sino al terremoto che l’abbatté nel 225 avanti Cristo. La mano, ritrovata davanti al porto, è lunga un metro e ottanta. Le ricerche sono cominciate quando una medium ha « sentito » in mare la presenza del Colosso. “ (Dai giornali)

6 luglio

Dalla presentatrice tv vorrei farmi leccare il buco del culo.

L’ennesimo diciassettenne ammazza l’ennesimo padre, dice ubriacone. L’ennesimo equivoco?

Dipingeva bambini con grandi occhi strazianti guardanti in su dal fondo di pavimenti a grandi quadri bianchi e neri. Schiele, fu detto: quei lattanti eleganti, coloratissimi. Mitteleuropa, o forse Mitteltum. Rifatto e strarifatto, come si è visto. Eh, la madonna… la madonna…

Anche in bocca a un ciclista il francese resta quello di Racine: una lingua severa solenne sonora tragica, quasi un latino per il secolo Ventesimo.

7 luglio

È perché era fortissimo nelle cronometro che a me il nome di Anquetil risuona come un ticchettìo di orologio?

L’opera di Proust e quella di Cezanne occupano nella riflessione di Merleau-Ponty uno spazio parallelo: « par le même genre d’attention et d’étonnement, par la même exigence de conscience, par la même volonté de saisir le sens du monde ou de l’histoire à l’état naissant […] La memoire est, non pas la conscience constituante du passé, mais un effort pour rouvrir le temps à partir de implications du present […] le corps, etant notre moyen permanent de prendre des attitudes et de nous fabriquer ainsi de pseudo-presents, est le moyen de notre communication avec le temps comme avec l’espace ». “ (M. Carbone, Tempo e parola. Merleau-Ponty lettore di Proust, in “Segni e comprensione”, gen. 1987)

“ Alla grande “: la grandeur all’italiana.

8 luglio

Questi anni: guerre peggiori di tutte le guerre.

Con il senno di poi scopro che a Siena nel ‘70 c’è stato un convegno su Tozzi.

La danza piace ai burini.

Bahamontes non poteva essere che uno scalatore, Darrigade un velocista. Nomi.

“ Londra – Un sacerdote anglicano inglese ha benedetto una ex suora che lasciava il marito per andare a vivere con un’altra donna. Marika Biddle, una ex suora di 41 anni, ha deciso di separarsi dal marito Nikki di 29, per andare a vivere con una sua ex compagna di convento, di cui non è stato rivelato il nome. “ (Dai giornali)

Se ho un cancro allo stomaco mi onorerò di averlo come Jacques Anquetil.

Gli studiosi studiano. Come dire che i preti pregano etc. etc.

Quando si è nati si può solo morire.

9 luglio

Non mi va di fare il sagrestano (tantomeno il prete, l’arciprete, il vescovo, il cardinale, il papa).

Gli attori di cinema tornano al teatro (dove non erano mai stati).

Continuo a pensare che la cosa migliore che ho fatto in questi dieci anni è stata continuare a non-scrivere.

Sarannofamosi saranno famosi.

Tulliopironti editore finisce in galera. Dice per poche centinaia di migliaia di lire.

È un disco che ha fatto epopea negli anni Settanta “, dice l’onorevole.

Ignoranti come maiali, pieni di soldi, e rompono anche il cazzo.

10 luglio

L’eternità laica: collezionismo enciclopedie musei biblioteche: l’immobilizzazione del tempo.

La storia di François Champollion (e di suo fratello).

Secondo una “ mappa immaginaria “, tuttavia basata su dati Istat, “ le persone che hanno qualche interesse alla letteratura, sia pure saltuario, però costante nel tempo, sono in Italia non più di 500mila. “ (Alcide Paolini, Italia-Giappone e ritorno, in “Il Bimestre”, 9/10, 1970)

Strategia del ragno (Bertolucci, 1970), film per la tv, fu mandato in onda (“ con procedura stra-ordinaria “, secondo Morandini) due volte a pochi giorni di distanza – domenica 25 ottobre 1970 e il venerdì successivo. Sarebbe bello sapere perché.

In un letto dove ha dormito un negro io non ci dormirei “, afferma il bruto di Ladispoli.

11 luglio

” Rispetto all’ermetismo critico la nuova critica non costituisce una presenza accompagnatrice o col-laboratrice, intesa in senso derobertisiano, al disegno espressivo, ma finisce per qualificarsi, in una visione generale della letteratura, come discorso autonomo e per porsi a volte anche su un piano alternativo alla stessa operazione creativa. “ (Sergio Pautasso, Critica letteraria, in “Il Bimestre”, 9/10, 1970)

12 luglio

In occasione di uno spettacolo teatrale estivo ero di nuovo a Siena, di nuovo al liceo. Riconoscevo le vecchie aule. Ma le porte erano così strette che proprio non riuscivo a passarci. (Un sogno)

13 luglio

Chaban Delmas fa la telecronaca dell’arrivo del Tour a Bordeaux.

Il sociologo Abruzzese anzi Abbruzzese come recita la sovraimpressione viene intervistato dal Tg3 sul perché la gente si ammazza sulle autostrade. È la voglia di evasione, risponde in sostanza, quel lapalissiano docente di scienza della società.

Fra i progressi reali saranno da ricordare le salviettine umidificate Fresh & Clean.

All’inizio è Nadia che ha bisogno di “ qualcosa per coprirsi “. Alla fine lo sarà Rocco. (Rocco e i suoi fratelli, Visconti, 1960)

14 luglio

Le sembrava che le frasi lanciassero segnali per attirare l’attenzione, dicendo sempre: « Ascolta che ti dico qualcosa », ma per non dire niente, solo per sbarrare il passo a quella cosa estranea senza forma e senza facoltà di parola che spuntava là fuori. Ed ha creduto che tutte le frasi dei libri fossero state scritte solo per questo: per evitare che quel muto apparire si presentasse, e al-lontanare l’imbarazzo che un tale pensiero minaccioso procurava. “ (Gianni Celati, I lettori di libri sono sempre più falsi, in “Nuova corrente”, 97, 1986)

Nel mondo dei “ giovani “ una sola cosa conta: l’anzianità. Vera o posticcia non importa.

La mode, pourtant, parle de caprice, de spontaneité, de fantasie, d’invention, de frivolité. Mais ces sont des mensonges: la mode est entièrement du coté de la violence: violence de la conformité, de l’adherence aux modèles, violence du consensus social et des mépris qu’il dissimule. “ (Georges Perec, Penser/Classer, 1976)

Sponsorizzazione come tatuaggio. Tribalismo nel post-moderno.

15 luglio

Paris exotique. Restaurants, boutiques, galeries, marchés… toutes les bonnes addresses pour vivre à l’heure de Tokyo, Rio ou Marrakech. Depaysement garanti! “ (Inserzione pubblicitaria)

Hachette è quotata in Borsa fino dal ‘22.

Chernobyl, Venezia-che-affonda, La-morte-del-libro. L’apocalitticismo si salda con i saldi.

Degli anni Sessanta Marina Lante della Rovere si ricorda che il poeta Penna si faceva di valium.

Cuando calienta el sol “. Sembrava uno scherzo, facevano sul serio.

16 luglio

Dice che anche la moglie del contrammiraglio Poindexter si lamenta perché il marito “ non co-munica “.

Si viene a sapere che il ‘75 è stato l’” anno internazionale della donna “.

Dice Placido ai teorici del neo-barocco che “ c’è barocco e barocco “. Per esempio, dico io che dice Gadda, c’è “ il barocco lombardo di quei tempi [che] ha tenui toni e una grave dolcezza “.

Si è svolto tutto come in un film “, dice la quindicenne che ha massacrato il bambino. Chissà che film era.

La tenera goffa antichissima landa fra Cecina e Rosignano paleo-liberty villette villettine e anche un angolo di muro e curva di marciapiede rosaiani, ci ha messo tutto il Monicelli. Una Toscana preistorica. (In viaggio con Anita)

D’accordo che per essere scrittori bisogna essere fotogenici. Ma c’è foto e foto. Questi capini torti, questi sorrisi, questi ditini sul mento: è una fotogenia anni Cinquanta. (Come i politici che si fanno fotografare mentre telefonano)

17 luglio

La vita non è più un romanzo. Dunque è (diventata) un film.

Non diranno più niente, rassegnati. Saranno sempre più vestiti, cioè nudi. Cioè vestiti.

18 luglio

Il cinema fa impazzire la gente? Ma è esattamente quello che il cinema vuole.

Povera Toscana… Con i castelli del “ millettre, milleqquattro “. Come le vecchie Fiat.

Il giornalista televisivo predilige, pare, essere ripreso dal basso in alto.

Perché in quel nome “ regolizia “ così spesso udito usare da Omodèe, in circostanza è vero diver-se, ma non di rado con l’intenzione di offrirmene, presentando con un’indocilità tuttavia carica di determinazione il povero prodotto, il piacere infimo, infantile dopotutto, un godimento a buon mercato che proprio perciò appunto era sfida volermene partecipare, superando d’un balzo, nel bastoncino nero gommoso, abissi di differenza sociale nonché il tempo anagrafico ricondotti in quel ciucciare a un’ora preadulta naturalmente promiscua, scuola, giardino, oratorio, estate – accettare un dono è sempre accettare il donatore, un atto di riconoscimento dell’altro, ed è per questo che i greci vanno temuti essendo risaputo che portano doni e ogni cavallo si ha un bel non guardarlo in bocca prima o poi si rivela sempre di Troia -, in quel nome che storpiava nella bocca triviale di Omodèe il corretto, prezioso quasi di un esotismo settecentesco “ liquirizia “, sostituendo con un moto brutale un qualche odore di questura o di convento (o di fisiologia muliebre) un sentore d’ordine al tenue impalpabile bouquet di fragranze e letterarie e musicali e mistiche che sprigionava il termine proprio, in quel “ regolizia “ sembrava dunque a me in quell’epoca condensarsi più efficacemente che in ogni perorazione l’elenco dei torti che soffrivo o presumevo di soffrire o temevo che in un tempo più o meno futuro avrei sofferto da parte di Omodèe, questo grazioso persecutore “ donatomi “ è il caso di dirlo in circostanze di cui solo più tardi avrei saputo decifrare a fondo l’ordito da qualcosa che ancora in quel tempo non avrei potuto chiamare altrimenti che con il nome ovvio e abusato di Destino. Fu così una rivelazione, ennesima purtuttavia della serie delle scoperte che andavo facendo ma non per questo meno capace di sovvertire in un attimo il sistema dei miei convincimenti aprendo un varco attraverso il quale non avrei più potuto evitare che si precipitasse la folla di tutte le altre verità misconosciute ognuna avendo, già lo sapevo, le fattezze di Omodèe, elementi di un puzzle che, se mi ero ostinato a tenere disperso, or-mai stava ormai per ricomporsi in un ritratto, quel volto conosciuto e negato sempre guardato di sbieco, ecco da me, il genuino storpiatore se non di nomi certo di facce, fu una rivelazione scoprire che il plebeo “ regolizia “ era legato da parentela strettissima evidente all’occhio e all’orecchio con il francese “ réglisse “, era il legittimo erede anzi, di quella nobile lingua, meritando così di conservarne il fascino e l’autorità, da me sempre avvertita, riconosciuta come emblema del suo potere. – giacché una lingua è come una donna che seduce e domina assai più con il bastone che non con la carota, essendo anche questa capace di nuocere se mantenuta cruda fatta indigesta al mangiatore comunque bastone alla digestione. E così Omodèe e la sua “ regolizia “ riscattati dal disprezzo che tanto a lungo gli avevo riservato, brutti anatroccoli, principi rospi, sorgevano in una maestà inusitata e letteraria e musicale e mistica e politica come quella della lingua rivelatasi madre, di fronte a me fatto di un colpo orfano nudo e grosso e stupido come il vocabolario in cui avevo fatto la mia scoperta. La “ regolizia “, pensai allora, non è sempre vero che fa digerire.

20 luglio

L’ascensione al monte Ventoso: è una crono del Tour.

La ricetta del terzomondo: fare debiti, poi si vedrà.

Nei filmati “ d’epoca “ si vede che Janis Joplin cantava come un’ossessa. I capelloni, intanto, strimpellavano come se niente fosse.

Poi scoprii che era andata fin laggiù per giocare a tennis. Mi chiese anche se volevo fare una par-tita. Risposi, no grazie, ora non mi va di giocare.

21 luglio

“Casabella” è molto bella. Ma appena leggi i testi non è più tanto bella.

22 luglio

Il cinema come un saperci fare con i camuffamenti, i travestimenti, gli arredamenti, insomma, l’im-magine.

Si chiama Luchino Visconti. Fa il carabiniere di leva.

La bellezza (femminile) come “ deterrente “.

23 luglio

Il caso Champollion. (Champollion l’egyptien nella hit dei più venduti)

Quando le macchine da scrivere avevano il campanello. Ora c’è il silenzio dell’elettronica, dice lui.

24 luglio

L’alta moda. Facciamo pure altissima.

L’incremento visibile delle donne alte conferma il predominio degli uomini bassi.

La polemica italiana contro le inettitudini della burocrazia non si propone realmente di cambiare le cose. Infatti tutto resta e progredisce così com’è. Anche il mestiere di polemista (soprattutto).

25 luglio

Se una donna dà appuntamento per le cinque bisogna aspettarla per le sei. A una donna che arri-vasse puntuale non varrebbe la pena di dare appuntamenti » “ (Angelo, Lubitsch, 1937)

Gli anni Settanta, i basettoni.

Nel servizio sul dirottamento aereo gli spari sono a cura della regia. Sanguinari buffoni.

26 luglio

Leggevo un lungo articolo di Eugenio Scalfari, scritto in prefetto repubblichese. (Un incubo)

Il Male faceva i falsi. Ma almeno lo diceva.

« Mi spoglierei anche nuda se si dovesse fermare un treno » “ (Accadde una notte, Capra, 1937)

Com’è? “ Ironico “, naturalmente.

Chissà se lo sanno che il simbolo della nuova sigla del Tg3 è un gomitolo, un gliuommero, un gnommero.

27 luglio

Mai letto “ coccodrilli “ più coccodrilli di quelli per la morte di Chiaretti (Placido e Kezich). Il carat-teraccio, lo stroncatore, l’intrattabile, il grande lavoratore. Nel termine “ coccodrillo “ c’è in partenza un’autoironia allusiva al cinismo del rapporto professionale con la morte che tuttavia in certi casi può suonare sinistra rivelando una vocazione profonda, un’intenzione vera in quello scrivere: il giornalista come necrologista.

David Leavitt, Ballo di famiglia, 1986 [1983]. Prima di leggere il libro, analizziamo la copertina, anzi la quarta di copertina, dove campeggia la foto dell’autore. Se ne deducono i seguenti dati: 1 è un giovane, anzi, un giovanissimo (nei risvolti si dice che ha 23 anni) 2 è un giovane degli anni Ottanta (si può notare che: A ha i capelli corti ma come se prima fossero stati lunghi B ha occhiali rotondi dalla montatura leggera che potrebbero aver sostituito gli occhialetti cosiddetti alla Lennon ma anche il mio nonno li portava C l’ovale è piuttosto delicato ma non troppo (c’è una barba che potrebbe essere stata lunga – e potrebbe esserlo ancora) D c’è un maglione girocollo un po’ spiegazzato – la foggia antiquata fa pensare che potrebbe non essere suo E il colletto della camicia che si intravede è decisamente malconcio – è uno che le camicie forse se le lava da solo e certo non le stira). Complessivamente si direbbe uno studente dei Sessanta, un post-capellone, un post-kennediano o kennedista che dir si voglia. La foto è di Jerry Bauer, di cui ricordo le foto di Gadda per Einaudi (anni Sessanta). L’espressione è ironica, ma anche malinconica, lo sguardo ha una freddezza “ da intellettuale “: non si può dire che sorrida. La posizione lievemente inclinata dell’asse torso collo testa è tipica del ritratto fotografico dagli anni Trenta ai Cinquanta, dalle foto dei divi a quelle dei cantanti. E’ una “ posa “ da foto-per-la-mamma. O per la fidanzata. E’ un bravo ragazzo di vent’anni fa. Ma vent’anni fa lui aveva tre anni. Quando l’ho visto a Domenica in ho pensato che potrebbe essere il primo autore interamente “ sintetico “, cioè perfettamente falso, della storia della letteratura. Un prestanome? Diciamo un prestafaccia. (E ora leggiamo il libro, ammesso che sia un libro)

Ammiro le donne che scuotono la testa e dicono: « Dove andremo a finire? ». E proprio grazie a loro, spero che ci fermeremo prima di arrivarci “ (David Leavitt, Ballo di famiglia, cit.)

28 luglio

Considerando la data – 1898 – i Buddenbrook non possono non venire associati ad altri eventi celebri quali: la pubblicazione della Traumdeutung, la proiezione dei film di Meliès, lo svolgimento delle prime Olimpiadi moderne, quelle di Atene, la guerra Usa-Messico, quella russo-giapponese, la fondazione dei partiti socialisti, l’automobile, gli aeroplani, tutto il catalogo, insomma, delle “ novità “ del nuovo secolo. Certo è che la costruzione di una grande saga famigliare, il medievalismo ac-curato dell’ambientazione, la mole stessa dell’opera fanno intravedere l’aspirazione caratteristi-camente novecentesca all’elaborazione di una mitologia profana, alla costruzione del pathos del-l’antico, all’invenzione della memoria come religione possibile per un secolo che non ne avrà. È questa la “ solennità “ del romanzo, e anche la sua ambigua, posticcia, imbarazzante “ imponenza “. (Proust invece… Sarà perché i tedeschi sono sempre un po’ grevi)

Best-seller… best-seller. Ma la storia della letteratura è tutta una storia di best-seller. Quando non riesce più a vendersi – cioè a farsi leggere – la letteratura è finita.

Gli americani: un parente “ burino “ ma anche tanto “ vitale “, che, in ogni caso, non si spera più di levarsi di torno.

Tango sì / tango no: è diventata una questione politica anche quella.

Secondo parto della gatta: 4. Anzi 5.

29 luglio

Dice Ferrarotti: “ Un mondo di informatissimi idioti “. (Colonizzazione interiore e proletarizzazione dell’anima, in “Lettera internazionale”, n. 12, 1987)

Senza neppure essere un monumento immobile vertiginosamente lontano o comodamente di-sponibile, l’opera letteraria rivive nell’atto di lettura, che costituisce un evento interno al testo, un momento della sua esistenza nel tempo. “ (Vittorio Strada, Letteratura e dialogo, ibid.)

L’uomo dal volto bendato (La fuga, Daves, 1947). Bendato o infarinato? Un fuggiasco o un clown?

Biagi stravende il suo Il boss è solo: una storia macabra per i dopocena della brava gente.

Mi pare significativo che Perec abbia scritto quel breve testo sugli occhiali (in Classer / Penser). Il progresso, pare, non ne ha limitato l’uso guarendo gli orbi. Anzi, pare, il contrario.

30 luglio

Il tempo delle protesi (femminismo, ambientali-smo, antinuclearismo) è finito “, scrive A.A.R., che parla anche di “ bronzee leggi dell’antropologia tardo-capitalistica “. E se invece fossero di plastica? (Come una protesi)

Eppure, non fosse stato per la vituperata letteratura del neorealismo, il cinema avrebbe continuato a parlare anni Trenta (ma questo è solo l’aspetto sovrastrutturale).

La malizia.

Io non condivido il virilismo economico. Non sono un eroe né del lavoro né del profitto.

L’emergenza: terroristica, ambientale, economica…

« Sto in pensiero per la cantante… c’è qualcosa che non va » “ (Sesta colonna, Sherman, 1941)

Sto così male che ho appena avuto un quasi attacco di balbuzie.

31 luglio

Il ladro di Parigi (Malle, 1967) è una leggiadra malinconica metafora del cinema e della sua ma-gnifica ossessione. Durante una notte di “ lavoro “, il ladro in questione ripercorre la storia della sua vita attraverso una serie di vasti flash-back: l’educazione sentimentale nel rapporto con lo zio ricco e avaro, l’amore per la cugina, gli insegnamenti dell’abate (ladro anche, anzi soprattutto lui – “ « Abolire la proprietà? Vorresti tagliare il ramo su cui siamo seduti? » “). Nel finale, precipitato lo zio negli abissi della puttaneria senile, la dolce cugina può essere reintegrata nei suoi diritti. Lui, il ladro, non può tuttavia che continuare a ru-bare con un accanimento sublime – sventrando, forzando, violando tutto-ciò-che-è-chiuso. Nell’ultima scena l’alba lo vede salire su un treno trascinando due immani borse cariche di refurtiva, allucinato di una stanchezza ultraumana, come un Atlante dei nostri ossessionati tempi moderni.

L’emulo di John Wayne “, scrive il giornale a proposito dell’ennesimo collezionista di armi scoperto e denunciato. E io penso che se nominano un’altra volta il nome di John Wayne invano, questa è la volta che li denuncio.

Noto che, dopo tanti anni, nei giornali è ancora vietato l’uso del punto esclamativo, soprattutto nei titoli. Più chè una regola, penso, è una mania, anzi nemmeno: un tic.

1 agosto

AAAA ogni scimmia il suo specchio.














Le mie case. Case di piacere?

Quelli che si fanno un impegno di non sapere mai nulla o comunque di non rispondere mai alle domande.

Khomeini e la crociata degli “ uomini dai piedi nudi “.

La seconda in commedia.

La maggioranza resta silenziosa.

Interrogato dagli americani perché non faccia un Amarcord 2, Fellini risponde: “ Datemi il tempo di inventare altri ricordi d’infanzia “.

Nell’Enciclopedia Garzanti 1972 Bonjour tristesse (Sagan, 1957) viene definito un “ tipico prodotto dell’industria culturale “.

2 agosto

Nel (grande) cinema americano (dai Quaranta in poi) o preti o delinquenti: aut aut.

Da quanti anni, esattamente, io non ho niente da fare?

La Belleville araba in cui appena cinque anni fa mi aggiravo estasiato scompare per fare posto a una Chinatown che sospetto assai meno esotica, cioè letteraria.

Anni Ottanta: la battaglia della grana.

Oiblò! “. Anche Vallanzasca fa i giochi di parole.

“ Sono un uomo che non deve chiedere mai “, dice il Fantozzi/Cipputi in canottiera e calzini alla bellissima sulla spiaggia. E la bellissima risponde: “ Si vede “. Rimane da capire che cosa, esat-tamente, si vede. Probabilmente la bellissima, di certo non Altan: lui è quello che non si vede mai.

3 agosto

Non è che la gente non legge. La gente non-legge.

Mi sono tolto i baffi per vedere la faccia che non ho il coraggio di portare nuda e e cercare di ca-pire perché. Ammesso che sia un problema di faccia.

Lo so: non dovrei guardarle le donne. Ma la bambola di porcellana che fotografava il mostro gorilla pazzo in mezzo al mercato. Ma la nocciola panna e mousse che attraversava. Lo so, lo so.

4 agosto

C’è un grande festival di gemelli. Ma dove? A Twinsburg, naturalmente. Sono pazzi gli americani.

” « Non mi pareva vero. E forse non era vero » “ (Alfredo, Alfredo, Germi, 1972)

Al quinto giorno di ferie constato che finora ho soltanto guardato tv. Claustromania?

La gente comune dimostra di sapere cosa farsene delle foto (dei viaggi, dei matrimoni, dei nipoti) assai più di me che pure ne ho fatte tante dall’età di undici anni: le fa vedere, le mostra.

Gli chiedo di accendere e lui mi fa pesare che lui ci ha messo tanto a togliersi questo vizio etc. Congratulazioni e vaffanculo.

5 agosto

Vorrei tanto lavorare in banca.

Écrire: essayer meticuleusement de retenir quelque chose, de faire survivre quelque chose, ar-racher quelques bribes précises au vide que se creuse, laisser, quelque part, une trace, une mar-que, ou quelques signes. “ (Perec, Espèces d’espaces, 1974)

Non è più chiaro se venga prima il symbol o lo status.

Mi accorgo di avere continuato ad accumulare carta in quantità impressionante. Mi accorgo che la donna che vedo fuori dal cancello la vale tutta e anche di più.

6 agosto

A differenza di Perec, io credo di avere capito che le “ cose “ forse non sono tali. Se lo fossero, non opporrebbero, come avviene, una così risoluta resistenza a essere classificate, cioè nominate, cioè sottomesse all’ordine della parola scritta. Io sospetto addirittura l’esistenza di qualcosa come una “ volontà politica “. (Che ci fosse un “ partito delle cose “, anzi un “ partito preso “ d’altronde lo si sapeva già)

8 agosto, Locorotondo (BA)

Il dramma della vecchiaia “, scrivono i giornalisti.

Vallanzasca riacciuffato fa comunque la sua brava figura: un bravo bandito televisivo.

9 agosto

Il dominio sociale della forma-coppia ovvero bisogna essere comunque in due guai ai singoli.

11 agosto

Solo in sogno tracce di sogno. Del.

La visione del mondo ovvero le memorie di un sonnambulo: ecco il titolo del libro che non scriverò.

Nella seconda metà dell’Ottocento Parigi era una Hollywood della letteratura. Il caso Hachette. Zola nel ‘62 funzionario di Hachette: era capo del servizio pubblicità.

Il debito di Proust verso l’imperativo naturalista dell’” esperienza diretta “.

12 agosto

L’americanismo povero dei miei Settanta. Avere libertà di movimento: libertà di peripezia. (In realtà: viaggetti)

13 agosto

In Fantasmi a Roma (Pietrangeli, 1961) il tema della speculazione edilizia, anzi, della casa, anzi dell’abitare, anzi dell’occupare lo spazio.

” Diari? Un segno del tempo. Diari se ne pubblicano tanti. È la forma più comoda, più indisciplinata. Bene. Forse si finirà con lo scrivere soltanto diari, perché si trova insopportabile tutto il resto. Ma poi a che scopo generalizzare? È l’analisi stessa; – né più né meno. Non è arte. Non deve esserlo. A che serve parlarne tanto? “ (Robert Musil, Diario, 1899-1904)

L’assessore all’ambiente Athos De Luca – secondo Repubblica viene da Siena – propone che il Palio lo corrano, invece dei cavalli, gli atleti. Dice anche – dice Repubblica – che in passato lo correvano i bisonti. Forse voleva dire bufali, anzi bufale.

La cugina Ida, la cugina grande. Si vestiva/spogliava al di là dello scaffale. Faceva l’hostess.

14 agosto

Io sono un tipo terribilmente normale.

Guai a lasciare la bruna che hai sposato una volta che l’hai (avevo scritto “ ahi “) preferita alla bionda. (Il terrore corre sul filo, Litvak, 1948)

Leggo il giornale di stamattina. Penso che una sega tira l’altra.

Vale per tutti l’opinione di Brera: i toscani? lanciatori di peso.

15 agosto

Quando sullo schermo cinematografico compare un testo scritto sembra che non se ne voglia andare più. Il cinema sa benissimo che il suo pubblico come lettore è un po’ lentìno.

Il “ caso Castiglioncello “.

Dice che Madonna è nata lo stesso giorno – il 16 agosto – in cui è morto Elvis. Morto un pelvis se ne fa un altro.

16 agosto

Ridendo-e-scherzando.

17 agosto

Bisognerebbe essere: vecchi nei gusti nuovi nei mezzi.

” « Presuntuoso »: è uno che vuole sapere la verità. “ (Il giorno della civetta, Damiani, 1968)

18 agosto

Like a virgin “.

A scuola più di ogni altro sapevo stare fermo nel banco. In quel vero e proprio delirio d’immobilità c’era un piacere strano, speciale.

19 agosto

Dice che è il duecentocinquantesimo anniversario della morte di Stradivari. Però.

La moglie di Natta regala una chiesa. Se ne deduce che Natta ha la moglie ricca.

Un romanzo che non scriverò: La motorizzazione.

20 agosto, Roma

Desolazione e claustrofobia al rientro. Voglia immediata di ricominciare la mia attività unica e sola: spostarmi.

Siena

La Toscana è anche un posto da ridere. A Ponte d’Arbia, nel tempo infinitesimale dell’attraver-samento, identifico una “ Piazza B. Bandinelli “ (sic), una “ Via K. Marx “ e un’altra “ Fratelli Cervi “.

Ripenso al grande misterioso edificio di Turi. Misteriosità da turista?

Avere uno sguardo senza sguardo (régard): è sopportabile?

Forse è solo che sono finite le ferie.

Dicevano di voler fare la rivoluzione. Poi non ce l’hanno fatta più a dirlo senza farla. E non l’hanno fatta.

21 agosto

Comune denuclearizzato “. Lo so che non significa niente, ma fa lo stesso una certa impressione. Suona come “ deratizzato “, “ disinfestato “… Come se si fossero comunque tolti dai coglioni qual-cosa che c’era ma dava fastidio a tutti.

La consuetudine dello scrivere (che non ho mai abbandonato) mi appare sempre più come l’abitu-dine a pensare. Che tuttavia è un lusso.

Quando le donne arrossivano. (Non che fosse colpa mia)

22 agosto

Continuo a fumare anche per onorare le mie abitudini?

Infatti « libro » al singolare, che per il comune dei mortali significa opera stampata, perde questo senso per le altezze e i camerieri. Per i secondi significa libro dei conti, per i primi il registro in cui ci si inscrive. “ (Marcel Proust, La prigioniera)

I libri invece delle persone. Da quanti anni sono ridotto così?

La ragazza americana in visita agli Uffizi mostra di apprezzare la “ scultura vivente “ rappresentata dalla donna che pulisce la finestra. Il telegiornalista invece si stupisce. Dove si dimostra che è meglio una ragazza americana di un telegiornalista.

La più efficace forma di cancellazione è la sovrapposizione.

Il regista Rossif non rimpiange la scomparsa della Halles perché, dice, “ c’erano topi giganteschi “. Inoltre “ erano un mito da ricchi “. Non si capisce bene se quello che detesta di più sono i topi o i ricchi.

Da leggere: un Proust Sur la lecture (1905).

23 agosto

Scivolato e caduto. Proprio non sto in piedi.

Non ho più voglia di lavorare. Ho sempre creduto soltanto in una specie di “ missione “ (Beruf).

Il n’y a peut-être pas des jours de notre enfance que nous avons si pleinement veçu que ceux que nous avons cru laisser sans vivre, ceux que nous avons passé avec un livre preferé. “ (Marcel Proust, Journèes de lecture)

Se i telegiornali si moltiplicano è perché c’è qualcuno che comunque li vede tutti.

I notiziofagi.

Per capire Proust bisogna leggere Balzac. Balzac è quello che Proust non è riuscito a essere.

24 agosto

La studentessa e l’industriale di vent’anni più vecchio di lei avevano una relazione. Ma durante un week-end a Positano lei l’ha ucciso e ficcato nella sua Samsonite. L’ha poi tradita una tessera auto-stradale. Accadde a Caserta.

Mi sento sempre più come il tizio della barzelletta che racconta di avere incontrato uno sconosciuto che ha preso a picchiarlo chiamandolo “ Giuseppe “, e che conclude il suo racconto dicendo: “ Che me ne importa? Mica mi chiamo Giuseppe io “.

Dormo per dimenticare. Ma mi ricordo tutto.

Beniamino Placido ha il coraggio di scrivere un elogio della vista nell’epoca in cui le tecniche del camuffamento hanno praticamente raggiunto la perfezione.

25 agosto, Roma

La società dello spettacolo è in realtà una società di spettatori.

Il maestro di Copertino (LE) residente a Milano che ha pubblicato un libro (con disegni dell’autore) sui giochi di una volta. E i giochi di ora?

La campagna a favore di Paula Cooper (l’adolescente che ha assassinato la maestra di catechi-smo). Come dire: parricidi (matricide) di tutto il mondo, unitevi!

Il parrocchiano della stanza accanto si stupisce perché Cacciari si autodefinisce un “ ateo che crede “. Credo di avere capito che il parrocchiano della stanza accanto è uno che ha la tendenza a stupirsi.

Devo rassegnarmi: saranno sempre avanti, cioè dietro.

26 agosto

Nel governo del socialista Mauroy (1981) anche una signora o signorina Lalumière.

Come la gente racconta i viaggi. Si mangia bene si mangia male.

Le monache si dividono in monache e attrici.

Leggo il titolo del giornale: “ Nelle mani dei killer “. E mi arrabbio. Chi è “ nelle mani dei killer “? Chi “ mani “? Chi “ killer “? E poi “ mani “ in che senso? “ Killer “ in che senso? E poi: chi è che lo dice? Chi è l’Omero che, ogni giorno che passa, ci fa sempre più ciechi?

27 agosto

In Valtellina tracimare sì tracimare no. Dipende se si giudica dal punto di vista dei socialisti o da quello della DC. Idraulica e politica.

28 agosto

Il bello cinematografico: un bus della marina militare con sopra un gruppo folkloristico sardo.

Curiosità: nel ‘47 su “Horizon” Jan Fleming scriveva una rubrica di esotismo: “ Where shall John go? “ (“ Jamaica “)

Il divismo: gli dei sono piccoli ma sono tanti.

Chirac ringrazia Madonna. Che ha dato 50mila dollaroni per la lotta contro l’Aids.

29 agosto

Appaio dunque sono “, dice quello del Messaggero.

Il mito di Cecere “, dice il telecronista. Che abita in Trastevere?

Ormai viene detto senza pudori: l’importante non è partecipare, è vincere.

31 agosto

Sospettare di tutto. Sospettare che il 9 e 83 di Johnson sia un falso. Sospettare di tutto quello che si vede alla tv.

Lo sguardo della tv è quello di un fanciullo stupito eccitato costernato intrigato ma indifferente sempre. Un fanciullo un po’ stronzo.

1 settembre

iiiiiiiI sensi: l’udito. Le brutte voci.














A Siena una mostra sul cavallo. Senesità, cavallinità.

Nei Cinquanta la pubblicità della Guinness sul “London magazine”.

Brera: il timido ubriaco.

Il provveditore di Bolzano fa l’elogio del seno nudo ovverosia del “ potere educativo edificante e catartico della ginnità integrale “.

Convincersene: c’è stato un colpo di Stato.

Il caso Majorana: ovvero prima o poi i rompiballe spariscono.

2 settembre

Le donne della marcia vanno giù come pere cotte. « Una bellissima sofferenza », dice il telecronista.

« Credevo che lavorasse a letto come Marcel Proust » « Chi è? » « Un grande scrittore francese » “ (Il grande sonno, Hawks, 1946)

Ben Johnson stappa lo champagne. Anche il sindaco DC di Porto Azzurro.

Tuti si arrende allo Stato “, titola Repubblica. Cioè a lei medesima, praticamente.

Gli sfondatori di porte aperte.

3 settembre

Non si scrive né per sé (pia menzogna dietro cui si cela un’ambizione apprensiva), né per gli altri (almeno se si parla di scrittori degni di questo nome). Si scrive per quel sé, lettore ideale di se stesso, che finisce con il coincidere con il sé ideale degli altri. “ (Dice Pontiggia)

« La legge non ammette l’ignoranza », sento dire in un film. Così capisco perché i film, sentendosi ignoranti, vogliono stare sempre dalla parte dei delinquenti. (Testa di rapa, Zagni, 1966 / È la storia, ambientata nel 1870, di un contadino alle prese con l’istruzione obbligatoria)

La “ rivoluzione culturale “: detto vent’anni dopo suona meno strano di allora.

L’agonia delle marciatrici / l’euforia del pubblico. Seduto.

Sullo sfondo un manifesto di Prénatal. I pre-bambini ci guardano.

Devo leggere i giornali, devo guardare la tv. Solo tenendo d’occhio l’Altro nel suo agire formale, lo identifico come formale nemico.

4 settembre

C’è – tanto di cartello stradale – un “ Villaggio Tognazzi “.

La vista è un senso fallace. Come si fa a vedere che un ministro socialista non è un ministro democristiano?

Nel primo numero di Linus Eco intervista Vittorini e Del Buono. Vittorini dice: “ Uno spirito di fumetto c’era anche nel tipo di impaginazione del Politecnico “. (Dice anche: “ Charlie Brown come anzi meglio del Giovane Holden “)

Lentissimi in tutto fuorché nel mangiare.

Come diceva Montale (intervista su Video, 1975) la democrazia non ha giovato alla letteratura.

5 settembre

Là dove muore il gran bazar (o bazaar?) dell’atletica (A87) in quella banda (band) di confine dove non si propone (alla vista) (mia) (tua) né lo svizzero (idem scandinavo idemque finnico idemque allobrogo) (idemque idemque) immane (e i suoi calzini) né l’hostess vezzosa (vestita spogliata) né il marciatore iscritto (e la sua barba) tantomeno l’uomo che-ha-i-biglietti (bagarino) o il venditore di magliette bandiere ricordi (magliaro?) in questa vera no man land (alias car land) dove sul verde pubblico prevale l’asfalto di tutti, due piccole troie strette strette (come facesse freddo) stazionano (stazzonano?) a ricordare che: se ora è pieno luminoso giorno dopo comunque toccherà alla notte.

L’estetica è la scienza non già del bello e del brutto ma del visibile anzi del mostrabile dunque è la scienza delle forme, critica delle tecniche del formare.

Madonna: il rock di Madama Dorè.

6 settembre

Il nome del vulcanologo Tazieff fra i collaboratori di un film mitologico del ‘61 (Ercole…)

Un po’ greve come lapsus calami “ orinolangoiatra “ detto del protagonista de Gli occhiali d’oro di Montaldo/(Bassani).

Ridono i giovani neri sul podio assai più perché si vedono sul grande schermo che per la medaglia conquistata.

« Assassini… », borbotta il giovane toscano in gita dopo che ha saputo che quella è proprio la lapide di Giorgiana Masi. Ha un fratello assessore.

7 settembre

Suona strana, suona scolastica, suona ridicola l’insistenza dei piccoli epigoni della neoavanguardia sulla capacità della letteratura di “ mentire “ – manganellismo degli stenterelli. A mentire ci riescono in parecchi, ormai, e quasi tutti con più audience della letteratura. Tanto varrebbe (le) dire la verità.

8 settembre

Io dico: « 1941 ». Lei mi corregge: « 1942 ». Ormai so riconoscere un libro anche a cinquanta passi anche solo intravedendo la copertina.

Quello che in Proust c’è di più caratteristico per quanto riguarda il tema vita/letteratura è che la vita viene prima, la letteratura poi. In una lettera a Lucien Daudet a proposito di un necessaire, Proust scrive: “ Je ne sais pas si j’ai été clair: je ne comptais le donner à personne qu’à mon « héroïne » (ce qui n’est pas coûtéux)… C’est « autrefois » que j’en ai donné deux. “.

Nous sommes les oiseaux de Minerve “, conclude a scanso di equivoci Genette nell’intervista di presentazione del suo ultimo libro Seuils (“La quinzaine littéraire”, aprile 1987).

Tornando da via Nomentana ho guardato il sottopassaggio di Porta Pia e l’ho visto come per la prima volta. È questo modo di vedere – la gioia che l’accompagna – che mi manca?

9 settembre

La politica come formazione di un pubblico approvante. Il partito (rivoluzionario?) come claque.

Su A2 alle 10 di sera danno già Malle come vincitore a Venezia. Alla Rai dicono che si decide domani. Accadde domani.

Una biblioteca di conservazione. Del posto.

Repubblica porta nel giornalismo la stessa vis metaforica, la medesima intransigenza “ riduttiva “ del cinema, nonché la stessa arroganza “ realistica “. Si chiude il cerchio del Kitsch.

Alla scuola di Eco [cioè al DAMS] non si insegna che Napoleone è morto “ (Repubblica). Cioè si insegna che Napoleone è vivo?

Concludendo il dibattito sulle colonne di Repubblica, Filippini parla di “ una pura e sacrosanta nostalgia della letteratura come gesto necessario e come funzione di verità “. Ma non spiega di più.

Perdo tempo a considerare quanto lei è bella ma non ho ancora realizzato quanto lui sia bestia.

Eppure la “ fortuna “ della Recherche è proprio nel carattere, stigmatizzato come il meno letterario, di réportage su “ le monde “, nella sua leggibilità anche dal punto di vista di un curioso banale, nelle stigmate di quello snobismo da cui il narratore narrando si redime, mentre non è detto che altrettanto avvenga per il lettore contemporaneo. Oggi poi non è più probabilmente così.

10 settembre

Pare che Olmi non abbia vinto perché non è venuto a Venezia. “ I vecchi festivalieri lo dicono: – scrive Kezich – nel cinema la presenza è tutto.

Fiducia alla flotta “ (Repubblica). Dev’essere il seguito di “ E la nave va “.

11 settembre

In fondo la faccia di Mussolini – come la svastica – era un logotipo. Anche in questo tuttavia i nazisti erano più “ avanti “.

Divertente trovare in “Cinema nuovo” (1953) una lettera di Luca Baranelli (“ via degli Umiliati, 8 – Siena  “).

12 settembre

La riduzione cinematografica di un romanzo si chiama (si chiamava) anche: aggiornamento.

Divertente ad Apostrophes l’ex primo ministro Raymond Barre che, mentre si parla di un libro dal titolo Pour Sainte-Beuve, propone di leggere la poesia di un certo poeta giustificando la scelta con un’argomentazione di gusto supefacentemente saintebeuvista – perché conosceva la famiglia, perché conosce la zona di cui si parla nel poema etc. L’ex primo ministro si dichiara proustiano fervente. (Poi, ascoltati i versi, Pivot esclama: « Ma è romantico ». « No, è parnassiano », lo corregge Barre. Dove si vede che un politico anche se è saintebeuvista è sempre meglio di un giornalista)

Bob Dylan o Madonna? Minestra o finestra?

Carmelo Bene legge Leopardi in piazza a Recanati avendo fatto erigere una torre ad hoc.

13 settembre

Le ideologie finiscono. La Domenica sportiva no.

Bene legge Leopardi che sembra La cena delle beffe (Benelli).

Parleranno sempre di più. Dal gran rumore si salveranno solo i sordi.

14 settembre

Il parrocchiano legge il giornale e dice che non capisce perché Miss Italia non deve essere sposata. Eppure basta leggere il giornale.

Fondata sulla legge dell’evidenza la tv è specializzata nel negarla.

Parole che vanno: “ Carisma “. Frasi che vanno: “ Siamo cresciuti “.

Ottomilioni di estimatrici dell’amore saffico.

La tv celebra spesso i fasti della vita semplice: un modo neanche troppo complicato per fare soldi.

Madonna: la puttana santa in mondovisione.

15 settembre

Lui ha preso una Volvo una Volvo una Volvo una Volvo una Volvo…

La “ svolta “ della Moda: le borse alla portata di tutte le borse.

Il senso dell’antistato.

Baudrillard scrive Il sistema degli oggetti nel ‘68. Ma Perec aveva già scritto Le cose nel ‘65. La sociologia è più lenta della letteratura? (Furba, lei)

È di un toscano bischero la faccia scelta per reclamizzare il nuovo programma Il milionario.

16 settembre

Ne dicono tante ma il punto è sempre un altro: stanno in scena, stanno in scena loro.

Partita la flotta, pacifisti e non pacifisti restano a terra. È quello che comunque volevano fare?

Le “ cronache mondane “ di Rep. Tutto da leggere il “ pezzo “ in memoria della contessa Filo della Torre, nel quale, fra le altre cose, il celebre libro di Balestrini è diventato Vogliamo tutto e subito. Mondani va bene, ma è sempre meglio spicciarsi.

17 settembre

Lo scolaro modello 2000 cambia volto: non più il fanciullo tutto intuizione e sentimento sancito da mani ministeriali nel 1955 ma un bambino che pensa, riflette, indaga. “ (Dai giornali)

Lo Stato, decine di migliaia di parassiti “, scrive Filippini. Se è per questo facciamo pure centinaia, di migliaia, si intende. Il diavolo è sempre più brutto di come lo dipingono i diavolisti.

Gli oggetti non sono più circondati da un teatro di gesti di cui erano il copione da recitare; grazie alla loro forte finalità intrinseca, oggi sono divenuti quasi gli attori di un processo globale di cui l’uomo è soltanto il copione o al massimo lo spettatore. “ (Jean Baudrillard, Il sistema degli oggetti, 1968 [1972])

A Siena una ragazza si è buttata dalla Torre del Mangia. Dice che non era mai successo prima.

Il comune senso della finzione.

Ajello scrive un “ pezzo “ sui titoli. Il giornalista (un po’) triste.

La classe operaia che si fa Stato. Ma senza fretta.

18 settembre

Gli oggetti antichi formano, nell’ambiente privato, una sfera ancora  più privata: sono meno oggetti di possesso che di intercessione simbolica, come gli antenati – ma gli antenati sono « privatissime ». Sono evasione dalla quotidianità, e l’evasione non è mai più radicale di quando si realizza nel tempo – il turismo assume dunque anche il duplice significato di ricerca del tempo perduto -, non è mai profonda come nell’infanzia. “ (Jean Baudrillard, Il sistema degli oggetti, cit.)

L’uomo che colleziona è morto, ma sopravvive letteralmente a se stesso in una collezione, che da questa vita lo ripete indefinitamente al di là della morte, integrando la morte stessa nella serie e nel ciclo. “ (Baudrillard, ibid.)

19 settembre

Si comincia allora a comprare sempre più libri proprio al momento in cui si smette di leggere. “  (Baudrillard, Il sistema degli oggetti, cit.) [Dove si dimostra che, almeno in Francia, un sociologo è sempre un po’ un moralista – in senso francese]

L’ironia di Socrate. Che poi era di Platone.

Penso che si viaggia per provare l’emozione di constatare che i luoghi che si sono visti al cinema esistono davvero. Si viaggia per cercare conferme. Che abbiamo già visto tutto al cinema, che il cinema ha già visto tutto.

20 settembre

Il Palio di Asti (la città del ministro Goria): un perfetto simbolo degli anni Ottanta. (Come il ministro Goria?)

Tutti in Toscana. Tutti a copiare.

Jean-Hedern Hallier – “ écrivain “ – fa uno spot di mutande.

21 settembre

Nello sceneggiato Amerika i russi sono molto cattivi ma quello che è peggio – molto peggio – è che sono brutti – molto brutti.

Lo Stato fuorilegge.

Il sovversivismo delle classi dirigenti “, dice Occhetto. Già, ma tecnologico, cioè linguistico.

Il cinema: la felicità della bugia.

Credo di odiare i comunisti perché sono le braci in un mondo di padelle.

Il meeting internazionale di atletica di Castrovillari.

Il Papa dice: la Chiesa non è una democrazia. Fosse vero sarebbe già qualcosa.

Ogni giorno – letteralmente – più auto, anzi, perché no, più macchine. È una macchinazione.

22 settembre

Avevano ragione i punk? (A pensare che era tutta questione di facce)

Torna Licio Gelli. Tanto per fare notizia?

Capalbio: una spiaggia “ politicamente orientata “. Quasi come andare in sezione.

Capalbio: il partito politico come “ piccolo gruppo “ (in senso proustiano, off course).

Ho ricominciato a usare le virgolette, coscienza dell’insufficienza.

750 anni Berlino? E Mosca dice: 840. Comunque sempre, in un certo senso, un po’ burini sono.

23 settembre

La televisione somiglia alla gente. Anzi no: induce la gente ad assomigliarle. La televisione “ educa “. Anche le maestre, penso e spavento, non finiscono mai.

La letteratura è voce umana trasposta in scrittura? Questa idea continua a sembrarmi irrinunciabile.

Le puttane rovinano “ (Scritta murale anonima)

Un écrivain homosexuel pardon un architècte “ (A2).

« Forse il segreto di Roma è che non ha segreti », dice Renato Nicolini.

Da quanti anni vivo come se dalla realtà mi separasse una lastra di vetro trasparente ma assoluta-mente infrangibile?

Lo strano caso del suicidio dell’unico detenuto di San Marino.

24 settembre

Arrestato Compagnucci, presunto esponente delle UCC.

Carlo Emilio si impegnerà d’ora in poi a far sì che le parole si identifichino con le cose. Questa è ora la sua guerra. Ora Gadda deve evitare la Caporetto della sua letteratura. […] Gadda propone come forma il deforme, che non è mai rinuncia alla forma quanto piuttosto una forma che, pur di non rinunciare a stessa, si sganghera, si ingobbisce, si gonfia, si apre. “ (Walter Pedullà, Il caso Gadda. Perché scrive l’ingegnere, in “Lettera internazionale”, 12, 1987)

Sogno di trattorie, di osti malvagi…

25 settembre

Sapere tutto della Grande Truffa, ma non poterci fare assolutamente niente.

Lorenzo Bedeschi (don?) tenta di comprare il mio silenzio sulle fotocopie proibite con lire cinquemila.

Il brutto-bello.

26 settembre

L’attimo della reminiscenza è sempre euforico, anche se resuscita un passato in sé doloroso. “ (Gerard Genette, Figure III)

Scusi, me lo fa rivedere? “ (Gli Specchio)

Gadsby, di Ernest Vincent Wright, 1939: romanzo lipogrammato in “ e “. (Da “Scientific American”, /speciale sulla comunicazione/, settembre 1972)

Il rosso è di rigore nella grande serata televisiva internazionale di Moda.

27 settembre

Nelle edizioni “ popolari “ dei sonetti del Belli – anni Cinquanta – vedo la verità del caso Belli: il localismo reazionario, il municipalismo dialettale della piccola borghesia urbana. (Tutte cose che, se fossi restato dov’ero – dove le conoscevo benissimo – non avrei rischiato di scambiare per qualcos’altro come invece ho fatto)

Nomi d’arte (televisiva): Lasorella (Carmen).

La Recherche come “ Le disavventure di un eterno ospite “. Ospite = colui-che-non-ha-una-casa-sua.

28 settembre

In Proust c’è molto più Kafka di quanto sembri a prima vista. Il tema dello spaesamento, il tema dello spavento. Marcel è in fondo un signor M., uno straniero.

Changer maison? Changer boulot? Changer maitresse? Non, changer lunettes. “ (Pubblicità occhiali)

29 settembre

Con i mentitori si è costretti a mentire. Il brutto dei bugiardi è proprio questo.

No, davanti a un cinema. Davano Berretti verdi, che è stato forse l’unico vero film di propaganda americana per giustificare l’intervento in Vietnam. Beh, io e un mio amico volevamo vederlo. Ma quando arrivammo davanti al cinema i comunisti cominciarono a sputarci addosso e a gridarci fascisti. Così, a 16 anni, fascista lo diventai davvero. “ (Dice il giovane delfino di Almirante)

Dà da pensare il fatto che il direttore del CENSIS abbia otto figli.

30 settembre

Disprezzo, sperando di poter comprare di nuovo? (Risparmio)

Dalla collezione dell’Unità, mi dice Giovanni Falaschi, qualcuno ha ritagliato ben bene tutti gli articoli di Calvino. Ricercatori?

1 ottobre

pppperò, che cosa avrà lei di speciale? » « Ah, non lo so, ma lui lo scoprirà » “ (Dieci in amore, 1958)













2 ottobre

È il passato remoto è l’unico che mi sta a cuore. Per me è il tempo del tempo.

Filippini recensisce i diari di Goebbels (pubblicati dall’Espresso). Leggendoli mi viene di pensare che, scrivendo “ cattolici “ al posto di “ ebrei “, funzionerebbero altrettanto bene. (Bene?)

Molto più Kafka che Proust, purtroppo, svegliarsi scarafaggio.

4 ottobre

Ho deciso: eleggo Roma città più brutta d’Europa. E più cattiva. (Sorride con la bocca. Ma con gli occhi…)

5 ottobre

Sembra che con la seconda guerra mondiale si sia chiusa un’epoca, l’epoca delle ideologie collettive preconcette, verso le quali ci si senta comunque vincolati. È sorto qualcosa di nuovo, di non ancora afferrabile che cerca nuove forme e nuove possibilità di convivenza e espressione. Prima che in ogni altro settore della vita questa trasformazione è sensibile nel mondo letterario. “ (H.W. Richter, Il gruppo 47, in “I problemi di Ulisse”, 21, 1955)

La fotocopia come simbolo della non indispensabilità dell’originale. Ebbrezza della sostituzione. Cultura del facsimile (falso).

6 ottobre

Nel film di Forman (Amadeus, 1984), Mozart appare a Salieri come un nano. Ovvero come un bambino, coprolalo, “ osceno “. È anche un ennesimo “ piccolo grande uomo “.

Si guardano intorno con l’aria di chiedersi se è andato tutto liscio, se li hanno visti o no.

Il “ popolo “ non si è imborghesito, si è senz’altro aristocratizzato. Dalla tuta direttissimamente allo smoking.

Non si può non ricordare la storia di quel professore di liceo che, già allievo di Luigi Russo, impazzì progressivamente lungo i Cinquanta, si comprava migliaia di libri, si comprò una Flavia all’inizio dei Sessanta e non molto dopo morì.

7 ottobre

Nino Filastò, avvocato in Firenze, avanza la buffa ipotesi che a ogni delitto del mostro corrisponda un film.

Mi occupo di calligrafia?

Lo straordinario ritorno di Bis.

È un peccato che anche stavolta mi sia perso l’inizio de L’uomo di Alcatraz (Frankenheimer, ?). Se l’avessi visto avrei sicuramente capito meglio che rapporto c’è fra l’ergastolano e gli uccelli.

Ermanno Krumm, Dal diario al frammento: una storia felice, in “Il piccolo Hans”, 53, 1987.

I giovani comunisti si socialdemocratizzano. Allora è vero che tutti gli  “ ismi “ finiscono in “ zia “ (grazie).

Fosse per lei, la storia non si ripeterebbe. Ma a qualcuno fanno comodo i remake.

8 ottobre

Il Novecento: il secolo della politica. Partiti, gruppi, cricche.

In tutti questi anni non ho imparato veramente niente. Ho solo preso atto dell’impossibilità di imparare qualcosa.

Il giudice Sica fa una breve apparizione nello sceneggiato Baciami strega di Malerba Tessari & c. Lo Stato ha voglia di scherzare?

Dice che Jabès dice che il silenzio è rivoluzionario. Io penso che a stare zitti c’è sempre il rischio che cominci a parlare un altro. (Comunque sto zitto anche io)

Le case editrici dai nomi tedeschi come caramelle o macchine da cucire. Il tempo – lontanissimo – in cui la Germania e i libri andavano di moda.

9 ottobre

Il “ Che “ in tv: bello e ribelle. Castro furbo e spietato. Un remake dello psicodrammone Trotskij-Stalin?

La posterizzazione della storia. « Nel senso di posteri? » « No, di poster ».

Per parlare a favore della pena di morte scelgono un tassinaro nero alto due metri e un bianco occhialuto. Per parlare contro, una donna, l’avvocato/a di Paula Cooper.

10 ottobre

La tv è una congrega di pazzi che si mostrano, si dimostrano, si premiano, si lodano, si imbrodano.

Filippini torna sull’argomento della tv che fa schifo. E il titolista titola: “ Vinca il peggiore “. E così ha vinto.

Bisognerebbe soprattutto dire che la tv è piccola. Uno schermo acceso ti riempie in un attimo la casa di nani.

Sphinx, sfinge, strangolatrice (vedi anche: sfintere).

Dire che non si legge non basta. Bisognerebbe dire come si legge: si legge male.

Anche Le dîner en ville è un titolo trovato in Proust.

Le donne parlano di tumori: oncolalìa.

Scrivere non è ovvio.

Sono solo un giornalista disoccupato?

11 ottobre

Alla fine degli anni Cinquanta, al tempo della mia adolescenza, c’era questo gran problema delle donne: a sentir loro – gli altri ragazzi – le donne mancavano. Dopo trent’anni io non so ancora se fosse vero – a me allora sembrava di no – o, eventualmente, in che senso.

Secondo Giorgio Bocca, Celentano è un “ cretino di talento “.

Imperversare con le virgolette come nessuno ha mai osato fare, nemmeno fra i virgolettatori folli degli anni Settanta. Le virgolette come i puntini di Céline?

Al Gioco delle coppie (Canale 5) l’attore Manfredi, il calciatore Dossena, e l’onorevole Capanna.

« Portala allo zoo a vedere gli animali… ai ritardati gli piace », dice il cattivo a Rocky. E Rocky lo porta allo zoo. (Rocky, Avildsen, 1976)

12 ottobre

Certi vertiginosi abbassamenti ti fanno sentire così in alto che ti vengono le vertigini.

La lettura è sempre un prendere tempo nei confronti della realtà? Il lettore è sempre un ipocrita?

J’aurais voulu publier le tout ensemble; mais on n’édite plus d’ouvrages en plusieurs volumes. Je suis comme quelqu’un qui a une tapisserie trop grande pour les appartements actuels et qui a été obligé de la couper. “ (Swann expliqué par Proust, 13 novembre 1913 [Il 14 esce Du coté de chez Swann])

Le style  n’est nullement un enjolivement comme croient certaines personnes, ce n’est même pas une question de technique; c’est comme la couleur chez les peintres – une qualité de la vision, la révelation de l’univers particulier que chacun de nous voit, et que ne voient pas les autres. Le plaisir que nous donne un artiste, c’est de nous faire connaitre un univers de plus. “ (Ibid.)

La chaleur… “: da come inizia il pastiche di Flaubert sono istigato a pensare che il Flaubert di Proust è più di quanto si pensa quello di Bouvard et Pecuchet, un Flaubert “ definitivo “, in cui il “ romanzesco “ ha definitivamente ceduto di fronte all’iterazione verbale, mitico-magica, demente, alla “ demenza “ delle parole.

13 ottobre

Si potrebbe “ rendere pan per ficaccia “, come diceva quell’amico mio, scrivendo un La vita è un film nel senso che non lo è appunto in quanto viene scritta. Ma, più semplicemente, si può dire che, per Proust (e per chiunque voglia scrivere), La vita è un romanzo. (In realtà quello che si può dire è solo che La vita era un romanzo)

Alla prima inquadratura giurerei che Serpico somiglia al “ Che “. (Serpico, Lumet, 1974)

L’infanzia del “ Che “. Un borghese molto agiato nei Trenta. Auto ville cani. Il padre, che gli è sopravvissuto, ha fatto altri tre figli. (Mio figlio il “ Che “, visto in tv)

14 ottobre

Colletti dice di non capire il perché del revival del “ Che “.

Rossana Rossanda: insinuare che sia un nome d’arte.

Il triangolo inedito: il professore scettico, la vecchia mistica, il venditore di santini (il giornalista).

Le campagne accerchiarono le città così tanto che delle città non rimase niente.

In questo clima, la « prima » di una tragedia di D’Annunzio « faceva notizia ». L’11 dicembre 1901 la rappresentazione della Francesca da Rimini al teatro Costanzi fornì l’argomento alla prima « terza pagina » che sia comparsa su un quotidiano italiano. Bergamini, che aveva fondato Il giornale d’Italia da meno di un mese, mobilitò quattro redattori, rispettivamente per la descrizione delle scene e dell’ambientazione teatrale, per la critica della tragedia, per la musica del maestro Scontrino e per la cronaca dell’avvenimento – in platea e fuori. Erano i temi fondamentali su cui si sarebbe retta, per mezzo secolo, la « gloriosa istituzione »: letteratura, mondanità, divismo (« La Duse fu magnifica »), indiscrezione galante. “ (Nello Ajello, Storia della terza pagina, in “Nord Sud”, 32, 1962)

La congiura dei simpaticoni.

Dappertutto: giornalisti.

15 ottobre

Fu preso in un gioco più piccolo di lui.

Il socialismo reale: un romanzo sugli anni Sessanta in cui si parlerà di Topo Gigio, Loretta Goggi, Rintintin, L’Intrepido, L’Espresso, il festival di Sanremo, Rimini, le feste dell’Unità, l’ARCI, il Concilio vaticano secondo, la minigonna, la commedia all’italiana, Fellini, Sophia Loren, Umberto Eco, i tarocchi, i gruppi omogenei, la contestazione, i Pooh, Gigliola Cinquetti, Gianni Morandi, Orietta Berti, Claudio Villa, Adriano Celentano, la scala mobile, lo statuto dei lavoratori, i figli dei fiori, l’amore, la guerra del Vietnam, la rivoluzione culturale, la casa editrice Einaudi, Feltrinelli, il “ Che “, Cent’anni di solitudine, Borges, Franco Maria Ricci, i Kennedy, etc. etc.

Uno studio sugli pseudonimi.

L’umorismo è la continuazione del terrorismo con altri mezzi. (Ma senza rischi)

Ora che ho saputo che l’Espresso questa settimana regala Il giocatore di Dostojevskij, penso che i giocatori si dividono in professionisti e dilettanti.

Facendo finta di non avermi visto ha tentato di investirmi. Era una donna. E io non sono matto.

16 ottobre

In Marnie (Hitchcock, 1964) la madre si fa male alla gamba quando il marinaio le cade sopra. Noto, fra le cosce della signora, il primissimo piano della gamba del marittimo – un grosso affare, scuro e peloso. Il cinema – che è sempre una questione di gambe -, sa anche essere grossolano, cioè esplicito.

I pauristi.

L’Arte è paura? La domanda ci trova impigriti fra molte paure, incapaci oramai di distinguere la vera Paura che nasce dalle cose, dalla paura fittizia che suole sovrapporsi alle cose per conferire ad esse una patina di stupefazione e di terrore e metterci in angoscia con la stessa volgarità di mezzi a cui fa ricorso l’agente dell’ordine pubblico o quello delle imposte. “ (Carlo Bernari, in “Ulisse”, dic. 1950)

Pour Proust, elle (la lecture) n’est pas ce qu’en disait Descartes, et ce qu’en dit après lui Ruskin: « u-ne conversation avec le plus honnêtes gens des siècles passés » qui ont été les auteurs des « bons livres ». Elle est, elle doit être avant tout, moyen de communication avec une autre pensée mais dans les con-ditions les plus favorables, c’est à dire dans la solitude qui permet le « travail fecond de l’ésprit sur lui même ». Il ne faut pas, en effet, attendre des livres qu’ils nous apportent des documents ou des leçons toutes faites, mais qu’ils nous apprennent à decouvrir notre propre verité. Ce sont pour le lecteur des « incitations ». La lecture nous introduit à la vie spirituelle, « elle ne la constitue pas ». Feconde si elle se limite à jouer son rôle, elle devient néfaste quand elle remplace la vie personnelle de l’ésprit. “ (Introduzione a Journées de lecture, ed. Plèiade)

Ulisse” ha cominciato ad avere “Problemi” nell’estate del ‘58.

La kesslerizzazione delle donne italiane.

È strano: la storia ha aperto la strada alla non storia.

Morto il povero Nick Novecento. Alle soglie del Duemila.

17 ottobre

Il ragazzo di Bristol che si è sparato perché arrossiva di fronte alle ragazze.

Giustiziato dai “ ragazzi del bar “ il pazzo di Foggia: si vestiva di rosso e guardava fisso le donne. Che dicevano di avere paura.

Molto didascalico lo spot in cui il fotografo chiede alla modella di rispogliarsi quando sopraggiunge la moglie.

Disegno “ si dice anche di qualcosa che somiglia a un complotto.

I nipotini di Fellini ovvero il fellinismo-regime.

Il cinema si fa in molti e si vede in moltissimi. Il giornalismo si fa in moltissimi, ma credendo di essere soli.

Morto Aniello Coppola. E rivai col tango.

18 ottobre

Dire che la letteratura è morta è poco. Bisognerebbe dire che è stata uccisa, ma è poco anche questo. Quello che bisogna dire è: come.

Bing Crosby ha un cane e un fonografo. È chiaro che è il marchio de “ La voce del padrone “, ma i cortigiani non accettano di riconoscere questa plebea, “ americana “, evidenza. (Il valzer dell’imperatore, Wilder, 1949)

Refusi: in Genette (Figure III, Einaudi, 1973) “ introibo “ è diventato “ introito “.

Gli anni Ottanta, ovvero la cohabitation.

È il ‘58 o il ‘57 l’anno della chiusura dei casini? Comunque da allora scopare è diventato complicato.

Gli anni Ottanta, ovvero i giovani canuti.

19 ottobre

Le donne hanno bisogno di una mamma o di un bambino o di un vecchio o di un lenone o di un impresario. Tutto fuorché di un uomo.

L’anima, anzi l’animale: è quello che hanno ucciso in me, con l’inganno.

Erano infelici ma questo non toglie che fossero indifferenti. Anzi, appunto.

Il bellum omnium. Ma proprio di tutti tutti.

Ingrati. Come figli.

Una socialdemocrazia di seconda mano.

Assenza del padre. Però c’è il regista.

Un aviatore al posto di Dio. Pur di tenersi bassi.

20 ottobre

Aveva ragione il nonno: Andrea è un nome da donna.

La meravigliosa storia del Bancoroma: in un paio d’anni scudetto Coppacampioni Intercontinentale Korac. E pensare che, prima, a Roma nemmeno sapevano che cosa fosse il basket.

L’ultrasettantenne nella Seicento gialla strombazza il piacere di tornare attuale.

Dice che fra i buzzurri del Massif Central è arrivata la ballerina americana e ha messo su una compagnia. Dice che la Municipalité approva.

21 ottobre

Il nuovo medioevo televisivo: “ Rita da Ostia “, “ Michele da Napoli “ etc.

Sandrina Bonsanti si rivende anche un taccuino di Gadda rimasto in tasca a i’ ssu’ babbo morto. Luxe, calme, avidité.

“  Votre argent / Mode d’emploi “. Rubano tutto, anche i titoli.

« Però, com’è attuale questo Orwell », dice il Grande Fratello.

Il borghese piccolo piccolo di Monicelli (1977) assai prima che un assassino è un geloso.

22 ottobre

Vermeer “ leggo sul giallo della ruspa. Allucinazione? Sponsorizzazione?

La televisione è ovvia. (Dice di esserlo)

Il ‘58 contro il ‘68. Del ‘78 non parla nessuno.

Nel dibattito tv il repubblicano ha i baffi, è grasso e sembra un commissario di Ps. Dunque potrebbe anche risparmiarsi la fatica di dire qualcosa.

Cretino “, scrive il lettore, viene dal greco provenzale: vuol dire “ cristiano “.

23 ottobre

A 47 anni tre infarti e due by pass per il povero Brodskji “ poeta simbolo “.

Il tg di A2 dedica quasi mezz’ora alla morte di Lino Ventura. Con tutto il rispetto mi sembra un po’ troppo.

È più stupefacente un Nobel di quarantasette anni o una ginnasta di dodici?

Dai Sessanta in poi tutta una storia di vestiti.

24 ottobre

Dice il giovane critico Vittorio Sgarbi che, la prima volta che è stato alla cappella degli Scrovegni, ha visto solo le stelline sul soffitto. E se avesse visto bene?

Il referendum sulla responsabilità dei giudici è il punto d’approdo della grande metafora chiamata Sinistra.

L’evidenza ci chiude gli occhi, nel senso letterale del termine: ci acceca. “ (Edgar Morin, Il cinema o l’uomo immaginario, 1956 [1982])

25 ottobre

Il povero Mughini, pensando a voce alta, dice che, in quella macchina per far sognare che è lo studio televisivo, nessuno sogna.

Questo diario: una specie di action writing?

Sentendo la voce della telespettatrice di Livorno Celentano dice:  « Sembra una poesia dei tempi antichi ».

La notizia del giornale può non essere falsa ma deve essere sempre tendenziosa.

Che i comunisti mangino i bambini non ci crede più nessuno e invece questa volta magari è vero.

26 ottobre

La situazione non è seria ma è drammatica.

Le donne sono solo un pretesto. Il.

C.V.D. / Romanzo.

Arletty ha novant’anni e sta benissimo. Sul plateau non s’invecchia. « Aujourd’hui c’est-là le vrai ventre de Paris: le métro », dice.

Nove donne e un uomo la giuria popolare per il quarto processo per Piazza Fontana.

Nomi d’arte: l’ambasciatrice Luce (nei Cinquanta).

27 ottobre

Non piace il film di Cimino su Salvatore Giuliano. L’obiezione ricorrente: tradisce la realtà dei fatti. Qualcosa di analogo è stato detto anche a proposito de L’ultimo imperatore. È curioso, a quasi un secolo dalla sua nascita, il persistere di questo pregiudizio realistico sul cinema. D’altronde è anche vero che un pregiudizio così è stata ed è la sua fortuna.

Il giornalismo di Biscardi può essere imbarazzante ma è molto più il giornalismo di quanto ci si imbarazzi.

La sporcizia della città è proverbiale. Anzi no. Ma dovrebbe diventarlo. Bisognerebbe dire: sporco come una città.

 Lo schermo è letteralmente un fazzoletto di prestigiatore, un crogiuolo dove tutto si trasforma, compare e scompare. “ (Morin, Il cinema e l’uomo immaginario, cit.)

Pigiano un bottone, buttano un film e prendono lo stipendio.

Il professor Tiezzi dice che nell’ovaie de le su’ figliole ‘un ci vole né ‘l cesio né ‘l plutonio.

28 ottobre

Com’è semplice il giornalismo: l’arte di dare la colpa a qualcuno.

Gli enfants terribles. E sottolineo enfants.

È dolce la vita per la mia gatta. Il tramonto di questa giornata d’autunno la trova insediata sul tetto del capanno degli attrezzi di là dal muro nell’orto delle suore. Dal muoversi di certe fronde si avverte la presenza di qualcuno: una monaca? il giardiniere? È l’ora placida di scarso traffico. Bis alias Romeo, il sopravvissuto della covata, è già rientrato in casa. Ora dorme sulla poltrona, il sito che predilige. Sullo schermo gli azzurri olimpici sono in vantaggio per due reti a zero sui candidi greci. Potrebbe anche finire bene.

Si chiama Toti (Antonio) Dal Monte il tecnico che studia le innovazioni di medicina sportiva. Sono notizie stupefacenti.

La Vespa cambia nome: si chiamerà “ Cosa “. Ci fanno su un “ Come eravamo “. Come eravamo chi?

29 ottobre

Lire mi informa del fatto che, se con l’avvento della tv il cinema ha perduto la metà dei suoi spettatori, la produzione di libri – in Francia – è triplicata. Buffo sì, ma fino a un certo punto.

Un tempo dicevamo: no, non è in crisi, ve lo faremo vedere noi. Era il dopoguerra, ci pareva di avere un motore dentro, i termini della crisi della narrativa li vedevamo ma credevamo che non ci riguardassero. Mi capitò anche di sostenere che il romanzo non poteva morire; però non mi riusciva di farne stare in piedi uno. Fu tutto giusto, anche sbagliare: tante cose buone ne sono nate ma non ne è nata una nuova civiltà letteraria. “ (Italo Calvino in “Ulisse”, 24/25, 1956/57, fascicolo dedicato a Le sorti del romanzo / Goffredo Bellonci, Comisso, Romanò, Vicari, Cantoni, Praz, Armanda Guiducci, Pasolini, Garosci, Gorlier, Bo… )

C’è Thomas Mann, si obietta; e sì, lui capì tutto o quasi del nostro mondo, ma sporgendosi da un’estrema ringhiera dell’Ottocento. Noi guardiamo il mondo precipitando nella tromba delle scale. “ (Calvino, ibid.)

“ [L]o scopo del teatro è di divertire. Che sì, ci sono nella storia del teatro tutte le ragioni religiose, critiche, etiche, sociali, ma a condizione di divertire la gente. Anche per la narrativa è lo stesso. E ce lo si dimentica troppo. “ (Id., ibid.)

Lo Stato come falso dei falsi, ordigno della falsificazione.

Dicono – in Francia – che è l’anno del “ polar “ (giallo).

30 ottobre

La matusalemmizzazione.

In Francia 202 romanzi alla rentrée d’autunno. “ Une abondance absurde “ (Lire).

AUDACE: Annuaire à l’Usage des Auteurs Cherchant un Editeur.

Livre Hebdo informa che al momento attuale le case editrici sono in Francia 760. Di queste, circa 300 sono nate nel periodo di tempo che va dal secolo XVIII al 1969. Tutte le altre sono nate dopo il 1970, cioè negli ultimi diciassette anni.

31 ottobre

Va di moda il giallo. Sul “Verri” (primo fascicolo di quest’anno) c’è uno (Stefano Verdino) che scopre – quest’anno – che Alessandro Varaldo è stato il primo giallista italiano (1931).

Nietzsche ha illuso D’Annunzio a uscire dagli schemi umani originari del romanzo, così come oggi Freud ha illuso tanti scrittori a narrare anche senza un presupposto morale. A meno che non si voglia dimenticare il Cristianesimo, per rinascere paganamente, a meno che non si voglia scrivere una narrazione ispirandosi ad Apuleio o a Petronio, oggi un romanzo può solo reggersi in adesione o in lotta colla morale cristiana. Fino a quando il Cristianesimo sarà vivo, non vi è possibilità di sfuggire alla sua morale, e senza il presupposto di essa non vi è possibilità di fare romanzo. “ (Giovanni Comisso, in “Ulisse”, fasc. cit.)

Full metal jacket (Kubrick, 1987) è stato vietato ai minori di diciott’anni. Dice a causa delle molte parolacce. Devono essere quelle che dice il sergentaccio – lo stesso che parla di un Walter Whitman ex marine che ha fatto una strage da qualche parte. Comunque, avendo visto che il film è anche pieno di immaginacce – violentissime, allucinate, iper-realistiche come e più che in un reportage televisivo -, mi chiedo se non ci siano altri minori a cui dovrebbe essere impedito di vederlo. Io comunque penso sempre di no.

Tutte le cose che non mi piacquero dal vero ora mi piacciono in immagine.

Anche Eros Ramazzotti ha scritto un libro.

Il trionfo delle virgolette: un mondo sedicente tale. Se lo dice da sé.

I gatti dormono moltissimo. Chissà perché non si dice: dormire come un gatto.

Accendi la tv e, una volta su tre, appare Marilyn. La telemadonna.

Un omone si prostra di fronte a un omino nella silohuette della locandina de L’ultimo imperato-re (Bertolucci, 1987)

1 novembre

PPPPPer la prima volta, rivedendo il fotogramma di Marilyn che arriva alla stazione (Some like it hot, Wilder, 1959), scorgo benissimo che non è altro che il Mefistofele della tradizione – con il suo mantello nero, la lunga piuma sul cappello, il violino (anche se è un ukulele). Il cinema è fondato sulla subliminalità?










Il sexy non ha sesso.

« Un film di Eastwick, Le streghe », dice la fanciullina di Va’ pensiero.

Il cinema come culto (maniacale) della voce femminile (Blow out, De Palma, 1981)

2 novembre

« L’irrazionalismo », dicono loro.

Tanto per ripetere fanno un Barone di Münchausen. L’altro è quello nazi del ‘43.

Daniele Del Giudice, qui a choisi de vivre à Venise, s’affirme comme un écrivain européen (le cadre de son dernier roman s’inscrit dans l’anneau de l’acceleration atomique du CERN à Geneve) résolument attaché à la technologie et à la modernité. Interrogé sur ses préférences en littérature italienne, il place dans son panthéon personnel trois auteurs: Dante, Leopardi, Calvino. “ (Lire, giugno 1987) (Quello che a Lire non si può perdonare è di attribuire a Ippolito Nievo un Hilarotragedia)

Lire, che è nato nel ‘75, vende di tutto: anche timbri, penne, etc.: tutto quello che serve per scrivere. (E quello che serve per leggere?)

Le minigonne di ora, constata Scalfari, non sono come quelle degli anni Sessanta: c’è stato un grande progresso estetico.

3 novembre

Qualcuno ha scritto che i terroristivolevano soltanto essere visti “. Io non so se sia vero, ma mi impressiona che qualcuno lo pensi.

Il progresso è che i cinesi si mettono la cravatta “. (Ma la cravatta è brutta)

I mezzobusti televivisi, ma non solo loro, ostentano spesso certi distintivi non meglio identificati sul risvolto della giacca. Mi ricordo che si portavano verso il ‘56, facciamo ‘57. Ciò conferma che per parecchi, il progresso estetico consiste in un salto all’indietro di almeno trent’anni. (Oppure cinquanta: la “ cimice “ degli iscritti al PNF)

La “ questione estetica “.

Non sono separato, non sono divorziato: sono scappato.

Chi si cela è perduto “, dice Moda, rotocalco di moda.

Lo strangolamento come sostituto simbolico dell’atto sessuale, dice l’esperto. Ecco spiegato il cinema.

Il ciclo di polizieschi su Raitre si chiama Fermi tutti, è una rapina.

« Quando so quello che bevi, sei mio per la vita » “ (The hot rock, Yates, 1971)

4 novembre

Facciamo degli esempi. Un magistrato fa arrestare una donna, accusandola di complicità nelle attività criminali del marito. Solo dopo mesi di carcere si scopre che la donna è nubile, non si è mai sposata. “ (Dai giornali)

Bel ami. Eau de toilette “.

Suicide mode d’emploi. È un best seller in Francia.

Tutti i temi che più amiamo di Castellaneta in un romanzo travolgente come un film “ (Pubblicità)

« Ha fatto il femminismo ». Come dire la guerra di Libia, la campagna di Russia…

Dice Pertini che la miglior difesa è l’attacco.

A saperle ascoltare le parole dicono sempre la verità. Per esempio: “ maschilismo “, ci dice che si parla di maschi, ma anche e soprattutto di “ ismi “.

5 novembre

La familiarità ambigua di certe facce. Li vedi sempre ma sei davvero sicuro di conoscerli bene?

6 novembre

Il referendum: stavolta si tratta di dire “ “. Sì, continuiamo a dire di no.

Le parole. “ Ambiente “: ecologia o bon ton?

Una cosa che non ho mai fatto: l’occhietto. (Non lo so fare)

L’Italia del “ catenaccio “.

Gigliola Cinguetti: non aveva l’età (nel ‘64). Ventitre anni dopo non ce l’ha ancora.

Nel ‘77 il caso Re Cecconi. Per la storia universale dello scherzo.

L’Inghilterra e la “ rivoluzione “ degli anni Sessanta. La musica, la grafica. E la regina.

7 novembre

Mincuccio il calderaro canta: « Non mi piace il nucleare e nemmeno il barolo quando è fatto al metanolo » “. (Didascalia) (Se ne deduce che Mincuccio odia l’atomica ma ghe piase el vin)

Splende lo scudo a guisa di piropo “: Bufalino (“Nuovi Argomenti”, gen.-mar. 1987) si chiede “ se l’Ariosto ne avesse scienza oculare o se piuttosto lo avesse innamorato il presagio di fuoco che si sentiva nel suono della parola “. Mah. (Il piropo è una pietra)

L’antifascismo ovvero il segreto dell’eterna giovinezza.

Nei magazzini della biblioteca, dimenticati da quarant’anni, centinaia di pocket americani ‘44, ‘45 – Chandler, Gardner, Caldwell e altri “ classici “ della letteratura americana. Ma allora non è vero che regalavano solo cioccolata e sigarette…

È un vero peccato che non riesca a ricordarmi il nome di quello scrittore francese che ha scritto un solo romanzo, dal titolo Le temps des autres. So solo che poi si è ammazzato.

8 novembre

Da molto tempo non cammino: mi trascino.

Amadeus è un remake di Danny Kaye.

« Perché scappavano tutti, mamma? » « Avevano paura, c’era l’uomo, nella foresta » “ (Bambi, Walt Disney, ?)

In Occidente la perestrojka piace anche perché vuole fare lavorare di più.

Il prete italiano, lo storico sovietico, l’attrice, la giornalista, il corrispondente del quotidiano di partito, il corrispondente del giornale borghese, il ministro, il portavoce, l’antico comunista. In tv si vede solo una cosa: sono tutti allegri.

Napoli è senz’altro stupenda e Giuseppe Galasso una persona squisita. Ma.

9 novembre

Il caso Celentano. Lo spettacolo è diventato il luogo della politica.

Con i referendum-truffa finiscono gli anni-truffa?

Nessuno mi può giudicare “: era una canzonetta o una dichiarazione – di guerra – politico-social-antropologica?

Craxi tamburella con le dita. Poi proferisce solenni cazzate.

10 novembre

« È un’idea pellegrina », dice il cattolico.

Sì, cinque volte sì “, titola “Il Messaggero”.

Lo “ spogliatoio “.

Detestez-vous les juges: oui ou non “. Questo è il referendum secondo A2. Voix du peuple.

« Ne vedremo delle belle ».

11 novembre

A un passante Uscivi in una nuvola di bianco / borotalco in un completo grigio / perla molto stempiato portavi / occhiali montati in metallo / cromato hai sussultato quando / hai incrociato me verde marcio / di umore nero mi ero appena / alzato ho afferrato il senso / vedendo chi ti aspettava accanto / al diesel grigio topo blindato / sei scivolato via nel fremito / delle antenne.

La star, la grande star du XXe siècle n’est ni Greta Garbo ni Marilyn Monroe ni Pelé ni Platini, mais Marcel Proust. “ (Bernard Pivot, in “Lire”, oct. 1987)

Le copertine dei libri fin-de-siècle in bianco e oro, con fregi e geometrie antico-romane, proprio come il Monumento (a Vittorio Emanuele II) alias Altare della Patria. Le epoche estetiche.

“ Rectificatif. Dans le numéro d’été de Lire, un funeste coup de chaleur nous a conduits à laisser entendre que Stefan Zweig se serait lié d’amitié avec Emile Verhaeren après 1933. Alors que le poète belge est mort en 1916! Tout en leur présentant nos excuses, nous remercions les lecteurs qui ont relevé cette erreur avec une sévérité bienveillante.

L’un des regrets, des remords les plus cuisant de ma vie “, scriveva Gide a Proust. Eppure resta il sospetto che l’abbia fatto apposta. “ C’est plein de duchesses, ce n’est pas pour nous.

Thésard “: uno studente che sta facendo la tesi.

12 novembre

Reincarnazioni: Carlo Nesti è Nicolò Carosio.

The untouchables (De Palma, 1987). I soliti annitrenta stavolta spinti fino in quel non luogo e non tempo che gli competono. Tutto-dentro-il-cinema. Da notare che il protagonista è il remake vivente di Gary Cooper.

Roma “ capitale della scienza “. Che avesse ragione Calvino?

13 novembre

Il tempo è tiranno “. E lo spazio?

Dona ferentes dona ferentes… Timeo timeo timeo.

È come se ci fosse stato per me un tempo in cui le cose erano solo parole e se poi il vederle me le avesse rese irriconoscibili. P.e. la Svezia – squadra di calcio – che ora vedo in tv – a colori – è la stessa della Svezia – squadra di calcio – di cui venivo a sapere trenta e più anni fa? Il tempo delle parole / il tempo delle immagini.

Mi hanno ri-venduto il nonno, la nonna, la Belle Époque, la Grande Guerra. Mi hanno rivenduto tutto.

Fanno arrapare e poi dicono: « Ironia! Ironia! ».

Il trionfo del topo. Di campagna.

La democrazia, ovvero la commedia.

Mughini rimprovera Barbato: quelli di Tango fanno male a dare di ladri ai socialisti. Anche se è vero che i socialisti rubano non è affatto sicuro che Mughini abbia torto.

14 novembre

La tv è sempre pedagogica : bacchettate. Sugli occhi.

Cattolici/anticattolici. Le ideologie sono finite. La gente no.

Benigni etc.: toscani-napoletani?

Qui du cul d’un chien s’amourose, il lui parait une rose “. (Dice Françoise nella Recherche)

La chiacchiera, alias conversazione, cioè le donne (cosiddette).

Art.1. L’Italia è una socialdemocrazia fondata sulla televisione.

I radicali vogliono fare un referendum per abolire l’Ordine dei giornalisti. Io sono d’accordo, ma perché solo l’Ordine? (Il sospetto che vogliano abolire soprattutto l’Ordine)

Reds: è un film. (Warren Beatty, 1981, con Warrren Beatty e Diane Keaton)

Il culturismo.

15 novembre

La papessa della danza saluta tutti ma non vede nessuno.

Allucinato, canuto, il pretore Amendola lamenta in tv che il mare « sta morendo ».

Tutto cominciò con Walt Disney.

“ Carol Alt “. (Anni Ottanta)

“ Nanda Primavera “. (Anni Trenta)

L’Ambra Jovinelli: sembravano ricordi d’infanzia (a sentir lui) e invece erano luoghi comuni (romani).

16 novembre

La prima scena. Quelli che al mare pare ci stiano tutto l’anno. Quelli che sono sempre arrivati prima che c’erano già che sono di casa che si conoscono tutti che si danno del tu con il bagnino con il vecchio pescatore etc. Quelli che al mare ci vanno per principio, che c’hanno la casa. Quelli che non ce l’avevano ma poi se la sono fatta. Che hanno delle abitudini, delle consuetudini. Quelli “ da sempre “. Quelli che hanno ricordi che raccontano. Quelli che raccontano. I padroni del racconto.

Le mie resurrezioni. Si spezza la gabbia. Potrei anche viaggiare. Tutto è di nuovo possibile, allora.

Giovani si nasce? Per esempio: gli americani. Giovani come? Giovani-cinema (gli americani).

Passo per via Veneto, all’ora di pranzo. Quelli che ci vengono a lavorare. Quelli che ci vengono a guardare. Ci vengono anche da Siena? (Una Rolls gialla targata SI)

Professioni: il disc-jockey – quello che mette i dischi. (Direttamente dalle festine degli anni Cinquanta)

Dice che le donne si portano a ballare per farle “ scaldare “.

Riabilitazioni: i kulaki.

17 novembre

Cordata “. « Alpinisti? » « No, giornalisti ».

Il premio Goncourt a un marocchino di madre analfabeta.

Una serie televisiva francese ambientata in Italia, intorno al cruciale “ petit rien “ della famiglia.

C’è qualcosa di fallico nel rossetto per labbra?

Forse tutto è cominciato con il Gattopardo, romanzo inesistente, poi gran bel film.

Una vecchia ottimamente conservata a bocca urlante spalancata nel manifesto del Pci per i pensionati.

Sui cinquanta, dopo che gli è morta la mamma, ha sposato una che, dice, gli fa tutto. Gli mette, dice, anche i calzini.

Ormai mi sembra incredibile che venti e più anni fa io abbia creduto di dover dare tutto poiché avevo tutto da dare.

Sono come i preti: l’industria del senso di colpa.

18 novembre

Il senatore Fermariello dell’Arcicaccia non ha ben chiara la differenza fra “ corollario “ e “ coronamento “. Padelle. (Braci)

E beccati ‘sta paperolle.

Le “ duchesse “ di Gide. Ma erano tutte finte. (Lui: la “ duchessa “ più finta di tutte)

Scrivere è tenere un diario per conto terzi “, dice Luca Goldoni, che forse non è completamente cretino.

20 novembre

Come in ogni altra attività industriale, anche nel giornalismo l’obbiettivo – o il mezzo? – principale è la quantità.

La pigrizia. Di non voler fare la fatica di capire dove volevano andare a parare.

Leggere tutto in chiave di teatro.

21 novembre

Volevo così tanto tornare alla mia infanzia che alla fine sono stato esaudito. Ma quello che ho avuto era la versione – “ riduzione “ – cinematografica.

Dal “ Vietato vietare “ al “ Vietato fumare “.

« Quale panino vuole? », chiede il barista al ragazzotto che mi ha sorpassato nella fila. « Il più buono che c’è », risponde l’edonista reaganiano (e romano).

“Studies on Voltaire”. Povero Voltaire. O povero me?

Nella foto giovanile D’Annunzio ha la faccia del solito italianuzzo, l’italianuzzo eterno.

Il gaddizzato Gadda. (L’ultima versione propone, dopo il soldato il diarista l’ingegnere il poeta il romanziere, anche il drammaturgo: Gonnella buffone, Guanda, 1985)

Si è messo le lenti a contatto ma continua a sembrare uno che si è appena tolto gli occhiali.

22 novembre

Avere un amico terrorista. (La messa è finita, Moretti, 1986)

Gli anni Ottanta: ex pezzenti si comprano cavalli.

Un telequiz sui libri per la seicentesima puntata di Apostrophes (con Sollers et al.)

La messa è finita. Soltanto adesso? Per il cinema, a quanto sembra, sì.

Quatti quatti.

Una puerpera un prete un canestro un travestito un pianista un giornalista un comico un astronauta un cavallo. Tanto per dire dei primi nove canali.

23 novembre

Gipo Farassino e gli ultràs della Famija Turineisa inscenano una manifestazione contro gli attori romani che recitano il Monsù Travet di Bersezio con la regia di Gregoretti. Conflitti fra i guitti.

Accattivante “.

Secondo il Tg1 siamo “ nel XXI secolo “.

La femme de quarante ans mi repelle.

La piccola attrice francese figlia del politico gaullista, tanto bona tanto maiala, sta girando un film su Proust. « Quello scrittore mondano », dice.

L’antiquariato dei corpi. Il caso Laurito.

24 novembre

Sono uguali perché erano uguali.

La burocrazia è (diventata) femmina.

Il femminismo verso il frontismo (delle casalinghe, cioè mogli).

Facce antichissime. Facce della miseria, dell’avidità, da galera, da postribolo. L’evidenza del Male.

Il treno / dei desideri / nei miei pensieri / all’incontrario / va “ (Celentano, Azzurro)

25 novembre

Il babbo assomigliava a Clark Gable. Quell’amico a Jean-Paul Belmondo. Quell’altro a Laurent Terzieff. E io? Io non assomigliavo a nessuno. (Ora qualcuna dice: a Gene Hackman. Boh)

Chandler è il vero modello del narratore moderno. Il falso duro, il vero impotente. L’euro-americano.

Dieci anni di satira in Italia, ovvero come buttare tutto in vacca.

Sto soltanto – come previsto già all’inizio dei Settanta – finendo di impazzire.

“ Dalla parte dei lavoratori “. In quanto a lavorare, poi…

Ah, gli architetti!

Fra la gente di spettacolo ora si usa festeggiare in pubblico il compleanno. Feste, comunque.

Come è possibile che il soprintendente dell’Arena di Verona si chiami di cognome “ Ernani “?

« Andiamo al cinema… andiamo al cinema ». Anche tu non sai dire altro?

26 novembre

Quelli che alla partita se ne vanno prima della fine.

Dice: però non rubano. Chissà, magari fanno anche di peggio.

« Più che un aneddoto è un fatto vero », dice il professor Pinco di Volterra.

È quella maiala della quarantenne la guest star degli anni Ottanta.

Il piacere di equivocare. Finché c’è equivoco c’è speranza.

Ciò che contraddistingue la creatività degli anni Ottanta è che è assolutamente priva di creatività.

27 novembre

Niki de Saint Phalle. Mah.

Efferatezze nell’Italia tardo craxiana: applausi per la morte della zingarella.

La lettura del Tristram Shandy, un testo così recitato mimato parlato come a un pubblico, di teatro, di cabaret, mi ricorda qual era la letteratura che volevo scrivere e non ho scritto.

28 novembre

Mi dà disperazione constatare che di Antonio Meo, traduttore per Einaudi del Tristram Shandy (1958), non si è poi saputo ch’io sappia più nulla.

Alla biblioteca una mostra sui libretti delle operette (1880-1932). Il Novecento è tutto così: “ étto “.

Piace sempre quel libro di Moravia, piace soprattutto quel titolo: Gli indifferenti.

29 novembre

Maschi: il nuovo video di Gianna Nannini.

Il malocchio. (Lo sguardo delle donne?)

Franca Rame inscena Stupro. Per il pubblico di Fantastico.

In quel momento dei pensieri dell’appena sveglio per la prima volta mi è sembrato di capire come tutta la storia del “ bacio della buonanotte “ sia un’invenzione, nonché che Marcel è un personaggio letterario. L’intuizione della libertà della scrittura.

Il cinema è il cinema la televisione non è la televisione “ (Sovrimpressione in Va’ pensiero)

La Nazione profumata.

30 novembre

Fenomenologia dei calzettoni arrotolati alle caviglie (Sivori, Corso, Vialli…).

Nicoletta Orsomando a Porta Portese. Malvestita e senza trucco. Piaceva al nonno. Trent’anni fa.

Generosi? Sì, come scollature.

Che lo Stato continua si vede ai livelli più bassi: uscieri, maestrine… Lo Stato minimo.

La morte (per auto?) di Bis.

1 dicembre

SSSSSono l’ultimo letterato (toscano) (degli anni Trenta) ancora su piazza?













I centocinquant’anni della casa editrice Le Monnier. I cinquantamila volumi della biblioteca di Spadolini. L’immagine della Toscana.

Parole inquinanti: “ devastante “.

Non sopporto la morte. Tornavo sempre a casa temendo di vedere un gatto morto in mezzo alla strada. È successo. Questi presentimenti che somigliando a scongiuri testimoniavano in realtà solo di un affetto, mi ricordavano quelli dell’infanzia quando temevo per i nonni anche solo se andavo a giocare a pallone. Bis, sia detto a suo onore, era un tipo davvero simpatico. Per non dire della sua insuperabile impresa. Puntualmente sarebbe venuto a dormirmi addosso. Era anche un gatto parlante.

« An plen ».

2 dicembre

La satira è stare con i piedi per terra. Le serve terra.

Vengo a sapere che esiste una canzone di Renato Zero Il triangolo (1978) che è molto esplicita in materia di triangoli. (Nel ‘78 dei triangoli sapevo già tutto, ma, come ora, non sapevo assolutamente che fare)

Quando ti incontro, cara (caro) puntualmente penso: vade retro.

3 dicembre

Giuliano Ferrara: il grasso grosso rosso.

Things change (Mamet, 1987). Ma restano cose.

La fotogenicità è la volontà incarnata di essere visti, la capacità di rappresentarsi.

4 dicembre

Pare che io continui a farne troppe. Ma io continuo a pensare che sono gli altri che continuano a farne troppo poche.

Il fascismo, ma senza la guerra.

Quanto al look, Fellini è un calco di Puccini?

I contadini furbi di Monticchiello. (Piacciono a A.A.R.)

Oggi alle ore 18 / nella sede / dell’Arnoldo Mondadori Editore / Via Sicilia 136, / verrà presentato / il primo volume dell’opera / « La letteratura / francese » / di / Giovanni / Macchia / pubblicata nella collezione « I Meridiani » / Parleranno / Mario Fusco / Giorgio Manganelli / Jacqueline Bisset / Sarà presente l’Autore “ (Inserzione pubblicitaria)

5 dicembre

Non ti sto mai a sentire “ (Gianna Nannini)

Mi sono perso quando ho accettato di guardare: quelli – i sordi – non aspettavano altro.

“ Ironia! Ironia! “. Un misterioso congegno.

Ogni volta illusioni ottiche, fate morgane, miraggi.

La gente sta vivendo un meraviglioso film e se c’è una cosa che non sopporta è che qualcuno insinui che è brutto. (O anche soltanto che è un film)

6 dicembre

La storia abolita. E giù sigle.

7 dicembre, Siena

Non mi dà più niente rivedere la mia città, i luoghi del passato remoto o recente, non è fatta di questo la materia della mia memoria, non è la vista il senso in cui è insediata la garanzia della durata.

Si conferma la morte dell’Europa (e la sua trasformazione in bottega).

La faccia di Gardini. Il nuovo grande ricco ha la faccia di un ricco di tipo vecchio. Al potere il museo delle cere.

Cesare Brandi ovvero la “ coscienza arcaizzante “ (1965)

« “ Inquietare “… “ inquietare “… non si dice “ arrabbiare “… », dice Loretta Goggi.

« Carinamente », dice Loretta Goggi.

Tutti dottori professori assessori. Io no, io fedele al mio niente.

8 dicembre

L’errore di proiettare in qualcosa di altro quello che è sempre stato soltanto in me. L’errore di viaggiare.

Nella bellezza – l’immagine – c’è qualcosa di irreparabile.

9 dicembre, Roma

La pax mondiale televisiva.

C’è sempre qualcosa di patetico, di scolastico, di penoso, di un po’ schifoso nel giornale, solo a saperlo leggere. Quel titolo che suona strano perché non si è potuto usare quella parola già usata nel titolo accanto, quel dire “ nostro servizio “ quando è evidente che è lo stesso che hanno anche gli altri giornali perché si tratta di un’agenzia, quel punto interrogativo, quel punto esclamativo interdetti anche dov’erano indispensabili, quelle firme, quelle siglette, quelle faccine. Mezzi di comunicazione di massa? Facciamo mezzucci.

In ogni caso Ilona Staller non è “ ironica “. Fa Amburgo, fa gotico, fa Bosch, fa lager, fa male.

Tutti pensano e tutti parlano e tutti scrivono.

10 dicembre

Il collezionismo ovvero il piacere dell’occultamento.

I nomi dei cavalli.

Lire: il primo numero è dell’ottobre 1975. Direttore Jean-Louis Servan Schreiber, redattore capo Bernard Pivot. “ Vous que la devanture des librairies fascine, mais qui, sitôt entré, êtes troublé, décontenancé par l’abondance des titres. Que choisir? “. Nel n. 2 (novembre 1975) Pivot scrive il necrologio di Maurice Noël, fondatore del Figaro littéraire: Les écrivains sans memoire: “… il n’y avait pas un seul romancier à ses obsèques…  “. Nel n. 4: La première phrase: “ La seule phrase importante c’est la première. Après il suffit de tirer sur l’échevau, e tout le livre vient. “ Invece lo scrittore ordinario “ est devant cette page toute blanche comme un amant empêché devant une vierge nue. “.

Morto Arpino. E via col tango.

Eroine ‘87: Carlotta Corday.

11 dicembre

Quando è stato che sono diventato stupido?

A riascoltarli con gli orecchi di poi tutti gli slogan della politica acquistano un significato ulteriore – era quello su cui puntavano fin dall’inizio? Per esempio: “ Unità nella diversità “ (PCI, quando?). Che cosa voleva dire, veramente? Si potrebbe fare una lettura critica del significante politico?

Tutto il golpe minuto per minuto.

12 dicembre

Apos “ (Minitel)

La dittatura dell’” Alegria! “. Ma a me girano continuamente i coglioni.

I Championnats de France d’ortographe.

13 dicembre

Nelle immagini di repertorio i brutti mobili di Arpino una casa mediocre il tavolo della sala da pranzo e di lavoro con la coperta a fiori etc.

Nell’antico graffito anonimo: “ Fesso chi legge “, tutta la verità su chi scrive?

Parole degradate: “ carismatico “.

14 dicembre

I ventenni: una generazione telegenetica.

Io comunque sono mi sento e mi voglio sentire un telespettatore.

Perché la televisione è l’irreparabile.

La “ piccineria “ degli “ artisti “. (Mi viene in mente quella maestra di canto di quarant’anni fa)

La letteratura per me: una corazza di identità? (Era)

Il re è nudo. E il popolo è vestito.

Quando si potrà scrivere un Registi e popolo?

Io non ho fatto niente. Sentendomi inseguito sono fuggito. Finché non mi sono sentito raggiunto.

15 dicembre

Si je continuais à être le rationaliste que j’ai un peu été autrefois, je dirais: la societé intellectuelle française d’aujourd’hui a besoin d’écrivains. Il y à des places vides et je suis là avec quelquel éléments pour pouvoir remplir l’une de ces cases. “ (Barthes, intervista a Lire, 44, aprile 1979)

Dans le journal de Gide tout y passe, toutes les irisations de la subjectivité: les lectures, les rencontres, les reflexions, et même les bêtises. C’est cet aspect-là qui m’a seduit et c’est ainsi que j’ai toujours envie d’écrire. “ (Barthes, ibid.) (Ma poi spiega perché non si può scrivere un diario, per il problema del “ je “)

A partir du moment où le progressisme politique n’est plus simple et possible, on est reporté vers des attitudes de ruse ou detournées. Car l’ennemi principal devient alors ce que Nietzsche appellait la « grégarité » de la societé. Et il est fatal qu’il y ait des status de solitude comme peut-être on n’eu avait jamais connu. C’est pourquoi l’écrivain, aujourd’hui, est fondamentalement et transcendentalement seul. “ (Barthes, ibid.)

Dans quelques décennies, grace à des lecteurs-écrans de télévision, nous pourrons tous être mis en communication avec les bibliothèques ayant transformé des livres en bandes ou films. Et bien des livres tels que nous les connaisons aujourd’hui resteront alors comme des objets archeologiques. S’ils veulent survivre face à la concurrence de l’audiovisuel, il doivent donc être de plus en plus « beaux ». Car ils seront collectionnés comme des gens collectionnent des amphores, il seront traités comme des objets d’art. “ (Michel Butor, intervista, Lire, maggio 1980)

Al meglio “.

16 dicembre

Andrea Barbato insiste a parlare di “ relazioni industriali “ (ah, gli anni Sessanta!) mentre intorno c’è qualcosa di peggio della “ lotta di classe “ (ah, gli anni Ottanta!)

Convegno sulla microfilmatura dei libri. Lo Stato cavernicolo, i piazzisti elettronici.

Il sindaco Imbeni sogna spesso di volare.

17 dicembre

La mia persistente passione per il teatro. Da attricetto?

Allora si può dire questo, che intravedo come una sincerità a rovescio (dell’artista): egli deve non raccontare la propria vita come l’ha vissuta, ma viverla come la racconterà. “ (André Gide, Journal, 1892)

(Leggere Gide attraversando il traffico a piazza Indipendenza all’una e mezza del giorno. No, la Signora Letteratura non è più possibile)

Brandi nota l’arcaismo di Tozzi che scriveva “ doventare “.

 Ritornelli: i nuovi biscotti del Mulino bianco.

18 dicembre

Il famoso Nove settimane e ½ a rivederlo mi sembra una – goffa – storiella rosa per donne “ emancipate “ (e per uomini che lavorano – in ufficio). Il misterioso morboso Oriente di Emmanuelle ri-creato nel centro di N.Y., dove l’esotico sono le bancarelle e i suonatori del Rockfeller, il ristorante italiano dove fu ucciso il boss della mafia la cicciona canta si beve il vino rosso l’uomo coi baffi ti scruta. La Justine metropolitana, il cui look copre tutto l’arco temporale ed estetico che va da Marilyn a Diane Keaton, attraversa le stazioni di un calvario televisivo fra supermarket e frigoriferi. La tragressione è stare nel sistema degli oggetti dissimulando ma praticando la propria estraneità. Anzi, godersela: fare l’amore proprio lì, sul luogo di/del lavoro.

Ripubblicano l’ur-Eco: la famosa tesi sull’estetica medievale.

Il celebre Sotsass rivende le sedie di vent’anni fa.

La pensione alla Ciociara. La scopata di Stato.

La colpa di Goria secondo Forattini: non avere una faccia.

19 dicembre

La signora Rosellina Balbi spreca un quinto del paginone di Repubblica per dire che ci sono troppi poeti. Fosse questo il male.

Nell’intervista a Craxi, Scalfari gli dà significativamente del “ tu “.

Come un sol uomo le donne sono craxiane.

Il nome della rosa che viene comunemente citato come In nome della rosa: una mistica della fregna?

Morto anche Andrea Ceramelli, assessore in Siena.

I nuovi americani gesticolano come italiani.

Walt Disney e lo spirito di saga.

Sai che bello “ l’anno di Tomba “.

21 dicembre

Terra di nessuno (Un ellepì)

Il nihilismo dei bottegai / voleva soldi dagli operai.

Il giornalista tratta ogni genere di argomento ma solo quando si parla di calcio vedi che si entusiasma.

Il giornalismo e il demone (meschino) dell’analogia.

Alla fine si sa solo che Paula Cooper dev’essere salvata ma non si sa più perché è dentro.

« I max-media », dice quello.

Il conformismo è un male ma l’eccentricità è un vizio.

22 dicembre

L’unico esercizio che ricordi è il tentativo di irrobustirmi la voce, che tenderebbe al falsetto, al flautato. “ (Fellini intervistato da Lietta Tornabuoni)

Nell’Europa in rovina la Macciocchi punta tutto sul Papa.

Bergman soffre di colite cronica, “ una sventura ridicola quanto umiliante “.

I figli-movimento: il figlismo.

È nei titoli che si vede come il giornalismo sia cine-dipendente.

La presunzione: pensavo di essere così bravo – a scrivere, a fingere – da riuscire a fare finta di essere un giornalista.

Lingua letteraria vs Videolingua, secondo A. C. Quintavalle.

Il socialismo come piccola grande truffa.

23 dicembre

I libri che non ho letto e che non leggerò più: non c’è più tempo.

I comunisti: sembravano tonti.

Cifre alla mano il preticello si sforza di dimostrare che la pace è tecnicamente possibile. Guai se si sospettasse che è un’utopia.

“ [L]’influenza del libro su chi lo scrive, e proprio durante la sua composizione. Perché uscendo da noi, ci trasforma, modifica il cammino della nostra vita, così come in fisica si vedono quei vasi mobili sospesi, pieni di liquido, ricevere un impulso, quando si svuotano, nel senso opposto a quello dell’uscita del liquido che contengono. I nostri libri hanno su di noi un potere retroattivo […] Questa retroazione del soggetto su se stesso mi ha sempre tentato. È il tipico romanzo psicologico. Un uomo in collera racconta una storia, ecco il soggetto di un libro. Un uomo che racconta una storia non basta: bisogna che sia un uomo in collera, e che ci sia un rapporto costante fra la collera di quest’ultimo e la storia raccontata. “ (André Gide, Journal, 1893)

Dai, fammi accendere. Sei allumeuse, o no?

24 dicembre

Mi sentivo dio abbastanza per scendere verso le figlie degli uomini “ (Goethe, Poesia e verità)

È il mondo che è divenuto più colorato o sono io che sono divenuto più sensibile ai colori?

Come il lavoro deve essere sempre naturale, bisogna occuparsi della propria idea senza sforzo né violenza. E a volte non si presenta tanto presto. Bisogna aspettarla. Ci vuole una pazienza infinita. Impadronirsi di lei suo malgrado non serve a nulla; essa appare allora così accigliata che non si capisce più che cosa ti attirava in lei. L’idea preferita non viene se non quando non ce n’è più alcun altra sul posto. La si chiama dunque, a forza di non pensare più a null’altro. A volte sono rimasto più di un’ora ad aspettarla. Se, per disgrazia, non sentendo venire nulla, ci si dice: perdo il mio tempo, allora è finita, il tempo è perduto. “ (André Gide, Journal, 1893)

Questo diario: un lusso (o una necessità?) (l’unica forma di scrittura di cui sono capace).

In biblioteca ci vengono i poveri o i ricchi. La middle class non si vede.

Gide che dà da leggere a un arabo Le mille e una notte rendendolo felice. (Journal, 1894)

« Ho sempre avuto un debole per le cause perse quando sono proprio perse » “ (Rhett Butler-Clark Gable in GWTW, Fleming, 1939)

25 dicembre, Siena

L’abolizione della caccia agli animali. Vedi: l’instaurazione della caccia all’uomo.

Il virilismo gastrico: “ una buona forchetta “, “ a tavola non s’invecchia “.

Un incunabolo della letteratura sportiva: Tusnelda Cinquini, … raccogli, fugge, centra… , Roma, Signorelli, 1935. (A Corrado)

Dove lo tiene nascosto il whisky il vescovo? Dietro la Summa Theologica di Tommaso d’Aquino. (Un detective in paradiso, ?)

Gli imitatori segnalano più di ogni altro “ artista “ che quello dello spettacolo è un universo retorico che ha la stessa fissità dell’iconografia medievale.

26 dicembre

“ Ironico “ è, nell’accezione corrente, l’antagonista dialettico di “ bello “.

La Bibbia di Huston (1966) finisce con Abramo che non uccide Isacco.

Roma fa schifo, dicono anche i romani. Roma: lo sfascio e l’estasi (estasi dello sfascio).

27 dicembre

Negli anni Ottanta: il giornalista come bugiardo di Stato.

29 dicembre, Roma

Bisognerebbe scrivere una storia della claque.

I capelli neri di Proust: quando il tempo si spezza (passa ma non passa).

30 dicembre

Quella che mi diceva sempre « Facce ride » ora se la fa con il vignettista. Che la fa ridere?

31 dicembre

Loredana Berté fa sapere di essere lesbica. Io non ci trovo niente di male. È solo un altro esempio di malismo.



1988


7 gennaio, Roma

aaaaa non studiare negli anni Sessanta, a non leggere i libri “ giusti “, o almeno notare che sono “ in circolazione “, ad esempio, che so, Il ramo d’oro, di Frazer, migliaia di volte incontrato sugli scaffali di librerie pubbliche e private, tuttavia mai aperto o sfogliato, o tantomeno letto… Il fatto è che a quei tempi io avevo già smesso di studiare. Perché ero convinto di averlo già fatto.









È strano, ma è dalla “ lettura “ dei film (e dei giornali) che io ho appreso dell’esistenza di un’ideologia del mestiere, cioè del fare, cioè del dire, cioè del linguaggio. È dai film (e dai giornali) che io ho – forse – imparato a leggere.

Abbasso i totalitarismi. La democrazia, siamo poi sicuri che faccia solo bene?

Solo dopo un po’, ripensandoci, ho capito che la sedicente docente diceva “ alfabeta “ per dire “ analfabeta “.

Miseria e nobiltà: la nobiltà del cinema, la miseria del pubblico.

Tutti in cucina, come un sol uomo, gli uomini, ora.

Neliana e i “ giovanissimi palestinesi “.

8 gennaio

Oggi – cioè ieri – sono morti tre attori: Carlo Hintermann, Trevor Howard, Michel Auclair. (Repubblica pubblica la foto del cadavere di Hintermann, appena finito sotto un’auto. Notizie-disgrazie)

Accattivante “ nel Devoto-Oli (1971) non c’è. C’è “ accattivarsi “ che rimanda al più comune “ cattivarsi “. In ogni caso Miriam Mafai è solo l’ultima delle piccole o grandi firme che mostra di ignorare l’esistenza di un’accezione negativa del termine, quella che lo fa sinonimo di “ ruffiano “, “ corrivo “, “ menzognero “ etc. Eppure io sono sicuro che prima era così.

Dal ‘58: la bicicletta della mamma, le cravatte del nonno: il revival fatto-in-casa.

9 gennaio

L’anagramma del nome proprio ha [per Saussure] senso e validità all’interno di una produzione poetica di carattere magico-sacrale. […] Il rapporto fra « recare » e « Recanati » non appartiene né all’ordine magico-sacrale né all’ordine dell’inconscio […] egli fabbrica un anti-anagramma che brilla incompleto, lontano e freddo come la luna nella maggioranza del suo ciclo […] ci troviamo di fronte a un significante grosso come una casa. “ (Giacomo Magrini, Leopardi: storia di una parola, in “Paragone Letteratura”, 444, 1987)

Parole in offerta speciale, parole prendi tre e paghi due, parole-saldo: “ carismatico “.

Più mi muovo e più mi perdo. E il Grande Guardone si frega le mani.

10 gennaio

Eccone un’altra che tiene a far sapere di stare benissimo da sola. Che poi è tutta una balla: mai viste tante donne tutte insieme.

È o non è orrendo il sorriso di Benvenuto?

Telefonate di amici che non vedo da anni mi lasciano indifferente. Io sapevo benissimo che loro erano vivi.

11 gennaio

Avere un “ segreto “. Io ho un “ segreto ”?

Barbato rimprovera a quelli di Tango di avere un concetto un po’ esagerato del “ potere “. Per esempio: perché prendersela con il povero Bevilacqua? No, no, replica Staino. Che sul sapere con chi prendersela la sa più lunga di Barbato.

Alla Parigi-Dakar muoiono a mucchi.

Il montgomery rosso vinaccia il pantalone grigio perla la scarpa di un dolce nocciola: il primo lettore della giornata è carino.

Un coeur tendre qui hait le nèant vaste et noir / Du passé lumineux recueille tout vestige “. Questo Baudelaire come epigrafe al Proust di Curtius (1925).

La “ fortuna “ di Proust: nel ‘13 non piace, nel ‘19 il Goncourt. La petite difference: una guerra (mondiale).

12 gennaio

Vous vous étiez consacré a la modestie. Quelle modestie! Vous vous excusiez de tout : d’être present, de parler, de vous taire, de songer, d’énoncer votre avis aux méandres éblouissantes; enfin de prodiguer vos louanges incomparables […] Ah, certes, l’ironie qui se melait à votre sincère et ravissant jeu d’humilité ne se laissait pas ignorer, et vous saviez bien que les appréciations enivrantes que vous sembliez confus d’apporter à une jeune fille poète étatient reçues dans son coeur avec réflexion profonde et gratitude. “ (Dice Anna de Noailles in “La Nouvelle Revue Française”, gennaio 1923 [numero speciale su Proust])

I tre ragazzi francesi che adescavano vecchi per derubarli e ucciderli.

La ragazzaccia & l’impotente: il teatrino di mamma e papà.

Locuzioni-peste: “ Al meglio “.

Mass media: questa è la settimana del vestirsi da donna.

Dice che ho una “ gran testa “ ma non ho corpo. Eppure sono sicuro di avercelo avuto.

La coppia Dario Fo e Franca Rame. E sottolineo coppia.

C’è da dire che vogliono solo i soldi. Non so se consolarmi o preoccuparmi.

13 gennaio

Mi dice: « Luciano Serra pilota ». Ha ragione: ho volato. Ma non lo faccio più.

Lui non sente e non parla, ma lavora come una bestia e scopa come un dio. Forse è per questo che i poliziotti… Anche in un film mediocrissimo c’è sempre un po’ metodo. (Il sordomuto, 1979)

Il vitalismo linguistico di Frassica.

Perché i cartoons sono sempre dalla parte dei topi?

14 gennaio

L’immagine come equivalente generale. La vendita delle indulgenze. I santini.

Il “ caso Proust “.

Il nome di questo scrittore, oggi celebre, era pochi anni fa completamente sconosciuto “, scrive Curtius nel ‘25.

Molto “ moderno “, molto “ feticistico “ il numero della “Nouvelle Revue Française” dedicato a Proust a pochi mesi dalla scomparsa (1923). La prefazione in forma di foto dell’autore morto e dei suoi ma-noscritti. L’autore come “ prodigio “. Il primo degli scritti è – significativamente – quello di una donna: Anna de Noailles. Seguono Barrès (“ Ah! Proust, gentil compagnon, quel phenomène vous etiez! “) e Léon Daudet, cioè, per così dire, l’establishment. Poi il fratello (scemo). Secondo Fernand Gregh “ il était beau, d’une beauté un peu italienne […] il ressemblait à un prince napolitain […]. Proustifier […] une attitude un peu trop consciente de gentilesse avec ce que le peuple eût appelé des « chichis » interminables et delicieux “. Per Lucien Daudet “ le sens social était pour lui ce qu’est pour certains oiseaux le sens de la direction “. Il pittore Jacques Emile Blanche tiene a far sapere subito che era “ en train de relire la correspondance de Henry James “ quando ha appreso la triste nuova, e poi parla a lungo dei vestiti. “ Son ennemi le soleil “, dice Soupault. Gide cita una frase da Les Plaisirs et le Jours: “ La vie est une chose dure qui serre de trop près, perpetuellement nous fait mal à l’âme. A sentir ses liens un moment se relâcher, on peut éprouver des clairvoyantes douceurs “.

Sono sparito come una Greta Garbo del cazzo.

Comunque sia, il Pci è contro l’amnistia.

15 gennaio

007, ovvero il terzaforzismo buono (Pinewood Studios, London, England).

In ogni caso è molto istruttivo che chiamino Bonito Oliva a giudicare l’uomo dalla qualità della sua visione. Così risulta che Liggio, dopo che si è manifestato dipingendo, è sostanzialmente un ingenuo.

Toni Negri si è innamorato?, chiede la giornalista. Così si sistemerebbe tutto?

A proposito del ‘68, Andreatta parla di “ occupazione stipendiale “ dell’università.

Se non sai cos’è un “ dìttamo “ è perché non hai mai letto Gianburrasca.

“ D. « Come cambierà esattamente la sessualità? » R. « Ci sarà sempre meno penetrazione, l’ho detto. Dobbiamo prendere spunto dagli handicappati del mio Integration trust. C’è gente paralizzata che non può fare all’amore in maniera tradizionale e allora si è inventata delle maniere alternative. » “ (Intervista a Miss Tuppy Owens, ultima maitresse)

16 gennaio

Vi sono casi – molto rari in verità – in cui, poiché la sedentarietà rende immobili i giorni, il modo migliore per guadagnare tempo è quello di cambiare posto. “ (Proust citato da Curtius)

Cerca di essere preciso, e sarai costretto a essere metaforico “ (Middleton Murry citato da Curtius)

Il relativismo delle prospettive viene riconosciuto come l’apriori di ogni acquisizione di valori […] È l’occhio dell’arte di Proust. È la formula creativa del suo mondo. È la radice comune di tutti quegli spostamenti della coscienza che troviamo in Proust. Spostamenti tra le dimensioni di tempo e di spazio, di arte e di vita, di osservazione e di contemplazione, di sonno e di veglia, forse di vita e di morte. “ (Ernst Robert Curtius, Marcel Proust, 1925 [1985])

17 gennaio

« Lei non ha più quella risata nervosa … Eccola! » (La giornalista di Panorama Barbara Palombelli intervista Toni Negri)

Dov’era finito il bisnonno Amabile? Assolutamente non lo ricordo. Poi mi addormento per un po’, e, quando mi sveglio, lo so: a Posadas, nello stato di Misiones. Quando “ non ti vengono “ le parole.

Non ho capito il ‘68, figurati se capisco l’’88.

Per quanto riguarda il nonsense è sempre un dire no a un certo senso, non è mai un no sense.

Cercare il piacere nella sensazione materiale e sapere che questo tradimento dell’anima toglie al piacere il suo fiorire – questo è il lutto carnale del mondo proustiano. “ (Curtius, cit.)

Piperno torna: per stanchezza o per temerarietà?

Wojtyla incontra in chiesa Laura Antonelli.

Il topos del telefono assassino in Squilli di morte (Anderson, 1982)

18 gennaio

Un’immagine dal Canada: Franco Piperno con un cane anzi due nella neve. Solo come un cane. (Due cani)

Vedo lo spot del Selsun e mi ricordo che era uno shampoo (al catrame). Lo shampoo ritrovato?

Nello spot della pasticca Valda i due bruti sul ring si annientano a vicenda con una gran capocciata, la bionda intanto trionfa. “ Dura durissima “, dice la didascalia.

Faiblesse oblige.

Fanno notare che in tv fumano solo i sindacalisti e i politici.

19 gennaio

Gli dice sempre “ professore “ il Minoli a Piperno.

« Io sono un figlio del Pci », dice Piperno. E sottolinea figlio.

I piccoli suoni nella Recherche. C’è un cinema (Antonioni in Blow up o Professione reporter, i Taviani in Allònsanfan o ne La notte di S. Lorenzo) che cerca di far ascoltare qualcosa del genere.

I ritorni: occasioni per chiedersi perché si è partiti.

I silenziosi statici: SS.

20 gennaio

La morte del fratello di Calvino. Era un geologo. Il padre era un famoso botanico. Una curiosa somiglianza con la famiglia Proust.

Placido (Beniamino) accusa Piperno di anarchinfantilismo.

La modification di Butor è Prix Goncourt 1957.

Morto Brandi. Il necrologo si rimbocca le maniche.

L’arte come caduta nel vuoto. L’artista come stuntman. L’arte di cadere.

Riportandomi dal di fuori la commedia e agitandomela davanti, era come se avesse voluto trattenere il tempo per i capelli e impedirgli di fuggire e di portargli via i suoi personaggi. I più non li ho conosciuti. Ma quelli che mi capitava di vedere o che ho incontrato in seguito, dopo la sua morte, mi erano subito familiari, come, oggi, quei personaggi della televisione che crediamo di conoscere a furia di vederli ogni giorno sul piccolo schermo. “ (Celèste Alberet, Monsieur Proust, 1973 [1974])

Essere sfiorato (accidentalmente?) da un seno resta per me una cosa eccitante. Mi eccita l’interrogativo.

Dopo la mia morte il suo diario si venderebbe più dei miei libri. Sì, sì, lo venderebbe come il fornaio vende le pagnotte al mattino, e guadagnerebbe un sacco di soldi. “ (Avrebbe detto Proust secondo madame Albaret, Monsieur Proust, cit.)

Otto anni, giorno dopo giorno, senza saltarne uno: altro che Mille e una notte. “ (Albaret, cit.)

Pare che il ritratto di Proust fatto da Blanche fosse in principio con le gambe, ma che il pittore dopo una mostra le abbia tagliate via. (Secondo Albaret, cit.)

Sul piccolo schermo la leonessa insegue e agguanta l’antilope. Commento: “ Doveva riuscirci: i suoi piccoli hanno bisogno di cibo “. Animalismo come cioffamiglismismo.

21 gennaio

In certi momenti, pur continuando a parlare, era improvvisamente lontano, me ne accorgevo, dai miei occhi. Era una sua singolare facoltà: come avesse avuto il dono di sparire mentre la bocca continuava a raccontare. E poi, altrettanto improvvisamente, lo sguardo ritornava e si posava su di me, come stupito di trovarmi là. “ (Albaret, cit.)

« E’ strano, Céleste, non capisco il signor Porel [il figlio di un’attrice]. Ammira la moglie ma vuole che tutti sappiano e notino che è bella. Che modo di farle mettere in mostra il dorso!… Un altro po’ e me la faceva vedere nuda! Io, invece, se ammirassi una donna, non vorrei che gli altri l’ammirassero, no, me la terrei per me. » “ (Albaret, cit.)

Si chiamavano “ Gotha “ gli aerei tedeschi che bombardavano Parigi (al tempo di Proust).

Mi trovo noioso.

E del professor Fenzi vestito come un paìno che ne dici?

Perlini, Ronconi o Pippo Baudo. È l’indotto del cinema.

Penso che ha ragione il fratello del poliziotto ucciso a dire che il vero problema sono i mandanti. Appunto: chi sono i mandanti?

22 gennaio

Hanno imparato lo Stato. Tel quel. Senza riforme. Ma con intrighi.

Dietro ogni spettacolo di magia c’è sempre una componente erotica o di desiderio che Meliès attizza [sic] con grande divertimento. “ (Da un articolo di commemorazione nel cinquantenario della morte)

Questo Diario del sagrestano.

Studiano in maniera concitata, zampettano, baccagliano: che cazzo fanno, esattamente?

23 gennaio

C’è anche il libro di un tale Edouard Brasey [?], L’effet Pivot, Ramsay, 99 F.

I travestiti ovvero la lista d’attesa per l’operazione “ caccia all’uomo “.

24 gennaio

La maggioranza silenziosa, anzi muta.

Restare bambini “. 1 restare 2 bambini.

Scrivere come cantarsi una ninna nanna?

Il nuovo ciclo tv di film dell’orrore si intitola Ad occhi aperti. Come dire il contrario di Con gli occhi chiusi.

Ogni giorno tutto è una lusinga / dura minga dura no “ (Carosello China Martini, 1958 e ss.)

Dice “ bello “ per dire “ buono “, “ brutto “ per dire “ cattivo “.

25 gennaio

Nato dall’influenza di Leconte de Lisle e anche da studi classici, c’era in Marcel Proust, nel 1886, una punta di pedanteria magniloquente, ch’egli conferirà al personaggio di Bloch. “ (André Maurois, Alla ricerca di Marcel Proust, 1949)

Da Proust a Riondino, da Bataille a Donat Cattin (fils), da Borges a Placido (Beniamino) le biblioteche sono (erano) il refugium peccatorum del Novecento?

In che modo trascorreva la sua vita? [verso il ‘96] In primo luogo nello scrivere lettere, lettere – insensate e fiabesche, imperiose, leziose, interrogative, ansiose, che accarezzavano la vanità del destinatario, lo turbavano con l’ironia delle loro iperboli, lo tormentavano con la loro diffidenza, e lo affascinavano per il loro stile. “ (André Maurois, cit.)

Non vi ho più riveduta dacché l’Affare, da tanto balzacchiano che era […] è diventato così shakespeariano, con l’accumulo dei suoi precipitosi rivolgimenti. “ (Letterarietà e cronaca in una lettera di Proust, in Maurois, cit.)

26 gennaio

La vita è sogni.

Il futuro io me l’aspettavo alto biondo e americano. Invece.

Peccatore per immodestia o per ingenuità?

I comunisti: ricchissimi, accademici, invisibili. Ce ne sono milioni – fra Toscana ed Emilia-Romagna.

Vorrei sapere come funziona esattamente l’eterno sporco trucco del chiedere possedendo.

L’entertainement, cioè l’in-trattenimento.

Il ‘57 è anche l’anno della Sfida all’O. K. Corral.

Il sospetto che il “ territorio “ degli architetti, urbanisti, sociologhi venga direttamente dai film western degli anni Cinquanta.

Sceeemo… Sceeemo… “: è il corrispettivo del “ Me ne frego “?

27 gennaio

Indietro tutta “. (Raidue, prima serata)

Costanzo finisce per impostare la serata sulla spettatrice dalla risata fenomenale bramito muggito rantolo: il monstrum.

È proprio quando gli chiedono come ha fatto a cavarsela con Toni Negri che il professor Acquaviva va in crisi. Quod non fecerunt.

Cinismo “: viene da “ cinema “?

Da un milione di anni tutto fermo, immobile, immobilizzato come in una foto.

Dice che è ricominciato Dio. Fra le donne di sinistra.

Calvino si sentiva un lampadario.

28 gennaio

Basta non guardarli più e tutto si sistema.

Di Firenze posso dire soltanto che è la prima città che mi ha fatto sentire cretino. Poi ce ne sono state molte altre.

La retorica della scrittura giornalistica è la stessa dei cartoni animati?

Per Proust si è parlato di “ sovrimpressionismo “.

Non avevo previsto la civiltà del dumping.

29 gennaio

Come sono buoni i bianchi, dice Ferreri. Il cinema si sente nero. (O rosso, o giallo. In ogni caso: colorato)

La società dello spettacolo come società dell’applauso.

Il partito della commedia “ del venerdì sera “ (in tv).

“ Si dice ma non si fa “. (Il sesso) (Vedi: il Sessantotto) (Oppure il cinema)

Il critico denuncia la sonnolenza, risveglia dall’oblìo, si presenta dunque a prima vista come un fautore di disordine. Il suo sacrilegio è quello di smascherare l’oscurità in ciò che sembrava chiarissimo, di considerare l’opera nella sua nudità, di liberarla da ogni riferimento e da ogni maschera. “ (Jean Roudaut, Il libro futuro / Saggio su Michel Butor, 1964 [1970])

Alfredo Giuliani consiglia: La vita sessuale nell’antica Cina, Adelphi, 452 pag., £. 80mila.

30 gennaio

De Benedetti di fronte a Agnelli: “ Lui è il re, io sono un borghese “.

Nevrose de Mode. Chacun de ces aujourd’hui est une structure triomphante, dont l’ordre est extensif (ou étranger) au temps, en sorte que la Mode apprivoise le nouveau avant même de le produire et accomplit le paradoxe d’un « nouveau » imprevisible et cependant légiferé. Ainsi, la memoire lointaine abolie, le temps reduit au couple de ce qui est chassé et de qui est inauguré, la Mode pure, la Mode logique n’est jamais rien d’autre qu’une substitution amnésique du present au passé. On pourrait presque parler d’une nevrose de Mode. “ (Barthes, Systeme de la Mode, 1967)

La Moda: dopotutto sono le donne che vogliono piacere agli uomini. La seduzione.

La capitale amorale.

Nel 1968 ero un self made man di origine umile e decadente che giusto undici anni prima aveva buttato via proprio tutto per ricominciare da meno che zero una vita di avventure assolutamente individuali. “, scrive Arbasino (Il mio ‘68). Dopo averlo letto mi viene da chiedermi: che cosa ha buttato via esattamente Arbasino – nel 1957?

31 gennaio

Perché gli Zulu, prima che arrivassero gli inglesi…

In Maurois anche belle intuizioni come: “ Proust è lo Zenone dell’amore. Il bacio di Albertine viene distrutto dal ragionamento come la velocità di una freccia.

Secondo Meredith “ l’umorista cammina dietro la sua vittima imitandone tutti i gesti. “.

Ai tempi di Grasset (1913), Proust voleva “ pubblicare un primo volume di settecento pagine senza capoversi, nemmeno per i dialoghi. “ (In Maurois, cit.)

Una produzione Love & business “.

In un certo senso – quel senso – il fascismo è finito con l’arrivo della televisione a colori.

Tutta la televisione è Indietro tutta. Apocalisse. Svelamento.

La lettura del libro di Maurois lascia intravedere la magnificenza del prestigio di cui la letteratura godeva in Francia ancora quarant’anni fa.

Non scriverò un bel niente ma sarò sempre più stanco.

Tutte le testimonianze concordano: le “ petit Marcel “ era un uomo alto.

1 febbraio

QQQualcuno lo presenta come un film gorbacioviano, film della glasnost, film contro la burocrazia. E infatti lo è ma nel senso che è soprattutto un film sul cinema, come arte del fare-perdere-tempo. Non altrimenti si spiega l’odissea del piccolo scrittore irretito dalla banda di (simpaticissimi) burocrati del sindacato scrittori della imprecisata repubblica dell’Asia sovietica che dovrebbero leggere il manoscritto (che, come il film, porta il titolo di Montagne blu) e ciononostante riescono a non farlo, mentre il tempo passa matura l’uva cade la neve torna la pioggia e poi l’estate e l’edificio che vacillava finisce per crollare ma non prima che tutti si siano messi in salvo. Finisce con lo schermo riempito dalla facciata del nuovo palazzo. Tutto è cambiato, cioè niente. Era lo scrittore il pericolo da cui sono riusciti a scampare? Il cinema, arte del fare-perdere-tempo, guadagnandoci tuttavia sempre qualcosa. (Chi aveva capito tutto fin dall’inizio era l’omino buffo, sedicente scrittore di favole, in realtà geologo, cioè scienziato della terra)

La cultura politica è anche una cosa seria, se la si intende come una “ scienza “ della rappresentazione.

Grandi Ritorni: La sonnambula.

Andando al cinema ci si indebita con il cinema. (Lo notava Perec)

Il lavoro c’era prima. Poi, con i Sessanta, è cominciato il – massacrante – divertimento.

I macchinoni di Ronconi.

« L’importante è vincere, non partecipare » “ (Io, Chiara e lo Scuro, Francesco Nuti, 1983)

Il nonno Coelio, ovvero il top dell’eleganza. (Mai conosciuto)

2 febbraio

Il “ caso Arcimboldo “. La cultura massmediatica come “ casistica “. (Cultura dei casi)

La cultura sta prendendo il posto che una volta aveva la religione. Anche la cultura, come la religione, ha oggi i suoi preti, i suoi profeti, i suoi santi, i suoi collegi di dignitari. Il dittatore che vuole essere incoronato non si presenta più al popolo con a fianco un vescovo, preferisce un premio Nobel. Il grande ricco che ha bisogno di farsi perdonare i suoi peccati non fonda più un’abbazia, ma un museo. Oggi le crociate nascono in nome della cultura. Oggi è la cultura che ha assunto il ruolo di « oppio dei popoli ». “ (Jean Dubuffet, Asfissiante cultura, 1968 – Trad. di Adriano Spatola)

Con una decisione quasi unanime la collettività ha scelto come maestri di pensiero i professori […]. I professori sono degli scolari perpetui, degli scolari che, una volta terminati gli studi, sono usciti dalla scuola dalla porta per rientrare dalla finestra, come i soldati che prolungano la ferma. “ (Dubuffet, cit.)

3 febbraio

Il ne rechercherait pas le temps perdu s’il ne l’avait deja retrouvé. “ (Georges Cattaui, Proust et ses metamorpho-ses, 1972)

Il partito del “ da sempre “.

La foto di Proust alle Zattere. E tutti pensano: sembra Charlot.

Io continuo a inseguire il passato come tempo del “ meglio “, ma il mondo continua a procedere verso l’inderogabile peggio.

I veri anni Sessanta: Il diario di Anna Frank. (Una bambina ebrea. Che scriveva)

I veri anni Sessanta: Calimero, il pulcino nero (“ No che non sei nero… sei solo sporco… “).

Fare il giornalista è facile: basta mostrare paura. Tutti insieme appassionatamente. (Non è un miracolo: sono le agenzie)

4 febbraio

Incontro Squitieri in via dei Villini. Non lo conosco, ma lui è uno di quelli che fanno di tutto per essere ri-conosciuti.

Lo so: perdo tempo.

Può esserci una critica “ estetica “ della società “ estetica “?

Dopo quello della serva di Proust esce il diario dell’amante di Valery.

La bambina con la gamba mozzata Soldatoblu la butta in braccio al generale (boia). (Soldato blu, 1970)

Come la religione anche la cultura ha le sue beghine.

5 febbraio

La parola non è il raccordo fatale di ogni ordine significante? […] Questa presenza fatale della parola umana non è evidentemente innocente. Perché la Moda parla così abbondantamente l’indumento? Perché interpone fra l’oggetto e il suo utente un tale lusso di parole (senza contare le immagini), una tale rete di sensi? “ (Barthes, Sistema della Moda, 1967 [1970])

E se il commercio fosse solo il corpo della pubblicità?

C’è una sola scienza possibile, l’etnologia?

Barthes distingue un “ grado pieno “ (determinativo) da un “ grado zero “ (indeterminativo). Che lettore superficiale sono stato!

Tutto peggiora, anche “Alfabeta”.

6 febbraio

La signorina Palombelli (di Panorama) ha un bell’indossare tailleuirini old fashion. Rimane una stronza che confonde “ perdono “ con “ estinzione della pena “. Nella patria del diritto il senso della legge rimane per i più un mistero.

« Ma tanto chi li legge? », mi dice la “ collega “ che incolla i cartellini sui libri. Gli manca poco ad andare in pensione anche a lei.

Il nonsenso dello Stato.

Van Gogh va fortissimo. Quasi come i Bronzi.

To blow up “. “ Ingrandire “ (una foto), ma anche far “ saltare in aria “. Fermo restando il soffio (Dylan, Blowing in the wind)

7 febbraio

Ha vinto l’Italia de “ la mia signora “.

La liberazione dal timore dell’Aldilà ha reso spaventoso l’Aldiqua.

8 febbraio

O membranza sì cara e fatal “ Mah.

Busi mi pare il primo scrittore completamente “ televisivo “: non si fa vedere per essere letto, ma scrive per essere visto. (Dice “ còllants “, ma, in studio, non se ne accorge nessuno)

È “ rilegato “ o “ relegato “? È un “ referto “ o un “ reperto “? Vocabolario, addio.

Il ‘58 è anche l’anno del Gattopardo (romanzo).

Il pittore Perilli plaude alla sposina siciliana che ha denunciato il marito per stupro dato che non aveva intenzione di dargliela.

“Il Bibliofilo”, rivista per vendere libri usati a prezzi carissimi è di Berlusca.

9 febbraio

Ferretti ha studiato a Pisa con Russo. Genealogie.

La crisi del ‘56-’57 […] Veniva a maturazione cioè, in molti scrittori, la crisi di quella visione unitaria della società italiana e dei suoi problemi, che aveva lievitato al fondo della produzione letteraria e artistica e cinematografica del neorealismo, che aveva fatto del movimento neorealistico un autentico impetuoso movimento d’avanguardia, al di là dei limiti e degli equivoci che pure esso non seppe risolvere. “ (Giancarlo Ferretti, Letteratura e ideologia, 1964)

Fin da Metello (1955), la sinistra come grancassa (di risonanza) (er ddibbattito)?

10 febbraio

Il tempo perduto è semplicemente quello in cui si vive invece di lavorare. E’ il tempo troppo umano in cui si fanno esperienze. Il tempo dell’esperienza. Il tempo delle ombre sulla parete della caverna.

Anche il cinema ha le sue catastrofi: quando arrivò il sonoro.

Quello canta Only you, quello cita Andalù. Il revival.

Ripenso all’Antiedipo (1971). Un discorso che rovescia tutto: lo Stato è usurpatore, appropriatore indebito, la rivoluzione restaura il diritto. Io non avevo capito niente.

Ma il popolo cos’è? Moralista o calcolatore?

11 febbraio

Un disperato attaccamento al sesso. Nella convinzione che non me ne fotte niente.

Lei dice di me cose che dicono tutto di lei.

Vedo il mio amico in tv. Per essere laici bisogna essere figli di cattolici?

Che cosa hanno in comune – a parte l’età – Il Giornale di Indro Montanelli e La Repubblica di Eugenio Scalfari? Che sono giornali.

Apostrophes ovvero anche la letteratura è tutta un quiz.

Ce « comment faites vous? » […] Je ne sais. Ou plutôt, je sais que je n’ai pas de mèthode. Ce n’est pas qu’une force obscure et malicieuse me rende somnambule tout à coup et m’oblige à poser les deux coudes sur la table. Je ne tiens guère à l’inspiration. “ (Léon Paul Fargue, Le pieton de Paris, 1939)

Nel sonnambulo non è meno rimarchevole il fatto che dorme che quello che cammina.

Come sono buoni bianchi è un manifesto del cannibalismo. Nel senso del cinema. Comunque sempre cannibalismo resta.

 Penso che i fascisti vincono sempre. “ Fascisti “ : da definire.

12 febbraio

Guardo la gente con una severità da finocchio.

Ormai non ce n’è uno (una) che non mi faccia lezione di realismo.

Che faccio? Ingrasso.

Con il passare del tempo sempre più le vedo tutte uguali queste coppie: lui un « pezzo di pane », lei una vipera.

13 febbraio

A Torino la biblioteca risultava parte di un meraviglioso complesso unito da un corridoio infinitamente lungo di cui faceva parte un teatro o più d’uno a una Roma fasulla di cinema ricostruita come un quartiere belle èpoque. Vagavo fra i concerti i figuranti le debuttanti i militari della Grande Guerra il pubblico di giovani in attesa dello spettacolo fra cui la figlia di un senese cui mandavo i saluti finivo per fare tardi sull’orario perduto nel labirinto di questa Disneyland con tanto di spassosi scivoli d’ottone. (Un sogno)

Ho cominciato a scrivere i sogni almeno dieci anni fa.

“ Far scomparire “: in senese antico “ Far fare brutta figura “.

Questo buffo diario attesta la mia labilità (e la mia lotta contro la labilità).

Il mondo è grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grandegrande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande grandegrande grande grande grande grande grande grande grande grande e stupido.

14 febbraio

Il consenso. Il con-senso.

Fra tutti i sentimenti che talora affiorano da sotto la patina dell’informazione, l’odio per Toni Negri è il più genuino.

Con grande sdegno di Repubblica pare che alcuni intellettuali (Agamben, Raboni) si permettano di dire cose troppo ambigue sul terrorismo che invece, come si sa, è il Male e basta.

A Va’ pensiero Bellezza legge una delle sue brutte poesie. Però fa sapere di essere frocio. (Era meglio quella di Zeichen)

La marrone di eccellente griffe tuttavia presto lisa rósa da una barba impropria afflitta sul collo ogni giorno un poco votata al macero malata incurabile di un morbo da opera. La celeste coatto pastello di tintore ducotone lavabile un muro di sordità mediocre. La jeans nuova così fans tutti ovvia attuale solida in apparenza può anche darsi che duri. Camicie con la i perché non sono camici.

Il “ vivente non umano “. Roba da fantascienza.

15 febbraio

« Tanto non legge più nessuno », dice Bellezza. A lui il fatto, comunque, non nuoce. Chi ha avuto ha avuto… (Potenza della finzione conservatrice) (Bellezza: l’amico del morto giusto)

L’insistere su Gramsci da parte dei comunisti corrisponde al fatto reale che l’organizzazione della cultura è tutto ciò che resta della cultura.

16 febbraio

Ferretti si lamentava perché Canzonissima unificava il pubblico “ al livello più arretrato, acritico, inerte, e sotto il segno dei valori borghesi più convenzionali, ritardati, equivocamente « apolitici » e in realtà qualunquistici […] anche in primo piano aspetti più aggressivi e moderni, come il mito della competitività e del successo – sia pur temperato qua e là da un’aria di tombola familiare e paesana. “ Se ne deduce che Ferretti guardava Canzonissima.

Quando non si può più scrivere l’unica cosa da fare è scrivere?

Il capellonismo del ‘68. Un immaginario da caserma.

Sono molti gli intellettuali che scrivono sui giornali, ma sono pochi quelli che sanno come si fanno (i giornali).

Il teatro gaglioffo di Carmelo Bene ha il suo compimento nel carnascialismo televisivo? Bidon-ville.

17 febbraio

Venticinque anni fa: un regresso iscrivermi alla facoltà di lettere poi filosofia, dedicarmi alla politica, etc. etc.? Chissà. Dipende dai gusti, dipende dagli equivoci.

Il critico è sempre “ uno spettatore che scrive “, come dice Raboni? Il critico e il suo attore: una specie di rapporto sessuale. Brutale, come nel caso di Davico Bonino – che tratta Bene come una ragazza coccodè -, assente ma sensuale come Raboni, impotente perché imitativo in Almansi.

I romanzi che non si fanno “ ridurre “ a cinema (Proust, Joyce, Musil…). La letteratura irriducibile.

Non avere capito che il protagonismo aveva ricominciato a pagare: le Grandi Firme.

Ferretti (Il best seller all’italiana, 1983) è sospettoso nei confronti del nuovo “ romanzo colto “ degli anni Ottanta. Fa bene a sospettare.

Bisogna riconoscere che è vero: non sono violenti. (Sono ladri)

18 febbraio

Quando mi dicono: « Quanto sei buono! », io atterrisco al pensiero di quanto sono cattivi loro. (Forse è per questo che me lo dicono: per farmi paura)

La fanciulla che si è inventato uno stupro inesistente. Natalia Aspesi dice che ha ragione comunque. Miracolo a Milano.

Uno sguardo sulla letteratura italiana dei Sessanta (Ferretti) fa capire quante “ porte strette “ ci sono state per chi voleva veramente scrivere.

I nomi citati da Ferretti (nell’83, solo cinque anni fa) corrispondono ora a un elenco di morti: Calvino, Chiara, Cassola, Arpino)

Laddove i vecchi sauri del romanzo medio subiscono il mercato per accettazione o necessità di ruolo e di successo (vissute talora come vere forme di nevrosi), o lo utilizzano dissimulando in modo equivoco le relative concessioni con le riserve di una presunta « autonomia », i nuovi sauri impostano con il mercato stesso un rapporto esplicito e fondato per lo più su una strategia agguerrita, su una sottile teorizzazione e su un consapevole progetto letterario. “ (Giancarlo Ferretti, Il best seller all’italiana, cit.)

Le donne e l’immagine: isteria d’immaterialità.

Quello si è inventato un nuovo mestiere: l’” abbigliatore “.

Il prodotto, grazie a quella compresenza e interazione di irripetibilità e costanti, creatività individuale e logica industriale e così via, è più complesso del testo tradizionalmente inteso, come più complesso deve essere il relativo sistema di interpretazione. “ (Ferretti, Il best seller all’italiana, cit.)

19 febbraio

La questione del gusto. Resto convinto che leggono sempre i libri sbagliati, oppure nel modo sbagliato.

Il Sessantotto, costruito come una “ guerra “ che doveva essere persa, una guerra da/a perdere. Il fallimento, teoria e pratica. Cfr. economia.

Straordinario autore questo Vittorio Spinazzola, già attivo nel 1891 dovrebbe avere, a occhio e croce, non meno di centoventi anni. (Secondo il catalogo della Biblioteca Nazionale Centrale “ Vittorio Emanuele II “)

Uno di cui non si sa più niente: Mino Argentieri. Morto? Sparito?

Scripta manent “. A Piazza Regina Margherita. Dalle 15mila in su.

Va bene tutto. Ma i comunisti, quelli no.

Guardare è infantile, mostrare è adulto?

20 febbraio

C’è stata una Grande Guerra contro la Letteratura. Io sono stato fra i “ caduti “ quasi subito.

Dall’Insostenibile leggerezza dell’essere ci fanno subito un film. Si direbbe erotico, a vedere le locandine. Il cinema preferisce sempre andare sul pesante.

Alla fine di Linea rovente risulta che la differenza più interessante fra Fenzi e Ferrara è che il primo è un professore (di letteratura) che ha lasciato la moglie e tre figli e il secondo è un giornalista (televisivo) che si è appena sposato.

Quel giornalista violinista callista negli anni Cinquanta a Siena.

Una volta che è scesa dai tacchi, una donna si mostra per quello che è: cioè piccola: vertiginosamente.

21 febbraio

Repubblica dà la linea: tutte adultere!

Quanti cornuti ci sono al mondo?! Pensarlo, mi spaura.

Il mostruoso delitto della Magliana. Ci sono i mostri, in giro.

Il Novecento parla sempre dell’Ottocento, ma del Novecento, cioè di se stesso, quasi mai.

Ecco in tv l’ex “ collega “ Elisabetta Rasy. Ha scritto un libro e poi un secondo. Dopo dieci anni, noto, fa ancora le stesse faccine, “ accattivanti “.

22 febbraio

La tv sancisce l’abolizione dell’occulto. A favore della sua perfettamente misteriosa chiarezza.

Non mi piace la fica scodellata.

Brave new world “. (Pubblicità della French line – linea di navigazione – su “Fortune”, ottobre 1934) (Il romanzo di Huxley è del ‘32)

La donna si toglie gli occhiali… Didascalia: “ Il direttore aveva mangiato pesante “. (Spot pubblicitario, anni Ottanta)

Sfoglio “Fortune”, contemplo l’allucinato americano rotocalchico splendore degli anni Trenta.

La vincita spetta a me… i numeri te li ha dati mio padre “ (Dice Eduardo)

23 febbraio

La storia sono loro. La mamma loro. Il padre loro.

Mi ripugna l’intelligenza intelligentina. Quella che va bene al Signor Tutti. Quella che la premiano.

Messo a confronto con il designer Giugiaro, il generale Bisogniero appare un uomo di pace. Perché la guerra di ora è assolutamente un’altra.

Ho un po’ di affanno. Sono gli spettacoli mozzafiato?

Bisognerebbe non guardare, bisognerebbe vedere.

Fanno giocare, fanno ridere. Per non giocare, per non ridere loro?

24 febbraio

Orizzonti di gloria (Kubrick, 1957) è il film della svolta “ pacifista “ del cinema. (“ « Troppo è accaduto e qualcuno deve pagare: l’unica questione è chi » “) (I tamburi sono gli stessi di 2001 Odissea nello spazio)

I giornalisti sono i militari del tempo di pace?

L’industria: la produzione per la produzione. Il profitto, in ultima analisi, ma solo in ultima analisi.

Mara, Renato e io: è un libro sul terrorismo o sul triangolo?

Il caso del sedicente medico che, scoperto, è morto da barbone in poco più di un mese. Una dissimulazione troppo onesta?

Vogliono capire insomma come il tosacani, piccolo, mingherlino, possa avete avuro ragione dell’ex pugile, grande e forte, temuto da tutti alla Magliana…  “ (Dai giornali)

Il povero Franceschini dice: “ Da quando ho smesso di essere terrorista ho smesso anche di essere giudice “. Chissà che ne pensano i giudici.

Nascerà Gesù o suppergiù. “ (Ricchi & Poveri)

Lei, quella donna più grande di me, mi disse subito una cosa che mi sembrò subito giusta: « Pover’uomo… ».

A Siena, giù al Rastrello, oggi è una giornata grigia, giusto come piacciono a me.

25 febbraio

Se c’è un’intenzione nel nonsense è quella di sbiadire il significato delle parole, di renderlo il più fievole possibile, di cancellarlo, con lo scopo dichiarato di sostituirlo con il significante. Ora, la materialità della parola è il suo suono; è dall’appercezione del suono che si trasfonde l’immagine linguistica della parola. Se lo sviluppo del pensiero occidentale ha portato alla biforcazione dei due elementi, suono e immagine, nel lavoro onirico essi sono ricondotti alla loro inseparabile totalità. “ (Milli Graffi, Arguzia e lavoro onirico nel nonsense, in “Il piccolo Hans”, 55, 1987)

A cos’altro poteva pensare D’Annunzio, se non a una rilettura in chiave antropogico-psicologica (non teologica) dell’avventura del Cristianesimo? Psicologia del profondo, appunto, non psicoanalisi. “ (Dice Valesio su la Contemplazione della morte)

26 febbraio

Il comico Grillo dice che i politici sono “ bambini “. Perché non contano niente ma non lo sanno.

Non mi hanno fatto niente. Mi hanno solo rubato tutto.

A Firenze, al convegno sulla lettura, si parla del “ non-lettore “. Ma io vorrei sapere: “ non-lettore “ di che? “ non-lettore “ in che senso?

Sull’”Illustration” del ‘13, la pubblicità di un porte-plumeSwan “ [sic] nonché di un emporio “ A la Marquise de Sevigné “, “ 11, Boulevard de la Madeleine “. Vi si possono acquistare “ mille objets charmants et inédits “. La Recherche e il suo “ contesto “.

Esorbito. Continuo a esorbitare.

Carnet “, “ carniere “…

27 febbraio

Che cosa vogliono le donne? Lei si lascia sfuggire un « vogliono giustizia ». Le donne? Da me?

La senesità la napoletanità la romanità… Tatatatatà.

Mannoia (Fiorella): un altro nome d’arte? Alla fine annoiano.

Il mio strano modo di “ nutrire sentimenti antidemocratici “. Il mio strano modo di essere un bischero.

I “ giornali femminili “. I giornali sono tutti femminili?

Ora che vedo tutto, anche una copertina (un Durrell, Feltrinelli, 1962, di Albe Steiner) mi appare stupefacente.

Per salvare il libro Eco propone di abolire l’IVA.

28 febbraio

Potrei scrivere un libro sui gatti.

Lire ha cercato e trovato gli omonimi dei grandi scrittori francesi. Ecco un Jean Racine che è un negro e vende non so che cosa, ecco un Jean Cocteau impiegato e un Marcel Proust commerciante di pneumatici. Ecco un Albert Camus: a scuola lo chiamano “ la peste “.

I bambini grandi lettori di libri, dice il sociologo. Dice sul serio o ha voglia di scherzare?

Antonio Ricci, che pure è intelligente, non conosce la differenza fra “ evocare “ e “ rievocare “.

La vuota pienezza del cinema.

29 febbraio

Le voci en plein air dei film di avventure.

Quando uno guarda tanto la tv – come ora la guardo io – finisce per chiedersi: che farei se la tv non ci fosse?

Il mio “ barocco “. Di trent’anni fa.

A dieci anni di distanza si capisce che il sequestro Moro fu la messa in atto della parola d’ordine “ Fermare la Dc “. Interpretata alla lettera.

Mettere in relazione la Recherche con Piccolo mondo antico, comparso in traduzione in Francia nel ‘906. Perché sì perché no.

« Ossillato », dice il simpatico Busi. Dice anche « acrimonìa », ma nessuno si preoccupa.

1 marzo

cccccè poi Indietro tutta. Che è sempre più indietro.














Sogno di incontrare antichissimi amici allo stadio del Rastrello. Augusto 1, Augusto 2. Una vera “ rimpatriata “.

Il demenziale: quarant’anni fa, quando non c’era la televisione, si chiamava “ qualunquismo “.

I giornalisti vogliono bene alla mamma.

“ Prendere il tram “. Quelli che presero il ‘68. Quelli/e che presero il ‘77.

La burocrazia cristiana.

Il teatro dell’innocenza, le facce da galera.

Anniversario della morte di D’Annunzio, di Valle Giulia e del matrimonio fra il babbo e la mamma.

« I giovani non cercano … ops … non trovano lavoro », si lascia sfuggire Ferrarotti, ospite della banda di Jeans.

Craxi, il borborigtmico.

2 marzo

Anni Sessanta: Jane Birkin, la donna senza seno. (Ma con un gran bel culo)

I bambini, veri o falsi che siano, mi incutono terrore.

Ordinario qui ordinario là, presidente qui presidente là: l’omìno invisibile non si fa mancare niente. (Avendo avuto notizia che il Tinazzi è diventato presidente della Biennale) (Ho sempre più voglia di scrivere un libro sul cinema, cioè sul ‘68, cioè sul cinema)

Il sicario in minigonna “ (Dai giornali) (“ Messina, l’assassino travestito da donna / ha freddato il boss della mafia messinese “)

Guardare e non toccare “. Però guai a non guardare.

Addio addio addio al mondo / va dicendo ad ogni cosa “ (Modugno, Vecchio frak)

3 marzo

Chi sarà questo “ Zadig “, che nel maggio ‘87, su “Mondoperaio” dialoga con Mughini (Compagni, addio) dandogli di fratello maggiore e raccontando che nei famigerati Settanta lui “ fra rabbia, disgusto e vergogna [se ne stava] isolato, rinchiuso, prigioniero volontario di un’impiegata frigida, perbenino e comunista, a cento metri